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10 Maggio 12 Luglio 2005

 

Chi siamo lidea e lorganizzazione del viaggio sono mie e di mia moglie (Alberto e Cristina, di 65 e 60 anni, residenti a Frascati). A noi si sono uniti unaltra coppia di camperisti di Frascati, amici di lunga data, con i quali avevamo gi fatto altri viaggi con ottima intesa, e altre due coppie che si sono aggiunte allultimo momento. In tutto quattro equipaggi, tutti dotati di mezzi spaziosi e moderni, due su telaio Iveco Daily, due su Fiat Ducato, tutti equipaggiati con radio CB.

 

Litinerario il programma prevedeva di entrare in Turchia dalla Grecia, con traghetto Bari Igoumenitsa. La visita si svolta a partire da Istambul e da l a proseguire in senso orario verso Ankara, la Cappadocia, lAnatolia orientale e poi verso sud, vicino al confine con la Siria e da l verso ovest, in un percorso prevalentemente lungo le coste del Mediterraneo e dellEgeo. In tutto abbiamo percorso 7300 km (da Igoumenitsa a Igoumenitsa), abbiamo speso poco meno di 4.000 Euro e abbiamo impiegati 50 giorni in Turchia e di questi abbiamo pernottato circa il 50% delle volte in campeggi o strutture assimilabili.

Il viaggio aveva vari scopi: conoscere la Turchia di oggi, la gente, lo stile di vita; conoscere le bellezze e le curiosit geografiche del paese; visitare siti di rilevante importanza storico/architettonica; infine spendere un paio di settimane di vacanze marine verso la fine del viaggio. Dallitinerario effettivamente percorso sono assenti luoghi importanti, in particolare Mileto, Didyma, Priene, Pergamo e Troia, localit gi visitate in precedente viaggio. Altre localit non sono state inserite perch non possibile in un solo viaggio visitare proprio tutto e quindi necessario fare delle scelte. Per la preparazione del programma e durante il viaggio ci siamo avvalsi di tre guide turistiche: Lonley Planet edizione in inglese del 2002, guida Routard ed. italiana 2004-2005 e la guida turistica del Sole 24 Ore, che certamente la pi completa e ben fatta per tutto quello che riguarda gli aspetti storici, geografici e culturali del paese.

 

Il paese la Turchia ci piaciuta tutta, anche (e forse soprattutto) quella meno conosciuta. Ci sono piaciuti gli spettacoli della natura, i monti, le foreste, i canyon, le coste. Ai primi posti in questo settore metterei la Cappadocia (con le curiose formazioni rocciose di Greme e la valle di Ihlara), le coste meridionali (baia di ldeniz e penisola di Data), mentre non ci sono piaciuti Pamukkale, perch le famose vasche calcaree sono inaridite e non esistono pi, e la costa egea, meno bella di quella meridionale e molto, troppo urbanizzata da costruzioni a vocazione turistica di massa. Per quanto riguarda gli aspetti storico/architetturali, possiamo dire che sono talmente conosciuti e celebrati in tutte le guide che noi possiamo aggiungere ben poco. La civilt europea (e non solo) ha avuto origine in grossa percentuale da queste parti. Le antiche citt dellAnatolia e dellEgeo erano potenti ricche e belle e il loro elenco sarebbe lunghissimo (Troia, Pergamo, Mileto, Efeso, Sardi, Didyma, Priene...). Da questo punto di vista, le cose che abbiamo trovato pi interessanti sono: il villaggio-santuario ittita di Yazilicaya (vicino ad Hattuşa), il monte Nemrut Daği con le statue colossali a 2200 metri di altezza, lantica citt di Termessos, vicino ad Antalya, ed infine i resti maestosi della citt di Sardi, perch poco conosciuti e frequentati

 

I turchi la popolazione, con leccezione di chi vive di turismo, tranquilla, cordiale, molto ospitale, servizievole (ma non servile) e onesta. Ovunque ci siamo sentiti sicuri e ben accetti, non siamo mai stati importunati da alcuno. Solo ad Istambul un nostro amico ha subito il furto del telefonino, ma questa cronaca corrente in tutte le grandi citt europee. In ogni caso, in tutte le zone del paese, banche e gioiellerie hanno le porte aperte e non ci sono vigilantes appostati. Nelle citt e in campagna sono solo poche le case che al piano terreno hanno le sbarre alle finestre (vedere le case di Roma, tanto per fare un confronto!). Persino i tassisti sono in maggioranza corretti, per bisogna chiedere di attivare il tassametro con tariffa diurna. Ad Istambul questo sempre avvenuto senza doverlo neanche chiedere. Gli aspetti meno piacevoli che abbiamo notato sono relativi alla enorme disuguaglianza sociale (i poveri sono molti milioni e sono molto, molto poveri), alla scarsa attenzione alligiene dei luoghi, alla condizione femminile, poich tradizione e religione obbligano le donne non solo a coprire il capo con i tradizionali fazzolettoni, ma a coprire ogni parte del corpo con indumenti pesanti, anche quando devono lavorare a 40 gradi allombra. Questa condizione riguarda di fatto la totalit della popolazione femminile residente nelle zone agricole e nei piccoli centri e in misura minore, ma significativa, anche nelle grandi citt. Nelle campagne i lavori manuali sono fatti dalle donne, mentre gli uomini guidano i trattori o se ne stanno nei bar a prendere il t. Un altro aspetto che non abbiamo apprezzato lesasperato nazionalismo, che soffoca le minoranze etniche e religiose con odiose discriminazioni. addirittura imbarazzante il numero di bandiere turche esposte in ogni luogo.

 

Le citt le grandi citt turche non sono solo grandi: sono enormi. Le colline intorno a Istambul, per decine di chilometri su entrambe le sponde del Bosforo, sono coperte da centinaia di migliaia di palazzoni. Laspetto di questi quartieri quello di enormi alveari, aspetto accentuato dal fatto che una discreta percentuale dei palazzi disabitata. Alcuni, vecchi di pochi anni, gi cadono in rovina. Nessuno riuscito a spiegarmi il motivo per cui sono stati costruiti. Lo stesso fenomeno labbiamo osservato in certi insediamenti turistici, dove intere colline con vista su baie stupende sono coperte da centinaia di villini, tutti uguali, brutti e disabitati. Normalmente le strade di accesso alle citt sono molto larghe, alberate e molto piacevoli. A volte anche nei centri storici laccesso non complicato e in generale il traffico nettamente inferiore a quello delle nostre citt, probabilmente, grazie alleccellente sistema di trasporto, basato sui dolmuş, sorta di minibus frequenti ed economici. Le strade sono pulite, anche quelle secondarie, e questo contrasta con i modesti standard igienici di ristoranti, campeggi e bagni. Nellattraversare le citt facile perdersi, per la quasi completa assenza di segnalazioni stradali. Dai turchi difficile avere indicazioni utili, a causa della decisamente modesta conoscenza di lingue straniere da parte loro e per la nostra ignoranza del turco. Spesso la vie principali sono interrotte per lavori e non vi sono indicazioni di sorta per la deviazione da seguire. Ad Antalya abbiamo dovuto pagare un taxi perch ci guidasse fuori della citt, dalla quale non riuscivamo a uscire. Le citt hanno un modesto appeal (a parte Istambul) a causa della povert dellarchitettura ottomana. Le moschee sono tutte uguali, copie in piccolo della moschea blu di Istambul, a sua volta copia imperfetta della chiesa di S.Sofia. I resti della parte antica delle citt sono molto pochi, perch andati distrutti dalluomo o dai terremoti e comunque trascurati, per cui quasi nulla di notevole rimasto ad attrarre i visitatori. Di notevolissimo interesse sono invece i musei, soprattutto quello della civilt anatolica di Ankara ed il museo archeologico di Istambul. Altro luogo di interesse limmancabile bazar. Di tutte le citt visitate, quella che possiede il bazar pi interessante, genuino e affascinante Şanli Urfa, che offre anche altri motivi di attrazione.

