Inserito il 13/01/2012 alle: 23:48:27
..ci sono stato nel 2004 e questo è il resoconto di viaggio pubblicato su Autocaravan...
Fascino dell’est.
3 luglio- A Trencin, in Slovacchia, termina l’autostrada, ma altri 70 km ci separano dalla Polonia.
Il nostro viaggio si può dire che inizia qui, a 6 km dal confine, nel borgo di Trstena, con una piazza circondata da edifici color pastello e fiori che invitano alla sosta.
Siamo stanchi e ci sistemiamo per la notte.
4 Luglio-Sveglia di buon’ora al suono delle campane: è domenica e il paese è in festa; noi partiamo, destinazione Polonia.
Cracovia ci accoglie offrendo un posto in prima fila sulla Vistola sotto il “Wavel” per il nostro ingombrante 7 metri e mezzo.
Visitiamo questa antica città che possiede una delle piazze medioevali più grandi d’Europa, la Rynek Glowny, circondata da edifici di rilievo storico e nel mezzo il mercato dei tessuti, oggi adibito a bazar per i turisti.
Restiamo rapiti dalla sua imponente bellezza.
Solo il museo Czartoryskick riesce a portarci via perché, per 9,00 sloty (3 euro), ci concede l’onore di far conoscenza con la Dama dell’Ermellino, il capolavoro di Leonardo da Vinci che la famiglia polacca che porta il nome del museo, ha acquistato alla fine del 700.
Lasciamo Cracovia e prima di sera siamo a Varsavia.
Le guide ce la descrivono come una città poco interessante, totalmente ricostruita dopo le devastazioni della guerra ma noi, complice lo scarso traffico e la serata tiepida, la scopriamo piacevole da visitare, con un piccolo e grazioso centro storico.
Parcheggiamo e pensate! , pernottiamo davanti al monumentale teatro Wielki, in piazza Teatranly.
5 Luglio- I 311 km che ci separano dalla frontiera Lituana sono un tormento.
La strada è tutta un cantiere, solo le ciliegie acquistate dai contadini allietano il nostro viaggio.
Impieghiamo più di 6 ore e finalmente, nel primo pomeriggio, siamo in coda.
Prepariamo i passaporti: uno sguardo veloce, un sorriso e….via.
Lituania
Entriamo in Lituania come ospiti in casa di sconosciuti, cercando di non far rumore per non turbare la quiete che vi regna.
Davanti a noi, in un paesaggio pianeggiante, si estendono foreste di betulle.
La strada dritta, costeggiata da piste ciclabili immerse nel verde, attraversa piccoli villaggi curati e semideserti.
Incrociamo poche auto ma lungo tutto il viaggio, a farci compagnia, la discreta presenza delle cicogne che dall’alto dei loro nidi ci accompagnano con lo sguardo.
Kaunas è la prima grande città; ex capitale Lituana, si presenta come una città industrial-socialista.
Restiamo disorientati dalla scarsa segnaletica.
Vaghiamo per qualche chilometro alla ricerca di un centro che non troviamo, in una periferia con segni di degrado.
Decidiamo di raggiungere il mare e dopo 200 km di una veloce superstrada, arriviamo a Klaipeda “finestra” sul Baltico.
Ci fermiamo, dove pernotteremo, all’imbarcadero per la penisola di Neringa, il Sahara Lituano come lo definisce la guida del TCI, dove le dune di sabbia finissima, il profumo dei pini e la vista del mare blu in lontananza hanno un fascino particolare.
Sono le 23 e 30, il sole irradia ancora la sua luce e ci sono 10 gradi!
Klaipeda, l’antica Memel, è una graziosa cittadina portuale, con un centro storico che conserva edifici d’epoca di ispirazione germanica.
Siamo nelle” terre dell’Ambra”, come sono definiti i tre paesi Baltici.
6 Luglio- Sulla via dell’ambra incontriamo Palanga, la più frequentata località turistica estiva del paese.
Vivace e colorata, ha una lunghissima spiaggia con una pineta retrodunale.
