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Il tour pensato per la visita della nostra maggiore isola, per conoscere i luoghi, le persone, le usanze, ma soprattutto fare una scorpacciata di granite, cannoli e cassate!

 

6.8

Partenza da Settimo Milanese ore 17, io mia moglie Rosy. Andrea 9 anni e Chiara 6 anni, con il nostro mitico Icaro S7.

La vacanza è stata organizzata con la compagnia di un altro equipaggio che ci ha anticipato di un giorno e si trova già a Roseto degli Abruzzi: Sharon, Tina e Costantino, tutti su Marlin 65.

Incontro a Roseto alle ore 23 e sosta all’area di servizio di Cerignola per dormire.

 

7.8

Arrivo a Cropani Marina presso il Camping Lungomare, servizi discreti, ben ombreggiato, spiaggia e mare di sabbia, per una breve visita alla mia Nonnina Rosa.

Ottima zona per il windsurf per il vento pomeridiano costante, infatti tiro giù la tavola e ne approfitto per qualche planatina sulle onde. Grigliata di carne per allietare la serata.

 

8.8

Giornata di mare e relax in spiaggia

 

9.8

Carico e scarico al mattino presto e via per Messina, prendendo la Salerno-Reggio Calabria a Lamezia. Acquisto dei biglietti scontati della Caronte nell’ultimo autogrill prima di Villa, traghetto e arrivo a Messina alle ore 11.

Si parte subito per le Gole di Alcantara (dopo Giardini Naxos), e si parcheggia lungo la strada dopo l’entrata comunale. Ingresso gratuito (quello più in alto).

E’ una gola stupenda, con un torrente dalle acque gelide, ma la sua particolarità è l’interno delle gole, da percorrere contro corrente con acqua gelida.

Si parte per l’esplorazione, ci sconsigliano di entrare in costume, ma noi imperterriti proseguiamo. Dopo i primi minuti di surgelamento (soprattutto delle parti intime) si prosegue, alcuni punti sono difficilini ma il mio Andrea di 9 anni ci dà coraggio e proseguiamo.

Incontriamo vari gruppi muniti di mute stagne e baschetti (noleggio 30€), poi capiremo a cosa servono. Arrivati in fondo si tuffano lasciandosi portare dalla corrente (body rafting). Arriviamo fino alle cascatelle, dove ci diffidano dal proseguire, in effetti i muscoli tremano dal freddo ma il problema maggiore è il pericolo di scivolare. Decidiamo di tornare e per un pezzo ci lasciamo trascinare dalla corrente. L’esperienza è stata bellissima, da non perdere assolutamente. Avvertenza: i pantaloni ascellari in gomma, noleggiabili all’inizio, servono a ben poco, in alcuni punti bisogna nuotare.

Dopo un panino e una scaldatina al sole si riparte, obiettivo Taormina.

Le aree di sosta segnalate sono piene, troviamo posto in un parcheggio attrezzato per bus di linea adeguato per camper (carico scarico e docce), si trova proprio vicino al capolinea  del bus per Taormina.

Prendiamo il bus, il panorama che si delinea nel risalire i tornanti è molto bello, la strada un po’ meno perché è stretta e tortuosa.

La città è molto caratteristica, con le sue luci. Qui assaporiamo la nostra prima granita, che non è niente male.

Il teatro greco non è visitabile, in quanto è in atto uno spettacolo. Peccato, perché probabilmente è il sito più bello da visitare qui.

Dopo un giretto per le vie, andiamo a caccia di una pizzeria, troviamo posto un fuori dal centro in un ristorante con vista mare. Qui becchiamo la nostra prima e unica salassata, ma il panorama su Naxos meritava. Si risale a caccia del dolce, ci imbattiamo nella pasticceria (di un certo Giorgio). Il gestore esordisce esaltando i suoi cannoli “alcuni clienti tornano solo per i miei cannoli”. Tino, da buon Palermitano, diffida e vuole assaggiare. Per me sono ottimi, ma lui non riesce a trattenere la critica “a Palermo sono più buoni perché hanno dentro i canditi…”

Si torna al camper in bus e si pernotta, la giornata è stata tosta!

 

10.8

Carico e scarico al mattino presto, e poi imposto sul navigatore Zafferana Etnea: si va sull’Etna.

