In risposta al messaggio di adv-box del 01/10/2026 alle 14:29:01Come tempo da perd.. ehm dedicare, vedo che anche tu ne hai. Io beh .. sono in pensione
Io ti risponderei subito che non esiste un libro commerciale da 20 kg, e che se lo potessi avere, penso non riuscirei ad arrivare nemmeno a metà, ma neanche ad un decimo, senza averne dimenticato l'inizio. Ma se chiediad AI, che tutti hanno utilizzato per confutare il funzionamento di BMDC ti risponderebbe: Domanda ad AI: quanto tempo ci vuole per leggere un libro di 20 kg? Risposta: Per leggere l'equivalente di 20 kg di libri (considerando una pila di circa 40 libri standard da 300 pagine l'uno) ci vogliono circa 200 ore di lettura effettiva. Dato che non esiste un singolo libro che pesa 20 kg (un volume comune pesa tra i 300 e i 500 grammi), il tempo varia a seconda di come si interpreta questa quantità: Stima del tempoOre totali: Circa 200 ore di lettura continua (ipotizzando una velocità media di un minuto a pagina).In quanti giorni: Dedicando 1 ora al giorno, ci vorrebbero circa 6 mesi e mezzo (200 giorni). Dedicandone 30 minuti al giorno, supereresti l'anno di lettura (circa 13 mesi).Fattori che influenzano il tempoIl formato: Se si tratta di un'enciclopedia antica o di volumi d'arte giganti, il conteggio delle pagine per chilo cambia drasticamente.La tua velocità: Un lettore veloce (più di 300 parole al minuto) può ridurre il tempo totale del 20-30%.La difficoltà del testo: Leggere saggi tecnici o manuali complessi richiede un ritmo molto più lento rispetto ai romanzi di narrativa.Purtroppo AI sarà l'annichilimento delle capacità umane di discernere la realtà, di questo sono convinto. Cioè noi saremmo in grado di leggere la faccia di una pagina in 30 secondi? Vabbè, io no, forse lui, AI. Quando, a febbraio, abbiamo iniziato a studiare il sistema di compressione, nemmeno ci siamo posto il dubbio che spingendo 150 kg per parte avremmo avuto una forza di compressione sulle celle di 300 kg totale, invece tanti, dopo il video su Marzano Tech, hanno chiesto ad AI se era vero, e supportati da questa conferma hanno contestato il video e noi del BMDC , con la risposta che il carico è 150 kgf e non 300 kgf, persino Manuel si è impappinato e mi ha chiamato dicendo che gli avevo fatto dire una c...ta, perché anche lui ha utilizzato AI che ci ha dato torto. AI è comunque una macchina diversamente pensante, se non gli si fa la domanda, semplificandogliela, nel modo corretto, si avrà una risposta sbagliata. Se gli si chiede (ad AI): Domanda: ho una parete verticale, ci appoggio una molla da 150 kg da una parte ed una uguale dall'altra; con le due mani, una sulla molla ed una sulla molla della parete opposta, spingo per schiacciarla: quanta forza deve fare la singola mano? quanto è il totale dello sforzo che devono fare le mie mani? Risposta: Per rispondere alla tua domanda in modo chiaro, dobbiamo analizzare la fisica di questa situazione basandoci sul fatto che ci sono due molle distinte e che la parete (o le pareti) funge da punto di appoggio rigido. Assumendo che con molla da 150 kg tu intenda una molla che richiede una forza equivalente a 150 kg (ovvero circa 1471 Newton) per essere schiacciata: 1. Quanta forza deve fare la singola mano? La singola mano deve esercitare una forza di 150 kg (1471 N).Il motivo: Ogni mano agisce in modo indipendente sulla propria molla. Quando spingi la molla contro la parete, la parete restituisce una forza uguale e contraria (per il principio di azione e reazione). Di conseguenza, la parete aiuta la mano a comprimere la molla, ma non riduce lo sforzo richiesto alla mano stessa, che deve comunque coprire l'intero carico di quella specifica molla.2. Quanto è il totale dello sforzo che devono fare le mani? Lo sforzo totale complessivo che il tuo corpo deve compiere è di 300 kg (2942 N).Il motivo: Poiché le molle sono due e sono separate dalla parete, l'azione di un braccio non aiuta l'altro. La forza esercitata dalla mano destra si scarica sulla parete, e lo stesso fa la forza della mano sinistra. Il tuo corpo (pettorali, spalle e braccia) deve quindi generare due spinte separate da 150 kg ciascuna, per un totale di 300 kg.Io invece avrei risposto: non esiste una persona che sia in grado di spingere con pettorali, spalle e braccia 300 kg, come non esiste un libro di 20 kg che qualcuno sia in grado di leggere. .
