Inserito il 09/01/2007 alle: 11:28:53
Le nozioni basilari di elettrotecnica si basano sulla legge di Ohm: le unità di misura che sono coinvolte sono:
. la resistenza (R, unità di misura Ohm, carattere greco Omega): è quella forza che si oppone al passaggio della corrente in un conduttore; i migliori materiali per la conduzione sono l’oro, il rame, l’alluminio (e loro leghe), in ordine decrescente;
. la tensione (V, unità di misura Volt): è la differenza di potenziale che spinge la corrente a scorrere in un conduttore;
. la corrente (I – intensità, unità di misura Ampere, simbolo A): è l’energia che passa in un conduttore, spinta dalla tensione ed ostacolata dalla resistenza;
. la potenza (P, unità di misura Watt, simbolo W): è la quantità di energia necessaria al funzionamento di un dispositivo.
Le formule sono semplici e correlate tra loro al valore unitario:
V=R*I - la tensione (in Volt) è uguale alla resistenza (in Ohm) del conduttore moltiplicata l’intensità di corrente (in Ampere);
I=V/R - la corrente è uguale alla tensione diviso la resistenza;
R=V/I - la resistenza è uguale alla tensione diviso l’intensità.;
P=V*I - la potenza (in Watt) di un dispositivo è uguale alla tensione moltiplicato l’intensità;
V=P/I - la tensione è uguale alla potenza diviso l’intensità di corrente;
I=P/V - l’intensità è uguale alla potenza diviso la tensione.
Una volta imparate queste semplici formule, si possono fare tutti i calcoli relativi.
C’è da aggiungere che un conduttore in rame, quelli da noi comunemente usati, oppone una resistenza tale che la corrente che può scorrervi è di circa 4-5 Ampere per ogni mm2 (millimetro quadro di sezione).
Dalle formule di cui sopra, si desume che un apparecchio Tv che assorba 120 watt, con le relative formule, significano circa 0,5 A sulla 230v (120/230, I=P/V) mentre sono ben 10A a 12 v (120/12); quindi, per alimentarlo a 230v è sufficiente un conduttore di circa 0.12 mmq. (0.5/4, sezione uguale a Intensità diviso Ampere per millimetro quadro), lo stesso, per alimentarlo a 12v, abbisogna di un conduttore di almeno 2.5 mmq. (10/4).
Batterie: la corrente che vi entra o che ne esce si misura in A, come sopra detto; la forza che permette alla corrente di entrare nella batteria è data dalla differenza di potenziale che si crea tra i morsetti dell’apparecchio che la produce (alternatore, caricabatterie, ecc.) ed i morsetti della batteria; quindi, man mano che la batteria si carica, aumentando la sua tensione, farà arrivare/richiederà meno corrente. La corrente immagazzinata si misura in Ah (Ampere/ora): sarebbero le ore di funzionamento di un dispositivo che assorba un ampere, collegato alla batteria. Poi qui entrano in gioco tante di quelle variabili tipo vetustà, qualità della batteria, necessità di non scaricare sotto un certo limite la batteria per non renderla inservibile, ecc. In pratica, da una batteria nuova e perfetta si può utilizzare circa l’80% della sua potenza nominale.
Dopo questo pistolotto, dichiaro di non aver seguito scuole tecniche e di aver sempre lavorato nel campo amministrativo: quindi gli esperti chiudano un occhio sul mio pressappochismo.
Elio