 

Acquisti, ristorazione, prezzi la Turchia non cara, ma vanno evitati i negozi e i ristoranti delle zone turistiche. Si fanno ottimi acquisti di tessili, scarpe, frutta, carne e molto altro, e si fanno pasti gustosi ed economici negli esercizi di cui si servono i turchi. Nei negozi si trova di tutto e nelle grandi citt sono nati centri commerciali anche migliori dei nostri. Nei piccoli centri bisogna accontentarsi, ma non abbiamo mai avuto difficolt a trovare quello di cui abbiamo avuto bisogno. Sono di qualit decisamente bassa e molto cari i vini, mentre la birra buona e il prezzo accettabile. Nei ristoranti bisogna evitare di mangiare il pesce, perch caro, la scelta limitata e non lo sanno cucinare. Questa carenza ampiamente compensata dalla buona qualit della carne e dei vegetali. Da gustare, oltre alle numerose variet di Kebab, ci sono le pizze turche, molto gustose e fragranti, i piatti di verdura e i dolci, di cui i turchi vanno giustamente fieri. Salumi e formaggi sono molto limitati ed anche lo yogurt inferiore a quello greco. Le stazioni di servizio sono frequentissime e moderne, ma il carburante pi caro che in Italia. Banche e sportelli bancomat sono ovunque. A noi capitato una volta che lo sportello bancomat, senza alcun motivo, ha ingoiato la nostra carta, e purtroppo, era domenica, la banca era chiusa. Si consiglia di prelevare denaro con il bancomat solo durante lorario di apertura delle banche. Per chi interessato, ci sono Internet Caff in ogni localit turistica, anche piccola. Il servizio fornito ottimo, il collegamento velocissimo e i prezzi sono circa un decimo di quelli praticati in Europa. Attenzione alla configurazione della tastiera (in particolare la i con il puntino situata al posto della nostra o accentata).

 

Turismo con i camper i turchi, si sa, erano nomadi e per loro lospitalit sacra. Il camperista in Turchia si sente come a casa: si pu pernottare ovunque, salvo ove non sia palesemente inopportuno, lacqua si trova con grande facilit e lo scarico delle cassette pu essere effettuato nelle toilette delle stazioni di servizio. Sono invece assenti, anche nei campeggi, i pozzetti per lo scarico delle acque grigie e dei WC nautici. I posti migliori per pernottare durante i trasferimenti sono le stazioni di servizio, numerose, pulite e con enormi parcheggi, oppure i ristoranti fuori citt che dispongano di adeguato spazio di parcheggio. Numerosi ristoranti e pensioni, nelle localit turistiche, si fregiano dellinsegna camping, anche se nella maggioranza dei casi si tratta solo di luoghi idonei per passare una notte. Pi difficile pernottare nei parcheggi dei siti archeologici, poich spesso sono allinterno dei siti stessi e devono essere lasciati allora di chiusura. Nessun problema per la sicurezza: la polizia onnipresente, la gente tranquilla e ospitale, nessun camperista ha mai riportato episodi spiacevoli e noi ci siamo sempre sentiti sicuri, anche quando abbiamo pernottato da soli. Fin qui le note positive, ma purtroppo bisogna segnalare anche gli aspetti negativi. Cominciamo dai campeggi: ce ne sono molti, ma di campeggi veri e propri ce n veramente pochi. In tutti i casi, esclusi tre o quattro in tutto il paese, i servizi sono inutilizzabili per motivi igienici. Quasi sempre risulta unimpresa difficile riuscire a fare una doccia calda. Inoltre i campeggi stanno chiudendo uno dopo laltro per cui capita (a noi capitato tre volte) di trovare chiuso un campeggio segnalato dalle guide. I prezzi poi sono decisamente alti in rapporto alla qualit dei servizi offerti e al costo della vita in Turchia (12/20 Euro la notte, quanto un buon campeggio in Grecia). Il carburante molto caro, pi che in Italia, e se ne consuma molto per via delle distanze e a causa delle strade che obbligano a procedere con le marce basse. Laspetto pi negativo, comunque, lo stato delle strade. Sono costruite senza massicciata, per cui dopo alcuni anni sono inservibili. Abbiamo percorso circa 6.000 km in Turchia e di questi circa la met era su strade dal fondo cattivo, un quarto con fondo pessimo, e un altro quarto era con fondo impossibile. Avvallamenti, buche, lavori in corso su tutte le corsie, fondo stradale che quando c somiglia ad una grattaformaggio, ci hanno obbligato a procedere in seconda o terza marcia per migliaia di chilometri. Unaltro aspetto che scoraggia il turismo con camper la scriteriata gestione del turista, sia da parte del governo che da parte dei privati. In tutti i siti archeologici, anche quelli pi modesti, si deve pagare per il parcheggio (generalmente economico) e per lingresso (generalmente caro). Inoltre in alcuni luoghi (Efeso, Topkapi di Istambul ed altri), dopo aver sborsato fior di quattrini per lingresso, si deve poi pagare una somma altrettanto elevata per visitare una particolarit dello stesso sito. Nel caso del Topkapi, ad esempio, si deve pagare un biglietto extra per visitare lharem e un altro biglietto extra per visitare il tesoro. Quello che poi infastidisce al massimo la voracit dei privati. Io ho coniato un espressione: in Turchia del turista non si butta niente. Appena arrivato in un sito da visitare, il turista viene lavorato come in una catena di montaggio: allinizio si circondati da un nugolo di procacciatori che invitano a parcheggiare nel loro campeggio o pensione o ristorante o parcheggio a pagamento. Appena scoperta la nazionalit, il turista viene consegnato ad un personaggio che parla la lingua e che offre vari servizi. Tutti si dichiarano studenti o funzionari governativi, tutti offrono i loro servigi a titolo gratuito, tutti ti conducono prima o poi da un loro zio che immancabilmente fabbrica tappeti che, se proprio vogliamo, possiamo acquistare a prezzi che sono un terzo di quelli praticati nei negozi.

 

Conclusioni il viaggio in Turchia relativamente poco costoso, ma molto impegnativo per i molti chilometri da percorrere e per il disastroso stato delle strade, che mette a repentaglio lintegrit del camper. Io sconsiglio fortemente il viaggio a chi non dispone di almeno 5 settimane di tempo, a chi non capace di effettuare piccole riparazioni, a chi non dispone di un mezzo robusto e dotato di WC con cassetta (meglio se con due cassette) ed infine a chi non parla inglese o tedesco. A tutti costoro consiglio di arrivare in aereo, poi spostarsi con mezzi pubblici ed eventualmente affittare unauto per periodi limitati o per tutto il periodo di permanenza.

Per coloro che invece sono disponibili ad affrontare i disagi di un lungo viaggio posso dire che avranno in premio la possibilit di visitare paesaggi stupendi ed inconsueti, di incontrare un popolo generoso, di osservare in molti luoghi uno stile di vita diverso, pittoresco, senza tempo, forse in via di estinzione e di effettuare buoni acquisti e gustare squisite specialit culinarie (kebab, pizza e dolci)

DIARIO

 

Avvertenza: nel diario che segue abbiamo annotato le informazioni che possono risultare utili per futuri viaggi in Turchia. Inoltre ci sono le nostre impressioni dei luoghi visitati e dei siti ove abbiamo mangiato o pernottato. Per la descrizione dei luoghi da visitare bene acquistare una buona guida.

