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Camping Sport Magenta

PELOPONNESO

Luglio 2003

Veicolo: Elnagh Marlin Slim2
Equipaggio: Roberto, Paola ed Elisa.

Premessa
Il Peloponneso, essendo un territorio scarsamente popolato, si mantiene con un ambiente ecologicamente intatto soprattutto al sud e all'interno.
La costa, al contrario di quella italiana, non presenta quel quasi ininterrotto susseguirsi di case o stabilimenti balneari. Per lunghi tratti intatta, consente la nidificazione della tartaruga "caretta caretta"e della rarissima "foca monaca".
Il mare in alcune località a sud ha una limpidezza e dei colori paragonabili ai migliori posti della nostra Sardegna.
Quello che si nota a prima vista recandosi in una località balneare è l'assenza di qualsiasi tipo di imbarcazioni (scooter d'acqua, vele o motoscafi di ogni tipo) che sfrecciano sul mare, riproducendo come accade in alcune località italiane gli stessi problemi di traffico e rumore lasciati nelle città.
Il costo del gasolio varia da 0,6 a 0,7 € per litro.
I prezzi al supermercato e al ristorante sono ormai molto vicini - se non uguali - a quelli italiani.
Mancano le aree di sosta per camper, in alcune località abbiamo trovato ristoratori che, capita la necessità di alcuni loro clienti camperisti, si sono attrezzati consentendo la sosta la notte, lo scarico delle cassette del wc e il rifornimento di acqua; in una località erano presenti persino delle docce, il tutto senza costi aggiuntivi a quello della ristorazione.
I campeggi sono di ottimo livello, un camper + 2 adulti e 1 bambina costa circa 20 € al giorno. In compenso le opportunità di campeggio libero sono veramente notevoli. Seppur vietata, la sosta per una notte non crea alcun problema, in 12 giorni di permanenza in Grecia, abbiamo passato solo due notti in campeggio, e altre due nel parcheggio dei ristoranti.
Le strade sono tutte facilmente transitabili ai camper eccetto quelle di accesso al mare e in alcuni centri abitati della penisola "Mani".
Non esistono autostrade come le conosciamo noi e nemmeno gallerie: se occorre attraversare un complesso montagnoso, state sicuri che di tornanti, curve, salite e discese ne farete indigestione. Inoltre non esistono protezioni che impediscono al veicolo di precipitare nel burrone, è bene guidare con prudenza, e nelle discese aiutarsi molto con il cambio per non affaticare troppo i freni.
Fortunatamente in Grecia non esiste la norma che obbliga tenere i fari accesi pure di giorno, un ulteriore risparmio di gasolio, inquinamento e lampadine.
Abbiano completamente trascurato la visita a siti archeologici. Una mancanza voluta, a causa della limitatezza dei giorni e del gran caldo.
La carta stradale utilizzata è Michelin 2003 scala 1/700.000: mancano in alcuni casi le piccole strade (se la trovate, meglio sceglierne una più dettagliata).

Lunedi 30 Giugno.

Inizia il nostro viaggio partendo dai dolci rilievi della Sabina vicino Roma, imbocchiamo l'autostrada Roma - Napoli, usciamo per imboccare la strada 372 per Benevento, di nuovo in autostrada con la A16 e la A14 fino a Bari.
Arriviamo in porto alle 17,30 e ci presentiamo allo sportello della compagnia Superfast.
Anche se non abbiamo nessuna prenotazione, nessun problema per il posto sul traghetto che parte alle ore 20 per Patrasso; prenotiamo anche il ritorno per il 12 luglio con la formula "open deck" che ci consente di stare sul camper.

Martedi 1 luglio.

