Racconto quanto avvenuto lo scorso Sabato 27 luglio 2013.
L'area di sosta Romita si trova sulla A1 tra le uscite di Arezzo e Valdarno in direzione Firenze.
Arriviamo al parcheggio dell'area alle 13.20 e sfruttiamo l'occasione di un altro camper che lascia il posto all'ombra per infilarci il nostro cin il parabrezza in direzione della corsia di accesso.
Date le ridotte dimensioni del parcheggio sono sempre vigile che le soste dei veicoli non mi impediscano la ripartenza.
Tenendo d'occhio lo spiazzo noto un tipo che esce dal sottobosco con una borsetta a tracollo e le mani in tasca, sebra il solito fannullone e penso sia andato a fare i suoi bisogni essendo i bagni del parcheggio chiusi.
Il tipo sembra molto interessato a quello che succede nelle macchine e nei camper che arrivano e partono dal piazzale.
Siccome c'è una decappottabile di lusso con una bella signora dentro e il tipo insiste nel guardare, mi viene in mente possa essere un guardone e mi tornano in mente i compagni di merende.
Tutte le mie preoccupazioni svaniscono quando il tipo prende la sua auto, assolutamente comune forse una Punto, con targa della provincia di Arezzo, ma mi sfuggono i numeri, e se ne va.
Noi mangiamo con calma mentre altri veicoli arrivano e partono tutti con gli stessi problemi, cercare di mangiare qualcosa all'ombra e fare se possibile i bisogni.
Ad un certo punto passa anche una volante della polizia che controlla al volo senza fermarsi.
Finito di mangiare, e approssimandosi la ripartenza, si ravviva la mia attenzione tesa ad evitare l'incastramento.
Fortuna vuole che abbiamo affilate avanti a noi un suv bianco e un'auto, che guardo con preoccupazione studiando le manovre che devo fare per poter ripartire.
Mentre faccio queste osservazioni e calcoli dal posto di guida, vedo di nuovo arrivare la macchina del tipo nel parcheggio che, non trovando posto davanti, si va piazzare dietro al camper.
Seguo tutto anche dagli specchietti retrovisori, da dove noto che il tipo scende e riprende il modo di osservazione precedente.
Comincio a chiedermi come abbia fatto in così poco tempo a riprendere l'autostrada in direzione Firenze, uscire al successivo casello e rientrare da quello di Arezzo per tornare a questa area di sosta.
Torno a pensare ai compagni di merende.
Nel frattempo vedo arrivare un'auto sportiva bianca con vetri abbrunati che, non trovando posto davanti, va anch'essa a posizionarsi dietro al camper.
Ad un certo punto il tipo passa a fianco al camper verso il centro del parcheggio e si va ad infilare sotto il bosco davanti.
Dal parabrezza ha buona visuale su quello che accade nel camper.
Intanto il suv che avevamo davanti se ne va e la cosa mi facilita la manovra di inversione ad U che devo fare per ripartire senza dover fare marcia indietro.
Dagli specchietti retrovisori vedo scendere dalla macchia sportiva tre persone giovani, palestrate e tatuate, di cui due appena scese chiudono gli sportelli e si poggiano alla loro vettura osservando il camper da dietro.
Ormai siamo rimasti in pochi nel parcheggio, noi, il tipo e gli occupanti della macchina sportiva.
Mi accorgo che il terzo componente della macchina bianca apre il cofano posteriore e comincia a rovistare dentro.
Avverto forte e chiara una sensazione di pericolo, come se si stesse organizzando un assalto per una rapina.
Sono le 15.20 e dico a mia moglie, senza allarmarla, che abbiamo sostato abbastanza ed è ora di ripartire.
Le chiedo di chiudere la porta del camper e, prima che si sieda, metto in moto e parto, senza impeto ma con decisione.
Faccio l'inversione a U e mi avvio alla rampa di uscita.
Sia il tipo sotto il bosco che gli occupanti della macchina bianca non staccano lo sguardo dal camper e dal sottoscritto.
Mentre accedo alla rampa mi accorgo che sotto il cavalcavia autostradale è presente una squadra di operai delle autostrade, con loro furgone, che stanno prendendo degli attrezzi.
Credo quella presenza mi abbia dato il tempo di sottrarmi all'assalto.
Ho guidato le successive due ore sempre tenendo d'occhio gli specchietti retrovisori, nel timore di essere seguito da quegli individui a cui credo di aver rotto le uova nel paniere.
Ancora oggi sono convinto che tutte quelle persone lavorassero assieme e che il tipo faccia da esaminatore per scegliere le vittime ed abbia un modo semplice per entrare e uscire dall'autostrada.
Già da tempo non sosto più in autostrada per la notte, ma ora anche per pranzare solo aree di servizio con distributore e motel.

Le informazioni sono come i soldi, se non girano non valgono niente.
Modificato da Roberto CG il 21/08/2013 alle 15:01:07