 

10 maggio Siamo quattro equipaggi formati da coppie di pensionati (et 60-69 anni). Lappuntamento alle quattro di pomeriggio nellarea di servizio La Macchia, sullAutostrada del Sole poco prima di Frosinone. Dopo i convenevoli ci mettiamo in marcia e verso le nove di sera arriviamo a Barletta, ove pernottiamo in un ottimo parcheggio situato tra il castello ed il porto.

 

11 maggio La mattina visitiamo Barletta, che troviamo bella ed interessante. Con loccasione acquistiamo mozzarelle e taralli pugliesi, assicurandoci un vitto fragrante e gustoso per i prossimi due giorni. Nel tragitto verso il porto di Bari, sostiamo brevemente nei pressi della splendida cattedrale di Trani. Nel pomeriggio ci imbarchiamo sul traghetto della Ventouris, che abbiamo prenotato (a prezzi molto convenienti) con la formula open deck.

 

12 maggio ore 8.00 arrivo ad Igoumenitsa e partenza con destinazione Kosani. Abbiamo impiegato tutta la mattina per arrivare a Iohannina, a causa delle pessime condizioni stradali e per fare i primi acquisti in Grecia. Il pomeriggio, nonostante un equipaggio lamenti vari guasti e risenta della stanchezza, riusciamo ad arrivare a destinazione. Pernottiamo nel parcheggio del supermercato Lidl, pianeggiante, tranquillo ed illuminato.

 

13 maggio Si marcia veloci verso Makri, dove pernottiamo al porto, dopo un abbondante cena a base di pesce.

 

14 maggio Tutta la giornata se ne va per attraversare la frontiera turca (2 ore e 25 Euro di spesa) e per percorrere i circa 220 km per raggiungere il camping nelle vicinanze di Istambul. Il piano originale era di andare al camping Londra, reputato migliore dellaltro, ma il capo-colonna sbaglia strada e, scortati da una pattuglia della polizia che aveva notato le nostre difficolt, arriviamo al camping Atakoy, che si presenta gradevole nellaspetto, ma orrendo nella qualit dei servizi, nonch molto caro per quello che offre. Infatti 18 Euro al giorno sono unenormit per un campeggio che di giorno toglie la corrente elettrica, non dispone n di bagni n di docce usabili e non ha acqua potabile. Quella che abbiamo usato per caricare i serbatoi era salmastra e piena di terra. Purtroppo ce ne siamo accorti in ritardo ed abbiamo dovuto svuotare e pulire i serbatoi alla prima occasione possibile. Da altri equipaggi incontrati sappiamo che il camping Londra altrettanto orribile e pi caro, per meglio collegato a Istambul. Due giorni dopo ci siamo trasferiti in un tranquillo parcheggio a 100 metri dalla Moschea Blu, pagando 21 Euro al giorno.

 

15-17 maggio Abbiamo effettuato varie visite ed escursioni nella meravigliosa citt di Istambul. Oltre ai soliti siti da visitare, che sono ampiamente descritti in ogni guida turistica, abbiamo fatto lunghe passeggiate a piedi nella Istambul asiatica e nella Istambul moderna. In queste occasioni abbiamo fatto le prime esperienze di vita turca vera e limpressione, globalmente molto positiva, quella di un popolo in pieno boom economico e con una gran voglia di modernit. La maggioranza delle donne non indossa nessun copricapo o velo, si comporta in modo alquanto indipendente e non sembra subire discriminazioni. Tuttavia frequentemente si incontrano donne, anche giovani, intabarrate con un lungo impermeabile e con il fazzolettone che lascia scoperto solo il pallido ovale del viso. Abbiamo anche visto donne con il burka, ma queste suppongo siano profughe afgane. I negozi offrono abbondanza di merce, di buona o ottima qualit e di prezzo conveniente. I mercati rionali sono puliti e ben forniti. I ristoranti sono di unincredibile variet e offrono cibi gustosi a prezzi decisamente ragionevoli. Laspetto negativo linflazione alta che affligge questo paese. Tuttavia i prezzi, nonostante gli aumenti degli ultimi anni, sono generalmente convenienti, almeno per tutto ci che non diretto al turista occidentale. Particolarmente economici (e numerosissimi) sono i taxi, corretti nella scelta dei percorsi e nelle tariffe del tassametro. Per quanto riguarda la sicurezza, c da stare attenti (come peraltro in ogni grande citt europea) perch nei luoghi frequentati dai turisti pullulano i borseggiatori.

 

18 maggio Dedichiamo la mattina alla visita dei musei archeologici. Impressionanti i sarcofagi romani e le vestigia di civilt anatoliche, che poi vedremo nel museo di Ankara in modo pi ampio e completo.Verso mezzogiorno partiamo in direzione di Ankara. Dopo circa 400 km di autostrada (bella e supereconomica) ci fermiamo per la sosta notturna in una meravigliosa stazione di servizio, con parcheggio alberato e lontano dalla strada.

 

19 maggio In mattinata arriviamo ad Ankara e puntiamo direttamente al Museo delle Civilt Anatoliche. Riusciamo a parcheggiare tutti nelle immediate vicinanze del museo, cosicch la visita dura complessivamente circa due ore. Questo museo, che nel 1997 ha ricevuto un prestigioso premio internazionale, espone in modo accurato una notevolissima quantit di reperti di alto interesse artistico e culturale, che illustrano il livello di civilt delle varie popolazioni che nel tempo hanno abitato lAnatolia. Particolarmente ricca e interessante la sezione dedicata agli Ittiti, popolazione indoeuropea che si insedi in Anatolia verso il 1800 avanti Cristo e scomparve dalla storia, in modo improvviso e misterioso, verso il 1170 a.c. Dopo la visita decidiamo di lasciare Ankara, non perch non meritasse una visita pi approfondita, ma perch non facile districarsi nel traffico caotico e trovare unadeguata sistemazione per la notte. Cos filiamo via e ci dirigiamo verso Hattuşa, lantica capitale degli Ittiti, a circa 200 km da Ankara. Qui, appena arrivati, siamo presi in consegna da un tizio che in un buon italiano ci dice che lui ha lavorato per anni con Mario, un archeologo di Milano, e che vuole farci da guida in modo gratuito. Il tizio ci fa entrare nella zona degli scavi con i camper e in circa unora effettuiamo la visita del sito (molto interessante e suggestivo). Nel corso della visita ci viene spiegato che il suo villaggio molto povero e che la gente del posto non ha lavoro. Dopo questo preamboli siamo dati in pasto ad un gruppo di ambulanti, veramente malmessi, che ci impietosiscono e ci vendono una quantit di ricordini in pietra. Dopo la visita al sito, il tizio non se ne va e pretende di portarci a pernottare in un posto gratuito. Naturalmente si tratta della locale fabbrica artigianale di tappeti, ma noi rifiutiamo di fermarci l e ci dirigiamo con i camper su un prato vicino allingresso del sito archeologico. Qui siamo circondati da mucche, oche e da un nugolo di bambini carinissimi, che cercano di esercitare su di noi le loro prime cognizioni di lingua inglese. Tuttavia riusciamo a pernottare in modo tranquillo.

 

20 maggio - La mattina presto andiamo al centro del villaggio per fare la spesa e scopriamo che in questo piccolissimo e poverissimo villaggio ci sono ben quattro supermercati e una banca, le case sono moderne e ci sono due spazzini che puliscono le strade. Dopo andiamo a visitare Yazilicaya, a 2 km da Hattuşa. Si tratta di uno stupefacente santuario rupestre ittita, con moltissimi bassorilievi scolpiti direttamente sulle rocce. Proseguiamo il viaggio e verso sera arriviamo a Greme, ove sostiamo al Camping Panorama, posto su una collinetta ai margini della citt. Il camping molto essenziale, per ha docce con acqua calda, offre una splendida vista sulla citt e costo solo 9.