In risposta al messaggio di Armando del 01/10/2026 alle 16:41:40
Come tempo da perd.. ehm dedicare, vedo che anche tu ne hai. Io beh .. sono in pensione . Potevi impiegarlo però a leggere meglio, non ho per nulla parlato di un libro da 20 kg, bensì: Era anche semplice, bastavauna risposta di 2 caratteri. Comunque la tua risposta fantasiosa mi conferma la vocazione a svicolare dalle domande. Poi, quando mia moglie non mi pressa (66 kg, da una sola parte, senza regge, ma bastano e come) con le cose che avrei da fare che ho tralasciato stando in montagna, la leggo pure. Anche se ormai rassegnato che non serva. ... ... No dai nel frattempo una scorsa gliel'ho data, superando il libro da 20 kg che proprio è come il cavolo a merenda. Ci penserò, con quel poco di Intelligenza Naturale che mi rimane a 76 anni. Che già subito mi dice che l'esempio del muro forse non è calzante, perché il muro di per se sta fermo, quindi quel che avviene da un lato si arresta lì e non interagisce con quello che avviene dall'altro lato. Mentre le forze scambiate tra regge, piastre varie e sandwich di celle sono forze interne a uno stesso sistema, con vincoli diversi e maggiori. Ad esempio col muro potresti anche applicare 50 da una parte e 20 (o 0) dall'altra, mentre nell'assieme di cui parliamo la forza è necessariamente la stessa di qua e di là del sandwich. Ma ci dovrei pensare un attimo, la residua IN non posso sforzarla troppo. Comunque non sono tanto io quello con cui concordare una visione corretta del problema, quanto chi ha emesso le specifiche della compressione necessaria alle celle: i 300 kg (mi pare) prescritti per la faccia della cella, li intende metà di qua e metà di là cioè 150 + 150? .. oppure è il valore per ogni faccia cioè 300 + 300? Chiarito quello ( come suppongo tu abbia fatto), tutto il resto è in discesa. Saltando di palo in frasca: nessuno ti ha detto nulla per il fatto che sei il titolare di un'azienda e sei qui a promuovere un tuo prodotto?
In risposta al messaggio di Szopen del 01/10/2026 alle 16:14:45
E' possibile conoscere costi e benefici per l'utente finale considerando l'assemblaggio di una batteria di taglia media per un camper, diciamo intorno ai 300Ah, naturalmente come metro di misura posso indicare correnti in carica e scarica a meno della metà di quelle normalmente sopportate dalle celle? Ciro.
In risposta al messaggio di adv-box del 01/10/2026 alle 17:34:07Non c'entra AI col libro, ho chiesto a te cosa ritieni che misurerebbe una cella di carico, così come la usi tu, in quel caso.
Effettivamente leggo male, pensa te se dovessi leggere un libro da 20 kg...ora che lo vedo grande ho letto bene. Riguardo al libro chiedi ad AI. Riguardo alle schede tecniche sono chiare, la forza di 300 kgf va applicatacomplessivamente solo sulle due facce principali, per tenerle piatte e non farle gonfiare: si può applicare da 300kgf a 700 kgf su un lato del pacco e mettere dall'altro lato una lastra piana di adeguato spessore, (secondo i nostri test e calcoli minimo 8 mm alluminio strutturale, se fosse 1050 ci vuole da almeno 10 mm, questo ovviamente vale se le piastre hanno la dimensione della cella, se sono più grandi, causa tiranti ecc. bisogna aumentare lo spessore. Oppure, noi preferiamo applicare 150 kgf per ogni faccia, per questioni di ingombro, peso, costo, evitando la piastra da 8/10 mm. .