Il parcheggio vicino al rifugio Sapienza è ampio e con alcuni camper gia’ in sosta. Arriviamo presto 8.30 circa, ci sono pochissime macchine, nel pomeriggio invece diventerà strapieno.  Ci affianchiamo e facciamo i biglietti per la funivia con guida (poco più di 42 € a testa). La funivia è molto piena e  ci offrono l’alternativa di risalire con dei piccoli Bus fuoristrada, accettiamo volentieri e la scelta sarà azzeccata, infatti il percorso sterrato tra le dune di lava è  molto suggestivo. Arrivati a quota 3000, ci aspetta la guida molto cortese e preparata ci illustra i vari luoghi.

Al termine del giro ci fanno assaggiare un liquorino niente male, “fuoco dell’ETNA”, lo abbiamo trovato solamente qui.

Ritorno al camper  in funivia, si pranza, un pisolino e via: direzione Avola.

Ci fermiamo a Fontane Bianche, in un area di sosta di nuova costruzione, uno dei posti che ricordiamo più volentieri. Si trova proprio sul mare di scogli e proprio davanti ad essa le rocce creano una piscina naturale, fondale bello e pieno di pesci di varie dimensioni. Conosciamo gestori Salvatore e Carmela, molto simpatici e disponibili, hanno appena aperto e si fanno in quattro per renderci il soggiorno comodo e piacevole. Carmela è un’insegnante ed è molto preparata: è stata fonte di molte info interessanti.   

 

11.8

Giornata di relax al  mare a fare snorking e a prendere il sole. In serata tentiamo una passeggiata a caccia di granite, ma l’unico bar pasticceria era completamente occupato da un matrimonio, non ci resta che una cassata gelato da acquistare al vicino maket (non male).

 

12.8

Mattinata dedicata alla visita di Siracusa. Prendiamo il bus poco fuori dall’area - qui gli orari sono un’optional e ci adeguiamo - pensavamo fosse più vicino, infatti impieghiamo circa un’ora, è consigliabile passarci in camper, le strade sono ampie. Il teatro greco è molto bello, così come l’orecchio di Dionisio e i vari reperti. Da non credere la granita presa alla bancarella prima di entrare nei siti archeologici: risulterà la n°2 nel Top Granita’s.

Verso mezzogiorno si per il rientro, il caldo si fa sentire.

Un bagno e via per la seratina a Noto.

Per quanto mi riguarda, sarà una delle più belle cittadine visitate: pulita, luci azzeccate a valorizzare i tanti monumenti e palazzi antichi.

Qui proviamo la granita al gelso: il sapore è molto forte, ma poi si lascia gustare; ottime anche le cassatine.

Sostiamo in un parcheggio fuori dal centro, tranquillo. Quello del centro, oltre che difficoltoso da raggiungere, è imballato di auto.

 

13.8

Mattina presto, comprato il pane caldo al forno, si verso la riserva di Vendicari. Troviamo subito una indicazione e seguiamo una strada sterrata per un paio di Km, arrivando in un’agriturismo (Cala Mosche). Qui un parcheggiatore zelante ci dice che l’entrata principale è più avanti, per cui ripercorriamo lo sterrato ed entriamo nell’entrata successiva. Raggiungiamo un parcheggio su erba con parecchie mosche. Il mare è a circa dieci minuti a piedi, la spiaggia di sabbia è molto ampia e bella, e si scorge una vecchia tonnara.

Tornati al camper non siamo particolarmente entusiasti del posto e ci muoviamo verso  Porto Palo di Capo Passero. Arriviamo in una sorta di parcheggio senza carico e scarico, con una doccia sulla spiaggia vicino al porticciolo. Parcheggiamo appena fuori, perché dentro è pieno. Mare bello di scogli e sassi. La serata a passeggio è allietata da una manifestazione musicale e da bancarelle. Granita sul corso: nella media.

 

14.8

Da Capo Passero via Pachino per Marina di Ragusa, cercando una camping, ma al telefono dicono tutti che sono pieni. Proseguiamo e  ci fermiamo a Punta Secca, nel Campeggio Agrituristico. Nulla di eccezionale, ma è vigilia di Ferragosto e vogliamo fermarci.

Mare con fastidiosi pietroni in acqua. Una volta superati, si raggiunge una secca che in presenza di mare mosso crea delle belle onde in cui i bambini si sono divertiti un sacco.

Di sera lungo la passeggiata abbiamo trovato la nostra Top 10 delle granite nella gelateria subito sotto il Faro, veramente buona e con pezzi di mandorle fresche dentro.

Il posto non è il massimo: un paio di ristoranti e bar.

In spiaggia si preparano per la nottata vari gruppi di ragazzi con falò e musiche.

 

15.8

Giornata canonica dedicata alla grigliata e al relax marittimo.