Sbarco a Patrasso in perfetto orario locale (un'ora dopo ora italiana).
Manchiamo dalla Grecia da otto anni. All'epoca con la nostra Moto Guzzi 350 TT, e soltanto in due, ci apprestavamo a vivere una splendida avventura nell'isola di Creta (ah! se si potesse tornare indietro!).
Imbocchiamo la strada per Pirgos; nel paesaggio la vegetazione è con palme ed eucaliptus.
Seguendo il consiglio di chi ci è già stato, decidiamo di non fermarci prima di Pirgos.
Superata la città, decidiamo di andare a sbirciare com'è il mare. Lungo la strada che procede verso sud ci sono diversi incroci con cartelli con indicazione "beach": prendiamo il primo, attraversiamo praterie con animali al pascolo, e alla fine si arriva ad una spiaggia con docce e un bel bar ristorante. Il mare non è molto pulito. Il tempo di fare il bagno e mangiare un gelato e ripartiamo in direzione di Kiparissia.
A Kaiafas incontriamo un lago con pineta con possibilità di sosta all'ombra, ma decidiamo di proseguire.
Dopo Elea presso Calo Nero imbocchiamo una strada sulla destra che porta ad una riserva naturale "Environmental Centre of Agiannakis".
Superato il passaggio a livello entriamo nella riserva, la strada sterrata ci porta ad un piazzale in cui sosta già un altro camper: è il primo che incontriamo in Grecia. Subito dopo il piazzale inizia la spiaggia, il posto ha un paesaggio stupendo, il mare invece lascia ancora molto a desiderare come limpidezza. Passiamo la notte, al mattino di buon'ora ci presentiamo in spiaggia: è completamente deserta.

Mercoledi 2 luglio.

Sulla spiaggia siamo solo noi e due volontari della riserva impegnati a delimitare con canne e cartelli i luoghi ove la "caretta caretta" ha depositato le sue uova. Dopo il bagno ci rilassiamo al sole che incomincia ad essere molto forte. Verso le ore 11 ci avviamo verso il camper per ripartire appena pronti.
Siamo intenzionati a trovare il mare pulito quindi decidiamo di fare un po' di strada. Del resto nelle ore centrali della giornata fa molto caldo ed è meglio non stare in spiaggia, preferiamo viaggiare sfruttando il climatizzatore del nostro camper.
Sulla strada per Pilos a circa 15 km dalla città si incontra una deviazione sulla destra per Voidokilia o Âoidokilia. Sappiamo da molte indicazioni di altri camperisti che c'è una splendida spiaggia, quindi imbocchiamo la deviazione.
Si attraversa il centro abitato di Romanos. La strada da stretta diventa a senso unico alternato. Speriamo di non incrociare nessuno. Al centro dell'abitato se si vuole andare nella spiaggia di Voidokilia bisogna imboccare una stretta via a sinistra, poi subito a destra.
Noi però sbagliamo strada e proseguiamo diritti. Arriviamo in un luogo con diverse spiagge, sulla sinistra una spiaggia in stile tropicale con sabbia molto fine, doccia e ristorante, mentre proseguendo dritti la strada diventa sterrata, si supera una piccola baia con barche di pescatori locali, la baia ha una scogliera che funge da porto naturale. Più in là troviamo altre due spiagge con possibilità di parcheggiare il camper su un promontorio che divide le due spiagge.
Il posto ha un aspetto piacevolmente selvaggio. Decidiamo di cenare lì, vedendo un tramonto stupendo sul mare. Lì passiamo poi anche la notte.

Giovedi 3 luglio.

