Inserito il 23/02/2012 alle: 10:11:38
Buongiorno a tutti.
I figli, secondo me il nostro "lavoro" più difficile.
Da piccoli li ho sempre educati al rispetto di poche ma importanti regole di base, che fossero le cose importanti della loro vita; la scuola intesa come "il tuo lavoro", non ho mai detto ai miei figli tu vai a scuola e papà va a lavorare, gli ho spiegato che la scuola è il loro lavoro come il mio impiego lo è per me.
Altri punti importanti l'educazione e il rispetto verso tutti e non di cercare l'approvazione del tuo interlocutore come valutazione del tuo operato; mi spiego meglio, non è che il confronto e la discussione con un illetterato debbano avere un valore minore di quelle fatte con una persona importante.
Altra cosa che ho sempre detto ai miei figli è che come tra gli animali quelli più grandi mangiano quelli più piccoli, ciò avviene anche tra gli umani e allora li spronavo a diventare sempre più grandi, ricordando loro però che non è necessario diventare squali per non farsi mangiare, ma si può diventare balene, sei così grande che non puoi essere attaccato senza nel contempo essere feroce.
Gli ho lasciato nel contempo la possibilità di sbagliare per capire anche il sapore amaro e la delusione degli errori, più diventavano grandi più lasciavo loro la possibilità di sbagliare così da crearsi il proprio senso critico.
Uno dei miei figli in seconda media faceva dei temini di tre righe, la professoressa non sapeva più cosa fare; allora mio figlio viveva con la madre da cui ero separato, alle vacanze di Natale per quella mancanza scolastica non ricevette nessuna penalizzazione o "punizione" per il suo mancato impegno.
Solo che tutte le mattine si dovette alzare un paio di ore prima per fare un tema, ne fece una dozzina e da quel momento son passati 6 anni ha solo fatto buoni temi, non ottimi ma buoni e mai più di tre righe; devo anche dire che la professoressa mai seppe di questa cosa anche se alla valutazione dei temi era piacevolmente sorpresa dal cambiamento; non ha dato a mio figlio una punizione per gli errori fatti, gli ho insegnato che si poteva fare diversamente.
Alle volte mi son chiesto se questo mio particolare rigore non rischiasse di allontanarmi da loro; non mi comporterei in modo differente se tornassi indietro, e non mi comporterò in modo differente con mia figlia che nasce fra quattro mesi.
Devo anche dire che non ho mai messo le mani addosso ai miei figli.
Negli ultimi anni i miei figli poi hanno fatto una esperienza di studio all'estero di un anno; Maurizio in Islanda, Daniele in Svezia dove è tuttora fino a fine giugno.
La ritengo una esperienza importante e formativa. Maurizio quando è tornato dall'Islanda, ha fatto la quinta superando senza problemi le lacune sulla materie che lassù non faceva come il latino e non solo, si è diplomato con un ottima votazione e ora frequenta l'università con ottimi risultati, come il 29 ad analisi matematica1 di due giorni fa, perdonatemi un pò di orgoglio paterno dai. Unica cosa è che è un pò quadrato, cioè si focalizza sui suoi impegni ed è come se non ci fosse altro nella sua vita; io invece lo vorrei vedere un pò più leggero, ma va bene così, ha 20 anni e deve fare le cose in cui crede, che condivido in massima parte.
Daniele tranne che su skipe non lo vedo da sei mesi ma dalle cose che ci diciamo sono tranquillo; lui è tutto un altro carattere da Maurizio, tranquillo simpatico disponibile generoso. Quando devo descrivere Daniele dico sempre che è il figlio che vorresti. Chiaro che poi ne ha combinate anche lui, un paio anche pesanti ma le ha superate e, cosa importante ha saputo farsi aiutare da me, e non solo da me. Aspetto che torni.
Vorrei dire una cosa, ho fatto tante cavolate nella mia vita, ma sono contento per quello che ho fatto come genitore e padre.
Ciao
Gianfermo