 

16.8

Via da Punta Secca per Marina di Palma. Una volta arrivati, l’unico punto di sabbia è stato accaparrato dal porticciolo turistico, ci indicano un'altra spiaggia prima del paese, ma più che una spiaggia sembra un’arenile di sassi: quelli in acqua sono verdi di salsedine, non ci ispira e fortunatamente ce ne andiamo perché poco più in là troveremo un parcheggio camper rustico sul mare di sabbia molto bello, carico scarico e docce. Ma, soprattutto, conosciamo Wiebke, la moglie del gestore, tedesca e italianizzata per amor di un siciliano, il marito appunto.

Decidiamo di mangiare il pesce nel ristorante appena avanti, veramente buono e a buon prezzo.

Di rientro facciamo una chiacchierata fino a tardi con Wiebke, che ama la Sicilia come la sua Amburgo e si è adeguata alla mentalità dei Siciliani. (Ciao Wiebke!).

 

17.8

Altra giornata di mare, sempre belle onde per fare body surf con la tavoletta. In Serata si và a visitare i Templi di Agrigento, che sono vicinissimi. L’orario è azzeccato, perché vediamo i templi con il sole e poi illuminati dalle luci andando in contro al fresco della sera.

Si riparte per Porto Palo di Menfi. Troviamo tutto imballato per una festa paesana. Si può parcheggiare ovunque, ma solo all’interno delle strisce di parcheggio, che chiaramente sono tutti pieni. Sostiamo per una pizza d’asporto al porto (vietato ai camper). Sul tardi, quando le macchine cominciano ad andare via, troviamo posto in paese e si pernotta.

 

18.8

Ore 7 si parte per  Mazara del Vallo, parcheggiamo al porto vecchio, ma a causa di alcuni nomadi stanziali preferiamo far colazione e una po’ di spesa a turno e proseguire (peccato Mazara in centro è molto bella). Andiamo per Marsala a Lido di Signorino per l’area di sosta Sibillina Village. Molto bella e ben attrezzata, spiaggia di sabbia e acqua cristallina. In serata non c’è gran che in giro. 

 

19.8

Partenza dal lido di Signorino per visitare Marsala, anche se meriterebbe qualche giorno di sosta  relax in più, ma i giorni scorrono e la strada è ancora molta.

Visitiamo il Duomo, il mercato ittico e le vie del centro, pranziamo a  pane e panelle veramente squisiti! Assaggiamo anche lo “Spincione”.

Si riparte verso Trapani alle 13, per vedere le saline e i mulini a vento lungo la costa, sullo sfondo l’isola di Mozia. Prendiamo per Erice con un tratto di autostrada.

Ci suggeriscono di usare la funivia: la strada per Erice è tortuosa e il parcheggio è difficoltoso. La stazione di partenza è dietro l’ospedale e parcheggio è a “offerta”.

Arrivati su, da non perdere la pasticceria “al Convento” posta quasi in cima (cannoli e cassatine fantastici). Da evitare la pasticceria self service a sinistra lungo la strada principale per il centro (panna montata con bomboletta spray…).

Arrivati in cima la vista dal è spettacolare, si vedono le isole e il promontorio di S.Vito.

Verso le 17 si ritorna al camper  e si riparte per S.Vito Lo Capo.

Arriviamo dopo circa un’ora. A 5 Km scorgiamo un gruppo nutrito di camper, ma è molto isolato. Continuiamo per il centro, l’area di sosta è piena e dopo un paio di giri ci indicano un’immenso parcheggio sterrato gratuito vicino al mare (5 minuti a piedi): ci sono altri camper e ci fermiamo. Un boccone e via per una passeggiata tra i negozi e un po’ di vita. Granita in centro, abbondante e di qualità discreta.

 

20.8

Giornata in spiaggia a San Vito. Spiaggia affollatissima, mare cristallino, serata per negozi e a caccia di granite.

Premio pulizia al comune di S.Vito: ore 18/19 in uscita dalla spiaggia, cassonetti pieni e strade con solite cartacce lasciate dai bagnanti, ore 21 tutto ripulito per la passeggiata serale.

 

21.8

Da San Vito, al mattino presto proseguiamo per la riserva dello Zingaro, parcheggiamo davanti all’uscita (è necessario arrivare presto perché poi si riempie di macchine).

L’ingresso è a pagamento e si prosegue a piedi lungo una stradina per le calette. Noi ci fermiamo alla prima, che è bellissima. La seconda, a 25 minuti di cammino, dicono che è più bella, ma donne e bambini si rifiutano di proseguire, e passiamo la giornata nella prima a fare snorkeling: il fondale è bello e ricco di pesci.

