In risposta al messaggio di Bingo988 del 08/06/2026 alle 14:33:44Tralasciando volutamente l'aspetto tecnico alternatore smart o meno...
Scusami ma ho un dubbio, ma il DCDC è necessario solo per avere una carica veloce,? teoricamente facoltativo utilizzando quello di serie anche se più lento.
In risposta al messaggio di Bingo988 del 08/06/2026 alle 14:33:44Al contrario. Il DC-DC serve per avere una ricarica controllata e se vogliamo lenta.
Scusami ma ho un dubbio, ma il DCDC è necessario solo per avere una carica veloce,? teoricamente facoltativo utilizzando quello di serie anche se più lento.
In risposta al messaggio di Lebowski del 08/06/2026 alle 13:35:20Non è nulla di strano, per questo si deve controllare la carica e limitare tensione e corrente.
Ma se si trattano male e l'idrogeno non sfiata (difficile perché il vano dove si mettono non è a tenuta stagna e l'idrogeno è molto volatile) possono esplodere. Occhio, il video non vuole creare allarmismo ingiustificato, basta prendere le dovute precauzioni. Del resto anche una batteria al piombo è pericolosa se trattata male.
In risposta al messaggio di Bingo988 del 09/06/2026 alle 21:46:21Secondo me è un'illusione ottica e i 4 positivi sono collegati alla busbar superiore (con i fusibili) e i 4 negativi a quella inferiore, anche se guardando la foto sembra che almeno un positivo e un negativo sono collegati assieme.
foto vista in fb, non mi torna qualcosa sul collegamento del + e del - dalle batterie. Mi sbaglio?
In risposta al messaggio di Lebowski del 09/06/2026 alle 21:51:41esatto, ha messo i colori per non sbagliare
Secondo me è un'illusione ottica e i 4 positivi sono collegati alla busbar superiore (con i fusibili) e i 4 negativi a quella inferiore, anche se guardando la foto sembra che almeno un positivo e un negativo sono collegati assieme.
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In risposta al messaggio di Emme48 del 10/06/2026 alle 07:56:06E' esattamente ciò che ho fatto già da diversi anni per bypassare il BMS con un commutatore di tipo nautico a 3 vie da 300A.
Tornando alla 628 Ah sottosedile di Marco, io ci vedrei molto bene uno sgancio rapido della batteria da usare solo in caso di emergenza (sgrat, sgrat...), quel commutatore rosso in foto dovrebbe essere da 300 Ampere continui,pensavo a qualcosa di simile. Ho già ordinato un commutatore simile per la mia litio, sarà del tipo 1-Off-2 e potrà sia sganciare la litio (sul negativo), sia fare il bypass del BMS ma questa funzione sarà da usare con estrema cautela, questo perchè connette direttamente le celle all'uscita, il collegamento in bypass sarà comunque protetto da un fusibile ANL da 50 Ampere. Se (quando...) mi si romperà il BMS proprio a piedi non rimango...
In risposta al messaggio di Bingo988 del 09/06/2026 alle 21:46:21Non vedo errori.
foto vista in fb, non mi torna qualcosa sul collegamento del + e del - dalle batterie. Mi sbaglio?
(1).png)
In risposta al messaggio di il tornitore del 13/06/2026 alle 00:53:39Non è certo mia abitudine essere ottimista sulla sicurezza, però ho calcolato una corrente di corto molto più bassa.
