quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 28/01/2014 23:06:36 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>Non so a che altezza è posizionata casa tua del '700 nè a quale curva di livello (pendio) è posta. Sta di fatto che se è li dal '700, che allora per farla sarà costata lavoro, che ad oggi è ancora in piedi; vuol dire che chi ha allora eseguito la costruzione era ben ma ben preparato nella scelta della posizione e che l'aveva "fiutata" per bene per dove cominciare a scavare. Purtroppo ieri, oggi ancora ma un po' meno, pur di costruire, "tiran su" case nelle posizioni più disparate, alvei di fiumi, piene golenali che sono sotto addirittura il livello delle eventuali e possibili esondazioni, su scoscesi pendii montani ecc. Basta vedere oggi, la situazione in italia per le piogge, per farsene un'idea. Il bello è che piangono che non hanno più una casa quando la stessa è a tutti gli effetti abusiva e per una legge meschina condonata. E più bello ancora sarà quando, anche con i tuoi e miei soldi dovremo collegialmente intervenire per sanare detta situazione. Posso al limite tollerare un terremoto, ma mai una costruzione in zona golenale o a ridosso di un argine o denro un alveo fosse anche di un misero rigagnolo d'acqua fermo da decenni. Chiudo perchè mi rendo conto che mi sono allungato parecchio. Rik "Il bisogno si placa ma il desiderio mai" ....e lascia pur grattar dov'è la rogna...
www.regoleo.altervista.org quote:Risposta al messaggio di Regoleo inserito in data 04/02/2014 09:00:00 (> secondo me bisognerebbe distinguere tra chi ha acquistato in buona fede e chi ha costruito sapendo che lì non si doveva proprio farlo, e per questi non dovrebbero esserci tempi di prescrizione. poi è chiaro che quello delle case è solo un esempio del degrado del territorio: ci sono i fiumi che sono stati rettificati per rubare territorio, i torrenti di montagna cementificati, i boschi non curati, gli incendi dolosi, i sentieri trasformati iin autostrade, il disboscamento per creare piste stile biliardo, le coste trasformate in colate di cemento e migliaia di altri esempi. ieri su RepubblicaVisualizza messaggio in nuova finestra
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http://www.repubblica.it/ambien...
quote:Risposta al messaggio di Regoleo inserito in data 04/02/2014 09:00:00 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> E' dal paleolitico che Roma Firenze e Pisa hanno avuto aggregazioni a lato dei fiumi su palafitte.... sia per evitare l'attacco di animali feroci sia perchè, a loro spese, avevano capito che già allora i corsi d'acqua potevano esondare. In seguito i nostri conterranei, anche per assoluta comodità per scarichi e o abluzioni, hanno posto dimore a lato dei corsi d'acqua qualsiasi essi siano, e non solo Tevere,e Arno, ma anche Bisagno e Polcevera, Bormida e Tanaro e così via. Hanno, prima per necessità dirette e poi per vezzo, continuato fino a saturarne tutto il tratto di costa. Se poi mettiamo anche nello stesso contesto, le coste marine ecco fatto il disastro. Il rimedio oggi costa un pacco di soldi, domani, quando sarà di necessità impellente, si tornerà a fare come gli etruschi che nel 700 a.c. ramificavano in tanti rigli il coso d'acqua principale sopratuttto per irrigare piane aride che per rallentarne la portata. Natura insegna che fa quello che vuole, se la si asseconda bene, se la si combatte quasi sempre si perde. Rik "Il bisogno si placa ma il desiderio mai" ....e lascia pur grattar dov'è la rogna...
risale a qualche giorno fa, adesso mi sa che è peggio
quote:Risposta al messaggio di hasso inserito in data 05/02/2014 15:01:00 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Ecco appunto. Le statistiche dei media di questi giorni dicono che sei milioni di italiani vivono in zona a rischio. Vale a dire il 10% che non è poco. Salvo i casi di abusivismo conclamato, li vogliamo aiutare dicendogli è colpa tua? [:)]
www.regoleo.altervista.org quote:Risposta al messaggio di Regoleo inserito in data 06/02/2014 08:54:55 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Cominciamo ad eliminare le case abusive condonate, dopo, parliamo del dissesto idrogeologico, di chi l'ha permesso, di chi l'ha prodotto, di chi l'ha certificato catalogandolo dopo e non prima perche i casi sono due o il certificatore delle varie agibilità e un co***one o è dentro al mastruzzo. Però di questo, ripeto, ne parliamo dopo che sono state tolte tutte le case abusive, sia quelle sulle spiagge che quelle negli alvei dei fiumi che altre nei siti archeologici che gira e rigira non sono ancora state eliminate. Basta pensare alle zone sismiche conclamate per vedere se le nuove costruzioni sono certificate a livello massimo o a scendere perchè una certificazione inferiore da la possibilità di costruire con parametri inferiori di sicurezza e quindi costa meno farla. Rik "Il bisogno si placa ma il desiderio mai" ....e lascia pur grattar dov'è la rogna...