Verso sera ritorniamo al camper e pernottiamo davanti all’entrata, in compagnia di un Maestrale incalzante.

 

22.8

Mattina presto dalla Riserva dello Zingaro verso S.Vito, per carico e scarico, spesa, e poi via autostrada. Passando per la circonvallazione di Palermo, usciamo a Cefalù. Sostiamo al porticciolo turistico e visitiamo la città, molto bella e caratteristica, così come il lungo mare.

Granita nella gelateria sul lungomare, vicino ai due archi, non male.

Ore 17 partenza per il santuario di Tindari. Parcheggio a pagamento in basso, ci dicono che volendo è possibile pernottare.  Il santuario  è relativamente giovane, interessante la storia della Madonna rappresentata con dei mosaici all’interno, peccato per l’ufficio postale costruito attaccato sotto (!?).

Qui si gode comunque di una spettacolare vista sul mare e sui laghetti salati, l’altezza è impressionante. L’effetto ottico è sorprendente, sembra che siano molto più vicini: in realtà, quando si riescono a individuare le persone che passeggiano sotto, ci rende realmente conto della distanza. Verso le 21, ridiscesi con la navetta, ripartiamo per una pizzeria, e arriviamo a Milazzo. Ne troviamo una prima del porto “Pane e mollica”, rustica, ma pizza buona e poca spesa.

Andiamo a pernottare in un parcheggio sul mare verso Capo Milazzo, sopra un porticciolo di pescatori.

 

23.8

Il tempo è nuvoloso e il maestrale è incessante. I traghetti faticano a tornare dalle isole, e decidiamo di posticipare a domani la gita a Vulcano, sperando in un mare migliore. Passiamo la mattinata a Capo Milazzo, ma il cielo scuro non esalta i colori delle scogliere che  in condizioni migliori sono stupende. Pomeriggio in spiaggia, approfittando di alcune schiarite, le donne a caccia di regali in centro, in serata altra cena da Pane e Mollica.

 

24.8

Mattina presto lasciamo il mezzo al porto, paghiamo parcheggio doppio, e ci imbarchiamo con il traghetto. Due orette e siamo sull’isola del vulcano, contrattiamo un giretto dell’isola con una motobarca: 10 euro a testa, ben spesi.

Bagno sulla spiaggia di sabbia nera, e giretto per i negozi.

Nel pomeriggio rientro a Milazzo, con l’aliscafo è decisamente un’altra cosa.

Il Tino recupera, in una rosticceria, arancini e crocchette, e la cena è servita (squisiti).

Giretto finale in Sicilia nella pasticceria dopo il porto: granita cannoli e cassatine…

La vacanza è come se fosse finita lì.

Ripartiamo per Messina, traghetto e siamo in Continente, proseguiamo fino Gioia Tauro, dove troviamo un’area di servizio con carico e scarico. Proseguiamo un’altra oretta, e ci fermiamo in un’altra area di servizio per la notte.

 

25.8

Mattino ripartiamo in direzione Montalbano Jonico per caricare i nonni e qualche cassettina di pesche.

Ci fermiamo prima per un bagnetto e mangiare a Cariati.

Raggiunti in nonni, dopo il cenone si riparte sulla mitica SS106. Prendiamo l’autostrada a Taranto e ci fermiamo per una  dormita in Autogrill di Cerignola.

 

26.8

Di mattina partenza in direzione Pineto.

Ci fermiamo in un parcheggio sterrato per l’ultimo bagno, pranzo in una pinetina attrezzata di tavoli e panche sulla spiaggia, docce calde. In serata cena al ristorante “il Cantuccio” per riassaporare le “chitarre allo scoglio”, provate l’anno scorso, e giro per i negozi. Si riparte a mezzanotte, ma le chitarre, e soprattutto lo scoglio, si fanno sentire. Sosta fino alle 6 a Macerata in autogrill, e arrivo a Settimo Milanese alle 11, cielo nuvoloso così come l’umore!

 

Impressioni:

La Sicilia merita sicuramente un’atra visita, le cose da vedere sono molte, abbiamo avuto fortuna per non aver patito il grande caldo previsto grazie alle perturbazioni che hanno portato acqua al Nord (hi hi ...), infatti abbiamo goduto sempre di un venticello fresco.

I Siciliani incontrati hanno sempre dimostrato ospitalità, non erano per niente dispiaciuti della nostra presenza, a differenza degli abitanti dell’altra grande isola, probabilmente più fortunata  e più ricca di turismo.



Viaggio effettuato ad Agosto 2005 da Tino Calaminici

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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