Se tutto va bene entro settimana prossima l'impianto sarà completato con montaggio inverter+differenziale da 16 A curva F, pannelli 195+350 W (quello più piccolo è un bifacciale) ognuno con suo MPPT; rimangono in sospesoi 100+100 W ulteriori. Per ora i fusibili (tipo gPV) lato pannelli saranno da 12 A però probabilmente in seguito saranno sostituiti con dei 15 A per avere certezza che anche nelle condizioni di massima corrente (es. con temperature basse etc) non saltino. I 2 rami dell'inverter avranno fusibili da 175 o 200 A; avevo testato con i 2 da 150 A senza problemi per le quasi 4 ore totali a 250-285 A senza problemi, però li trovo un tirati. Infine, siccome il tema fusibili è molto discusso e al contempo per ridurre rischi essendo stato troppo fiducioso nell'eventuale intervento dei singoli fusibili sui rami adottando quindi a bordo batteria 2 semplici Megafuse, ho deciso di cambiare fusibili... Non adotterò dei classe T bensì degli EV30 da 250 A su ogni ramo (usati in ambito automotive) con attacchi M8 per diversi motivi: - potere d'interruzione pari a 30 kA a 500 Vdc (prima ho cercato di ricavare/stimare la corrente di corto del pacco da 628 Ah, potenziali 37-40 kA stimo realisticamente sui 25 kA) - valore di Total clearance (che non è solo il tempo di fusione o melting time) spesso indicato come I^2*t più basso (a seconda dei modelli confrontati circa 100.000 vs anche 500.000 A^2s sui 250 A) perciò intervento più rapido (ho stimato con corto secco entro 4-8 ms) lasciando passare molta meno energia rispetto al classe T preservando meglio connessioni/cavi evitando possibili incendi derivanti da essi. Tale valore deve essere commisurato al potenziale della batteria e sezione/tipo di cavi. Le dimensioni non sono proprio compatte ma c'è di peggio... Difetti: - non hanno un portafusibile (se avessi a casa la stampante 3D li farei io) - costo di circa 50€ l'uno - gestiscono un po' peggio gli archi intermittenti rispetto ai classe T; esempio archi intermittenti dovuti a connessioni instabili. Se avessi voluto maggior protezione, quindi intervento più rapido e capacità di interruzione più elevata (100 kA a 170 Vdc) dovevo andare su modelli come LT17Txxx (classe aR) ad un costo superiore (almeno 90-100€)... Però non accettano volentieri vibrazioni come gli EV30... Oppure andare su un LMT250 con 40-50 kA d'interruzione sempre classe aR. Avendo adottato in uscita batteria 2 rami sul positivo ognuno con 50 mmq (facendo il possibile per avere stessa resistenza su ognuno) mi porta ad avere vantaggi come minor tempo di intervento dei fusibili perchè ne ho 2 da 250 A e non uno singolo da 500 A perciò l'arco elettrico dura meno; ogni ramo viene attraversato da meno energia; e se vogliamo c'è una forma di ridondanza.
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In risposta al messaggio di Emme48 del 13/06/2026 alle 07:07:43La corrente di corto, non intermittente, non ha picco massimo nei primi ms ma poco dopo; all'inizio nel mio caso mi aspetto entro i 16 kA appena dopo entro 25 kA poi fase finale entro 10-12 kA. La durata del corto dipende anche dal valore di Total Clarence del fusibile.
Non è certo mia abitudine essere ottimista sulla sicurezza, però ho calcolato una corrente di corto molto più bassa. C'è la resistenza interna delle 4 celle(nel mio caso terne di celle + cablaggi) in serie tra loro (x4) alla quale vanno sommate le resistenze dei vari busbar, delle connessioni ai morsetti delle celle (8 in tutto), dei cavi interni e anche la resistenza dello stesso fusibile compresi i suoi due morsetti. Inoltre ci sono anche i cavi esterni da aggiungere... e della resistenza del BMS ne vogliamo parlare? Ho anche un commutatore 1-0-2 che qualche milliOhm lo aggiunge pure lui... Io ho messo un T Class da 400 Ampere. Un semplice misuratore di resistenza interna IR1035+ della Yaorea può aiutare molto nell'assemblaggio di una litio. Un fusibile di sicurezza interno alla batteria è un'ottima protezione che si vede solo sulle litio autocostruite, sui kit EEL e non so se c'è anche su qualche litio Top-di-gamma(prezzo), la sicurezza non è percepita come una spesa necessaria, per questo le litio commerciali non montano fusibili.
In risposta al messaggio di il tornitore del 13/06/2026 alle 08:53:07L'unica cosa certa è che il "nulla" delle batterie commercialii è decisamente discutibile.