quote:Risposta al messaggio di hasso inserito in data 06/02/2014 17:49:02 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Mi sa che stai facendo un po’ di confusione. Che centra l’abusivismo col dissesto idrogeologico? Ti risulta che il Lungarno o il lungo Tevere siano pieni di case abusive? Che qualche spiaggia italiana sia stata investita da uno tsunami? Che nella Valle dei Templi ci sia stata qualche alluvione? Olbia, per fare un esempio recente, è tutta abusiva? E l’Emilia? E l’Aquila? Terremoti e alluvioni purtroppo non fanno distinzioni burocratiche, colpiscono dove l’uomo non è stato lungimirante, o più semplicemente dove ha costruito prima che avesse piena coscienza di ciò che in quel luogo sarebbe potuto accadere. E ripeto, se si dovessero compilare i piani di costruzione oggi, con tutte le cautele possibili, non si potrebbe costruire più da nessuna parte. Ti ho semplicemente fatto il mio esempio, che se permetti è incontestabile: ho comprato una casa perfettamente in regola e una alluvione me l’ha distrutta. Se permetti sentire esternazioni come “Il bello è che piangono che non hanno più una casa quando la stessa è a tutti gli effetti abusiva e per una legge meschina condonata.”id="blue"> mi fa girare le scatole.
www.regoleo.altervista.org quote:Risposta al messaggio di Regoleo inserito in data 06/02/2014 21:47:05 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Torno a ripetere: Natura insegna che fa quello che vuole, se la si asseconda bene, se la si combatte quasi sempre si perde.id="red"> Mi spiace che hai perso casa, ma gira e rigira, quando verranno stabilite le cause della perdita della tua casa, salterà fuori che furono sottovalutate certe situazioni geologiche del territorio che forse già da allora segnalavano( avrebbero potuto o dovuto segnalare) che, anche se con probabilità remota, poteva essere una zona considerata per diversi motivi alluvionale o soggetta a smottamenti. Se poi tutt'italia è nella situazione contingente,data la conformazione geologica, di possibili frane smottamenti ed altro; dev'essere senz'altro un fattore da considerare nel piano particolareggiato del territorio da parte di regione e comune. Gli strumenti ci sono, non ci sono le volontà ineccepibili per renderli operativi. Se a quanto sopra aggiungiamo anche il fatto di illeciti ed abusi, la frittata è fatta. Rik "Il bisogno si placa ma il desiderio mai" ....e lascia pur grattar dov'è la rogna...
www.regoleo.altervista.org quote:Risposta al messaggio di Regoleo inserito in data 10/02/2014 12:57:30 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Mhhh, scusami ma mi devi spiegare perchè il problema dev'essere per forza dello stato quando dei tecnici costruiscono senza il parere geologico e senza le precauzioni necessarie rispetto ad un alveo di fiume il cui scorrimento è superiore alle zone sottostanti che io chiamo golenali, fossero esse da monte a valle o depresse di pianura. E' sacrosanto e vero che allora Pisa Firenze Genova Alessandria Roma ecc. se son nate lungo il fiume ora non ne hanno colpa ma è pur vero che a monte di Arno Bisagno Tanaro Bormida e Tevere ecc. la mano dell'uomo ha creato situazioni che magari neppure non lo Stato ma nemmeno il comune ne era a conoscenza,o peggio sapeva ed ha avallato. Rik "Il bisogno si placa ma il desiderio mai" ....e lascia pur grattar dov'è la rogna...
quote:Risposta al messaggio di hasso inserito in data 10/02/2014 22:20:49 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Bene, almeno abbiamo rinunciato a dar la colpa all'abusivismo a tutti i costi. I tecnici che sapevano e hanno avallato, anche se nella maggior parte dei casi erano regionali o comunali e non statali in senso stretto, sempre dipendenti pubblici erano. E quindi in definitiva dipendenti dello stato in senso più ampio. Sembra una rivendicazione in stile sessantottino, ma non so come meglio esprimermi. Ecco perché la colpa è dello Stato.
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