Al mattino decidiamo di spostarci sulla prima spiaggia, parcheggiamo il camper sul piazzale adiacente; il paesaggio è composto da una piccola zona alberata nel primo tratto di spiaggia (con possibilità di docce). Poi la spiaggia vera e propria. Proseguendo, uno stabilimento balneare con ombrelloni di paglia seguito da dune di sabbia di alcune decine di metri danno al luogo un aspetto tropicale.
Dopo il bagno ci rechiamo al vicino ristorante.
Nel pomeriggio decidiamo di spostarci nella famosissima spiaggia di Voidokilia.
Torniamo nell'abitato di Romanos, arrivati in un largo (il centro del paese) girare a destra e seguire la strada che uscendo dall'abitato si immerge in un uliveto. Arriviamo ad un incrocio. Qui le indicazioni ci dicono di girare a destra seguendo la strada di un sito archeologico. Mentre eravamo fermi per leggere i cartelli (in Grecia non è sempre facile capirli) ci si affianca un greco in motorino: per scrupolo chiediamo anche a lui la strada, inspiegabilmente ci dice di andare dritti. Nel dubbio, per evitare di andarci ad incastrare in stradine strettissime, decido di fermare lì il camper e proseguire con una perlustrazione in bicicletta. Paola rimane sul camper mentre Elisa ed io con le rispettive biciclette iniziamo la passeggiata.
Prendiamo la direzione che ci aveva indicato il greco, poco dopo arriviamo in un minuscolo centro abitato e vedendo che la strada si allontanava dal mare torniamo indietro.
Tornati al camper proviamo ad imboccare la direzione segnata dai cartelli, la strada sale con una doppia curva e prosegue sempre in salita costeggiando alcune ville ed un albergo. Sulla sinistra è possibile scendere con delle stradine al mare.
Proseguendo dopo l'albergo, la strada comincia a scendere fino ad arrivare alla vista di uno stagno: capisco che quella è la strada giusta e torniamo indietro. Il ritorno in bicicletta sotto il sole è molto faticoso per Elisa, procediamo quindi lentamente. Arrivati al camper ricarichiamo le biciclette nel gavone e ripartiamo, la strada è molto stretta e in alcuni punti ci passiamo solo noi. Non oso pensare cosa accadrebbe se ci incrociassimo con qualche altro camper! Per fortuna incrociamo solo auto di locali e l'ingorgo è risolvibile, passato un ponticello si gira sulla destra.
Lo scenario che si presenta è stupendo, una ampia zona umida fa da cornice interna ad una striscia di dune con macchia mediterranea a forma di C, al suo interno la baia con acqua caldissima, in alto a sinistra su uno sperone di roccia le mura di un castello mostrano in alcuni punti le merlettature ancora intatte, sulla destra la C delle dune si interrompe per dare spazio ad un ruscello e di nuovo un altro sperone di roccia che si erge sul lato destro della baia.
Il posto è troppo bello per non meritare di rimanervi la notte. Tutta la zona è riserva naturale, peccato che in questo periodo l'avifauna è già migrata verso i lidi del nord Europa, per cui gli stagni non offrono nessuno spettacolo. Per gli appassionati di birdwatching che volessero venire nel periodo invernale, esiste ai bordi dello stagno un sentiero che lo circonda.

Venerdi 4 luglio.

Ci svegliamo come di consueto di buon'ora e ci rechiamo in spiaggia, la laguna è tutta nostra. Ne approfittiamo per immortalare il luogo utilizzando sia la telecamera che la macchina fotografica. Peccato che i colori dell'acqua in alcuni punti della laguna siano guastati da macchie di alghe nere che la marea ha portato.
Un rapace staziona veleggiando immobile ad una certa altezza sopra il castello, non facciamo in tempo ad identificarlo che immediatamente si esibisce in una spettacolare picchiata verticale. Probabilmente avrà catturato un topolino o un rettile, sue prede naturali.
Al ritorno dalla spiaggia il piazzale ove sosta il camper incomincia ad essere invaso da automobili e un piccolo camper. All'inizio del parcheggio staziona un camion bar ristoro e un fuoristrada della polizia. Mentre ci accingevamo ad uscire dal parcheggio notiamo che il ristoratore e i vigili stanno discutendo animatamente, mentre uno di loro redigeva un verbale.
Riprendiamo la strada per Pilos. Arrivati nella città parcheggiamo il camper nel porto, vero centro vitale della cittadina.
Ne approfittiamo per un prelevamento bancomat e una passeggiata sul piazzale. E' ormai l'ora di pranzo, numerosi sono i locali che si propongono al turista. Evitiamo subito quelli che la globalizazzione del turismo ci ripropone uguali in tutti gli angoli del pianeta in stile american bar o fast food; alle poltrone imbottite dei primi, preferiamo le sedie impagliate di localini più modesti e consoni allo stile greco. Ci sediamo sotto un pergolato montato sulla banchina del porto. Il nostro pasto con calamari e insalata greca è allietato dalla visione dei pesci che nuotano nell'acqua limpidissima, un metro più in là del nostro tavolino.
Elisa scopre che, gettando un pezzo di pane nell'acqua, i pesci accorrono numerosi, creando un groviglio impressionante, smuovono le calme acque superficiali.
Finito il pasto ci rilassiamo nel nostro camper, la brezza marina che soffia sul porto rende la temperatura interna abbastanza fresca.
Mentre eravamo già pronti per ripartire ci accorgiamo che manca all'appello un nostro zainetto che avevamo utilizzato per andare al mare. Facendo mente locale al suo contenuto e a dove potevamo averlo dimenticato ci ricordiamo che conteneva anche la macchina fotografica e il binocolo. Il posto poteva essere Voidokilia.
Erano già passate oltre 5 ore dal suo abbandono, ma per il contenuto valeva la pena di rifare la strada e tornare indietro.
Siamo stati fortunati: lo abbiamo ritrovato nel parcheggio intatto con tutto il suo contenuto, ricoperto di polvere per l'andirivieni di auto: nessuno lo aveva toccato. In Italia sarebbe successa la stessa cosa?
Ritorniamo a Pilos la superiamo e ci dirigiamo verso Methoni per poi arrivare a Finikoundas.
Sono già passati 5 giorni dalla nostra partenza e siamo al limite delle scorte di acqua e con i serbatoi di acque di scarico pieni, decidiamo quindi di fermarci in un campeggio. A Finikoundas ne esistono 4. Visitiamo i primi tre, decidiamo di fermarci nell'ultimo "Anemomilos", quello con i prezzi più bassi.
E' il giorno in cui abbiamo sofferto di più il caldo: qui la brezza marina che ci aveva accompagnato è completamente assente e la temperatura esterna tocca i 39° C.

