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16/03/2026 124
Rispondi Abuso
Inserito il 11/09/2026 alle: 09:23:28
In risposta al messaggio di il tornitore del 10/09/2026 alle 20:41:13

Un po' di pubblicità... Non so se sia permesso dal regolamento del forum in quanto ben riconducibile al tuo nickname. BTW... Io non adotterei mai le fasce per evitare la concentrazione delle sollecitazioni sul perimetro
cella tranne se le piastre non si deformassero quindi richiedendo spessori non di un paio di mm ma ben di più anche se si parlasse di carbonio toray t700, tant'è che esempio EVE adotta nei pacchi fasce metalliche però si vede che le piastre di compressione sono ben nervate da circa 23-25 mm di spessore (quasi sicuro di alluminio) con inviti per le fasce proprio per avere una distribuzione ottimale delle forze. Sicuramente avrai fatto le simulazioni FEM opportune e vari test (thermal stress test, service life tanto per citarne due). Ogni sistema ha i suoi pro/contro ed in base ad essi e alle proprie esigenze si sceglie il prodotto opportuno. PS: Se hai celle con costruzione interna di tipo jelly roll l'orientamento incide, se hai le stacked praticamente non incide ovvero l'esempio che riporti quando dici i foglietti dato che le jelly roll non presenta foglietti singoli affiancati.
...

Si certo, sono state fatte inizialmente le simulazioni FEM, però senza dati precisi del materiale, che sono impossibili da trovare riguardo esempio la direzione di laminazione della lamiera temprata, che non è indifferente per il modulo di Young, si sono dovute fare molte prove pratiche su diversi materiali e stati dello stessi.
Sono state costruite attrezzature specifiche con celle di carico per poter misurare senza dubbi ed avere i risultati reali, sia per i test nei case rigidi, sia per la sicuramente migliore soluzione con STRIP, ovviamente non metalliche.
Da sei mesi batterie da 16 celle lavorano con differenti SOC% temperature e C rate di carica/scarica, magari un giorno ne verranno anche pubblicati i dati su BMDCSystem.

Riguardo alla fasce metalliche EVE, io inorridisco: la differente dilatazione di alluminio/cella rispetto ad acciaio, può portare a superare il millimetro, teniamo presente che oltre all' " atomic swelling" nella stessa direzione va anche la pressione data dall'allungamento causato dall'aumento della temperatura: dov'è la funzione dinamica?
Tu stesso hai preparato una batteria con barre filettate, che hanno le stesse criticità di quelle fasce, ma mi pare poi che hai aggiunto delle molle di compensazione.
La maggior parte di queste fasce, proprio per la rigidità, vengono poi accoppiate ai "pad" separatori tra le celle (in sostituzione dei fogli di vetroresina isolante)  questo porta a non poter più controllare il "gas swelling" per cui è come se le celle non fossero compresse.
Riguardo lo spanciamento, "swelling gas", dalle nostre prove non risultano differenze tra i "foglietti" separati e quelli avvolti, gli "stacked" od i jelly roll", la spinta anche del' "atomic swelling" si ripercuote al centro della parete, non negli angoli.
11
il tornitore
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25/08/2015 6357
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Inserito il 11/09/2026 alle: 10:23:09
In risposta al messaggio di adv-box del 11/09/2026 alle 09:23:28