In risposta al messaggio di Armando del 01/10/2026 alle 17:44:51
Non c'entra AI col libro, ho chiesto a te cosa ritieni che misurerebbe una cella di carico, così come la usi tu, in quel caso. Era solo per capire, per sintonizzarsi, come già spiegato. Ma forse non ti interessa nemmeno rimuovere dei dubbi che non ho avuto solo io ma anche altri su YT, a quanto mi dici .. io non sono più andato a leggere. Ad maiora
In risposta al messaggio di adv-box del 01/10/2026 alle 18:05:06Per il libro, non avevo dubbi.
Sinceramente non ho capito cosa mi avevi chiesto del peso sul libro. Se metti due molle in parallelo mantieni la stessa corsa di una molla ma raddoppi la forza. Se metti due molle in serie, raddoppi la corsa e mantieni laforza, sempre misurando però esternamente al sistema. Il mio caso è diverso, la forza viene misurata tra le due molle in serie, dove ci sarebbero le celle, qui raddoppi la forza, mentre esternamente rileveresti solo quella di una molla. Le celle sono all'interno delle due molle, non all'esterno. .
In risposta al messaggio di Armando del 01/10/2026 alle 18:53:07
Per il libro, non avevo dubbi. OK per il parallelo di molle (si sommano le rigidità a pari corsa: k3= k1 + k2). Ma per la serie si può stare più in generale magari parlando anche di durezza: se si mette in serie due molleaventi costanti el. k1 e k2 (possono essere anche diverse), si ottiene una molla di costante k3, con corsa maggiore e meno dura, in questa relazione: 1/k3 = 1/k1 + 1/k2 Cioè: k3= 1 / (1/k1 + 1/k2) A pari carico il cedimento verrà di conseguenza, e maggiore. Se le due molle sono uguali (k per entrambe) rimane ovviamente k3 = k / 2 Cioè una molla che è rigida la metà delle singole, quindi a pari carico la freccia risulta doppia. Si intende una serie normale nel senso che azione e reazione siano all'esterno della serie delle due molle. Il tuo caso come hai detto è diverso, avendo il sandwich di celle fra le due. Anzi non tirerei nemmeno in ballo la serie. Mentre il parallelo (due da 75 => una da 150 ..) sicuramente Vabbé, una volta mi divertivo, con le molle. Ora, con i porcini .. quando si fanno trovare, i maledetti (non solo con quelli eh) e poi ci si tiene allenati. Poco fa sono andato a coccolare il camper, da BMS la LFP sta a 13.26 V, dopo 10 giorni di fermo e con la BM a rimorchio a δV -0.6 V PS ore 23.59 A chi interessa: K nelle molle è la costante elastica della molla, cioè il rapporto tra forza applicata e spostamento che ne consegue, espresso ad es. in kg/mm. Una molla più dura ha k più elevato e viceversa. Poi non è neanche sempre vero che k è costante, ad es. ci sono le molle progressive o comunque elementi elastici con k che varia durante lo spostamento
Doc - Nelle tue mani
non va in onda in TV.In risposta al messaggio di adv-box del 01/10/2026 alle 19:47:56Ora sei stato chiaro
Sinceramente mi state tirando matto. Il principio di utilizzare delle molle cilindriche al posto delle piastre da 8/10mm piene oppure da 20/25 nervate o con sezione a traliccio chiuso ecc. è di recuperarespazio e peso. Se io faccio le molle da 300 kgf, le metto contrapposte con all'interno la cella di carico, quando le tiro piatte leggo sulla cella di carico 600 kgf, oppure non le tiro completamente piatte e leggo 300 kgf, ma perdo lo scopo di avere in testata al pacco di batterie una superfice piana. .