Sabato 5 Luglio.

L'umidità è molto alta, i nostri costumi al mattino sono ancora umidi.
La giornata trascorre tranquilla tra mare, ristorante e bar del campeggio con una splendida vista sul mare. Quest'ultimo ha anche una postazione internet, ne approfittiamo per controllare la nostra casella di posta e inviare saluti agli amici.
Nel campeggio facciamo amicizia con altri camperisti di Udine. Da loro, apprendiamo le ultime notizie dall'Italia: gli insulti di Berlusconi ad un europarlamentare tedesco. Ci vergogniamo un po' nei confronti dei campeggiatori tedeschi, nella piazzola accanto.
Il campeggio ha dei servizi igienici veramente puliti, con la possibilità di lavare i panni in lavatrice, a disposizione ci sono anche frigoriferi e congelatori: il tutto compreso nel prezzo.

Domenica 6 luglio.

Dopo il bagno e le docce, ci prepariamo per la partenza, svuotiamo di nuovo la cassetta del wc, il serbatoio delle acque grigie e ci riforniamo di acqua. Saldiamo il conto e con sorpresa pur non avendolo richiesto ci fanno lo sconto di 5 €. I due giorni ci costano solo 35 €.
Ci incamminiamo verso Kalamata. Ci fermiamo a mangiare lungo la strada.
Nel pomeriggio abbiamo già superato la città e proseguiamo il nostro viaggio lungo la costa.
Verso sera arriviamo in una località che si chiama Karavostassi. Un cartello ci incuriosisce: "Free parking" con un disegnino di un camper.
Imbocchiamo la stradina che ci porta a percorrere il lato destro di una baia. Si superano alcune case con ristorante, poco dopo la strada prosegue passando accanto ad un piccolo porticciolo con anche la discesa per le imbarcazioni. Proseguendo in alcuni slarghi è possibile fermarsi con il camper. Passiamo lì la notte.

Lunedi 7 luglio.

La baia è abbastanza bella, ha una scogliera naturale che meriterebbe una perlustrazione subacquea. Avendo un'imbarcazione si potrebbe farla scendere in acqua nel porticciolo ed utilizzarla per l'esplorazione della costa. Il posto meriterebbe il soggiorno, ma i nostri giorni in Grecia sono ormai pochi e vogliamo in giornata visitare le grotte di "Spulea Diroù".
Arrivati alle grotte paghiamo il biglietto: 10 € a persona, nessuna riduzione per bambini.
Alla fine siamo proprio soddisfatti: queste grotte nel mare, 13 Km di stalattiti e stalagmiti che risalgono al periodo neolitico, sono davvero splendide. La barchetta su cui eravamo si spostava nello zig-zag delle grotte grazie al remo con cui il nostro nocchiero toccava la parte superiore delle grotte.
Pranziamo nell'area parcheggio delle grotte.
Proseguendo il viaggio ci inoltriamo nella regione del "Mani". Il paesaggio diventa sempre più bello e suggestivo.
Dopo un ultimo tratto di strada molto stretto e ripido ci apprestiamo ad arrivare nella località posta all'estremità della penisola: Porto Kangio.
Pochissime case lungo una striscia di spiaggia all'interno di un golfo. All'ultimo tornante della strada, prima di immettersi sulla spiaggia, c'è uno slargo. Conviene parcheggiare lì il camper. Quello è il tratto della baia più interessante, il successivo funge anche da porticciolo.
Il fondale nel mare è ricco di vegetazione, sembra di immergersi in un grosso acquario con pesciolini di vari colori e forme. Qui abbiamo avvistato due piccole meduse di colore viola. La grazia con cui si muovono questi abitanti del mare è sempre uno spettacolo.
Peccato che nella zona del mare di fronte all'abitato qua e là si incontra qualche rifiuto, come lattine o buste di plastica.
La sera abbiamo mangiato nella caratteristica "Taverna del Porto". Il gestore ci fa scegliere il pesce da mangiare prima di cucinarlo. Scegliamo una cernia che ci viene cucinata alla griglia, è veramente ottima.