Si certo, sono state fatte inizialmente le simulazioni FEM, però senza dati precisi del materiale, che sono impossibili da trovare riguardo esempio la direzione di laminazione della lamiera temprata, che non è indifferente
per il modulo di Young, si sono dovute fare molte prove pratiche su diversi materiali e stati dello stessi. Sono state costruite attrezzature specifiche con celle di carico per poter misurare senza dubbi ed avere i risultati reali, sia per i test nei case rigidi, sia per la sicuramente migliore soluzione con STRIP, ovviamente non metalliche. Da sei mesi batterie da 16 celle lavorano con differenti SOC% temperature e C rate di carica/scarica, magari un giorno ne verranno anche pubblicati i dati su BMDCSystem. Riguardo alla fasce metalliche EVE, io inorridisco: la differente dilatazione di alluminio/cella rispetto ad acciaio, può portare a superare il millimetro, teniamo presente che oltre all' atomic swelling nella stessa direzione va anche la pressione data dall'allungamento causato dall'aumento della temperatura: dov'è la funzione dinamica? Tu stesso hai preparato una batteria con barre filettate, che hanno le stesse criticità di quelle fasce, ma mi pare poi che hai aggiunto delle molle di compensazione. La maggior parte di queste fasce, proprio per la rigidità, vengono poi accoppiate ai pad separatori tra le celle (in sostituzione dei fogli di vetroresina isolante)  questo porta a non poter più controllare il gas swelling per cui è come se le celle non fossero compresse. Riguardo lo spanciamento, swelling gas, dalle nostre prove non risultano differenze tra i foglietti separati e quelli avvolti, gli stacked od i jelly roll, la spinta anche del' atomic swelling si ripercuote al centro della parete, non negli angoli.
...
Io non ho indicato che la soluzione di EVE con fasce metalliche sia ottimale, ho fatto l'appunto sulle piastre che è ben diverso indicando la rigidità di esse e quindi distribuzione uniforme della forza seppur in presenza di fasce così da non sollecitare zone perimetrali delle celle.
Si vedrà nel tempo con il creep, cicli a fatica, invecchiamento dopo 5-8 anni specie se si parla di materiali polimerici per le strip... Di certo il sistema con piastre e molle opportunamente dimensione problemi non ce ne sono e la forza ha una distribuzione uniforme; con sistema a fasce e piastre sottili per certo la forza agisce in modo non omogeneo localizzando la stessa nell'area sottesa dalle fasce.
Come già detto tale sistema ha per certo vantaggio di ingombro e peso (delta più o meno ampio a seconda del materiale usato per le piastre etc), ma presenta anch'esso svantaggi... Tutto ciò senza considerare i costi di realizzazione e successivamente di vendita.
Ovviamente gli spazi sui vr sono risicati, ma non sono quei 5-10cm a far la differenza tranne se non si vuole eccedere con l'accumulo.

Certo all'inizio ho messo barre filettate poi modificato con molle con opportuna corsa in base all'espansione e alla compressione indicata di 3 kN a 30%SOC che è il miglior compromesso su queste celle prismatiche.
Il Fai Da Te a Opera d'Arte - Marco
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Bibos11
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21/09/2020 8
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Inserito il 11/09/2026 alle: 10:29:45
Ottima osservazione
Mi sono chiesto per un attimo se mettendo i filucci dei sensing del bms direttamente sui poli+ si possa prescindere dalla caduta sui ponti di collegamento... ma poi sono le masse ad essere "lunghe", quindi il problema si presenta comunque 
Se poi non serve mettere i positivi in alto.. ma si legge di tutto, non è semplice .. prima bisogna capire la provenienza delle informazioni, è una delle regole base

Mi sa che più di quello che mi hanno dato... sono report di test di cui danno copia al venditore,, 
Io un'idea me la sono fatta, la tengo per me, penso sia meglio ..  ognuno trae le sue conclusioni, importante scambiare informazioni responsabilmente
Grazie   
Vecchio ma nuovo
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16/03/2026 124
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Inserito il 11/09/2026 alle: 10:40:44
In risposta al messaggio di Bibos11 del 11/09/2026 alle 10:29:45

Ottima osservazione Mi sono chiesto per un attimo se mettendo i filucci dei sensing del bms direttamente sui poli+ si possa prescindere dalla caduta sui ponti di collegamento... ma poi sono le masse ad essere lunghe, quindi
il problema si presenta comunque  Se poi non serve mettere i positivi in alto.. ma si legge di tutto, non è semplice .. prima bisogna capire la provenienza delle informazioni, è una delle regole base Mi sa che più di quello che mi hanno dato... sono report di test di cui danno copia al venditore,,  Io un'idea me la sono fatta, la tengo per me, penso sia meglio ..  ognuno trae le sue conclusioni, importante scambiare informazioni responsabilmente Grazie   
...

