In risposta al messaggio di dani1967 del 27/09/2026 alle 08:33:37Quando il presidente del CONI, molti anni fa disse ‘solo uno straniero per squadra’ io ero certo che era la fine del calcio Italiano.
Come dicevo, per un qualche meccanismo esiste un consistente sconto fiscale per i giocatori stranieri, per cui alle squadre minori, anche a quelle di B, conviene fiscalmente prendere stranieri piuttosto che Italiani. Lenazionali Under Italiane in questi anni non sono mai andate male, ma poi quei ragazzi fatta una finale europea in gran parte ciao ciao ci vediamo sugli spalti. Come potrebbero mai i giovani italiani emergere se non vanno in campo a giocare. Inoltre, a differenza del modello norvegese dove lo sport dei più piccoli non è agonistico o lo è blandamente, in Italia si da piccoli genitori ma allenatori e squadre pretendono delle prestazioni importanti, pena esclusione dalle squadre. Peccato che non tutti crescono alla stessa velocità, e non è detto che quello bravo a 12 anni non lo sia solo perché cresciuto un pelo prima. Difatti dopo essere stati la nazione di causio o conte, oramai abbiamo solo più giocatori grossi e con i piedi quadrati. Di questa situazione sono responsabili tre soggetti, governo/i, CONI e FIGC, gli ultimi due compromessi con la politica e parteggianti per una squadra. Nel corso delle sue dimissioni Gravina aveva denunciato la cosa, si poi era messo alla guida della nazionale un gruppo che aveva in mente la cosa, questo gruppo è stato cacciato via prima che arrivasse, sostanzialmente per non perturbare gli equilibri politici li dentro, e adesso si spera che un allenatore hop per magia risolva questa cosa: impossibile. La nostra nazionale è in maniera imbarazzante inferiore a buona parte della avversarie, e di qui a 10 anni è impossibile che sia diverso perché manca la materia prima, i giocatori. E' stata presa a schiaffoni da due giocatori che nelle rispettive squadre italiane sono in netta crisi. Ma come , come si può pensare che una squadra che ha fallito miseramente negli ultimi anni in un amen si riprenda.