Martedi 8 luglio.

Il giorno seguente dopo un bel bagno partiamo per attraversare il lato destro del "Mani". Il paesaggio è il più suggestivo che abbiamo incontrato, un susseguirsi di montagne brulle con rari e piccolissimi insediamenti abitati, costituiti da case rigorosamente fatte in pietra e tante torri quadrate.
Salendo in queste interminabili strade a curve, un'aquila poco più in alto volteggia proprio sulla nostra testa, le dimensioni di questo rapace c'inducono a fermarci. Purtroppo, non facciamo in tempo a prendere la telecamera che è già scomparso dalla nostra visuale.
Le strade non sono eccessivamente strette, ad eccezione dei centri abitati ove occorre procedere a senso unico alternato. Per fortuna i rari camion e le corriere che transitano nella zona non li abbiamo mai incontrati in queste strettoie.
Proseguendo il viaggio superiamo l'abitato di Githio e alla sera arriviamo a Plitra.
Parcheggiamo il camper sotto gli eucalipti vicino ad un gruppo di camper italiani.
Elisa ne approfitta per utilizzare il parco giochi.
Ceniamo con la vista delle luci del porto che si riflettono sull'acqua. Ogni tanto uno scampanellio annuncia il passaggio di una carrozza trainata da un cavallo che porta a spasso i turisti.

Mercoledi 9 luglio.

Il mattino seguente decidiamo di ripartire senza fare nessun bagno, l'acqua qui è trasparente ma non eccezionale. Alcune oche si avvicinano al camper, gettiamo loro alcuni pezzi di pane che ingoiano avidamente.
Ripartiti pensiamo di arrivare nell'isola di "Elafonissi" ma arrivati a "Vinglafia" rimaniamo stupiti dal colore e dalla trasparenza del mare, paragonabile ai migliori posti della nostra Sardegna. Possiamo fermarci solo altri due giorni e non vale la pena traghettare per Elafonissi.
Arrivati al punto d'imbarco per l'isola, giriamo a sinistra prendendo una stradina sterrata subito dopo il chiosco 'C bar. Scorgiamo in lontananza dei camper fermi subito dopo lo stagno.
Lo stagno è semiprosciugato, il suo fondo indurito dal sale è diventato pista transitabile.
Ci sistemiamo tra due camper "storici" Mercedes austriaci. Dietro di noi, dopo alcune piccole dune, una spiaggia con una sabbia bianca e un mare con trasparenze incredibili.
Di fronte alla spiaggia ad un centinaio di metri un'isoletta.
Successivamente perlustrando quel tratto di mare con la maschera, scopriamo sul fondo i resti di un insediamento abitato. Si notano pietre di uguale dimensione allineate per alcuni metri, altre formano un quadrato tra la sabbia.
Alla sera una "garzetta", in cerca di cibo, con il suo ciuffettino caratteristico, punzecchia ciò che è rimasto dello stagno. E' l'unico esemplare di avifauna presente.
Tiriamo fuori le biciclette. Passeggiando nel tratto di stradina sterrata che va verso il paese, scorgiamo due ristoranti. In uno è stato ricavato uno spazio tra gli ulivi per consentire il parcheggio dei camper, con due docce.

Giovedi 10 luglio.