Oggi è un giorno di festa e approfittando dei 18° tutti vanno al mare a fare il bagno!
Le vie del centro traboccano di bancarelle che vendono ambra e noi ne acquistiamo una con un intruso, un moscerino vecchio di 45 milioni di anni!
Sulla strada per Siaulai diamo un passaggio a due autostoppisti, due studenti universitari reduci da una giornata al mare.
Con loro condividiamo 50 km di strada che sono l’occasione per uno scambio di opinioni ma alle nostre domande, complice la timidezza e un certo disagio, in un inglese corretto otteniamo delle scarne risposte.
A un incrocio chiedono di scendere; altri 60 km e sono a casa.
La collina si trova a circa 12 km a nord-est della città.
Su una modesta altura in aperta campagna, infisse nel terreno, appoggiate o appese, costruite nei più disparati materiali, si affustellano milioni di croci.
E’ la “Kryziu Kalnas”, collina delle croci, oggi meta di pellegrinaggio ma un tempo luogo simbolo della resistenza lituana contro la dominazione sovietica zarista.
All’ora del tramonto, con il vento che soffia fra le croci, in un atmosfera dantesca, il luogo assume un aspetto irreale.
Lettonia
Un fugace sguardo ai passaporti, un saluto di benvenuto e dopo 129 km siamo a Riga in Lettonia.
E’ mezzanotte e con l’aiuto di una ronda notturna in uniforme, troviamo parcheggio a pagamento all’Euro Park, in pieno centro, lungo la Basteja Bulvaris.
Qui pernottiamo.
7 Luglio- E’ una bella città, con un ampio centro commerciale e un grande porto sulla Dvina che la divide in due parti, città vecchia e città nuova.
La parte più antica, con edifici medioevali, è percorsa da un dedalo di viuzze, tutta zona pedonale e i punti di riferimento sono il Duomo di S.Giacomo e di S.Pietro, dove ristorantini e locali alla moda rendono il nucleo sempre animato.
Anche Riga ha la sua statua della Libertà.
Innalzata nel periodo dell’indipendenza, tiene nelle mani levate al cielo tre stelle, simbolo delle tre regioni Lettoni che hanno trovato l’unità nelle lotte alle invasioni straniere.
Alle spalle della stazione, cinque vecchi hangar di Zeppelin tedeschi, rimontati negli anni 30 sono la sede di un mercato coperto.
Ogni hangar è specializzato in un genere alimentare.
All’esterno, nel piazzale, le bancarelle espongono frutta e verdura e sui marciapiedi i venditori commerciano di tutto.
Noi trascorriamo un paio di ore acquistando frutta, verdure, pane, dolci e anche un barattolo di miele.
I Lettoni sono molto discreti, gentili e timidi, per nulla invadenti hanno sempre il sorriso sulle labbra.
Sentiamo la necessità di stabilire un contatto con loro per ascoltare, capire ma fino a ora non ci siamo riusciti.
Lasciamo Riga dirigendoci a nord a Sigulda, località montana lettone.
In un camping facciamo acqua e ci concediamo una doccia calda, tra un nugolo di zanzare fameliche, il tutto per pochi Lats (zanzare comprese).
A proposito, in tutto il viaggio non abbiamo visto neanche una fontana!
Torniamo sulla costa.
A Salacgriva, pochi km dal confine estone, sostiamo e rassicurati dalla presenza della polizia, pernottiamo.
8 Luglio- Uno sguardo di meraviglia alla nostra targa e la giovane guardia ci sorride: “Good Luck”..e siamo in Estonia.
E’ il più piccolo stato baltico e il meno popolato; va considerato “diverso”, per la sua appartenenza alla cultura finnico-tedesca e per la lingua che si distingue dalle altre.
Buona parte del territorio è occupato da isole e fra queste, le più grandi, erano chiuse al turismo perché sedi della marina Sovietica.
A tutt’oggi le più belle coste sono ancora occupate da postazioni militari in totale stato d’abbandono.