 

21 maggio La mattina affittiamo un pulmino con autista, che ci porta a visitare i dintorni di Greme (Uhisar, avuşin, rgp e Zelve). Il pomeriggio dedicato alla pulizia dei camper e delle persone. La sera si cena al Mercan Restaurant (pessima qualit).

 

22 maggio Lasciamo il camping e con i nostri mezzi andiamo a visitare il Museo allAperto di Greme, spettacolare e suggestivo: da solo giustifica il viaggio in Turchia. Nel pomeriggio ci trasferiamo a Kaymakli, ove visitiamo una delle due pi famose citt sotterranee. Il sito impressionante, ma la visita faticosa e decisamente da sconsigliare a chi soffre di claustrofobia o ha problemi a camminare piegato in due. Poi proseguiamo verso Ihlara, paese che d il nome alla valle che visiteremo domani. Per la notte sostiamo nella piazza principale, di fronte ad un pittoresco ristorante in riva al fiume, dove per abbiamo mangiato piuttosto male.

 

23 maggio Per la visita ci spostiamo al parcheggio del secondo punto dingresso alla valle. Da l iniziamo il percorso di circa 6 km, abbastanza faticoso, lungo uno stretto e profondo canyon che offre uno scenario stupendo. Vale assolutamente la pena di faticare per arrivare fino a Bellisirma, ove ci attendono numerosi ristoranti in riva al fiume. Con un pulmino torniamo al parcheggio dove abbiamo lasciato i camper e con questi ci spostiamo a Selime (lato nord della valle) dove, utilizzando gli stessi biglietti dingresso fatti il mattino, possiamo accedere al complesso monastico chiamato Kale. Il monastero stato scavato allinterno di una montagna e si presenta come un impressionante formicaio, al cui interno ove possiamo muoverci in tutte le direzioni attraverso passaggi, gallerie e vari ambienti fino a salire su in alto, dove situata la chiesa. Si gode di una vista spettacolare. La giornata stata faticosa ma la visita dei luoghi, di impressionante e suggestiva bellezza, valeva il viaggio in Turchia. Per la sosta notturna c solo limbarazzo della scelta e noi scegliamo di fermarci in unarea picnic bellissima in riva al fiume, vicino Selime.

 

24 maggio Trasferimento verso Aksaray per visitare uno dei caravanserragli della zona. Scegliamo quello di Azgikarahan perch molto bello e non troppo distante. A questo punto uno degli equipaggi non se la sente di proseguire ulteriormente verso est e preferisce accorciare il viaggio, puntando su Konya e sulla costa mediterranea. Dopo i saluti e gli abbracci ci trasferiamo a Kaysery (lantica Cesarea), ove giungiamo nel pomeriggio. Ci fermiamo nellampio parcheggio della piazza principale della citt, cos possiamo girare per il centro in tutta comodit. Naturalmente per la notte restiamo nello stesso posto, anche se prevedibilmente rumoroso per il traffico. La citt non offre un granch dal punto di vista turistico. Abbiamo trovato interessante il bazar, che abbiamo visitato con una guida disinteressata, che come al solito ci porta al negozio di tappeti dello zio. Nel bazar abbiamo apprezzato la fusione tra la vecchia e la nuova Turchia in una media citt in via di modernizzazione.

 

25 maggio giornata di trasferimento verso Kahta. Per la notte sostiamo presso un distributore di carburante per soli veicoli pesanti. Ci accolgono con estrema cortesia e ci sentiamo rassicurati dal fatto che la stazione di servizio aperta tutta la notte. Appena parcheggiato il gestore viene a portarci un buon t. Noi contraccambiamo offrendo gli ultimi taralli acquistati a Barletta.

 

26 maggio arriviamo a Kahta in tarda mattinata. Per la sosta ci sono due possibilit, entrambe presso pensioni che hanno adibito il cortile a campeggio. La prima si chiama Zeus, ci sembra molto curata e chiede 20 YTL per notte. Optiamo per la seconda, Commagene Hotel, che pur presentandosi pi spartana della prima, ci chiede solo 10 YTL e gode di buone referenze. La scelta si riveler giusta poich i bagni e le docce sono brutti ma abbastanza puliti, e poi il gestore organizza anche le escursioni al Nemrut Daği con proprio minibus. Il pomeriggio visitiamo la cittadina, che di uno squallore e bruttezza ineguagliabili. Tuttavia facciamo i soliti acquisti di prodotti alimentari, a prezzi veramente convenienti. Cerchiamo qualche agenzia di viaggi per avere un preventivo per la visita al Nemrut Daği, ma a Kahta non ci sono pi agenzie. Apparentemente questo luogo, una volta famoso come punto di partenza per le escursioni al Nemrut Dagi, ora stato abbandonato dal turismo internazionale, forse a causa della bruttezza del paese, forse per lesosit degli operatori turistici. In parte la nostra impressione confermata dalla trattativa intercorsa tra noi ed il proprietario del campeggio, che dapprima ci aveva offerto la gita di 8 ore a 55 YTL a persona, poi si accontenta di 35 YTL a persona per un tour completo, che include altre quattro tappe oltre al Nemrut Dagi, e include anche i biglietti dingresso. Secondo le informazioni in nostro possesso, non avremmo dovuto pagare pi di 15-20 YTL, ma purtroppo a Kahta non c pi concorrenza.

 

27 maggio alle 13 partiamo per la gita al Nemrut Daği. Il tempo non un granch, tuttavia c alternanza di nuvole e di sole. Come prima tappa visitiamo il Tumulo di Karakuş, che copre le tombe delle donne di stirpe regale di Commagene. Dalla cima del tumulo la vista spazia su tutta la zona circostante. Proseguendo per 10 km si arriva ad un ponte romano sul fiume Cendere. Il ponte impressionante per la sua struttura e lunghezza. Purtroppo anni addietro un autobotte con rimorchio lha attraversato, causandone il crollo. Ora stato ricostruito, utilizzando ove possibile i pezzi antichi, ma non pi la stessa cosa. Proseguendo ancora per alcuni chilometri, arriviamo a Eski Kahta, lantica capitale estiva dei re di Commagene. Anche in questo caso la visita estremamente interessante e consigliabile a chi dovesse capitare in questa zona. Oltre ad un panorama stupendo, si possono ammirare bassorilievi scolpiti direttamente sulla roccia, tunnel scavati nelle viscere della montagna e statue di guerrieri. Infine ci dirigiamo alla meta pi importante della gita, la cima Nemrut Daği, ove c il favoloso Tumulo di Antioco I, circondato da statue colossali che rappresentano il re e le cinque divinit con le quali il re si diceva imparentato perch discendente di Alessandro Magno. La salita fin sulla cima va fatta a piedi per gli ultimi 150-200 metri di dislivello, ma la fatica ampiamente compensata dallo spettacolo. Purtroppo, dopo lalternanza tra sole e nuvole, queste prendono il sopravvento e cimpediscono di gustare il sito alla luce del tramonto. Siamo stanchi, la via del ritorno molto lunga, ma tutti abbiamo avuto la certezza di aver vissuto un gran giorno della nostra vita.