La notte trascorre fresca e tranquilla, al mattino bagni in quantità.
All'ora di pranzo ci incamminiamo verso la taverna "Oasis", il posto in cui è consentito il pernottamento con il camper. Il gestore Andreas ci spiega che da lui è possibile soggiornare con l'autocaravan usufruendo di docce, carico e scarico serbatoi senza costi aggiuntivi alla normale ristorazione. Inoltre i suoi prodotti sono coltivati applicando le regole dell'agricoltura biologica. E' quello che noi chiamiamo un agriturismo. Per chi fosse interessato a contattarlo ci ha fornito il suo tel. 2734047354. Andreas ci spiega che il campeggio libero è tollerato nei periodi in cui il campeggio di Elafonissi è pieno, altrimenti la polizia fa sloggiare tutti dal mare. Circostanza confermata da un camperista italiano frequentatore di vecchia data del posto.
Per chi viene da Vinglafia e vuole andare alla taverna Oasis, percorrendo la strada che porta al mare, prima di arrivare al punto d'imbarco, imboccare sulla sinistra la strada sterrata con il cartello divieto di campeggio.
Il pranzo oltre ad essere stato proprio buono è risultato anche dal costo più economico che abbiamo incontrato.
Andreas ci in vita a passare lì da lui la notte. Vista la gentilezza con cui ci ha accolti, dopo esserci recati al mare, la notte la trascorriamo da lui.

Venerdi 11 luglio.

Di nuovo una bella nuotata in queste acque cristalline e torniamo alla taverna Oasis dove facciamo le docce, pranziamo, scarichiamo la cassetta delle acque nere e ricarichiamo il serbatoio di acqua.
Oggi è il penultimo giorno: dobbiamo incominciare a tornare.
Attraverseremo l'interno del Peloponneso passando da Sparti e Tripoli.
Dopo Tripoli abbiamo già attraversato diverse montagne e si sta facendo sera.
Lungo la strada troviamo l'indicazione sulla sinistra di una località sciistica a 1600 mt. di altezza. Decidiamo di dormire lì, tra gli abeti, in un paesaggio completamente diverso da quello dei giorni scorsi.

Sabato 12 luglio.

Riprendiamo il viaggio in direzione di Kiato.
La strada paesaggisticamente è molto bella, ma scarsa in quanto a indicazioni stradali. Ad un incrocio senza cartelli ricorriamo alla bussola per capire qual'è la direzione giusta.
Dopo un interminabile zig-zag sul fianco della montagna scendiamo in pianura e il paesaggio si fa ricco di coltivazioni.
In una strada che noi definiremo di campagna, per quanto è stretta, incontriamo un camion, riusciamo a passare, ma il peggio deve ancora arrivare: subito dopo una macchina falciatrice più alta di noi e con la lama falciante larga quanto la sede stradale avanza minacciosa. In quel punto la strada è sopraelevata con il fosso su entrambi i lati. Accostiamo fino ad arrivare con le ruote al bordo del fosso, stessa manovra il conducente della falciatrice. Alzando le lame il pi¨´ possibile passa sopra lo specchietto retrovisore sinistro e per fortuna si ferma. Controllando la distanza che ci separa dalle lame della falciatrice non ci sono pi¨´ di due centimetri. Piano piano avanziamo stando attenti a non scodare con il veicolo e pregando di non finire nel fosso. E' fatta! Riusciamo a passare: per fortuna il nostro Marlin è largo solo 222 cm, se fosse stato più largo non ce la avremmo fatta.
Proseguiamo lungo la strada, ma ecco che una seconda macchina falciatrice identica alla precedente viene avanti. Questa volta la strada non ha il fosso laterale e si può invadere il terreno agricolo. Non esitiamo a farlo.
A Kiato riprendiamo la costa. La parte più interessante in questo tratto di mare lo incontriamo nelle seguenti località:
- Paralia Platanos, mare color smeraldo, tra la strada e il mare c'è la ferrovia (si può lasciare il camper al parcheggio della stazione all'ombra di eucalipti).
- Demos Diakopt, anche qui spiaggia e mare splendidi.
- Diakofto, spiaggia molto lunga e sottile.

A Patrasso riprendiamo l'ottimo traghetto della Superfast per tornare in Italia.


Viaggio effettuato a Luglio 2003 da Roberto Ragnini

Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE.


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