La corrente di corto, non intermittente, non ha picco massimo nei primi ms ma poco dopo; all'inizio nel mio caso mi aspetto entro i 16 kA appena dopo entro 25 kA poi fase finale entro 10-12 kA. La durata del corto dipendeanche dal valore di Total Clarence del fusibile. Nel mio caso non ho le barre di connessione originali asolate da 40 mmq ma 75 mmq in maglia di rame stagnato con foro di 8 e tutta la superficie di contatto viene sfruttata. Stesso dicasi per le barre collettrici in uscita di rame, cavi FS17 2x50mmq sul positivo ognuno circa 20 cm e 3x25mmq sul negativo ognuno da forse 15cm; poi si va alle bus bar con dorsali 2x50mmq etc. Ogni connessione presenta il grasso elettro conduttivo... Il bms da 300A è quello che conosciamo tutti. Per cui mettendo insieme questi fattori avrò sicuramente una resistenza inferiore rispetto ad una batteria stock. Ognuno dovrebbe valutare in base all'impianto che ha, non c'è un valore generale
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In risposta al messaggio di Emme48 del 13/06/2026 alle 10:56:54Però dipende anche dal tipo/capacità celle e soprattutto barre di connessione... Un conto sezione utile di 40 mmq, altro conto 75 mmq senza poi valutare la superficie di contatto... E niente grasso elettroconduttivo; immagino che non "lucidino" neanche le connessioni.
L'unica cosa certa è che il nulla delle batterie commercialii è decisamente discutibile. Sui kit EEL c'erano inizialmente dei fusibili ANL e/o magnetotermici da 200... 250 Ampere, ora montano fusibili T Class da 10kA che collegano direttamente il positivo dell'ultima cella col morsetto positivo in uscita, risparmiando sia cablaggi che connessioni.
In risposta al messaggio di il tornitore del 14/06/2026 alle 17:53:38Nelle prove ad alta potenza ci vedo bene l'uso di una termocamera.
Aggiornamento riguardo test fatti poco fa su inverter e per valutare l'impianto in caso di carichi gravosi. Premessa misure fatte con multimetro certificato Con carico di 2,4 kW sulla 230 V e 3,0 kW sulla 12 V (circa 235-240A) dopo circa 20 minuti leggevo a monte BMS 12,849 V mentre in ingresso inverter 12,326 V quindi caduta di 0,44 V circa (circa 4%); temperatura MOS BMS 47°C. Fatta prova anche con picchi ripetuti di 3,2 kW di durata massima 8-10s e circa 4,33 kW sulla 12 V (circa 340 A)... A monte BMS 12,774 V mentre ingresso inverter 12,119 V, quindi caduta di circa 0,65 V (circa 5%); temperatura MOS 50°C. In totale il test è durato circa 30 minuti, con carico base di 3 kW e picchi di 4,33 kW sulla 12 V... Con i picchi sono andato oltre la capacità continua del BMS, oltre carico continuo per l'inverter, oltre P-rate delle celle (pari a 4,019 kW) e oltre la capacità dei fusibili (2x150 A) ma sapevo che questi avrebbero retto perchè hanno un melting time elevato. La caduta di tensione è leggermente sopra a quanto mi aspettavo, ma avendo in previsione di mettere 2x250 A sulla batteria (gli EV30) e 2x200 A per l'inverter la caduta di tensione si ridurrà leggermente. Durante i picchi il deltaV tra le celle era sui 0,02-0,025 V mentre a 3 kW era sui 0,01 V; batteria 30°C, esterni 30°C. PS: Giusto una sottigliezza... Ho calibrato il BMS, a riposo, per quanto riguarda la tensione secondo quanto rilevato dal multimetro; la differenza di lettura era +0,01 V, intanto che c'ero fatta la calibrazione.
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In risposta al messaggio di Emme48 del 15/06/2026 alle 07:47:38La termocamera ce l'ho, però ovviamente quando serve la batteria è scarica
Nelle prove ad alta potenza ci vedo bene l'uso di una termocamera. Capire dove ci sono surriscaldamenti è importante, se per esempio noto del calore su una connessione di una cella, devo considerare che la tensione lettadal BMS/bilanciatore è quella della cella PIÙ la caduta di tensione del contatto, quindi il valore rilevato è falsato e il bilanciatore percepisce erroneamente una cella carica che in realtà potrebbe essere formata da una cella scarica più una caduta di tensione. Il filo per il contatto elettrico del bilanciatore va messo sulla barretta di collegamento tra due celle, si ma dove? Su un polo, sull'altro polo o su una piccola vite intermedia non è la stessa cosa perche distribuisce in modo diverso le cadute di tensione dovute alle resistenze di contatto e alla resistenza della barretta stessa. Sono valori resistivi piccolissimi, ma se ci passano 250 Ampere e il bilanciatore corregge a 5 milliVolt...
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