28 maggio Partiamo presto da Kahta e ci dirigiamo a Şanli Urfa, citt grande e affollata. Tentiamo senza successo di parcheggiare al centro, cos torniamo verso la periferia, ove abbiamo la fortuna di trovare posto in un parcheggio dellazienda elettrica, ormai semivuoto per il week-end. I guardiani ci consentono di sostare, anche per la notte, e ci offrono il t, poi ci indicano il dolmuş con il quale possiamo raggiungere il centro in pochi minuti e con pochi spiccioli. Şanli Urfa una citt interessante sotto molti punti di vista. Sono ben visibili gli sforzi dellamministrazione di ammodernare e abbellire una delle pi antiche citt del mondo (si dice che Abramo vi soggiorn a lungo), oggi abitata da popolazione curda e da qualche famiglia di origine araba (siriana). Da visitare i giardini ove sono mantenute centinaia di carpe sacre in ampie vasche circondate da fiori, le belle moschee, il castello che domina la citt, ma soprattutto il bazar, che da solo vale il viaggio dallItalia. Questo bazar, come tutti gli altri, costituito da una serie di stradine, ognuna specializzata in qualche genere merceologico. Tuttavia, quello che rende unico questo bazar che mentre negli altri le botteghe vendono prodotti che si possono trovare in qualsiasi negozio, in questo i prodotti, non tutti ovviamente, sono fabbricati sul posto, con tecniche manuali tramandate da centinaia di anni. Vi si trovano i fabbri che forgiano gli attrezzi da lavoro con la fucina, lincudine e il martello, i falegnami che costruiscono vari prodotti con la pialla a mano, i calderai che battono le lastre di rame per ricavarne piatti, vasi ed altro. Da notare, infine, che ci sono pochissimi turisti e che la stragrande percentuale di acquirenti sono i contadini dei dintorni che sono scaricati qui dai frequentissimi e strapieni dolmuş.

 

29 maggio Partiamo presto verso Harran, ove contiamo di arrivare in meno di unora. Purtroppo la strada in rifacimento, per cui il percorso si rivela un vero inferno. Per molti chilometri siamo costretti a procedere in seconda o terza marcia, a non pi di 15 km/h. Appena arrivati a destinazione, siamo messi in lavorazione dai soliti vampiri del posto. Trattiamo sul prezzo e dalle originali 60 YTL richiesteci arriviamo a 15 YTL per avere una guida che ci accompagna a visitare i luoghi direttamente con il camper, evitando in tal modo che i ragazzini del posto, probabilmente istruiti dagli adulti, danneggino i mezzi lanciando sassi e pietre, come sperimentato da altri viaggiatori conosciuti durante il viaggio. Harran un piccolo e antichissimo villaggio, abitato da popolazione araba, ove si dice siano vissuti e forse nati Abramo, padre degli israeliani, e Giobbe, quello dallimmensa pazienza. La guida ci fa visitare quella che si dice sia la fattoria di Giobbe e ci indica un buco nella roccia con acqua sul fondo, dicendoci che quello era il pozzo di Giobbe. Oltre al pozzo visitiamo il paese, costituito da case simili ai trulli pugliesi (ma i trulli sono molto pi belli). La visita complessivamente deludente, le case sono brutte, la gente esosa e chiede soldi per ogni cosa, Fatte le solite fotografie, ce ne andiamo di gran fretta e puntiamo verso il prossimo obiettivo, Birecick, ove ci stata segnalata la presenza di unoasi naturalistica per la riproduzione degli ibis, uccelli in pericolo di estinzione. Loasi si trova sulla sponda sinistra del fiume Eufrate, ma purtroppo il sito affollato da gitanti domenicali che si recano l per il picnic, il parcheggio angusto e polveroso e infine gli ibis sono poco visibili perch sistemati in capienti gabbie di legno che non consentono alcuna visuale dal basso. Ancora una volta delusi, ripartiamo per seguire lautostrada che ci porter al mare Mediterraneo. Per la notte ci sistemiamo in unarea di sosta lungo lautostrada.

 

30 maggio Giornata infausta. Un componente del gruppo denuncia una diarrea terribile,che obbliga ad una sosta prolungata. E pensare che il malato, di tutti noi, quello che non ha toccato cibo locale, non ha bevuto acqua e che si tenuto lontano da qualsiasi possibile contaminazione. Siamo costretti a passare la giornata in unarea di sosta, dalla quale ci spostiamo per cercarne una pi confortevole, che troviamo nei pressi della citt di Tarso (vi nacque S. Paolo).

 

31 maggio Il malato si prontamente ripreso e, pur debole, in grado di proseguire il viaggio verso la meta del giorno, Kitzkalesi, non molto distante da Tarso. Kitzkalesi una piccola stazione balneare, parzialmente deturpata dai palazzi per accogliere il turismo di massa, che tuttavia in posizione piacevole, dotata di spiagge e insenature molto belle e circondata da antichit notevoli, tra cui spicca il castello omonimo, situato su unisoletta di fronte alla cittadina. Ci fermiamo al campeggio Kervan Mocamp, molto bello, direttamente sul mare, dotato di strutture di livello quasi europeo. Piove e passiamo il tempo con il torneo di burraco.

 

1 giugno Piove ancora. Gita a Silifke, citt situata ai piedi di una catena montuosa nella quale il fiume (ove mor affogato limperatore Barbarossa) ha scavato canyon grandiosi e spettacolari. Lungo la strada ci sono i resti ben conservati di tombe lidie. Pranziamo al ristorante del castello di Silifke, da cui si gode di una vista a 360 gradi sulla citt, sul mare, sul fiume e sui monti. Pomeriggio di pioggia e conseguente prosecuzione del torneo di burraco.

 

2 giugno Siamo pronti per partire alla volta di Anamur, ma il motore di uno dei nostri camper emette un fumo bianco intenso e persistente e produce un rumore poco rassicurante. Dopo un rapido consulto, chiediamo al manager del campeggio di chiamare unofficina meccanica. Egli ci rassicura che provveder a chiamare unofficina di un suo amico bravissimo. Nel giro di unora arrivano due meccanici che cominciano immediatamente ad armeggiare intorno al motore. Ogni tanto smontano un pezzo, poi provano il motore, ma senza successo. Il tutto va avanti per circa unora, nella quale il prato intorno al veicolo si riempie di viti, bulloni, coperchi ed altri pezzi. Poi i due chiamano ad aiutarli il capo di unofficina specializzata in pompe diniezione. Poco dopo questi arriva e si mette anche lui a smontare pezzi. Poi si porta via la pompa per un controllo al banco e a met pomeriggio arriva il responso ufficiale: la pompa a posto e invece da sostituire la cinghia di distribuzione. Dopo circa unora di attesa, e intanto si erano fatte le sei del pomeriggio, arriva da Mersin un meccanico dellofficina Iveco con la cinghia di ricambio. Altro armeggiare intorno al motore, mentre il prato ormai completamente coperto di pezzi e di attrezzi. Il proprietario del veicolo non d segni di inquietudine e chiacchiera amabilmente con noi, mentre la met dei tedeschi presenti nel campeggio fin dalla mattina ha circondato i meccanici al lavoro per osservarli allopera. Verso le otto attrezziamo un faro per il lavoro notturno. Alle nove il motore viene messo in moto e funziona perfettamente bene. Il meccanico Iveco si accorge che nelle fasi di accelerazione c una fastidiosa fumata nera, problema gi presente prima del guasto e che avevamo notato anche noi. Dopo un quarto dora di lavoro, anche questa fumata nera scompare e il motore gira tondo tondo che una bellezza. In dieci minuti vengono rimontati tutti i pezzi e si esce per una prova su strada. Di ritorno dalla prova i meccanici stringono qualche vite e presentano il conto al nostro amico. Per tutto lintervento, compresi i pezzi, la prova della pompa, il vai e vieni dei meccanici, la manodopera e quantaltro, viene chiesta la somma di 500 YTL, corrispondente a circa 300 euro. La serata si conclude con calorosi saluti ai meccanici, che si sono rivelati competenti, onesti ed estremamente disponibili.