Con 190 Kr, 12 euro, traghettiamo su Saaremaa.
A Orissale, con un sole caldo, proviamo a fare il bagno ma il paesaggio quasi lacustre e l’acqua gelida ci fanno desistere.
A Kaali, in compagnia di uno scoiattolo, visitiamo il cratere di un meteorite caduto 4000 anni fa, un cerchio di 100 mt perfetto!
Kuressaare, il capoluogo, con un impianto urbanistico medioevale e la bella fortezza vescovile, ha un’atmosfera tranquilla, complice anche l’isolamento imposto dal passato regime.
La giriamo in lungo e in largo con le bici, soffermandoci a fotografare le case in legno in tinte pastello.
Pernottiamo al porto, in un punto sosta a pagamento, unico camper Italiano in mezzo a tanti Finlandesi.
10 Luglio- Torniamo sul continente.
Haapsalu è una località di villeggiatura e cure termali, con una bella stazione ferroviaria-museo e un altrettanto suggestiva fortezza.
Sostiamo nel parcheggio antistante il castello, dove assistiamo alle rievocazioni della Haapsalu medioevale in costumi d’epoca, in attesa dell’apparizione della Dama Bianca, bellissima donna che la leggenda vuole qui murata viva, per aver infranto il cuore di un monaco.
11 Luglio- Una bella passeggiata a mare, lungo la “passeggiata” affacciata sulla baia di Taga, dove sono allineati sedili in marmo con incise note musicali dedicate a Cajikoskji, che qui compose “ Souvenir di Hapsal” e una visita al Kuursaal, edificio termale costruito in legno, chiudono la mattinata.
Nel primo pomeriggio riprendiamo il viaggio verso Tallin.
La capitale concentra un terzo della popolazione estone, metà della quale è di origine Russa.
La pesante eredità del passato traspare ancora nella periferia che ha l’aspetto grigio delle città sovietiche, ma la ricchezza di Tallin è il centro storico, riportato all’antico splendore, chiamato dalla popolazione “la vecchietta” per il suo aspetto medioevale.
Case dai tetti aguzzi, ampi giardini, chiese monumentali, mura intervallate da torri dalla caratteristica copertura e piazze, tra cui spicca la Raekoja Plats, la piazza del municipio da cui si dipanano le vie principali della vecchia fortezza, ancora oggi cuore della città, animato d’estate dai tanti turisti che frequentano i locali vicini.
Parcheggiamo in pieno centro, sotto la Toompea, collina della cattedrale, per perderci nel dedalo di viuzze.
A sera chiacchieriamo con una coppia francese che torna da Capo Nord, per avere notizie di un futuro viaggio.
12 Luglio- All’una e mezza i raggi del sole illuminano ancora la “notte bianca” di Tallin.
Stanchi ma soddisfatti ci concediamo il meritato riposo…riposo che poi non c’è stato poiché la vita notturna non si è mai fermata.
Ci dirigiamo verso il confine Russo e precisamente versi il Lahemaa Park, parco nazionale sul golfo di Finlandia, istituito nel 1971 quando l’Estonia era sotto il dominio dell’Urss.
Seguiamo il corso della costa frastagliata tra isolotti e dune.
Attraversiamo boschi che sembrano non dover finire mai e villaggi con case in legno, dai caratteristici tetti in paglia e il locale per la sauna che da queste parti è un rito come lo è per i finlandesi.
Ogni casa ha un totem, scolpito da un tronco d’albero.
Nel mezzo del parco vi sono alcune magioni, ville costruite dalla nobiltà finnico-tedesca e oggi adibite a musei.
Noi abbiamo visitato quella di Palmse con mobili antichi, ricchi tendaggi, accompagnati da note di musica classica.
Arriviamo a Parnu a tarda notte e con l’aiuto di una pattuglia di polizia, troviamo parcheggio davanti a un hotel.
13 Luglio- Il mattino seguente inforchiamo le bici e partiamo alla scoperta di questa cittadina situata in una baia del golfo di Riga, con una spiaggia lunga 40 km e alte dune dove la gente cerca riparo dal vento, per prendere il sole.
