Inserito il 15/10/2010 alle: 22:19:39
....ho provato a cercare qualcosa, e oltre alla stazione di Casella, dalla quale si raggiunge Genova con il treno attraversando gli appennini, (potrebbe essere un'idea soprattutto per i "zenesi"[:D][:D][:D]), potremmo fermarci a Vobbia, di cui scrivono ciò:
Vobbia
Vobbia ha rappresentato il crocevia e la frontiera tra i feudi dei Fieschi, degli Spinola e degli Adorno e successivamente tra le province di Genova e di Alessandria. Vobbia sorge su un cuneo di terra alla confluenza dei torrenti Fabio e Vallenzona.
È uno dei comuni della Liguria più distanti dal mare e ha numerose frazioni sparse sulle montagne. La vocazione del paese è sempre stata quella agricola, ma gli studiosi non escludono che a Vobbia si praticassero, grazie alla sua posizione di passaggio, anche il somaggio, l'alloggiamento, la ristorazione e il brigantaggio.
I boschi di castagno plurisecolari del Pian di Pareto e quelli di faggio e di rovere ricoprono gran parte del territorio che si estende nell'area del parco dell'Antola.
L'orgoglio di Vobbia è, il celebre castello della Pietra. Il nucleo originario della costruzione medioevale risale al mille ed è incastonato in una roccia di pietra puddinga. Dall'alto l'edificio domina il paesaggio e nelle giornate di pioggia, nebbia o foschia assume aspetti suggestivi e romantici. Per la sua importanza storica e per la sua oggettiva bellezza, il castello è stato anche teatro di nozze e oggetto d'interesse da parte del cinema italiano.
Il castello è gestito dall'Ente Parco Antola e, a partire da maggio, è aperto tutte le domeniche e i festivi dalle 10.00 alle 18.00. Su prenotazione si possono fare visite guidate (per informazioni 010.9761014 - 010 944175).
Sotto al castello, lungo la strada provinciale che porta al paese, ci s'imbatte nel leggendario ponte di Zan, costruito intorno al 1250. Alla passerella sono legate storie popolari che accrescono la suggestione del visitatore. La leggenda più famosa narra che il diavolo terminò, l'opera della costruzione del ponte in una sola notte prendendosi in cambio l'anima del primo passante.
Il castello si può raggiungere anche a piedi da Vobbia, seguendo il "sentiero dei Castellani" che passa a mezza costa sul torrente Vobbia per una lunghezza circa di 3,5 Km.
Anche la cultura religiosa ha lasciato in questo territorio tracce notevoli. La chiesetta di San Fermo è una dei più antichi monasteri della Valle Scrivia e risale al IX-X secolo. Nelle sei parrocchie di Vobbia sono conservati dipinti e affreschi importanti dei pittori della scuola genovese tra cui Luca Cambiaso e Valerio Castello. L'oratorio del paese è un monumento storico davvero singolare. Fondato nel 1632 e intitolato alla Santissima Trinità conserva una statua lignea policroma della Madonna risalente al 1450. All'interno dell'oratorio viene conservata una pergamena del '700 dove sono elencati i nomi degli uomini delle due riviere resi schiavi dal popolo di Maometto. Accanto ad alcuni nomi appare la scritta " riscatto ", nel caso in cui l'offerta fosse servita alla liberazione, o " rinnegato " se il prigioniero aveva deciso di farsi seguace di Maometto. Gli affreschi settecenteschi dell'oratorio rappresentanti i santi Felice di Valois e Giovanni di Matha sono sempre molto apprezzati.
Grazie alla tradizionale sagra della mostardella, che richiama turisti e valligiani golosi, i salumi di Vobbia rappresentano un prodotto artigianale tra i più apprezzati della Liguria. Genuinità e freschezza caratterizzano anche la produzione di pane, focaccia e canestrelli. Il pane nero del castello è una delle specialità più singolari e gustose. Fino a qualche anno fa, il Palio dei Gampi era una manifestazione da non perdere: i concorrenti percorrevano un tratto ghiaioso del torrente utilizzando i vecchi trampoli che un tempo servivano per guadare il fiume.
Nelle notti d'estate, grazie alle iniziative della Proloco di Vobbia, si trasferisce sui monti circostanti un vero e proprio osservatorio astronomico che richiama romantici e appassionati del genere.id="size3">id="blue">
... quasi quasi ci fermiamo in questi posti lontani da ogni rumore, e magari troviamo anche un posticino dove poter dare sfogo allo "squabapi", arte ormai quasi dimenticata[:D][:D][:D]
Che ne dite?
Ciao, Mauro