 

3 giugno Il mattino gita a Kitzkalesi per shopping e consultazione di Internet. Il paese, con il tempo bello, si presenta grazioso, anche se votato al turismo (come tanti nostri paesi sulle coste italiane). Ci sono moltissimi negozi, ove acquistiamo maglie e magliette di marca a prezzi davvero invitanti, e un paio di supermercati che nulla hanno da invidiare ai nostri. Poi entro in un Internet Caff, ove scopro che i problemi avuti negli altri Internet point erano dovuti al fatto che nelle tastiere turche il tasto i corrisponde alla loro i senza puntino, mentre la nostra i col puntino sta al posto della nostra . Il collegamento veloce e in mezzora, sorseggiando un ottimo t, completo il mio lavoro al costo di mezza lira turca, cio 30 centesimi di Euro, cio un decimo di quanto ho pagato per un analogo servizio in Italia e in Grecia. La giornata prosegue nellozio pi completo. Il tempo bello ed il campeggio si rivelato ottimo per la sua bellezza e posizione.

 

4 giugno Proseguiamo il viaggio fino ad Anamur. La strada stretta e con moltissime curve, per cui la media di circa 20-30 km/h. Circa 6 km prima di Anamur c un campeggio (Orman Pullu) molto bello, adiacente la spiaggia dove le tartarughe vanno a depositare le uova, gestito dal servizio forestale turco. I prezzi sono bassi (7 YTL), tuttavia preferiamo proseguire verso Anamur, ove effettuiamo una piacevolissima visita al castello posto sulla riva del mare. Il pomeriggio proseguiamo e ci fermiamo nellampio parcheggio di un ristorante in riva al mare. La sera ceniamo a base di pesce, spendendo una piccola fortuna e rimpiangendo la buona cucina italiana. Qui il pesce non viene cucinato, ma semplicemente bruciacchiato sul braciere ove cuociono i kebab.

 

5 giugno Restiamo al parcheggio fino alle 14,30, spendendo la mattinata sulla spiaggia. Il camper intanto si infuocato perch nel parcheggio non ci sono alberi. Si prosegue verso Gazi Paşa, ove tentiamo di sostare nella bella spiaggia, ampia e circondata da roccioni rossi. Nelle vicinanze c anche lantica citt di Selinous, posta su unaltura che domina la costa. E domenica e la spiaggia affollata di famiglie turche che prendono il sole o che fanno il loro bravo picnic allaria aperta. Inoltre c una festa, una specie di festival con tanto di striscioni, bandiere e canti. Il tutto non piace ad alcuni nostri compagni di viaggio, che non amano il contatto con i locali. Con dispiacere torniamo a Gazi Paşa ove trascorriamo la notte in un quieto parcheggio.

 

6 giugno La mattina arriviamo ad Alanya, citt ormai votata al turismo di massa, ove parcheggiamo al porto e facciamo una piacevole breve passeggiata nel centro cittadino. Poi si prosegue il viaggio e arriviamo ad Antalya verso le 17. Con qualche difficolt troviamo un bellissimo parcheggio alberato in riva al mare, al costo di 2 YTL. Da l con un taxi andiamo al porto vecchio (Yat limani) e visitiamo il centro storico con la cittadella. Non ci facciamo mancare un ottimo caff in uno dei bar che si affacciano sul porto e che offrono una splendida vista sullo stesso. Al ritorno apprendiamo che entro le 21.00 dobbiamo lasciare il parcheggio (sembra per disposizioni delle autorit) e ci spostiamo al parcheggio di un ipermercato (Migros) non lontano da l.

 

7 giugno Vogliamo visitare le rovine dellantica citt di Termessos, a pochi chilometri da Antalya. Troviamo subito la strada giusta, ma purtroppo dopo poche centinaia di metri la strada interrotta per lavori. Non ci sono segnalazioni per la deviazione e seguendo il flusso del traffico ci perdiamo in un labirinto di strade tutte uguali e senza nome. Chiediamo indicazioni a pi persone ed anche alla polizia, ma nessuno ci sa indicare la strada giusta. Dopo circa unora di giri a vuoto, chiediamo ad un tass di guidarci (a pagamento) verso la strada per Termessos. Grazie a questa iniziativa raggiungiamo la nostra meta, situata su un monte a circa 1200 metri di altezza. La visita del sito molto emozionante e questo ci ripaga della fatica. Si procede tra stretti sentieri e ogni tanto spuntano fuori dalla folta vegetazione i resti dellantica citt. La cosa pi impressionante il teatro costruito al margine di un precipizio di qualche centinaio di metri. Il parcheggio del sito bello ed ombreggiato, ideale per consumare il pranzo e riposarci dalle fatiche della visita. Il pomeriggio ci dirigiamo a irali, ai margini di una baia incantevole, delimitata da una parte dalle rovine dellantica citt di Olympos e dallaltra dalle colline di Chimeras, famosa perch dalle rocce fuoriesce un gas che sincendia a contatto dellaria. Pernottiamo in un campeggio di fortuna, carissimo e brutto, ma in bella posizione, vicino alla spiaggia e alle rovine di Olympos.

 

8 giugno La mattina visitiamo i suggestivi resti di Olympos, immersi in una ricca vegetazione e dislocati lungo un torrente che scende dalle montagne. In questa localit avviene la separazione di un altro equipaggio. I due erano poco interessati alle antichit e a questo punto del viaggio decidono di fermarsi al mare e di proseguire lungo le coste per godersi in libert le bellezze marine della Turchia. A questo punto siamo rimasti in due equipaggi e dopo la visita ad Olympos proseguiamo verso Kaş. Durante il tragitto sostiamo brevemente a Myra, sede di una splendida necropoli licia e luogo dove nacque S.Nicola, il santo che diede origine alla leggenda di Babbo Natale, le cui spoglie furono trafugate e trasportate a Bari ove sono tuttora conservate nella chiesa a lui dedicata. La strada verso Kaş pessima, con alcuni tratti impossibili e con continui lavori in corso. In Turchia, quando devono rifare una strada, prima la distruggono del tutto, per decine di chilometri, poi, dopo qualche mese, ci gettano sopra pietre, poi dopo altri mesi, ricoprono le pietre con asfalto liquido ed ancora dopo qualche tempo ci versano sopra altre pietre pi piccole. Tutto questo su entrambe le carreggiate contemporaneamente, per cui non c scampo per i veicoli che devono procedere a 5 o 6 km lora per non subire danni gravi. Noi siamo passati dopo la stesura dellasfalto liquido e ci siamo trovati con il camper completamente annerito dagli schizzi di catrame. A Kaş andiamo ad un campeggio a terrazze sul mare, vicino al paese, con qualche difficolt per posizionare il camper su una delle piccole piazzole. La sera visitiamo la cittadina, molto graziosa, frequentata da turisti non frettolosi e di buon livello. Ci sono molti negozi con prodotti di buona qualit e ottimi ristoranti, neanche tanto cari.

 

9 giugno Gita in barca lungo la costa frastagliata e ricca di baie e baiette, ove la barca sosta per consentire di tuffarsi nelle acque cristalline. Si giunge allisola di Kekova dove sono visibili i resti di un antico insediamento lidio, parzialmente ricoperti dal mare. Il tutto dura otto ore, incluso il pranzo a bordo. La gita stata molto bella e faticosa, ma valeva certamente il prezzo e la fatica.