Nel primo pomeriggio siamo di nuovo sulla strada.
Parnu, frontiera Lettone, Riga, direzione Kuldiga.
Arriviamo all’ingresso del paese verso le 20,00 e con nostra sorpresa scopriamo che per attraversarlo bisogna pagare un pedaggio.
Optiamo per la sosta all’inizio del bel ponte di mattoni sul Venta, pagando 30 centesimi di Corona su una panoramica area, da dove lo sguardo spazia a 360°sulle cascate e sulla costa dove è adagiato il villaggio.
Dopo cena ci concediamo una passeggiata in questo che è un set cinematografico.
Le piazze, le viuzze, i palazzi, il castello, i mulini e il ponte sono gli scenari prediletti dei cineasti lettoni per i film a soggetto.
La serata è calda, il paese senza la presenza di una sola auto appare semideserto…stanchi, torniamo al camper.
Nel silenzio totale si ode solo il rombo sommesso di quella che è la cascata europea con il fronte più ampio (110mt), ma con il salto più modesto, 2,5 mt.
14 Luglio- Kuldiga- Saldus- frontiera Lituana- Siaulai- Panevezys- Vilnius: km 373.
Affrontiamo questo lungo trasferimento verso la capitale Lituana, arrivando in serata e trovando parcheggio dietro al teatro dell’opera, vicino alla piazza Gedyminas.
15 Luglio- Al risveglio siamo intrappolati da auto parcheggiate e sotto lo sguardo curioso di impiegati alle finestre che non aspettano altro che dare un volto a questi Italiani che sono arrivati fin li.
Togliamo loro questa curiosità uscendo dal camper dispensando sorrisi ed elargendo una mancia al posteggiatore che, come un granatiere, si era appostato di fianco al nostro mezzo.
Attraverso la Gedymno Prospektas giungiamo davanti alla cattedrale e alla torre che porta il nome di questo Granduca.
Nell’immensa piazza, cuore del centro storico, sorgeva un tempio dedicato a Perkunas, Dio del tuono nell’antica mitologia lituana.
La città vecchia, nell’elenco del patrimonio artistico dell’Unesco, sorge sulla riva meridionale della Neris.
E’ zona di chiese ma anche mercanti e artigiani, ma l’attrattiva più curiosa è un monumento, forse l’unico al mondo dedicato a Frank Zappa..un omaggio al mitico dissacratore della società americana, ma soprattutto un tributo alla libertà di pensiero ed espressione.
Riprendiamo il nostro viaggio verso il confine Bielorusso, destinazione Druskininkai, 99 km verso sud.
Qui, immersi in una foresta di betulle, è stata creata dal “re dei funghi”, come viene definito il suo ideatore, la più grande raccolta di statue dell’ex regime sovietico.
Acquistate al costo di metallo da rottamazione, fanno bella mostra di sé statue gigantesche di Stalin, Lenin, Marx e di tutti gli altri personaggi-simbolo della passata dittatura.
Nel museo annesso: fotografie, cimeli e ritagli di giornali dell’epoca, testimonianza delle atrocità di una dominazione durata 40 anni, per non dimenticare i 650.000 deportati in Siberia e i soli 30.000 che sono ritornati negli anni 90.
Ritorniamo alla realtà quotidiana quando, sulla via del villaggio, mettiamo le ruote in una pozza di catrame liquido.
In un solo schizzo, l’intera fiancata del mezzo diventa…un quadro di Mirò!
Con una tanica di gasolio e tanto olio di gomito riportiamo il tutto nelle condizioni originarie in meno di due ore, rallegrati dalle avventure di un solitario e simpatico camperista napoletano, proveniente dall’Ucraina e diretto a capo Nord.
Il nostro viaggio nelle Repubbliche Baltiche termina qui.
Sulla via del ritorno abbiamo fatto tappa a Bratislava….ma questa è un’altra storia.
Anna Lia Raul