 

10 giugno Lasciamo Kaş perch il campeggio disagevole per un prolungato soggiorno marino e perch la temperatura dellacqua piuttosto bassa. Nel primo pomeriggio arriviamo a Fethiye e puntiamo subito alla baia di ldeniz, reputata la pi bella della Turchia. In effetti dobbiamo riconoscere che la fama meritata. Una lingua di sabbia bianca si protende nel mare, dividendo la baia in due e producendo uno stupendo effetto cromatico. Le acque sono limpide e riflettono tutti i colori del cielo, con sfumature che vanno dal verde al turchino, a seconda dellincidenza della luce e del tipo di fondale. Nonostante ci avessero detto che in zona non ci sono campeggi, non abbiamo incontrato difficolt a trovarne ben due, direttamente sulla baia e a poche centinaia di metri dal paese. Questo moderno e pur interamente dedito al turismo di massa, non manca di una sua bellezza e piacevolezza. E dotato di una zona pedonale piuttosto ampia con decine di ristoranti per tutti i gusti e tutte le tasche.

 

11 giugno La giornata trascorre al mare, direttamente su quella lingua di sabbia, diventata da qualche tempo un parco nazionale. Si pagano 2 YTL a persona per entrare e 12 YTL per un ombrellone con due lettini. Il luogo frequentato, ma non affollato. E pulito, ordinato, ben messo, ci sono docce, bar e ristorante self service. La sabbia bianca e finissima, lacqua non caldissima, ma davvero limpida e godibile. Insomma passiamo una giornata al mare in uno dei posti veramente pi belli del mondo. Il pomeriggio tardi ci dedichiamo alla pulitura del camper, con lintento di rimuovere con benzina la massa di bitume che si era depositata lungo i bordi, nei passaruote, sulle valvole di scarico delle acque chiare e nel tubo di scappamento del veicolo. Tutte le mattine e le sere dei giorni seguenti saranno dedicate a questa faticosa operazione.

 

12 giugno Cedendo alla richiesta dei nostri compagni, partiamo da ldeniz per rispettare rigorosamente il programma di viaggio che avevamo concordato. In tarda mattinata arriviamo al parco nazionale (Inbk Milli Park) al centro della penisola di Data, dopo aver percorso strade molto panoramiche ma purtroppo molto lente per il solito problema del fondo con avvallamenti e lavori in corso. Lultimo parte del percorso costituita da 15 km di strada bianca e polverosa. Allarrivo, troveremo polvere dentro il camper in ogni possibile angolo e perfino dentro i mobili. Il campeggio Inbk posto allinterno del parco, direttamente sul mare, molto bello e con molti alberi. Essendo in un parco nazionale, non consentito tagliare rami e men che mai tagliare alberi, cos il campeggio non dispone di piazzole vere e proprie e dobbiamo parcheggiare i nostri grossi camper tra gli alberi. A parte la fatica di farlo, il risultato una sistemazione eccellente perch godiamo di ombra in abbondanza, siamo a pochi passi dalla spiaggia e a breve distanza dai servizi. La spiaggia parte di sabbia nera e fine, parte di ciottoli, anchessi neri. Trattasi evidentemente di rocce laviche e tutta la zona, qualche milione di anni fa, doveva essere un grande complesso vulcanico. La baia bellissima e tranquilla, chiusa quasi da tutti i lati da isole, e costituisce un luogo di attracco ideale per le numerose barche da diporto che vi sostano. Il proprietario del campeggio molto cordiale ed espansivo e mantiene il sito con notevole cura, cosa piuttosto rara in Turchia. Il campeggio costa solo 12 YTL al giorno, ma il ristorante piuttosto caro, per situato in posizione deliziosa in riva al mare.

 

13 giugno La mattina ci risvegliamo con la sensazione di essere in paradiso. E nostra intenzione rimanere sul posto per almeno 6 giorni (come da programma), effettuando anche qualche escursione verso la punta della penisola. Purtroppo questo piano fallisce miseramente, poich il nostro compagno di viaggio, dopo il bagno in mare, colto da malore improvviso. Il medico di casa, rintracciato telefonicamente, prescrive medicine che avevamo fortunatamente con noi. Le medicine hanno un immediato effetto benefico, ma il medico consiglia di accorciare il viaggio e rientrare in Italia per gli accertamenti del caso. Considerando tutti gli aspetti della situazione, il nostro amico opta per un rientro con nave da eşme a Brindisi. La prima nave disponibile partir tra sette giorni, per cui ci sar tempo per fare ancora qualche visita ai siti pi significativi. Ovviamente noi decidiamo di accompagnarlo fino a eşme, poich in caso di nuovo malore non sarebbe in grado di proseguire il viaggio. Questa decisione comporta la rinuncia alla permanenza nella penisola di Data e la rinuncia a visitare Mileto, Didyma e Priene, che per noi gi conoscevamo.

 

14 giugno Il nostro amico sta decisamente bene. La mattina partiamo alla volta di Aphrodisias, ove giungiamo a met pomeriggio. Al prezzo di 6 YTL parcheggiamo nel bel piazzale antistante lingresso al sito, dopo aver accertato che sar possibile anche pernottarvi. La visita allantica citt, dedicata al culto di Afrodite, prende il resto della giornata e parte del mattino successivo.

 

15 giugno Prima di pranzo arriviamo a Pamukkale, il sito le cui foto, con le belle vasche di travertino, sono su tutti i depliant turistici. Al nostro arrivo siamo assaliti da un nugolo di procacciatori che ci invitano a sostare in uno dei numerosi pseudo-campeggi in paese. Noi scegliamo di scegliere da soli e ci fermiamo in un campeggio piuttosto assolato, ma di aspetto gradevole e con unenorme piscina. La visita alle vasche calcaree una cocente delusione. Tutte le vasche dei depliant sono asciutte e il bel colore bianco si trasformato in un triste grigio marrone per la polvere e linquinamento. Lacqua scorre unicamente in alcune orribili vasche quadrate di cemento, dove i turisti possono anche bagnarsi. Inoltre per la visita al sito necessario togliersi le scarpe e camminare a piedi nudi sulla roccia calcarea, cosa n agevole n piacevole. Avevamo letto del degrado, dovuto alla selvaggia cementificazione della zona con alberghi e ristoranti che succhiano acqua per le proprie piscine, ma mai avremmo immaginato che la situazione fosse giunta a tale livello. Gli unici turisti rimasti sono centinaia di russi trasportati l in autobus. Di tedeschi, francesi, italiani e cos via non c traccia e questo il motivo per cui alberghi e ristoranti sono vuoti e i pochissimi turisti come noi sono assaliti dai procacciatori. Non torneremo mai pi a Pamukkale e sconsigliamo chiunque di andarci perch non solo una perdita di tempo, ma un motivo di tristezza infinita. La natura ha impiegato milioni di anni per costruire quello che uomini assetati di guadagno hanno distrutto in un decennio.

 

16 giugno In poche ore raggiungiamo la prossima meta: Efeso. Per la sosta optiamo per un campeggio a Seluk, il Garden Camping, vicino alla famosa moschea Isa Bey e ai margini della bella cittadina. Il proprietario del camping ci viene incontro e ci accoglie con molta cordialit. Parla perfettamente litaliano e in pochi minuti ci racconta la storia della sua vita. Le sue parole sono come un fiume in piena, ci fa lelenco delle persone che conosce in Italia, ci descrive la sua casa a Sirmione, ci parla delle quattro figlie, di cui due vivono in Italia, ci descrive le sue varie attivit economiche. Con qualche difficolt riusciamo a farlo tacere e finalmente possiamo concordare la tariffa e possiamo parcheggiare. Il posto piacevole, silenzioso e decentemente pulito. Il pomeriggio conosciamo lImam della vicina moschea, che ce la fa visitare tutta, compresi gli interni in restauro. Poi si va in paese per una sessione di shopping, durante la quale approfitto per farmi pulire le scarpe da uno sciusci (in Turchia sono tuttora numerosi). Confesso che mi sentivo imbarazzato per un servizio che in Italia consideriamo umiliante, ma poi mi son detto che quelluomo aveva bisogno di lavorare per portare i soldi a casa, e questo non umiliante. Debbo dire che il servizio stato eccellente e le scarpe sono tornate come nuove.

 

17 giugno Con un taxi prenotato la sera prima ci facciamo portare allingresso alto di Efeso alle 8.30, prima che comincino ad arrivare gli autobus con i gruppi di turisti. Noi conoscevamo Efeso per esserci stati molti anni prima, ma la visita egualmente piacevole per la tranquillit e la frescura dovute allora. Dalla nostra precedente visita ricordavamo quasi tutto (ben poco cambiato), ma la visione della biblioteca di Celso uno spettacolo che si pu gustare varie volte nella vita. Prima di pranzo torniamo al campeggio a piedi, percorrendo in unora il bel viale alberato che unisce Efeso a Seluk. Dopo pranzo partiamo alla volta di eşme, dove il nostro amico acquista i biglietti della nave. me una graziosa cittadina di mare, dominata da un castello genovese. Il porto pi piccolo di come lo si poteva immaginare sulla base dei numerosi traghetti che vi fanno scalo. Da l partiamo alla ricerca del campeggio Vecamp, che dispone di una grande piscina termale a ridosso della spiaggia. Dopo lungo girovagare per strade strette e tortuose, finalmente arriviamo a destinazione ma ad attenderci c una brutta sorpresa: il campeggio chiuso ed in corso la trasformazione a Club discoteca. Per fortuna un giovanotto che parla perfettamente il tedesco, e che sembra il capo cantiere, acconsente a farci sostare per la notte, fornendoci anche lenergia elettrica. Splendida ospitalit turca! Il campeggio era davvero bello ed un peccato che sia stato chiuso, come molti altri in Turchia.

 

18 giugno Ci trasferiamo al campeggio Tursite, situato in riva al mare dalla parte opposta della costa, a circa 8 km da eşme. Il campeggio poco ombreggiato, molto semplice e tuttavia molto piacevole. E possibile camminare lungo la spiaggia di sabbia bianca e ciottoli, possibile fare il bagno nelle limpide e fredde acque della baia e la sera non ci sono insetti, per cui possibile fare lunghe partite a carte allaperto. Resteremo in questo campeggio fino al 21 giugno, dopo aver accompagnato il nostro amico al traghetto.

 

21 giugno Partiamo da eşme per dirigerci verso Sardi. Nel percorso, per un errore di navigazione, lasciamo lautostrada ed entriamo in Izmir (lantica Smirne). La citt si presenta splendidamente, con un bellissimo ed ordinato lungomare, ma purtroppo non ci sono indicazioni stradali di alcun tipo, per cui ci perdiamo al suo interno e con molta difficolt siamo riusciti a tornare sul lungomare. Da qui facciamo a ritroso il percorso fino allingresso dellautostrada con lo scopo raggiungere e visitare Sardi, lantica capitale della Lidia, ove regn quel Creso le cui ricchezze erano tali per cui nacque il detto: Essere ricchi come Creso. A Sardi furono battute le prime monete doro e argento, e questo era dovuto ai giacimenti auriferi che fecero la fortuna della citt, la cui ricchezza si evince anche dalla qualit e quantit dei reperti archeologici. Sardi molto bella, quasi come Efeso, ma poco conosciuta e assolutamente trascurata dal turismo organizzato. Raccomandiamo una visita a chi si trovasse a passare in Turchia. Dopo Sardi ci dirigiamo verso Foa (lantica Focea). La penisola di Foa molto bella e frastagliata, per le numerose e bellissime baie sono poco accessibili per via dellintensa attivit edilizia, che ha riempito ogni possibile accesso al mare con villette, ristoranti e stabilimenti balneari. Percorriamo molti chilometri, da Eskifoa verso Yenifoa e finalmente, prima del tramonto, troviamo un campeggio dallaspetto invitante. La tariffa piuttosto alta, ma riusciamo a pagare meno perch non ci colleghiamo alla rete elettrica e non usiamo acqua calda. Dopo esserci sistemati, visitiamo meglio il sito e scopriamo che il campeggio in fondo ad una piccola baia al cui centro c un enorme allevamento di pesce. Lacqua della baia inquinata, di colore grigio opaco e non invita certo ad entrarvi. Decidiamo di pernottare e di ripartire la mattina successiva.

 

22 giugno Da Foa ci dirigiamo ad Ayvalik, graziosissimo paesino marino sulla costa dellEgeo. Dopo una visita al centro e al mercatino, riprendiamo il viaggio con destinazione ren, in cui sappiamo esserci un campeggio molto bello. Dopo le solite difficolt dovute allassenza di segnalazioni stradali, troviamo il campeggio Altin, che si rivela allaltezza della sua fama. E stato il primo campeggio in Turchia, molto ampio, ben messo, con oleandri in fiore e con molti alberi di alto fusto che, oltre a garantire ombra in abbondanza, costituiscono il riparo per gli scoiattoli e le numerose specie di uccelli che hanno scelto quel posto per viverci in pace. La tariffa non bassissima, ma il posto davvero accattivante. La spiaggia di sabbia bianca e sassi, il mare limpido ma freddissimo. Nel campeggio troviamo altri equipaggi italiani e tedeschi, con i quali abbiamo fatto amicizia. Ci fermeremo qualche giorno in questo campeggio per riposarci prima del rientro a casa.

 

29 giugno abbiamo trascorso sette giorni veramente riposanti nel campeggio Altin. Il tempo stato bello, ma nonostante lalta temperatura dellaria (30-32), lacqua rimasta fredda. Tutti gli equipaggi con cui avevamo fatto amicizia sono partiti, per cui partiamo anche noi. La nostra destinazione anakkale, ove prenderemo il traghetto per traversare lo stretto dei Dardanelli. Percorriamo la strada costiera, a tratti bella e panoramica, passando per Assos (vista suggestiva) e Troia, che non visitiamo perch lingresso caro e la visitammo gi anni addietro. Per la notte ci fermiamo a Gzelyali, grazioso paesino di villeggiatura a pochi chilometri da anakkale, con belle ville sul mare e un bel piazzale prospiciente la spiaggia, silenzioso e defilato, ove sostiamo per la notte.

 

30 giugno La mattina passiamo lo stretto dei Dardanelli e risaliamo verso la Grecia. La strada e il paesaggio sono belli ed ordinati, fino allincrocio con la statale 110, la quale afflitta dai soliti lavori in corso. in fase di raddoppio, ma le due corsie nuove, sebbene appena finite e mai utilizzate, gi si stanno sgretolando. Dopo la solita assurda trafila alla dogana, entriamo in Grecia. Lautostrada greca come un tavolo da biliardo e finalmente le gomme e le sospensioni del nostro camper possono prendersi un periodo di riposo. Per la notte ci fermiamo nello stesso posto dove ci fermammo allandata, cio al porticciolo di Makri.

 

1 luglio Da questo momento in poi il viaggio verso casa diventa una vacanza nel mare di Grecia e ritengo inutile descriverla perch non pertinente col resoconto del viaggio in Turchia. Posso solo dire che ci siamo fermati 11 giorni nellisola di Thassos, dove abbiamo soggiornato piacevolmente nel campeggio Pefkari. Il posto pulito, ben tenuto, ombreggiato e bagnato da acque cristalline e finalmente calde che stato un piacere entrarci dentro.


Viaggio effettuato a Maggio-Giugno-Luglio 2005 da Alberto Pietrangeli

Potete trovare ulteriori informazioni sulle localit toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i pi recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA.


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