I fili che portano la tensione di riferimento alla sezione bilanciamento del BMS devono avere la stessa lunghezza, la massa non è importante, devono essere collegate al centro del ponte, anche per quelle terminali è preferibile collegarle con mezzo ponte per avere la stessa resistenza su tutti.
E' meglio anche perché sul polo è preferibile avere solo il ponte, non altri capicorda che possono influire sulla zona di contatto e/o portare ad allentamenti dei dadi di serraggio, meglio quelli a cappello che allargano la fascia di spinta.
E' molto più semplice farlo che spiegarlo!
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16/03/2026 124
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Inserito il 11/09/2026 alle: 10:57:04
In risposta al messaggio di il tornitore del 11/09/2026 alle 10:23:09

Io non ho indicato che la soluzione di EVE con fasce metalliche sia ottimale, ho fatto l'appunto sulle piastre che è ben diverso indicando la rigidità di esse e quindi distribuzione uniforme della forza seppur in presenza
di fasce così da non sollecitare zone perimetrali delle celle. Si vedrà nel tempo con il creep, cicli a fatica, invecchiamento dopo 5-8 anni specie se si parla di materiali polimerici per le strip... Di certo il sistema con piastre e molle opportunamente dimensione problemi non ce ne sono e la forza ha una distribuzione uniforme; con sistema a fasce e piastre sottili per certo la forza agisce in modo non omogeneo localizzando la stessa nell'area sottesa dalle fasce. Come già detto tale sistema ha per certo vantaggio di ingombro e peso (delta più o meno ampio a seconda del materiale usato per le piastre etc), ma presenta anch'esso svantaggi... Tutto ciò senza considerare i costi di realizzazione e successivamente di vendita. Ovviamente gli spazi sui vr sono risicati, ma non sono quei 5-10cm a far la differenza tranne se non si vuole eccedere con l'accumulo. Certo all'inizio ho messo barre filettate poi modificato con molle con opportuna corsa in base all'espansione e alla compressione indicata di 3 kN a 30%SOC che è il miglior compromesso su queste celle prismatiche.
...


Si, la documentazione è in preparazione, a breve sul sito, forse non hai compreso il funzionamento.
Le "molle", non le piastre, sono delle porzioni di balestra cilindrica opportunamente calibrate "leaf spring", spingono prevalentemente sul centro della cella, nelle zone perimetrali si appoggiano solo.
Quando la compressione è corretta e dinamica, le pareti della cella restano immobili, non c'è più movimento, è consentito solo l' "atomic swelling": il creep, cicli a fatica, invecchiamento, non esistono più.
Le regge "strip" polimeriche, sono già utilizzate nei pacchi batteria civile da almeno dieci anni, con successo.
L'ingombro è di 2/3 mm, a seconda del modello solo sulle due estremità, oppure anche sugli altri due lati, il peso totale del BMDCSystem è meno di mezzo kg.
Il costo, sempre che vengano commercializzate all'end user, non arriva a 20 euro per ogni kit.
 

Modificato da adv-box il 11/09/2026 alle 11:29:44
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Bibos11
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21/09/2020 8
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Inserito il 11/09/2026 alle: 12:33:18
In risposta al messaggio di adv-box del 11/09/2026 alle 10:40:44

I fili che portano la tensione di riferimento alla sezione bilanciamento del BMS devono avere la stessa lunghezza, la massa non è importante, devono essere collegate al centro del ponte, anche per quelle terminali è preferibile
collegarle con mezzo ponte per avere la stessa resistenza su tutti. E' meglio anche perché sul polo è preferibile avere solo il ponte, non altri capicorda che possono influire sulla zona di contatto e/o portare ad allentamenti dei dadi di serraggio, meglio quelli a cappello che allargano la fascia di spinta. E' molto più semplice farlo che spiegarlo!
...
Uhm.. sbagliavo.. più che masse intendevo i poli negativi delle celle, nel senso che se tu fai i canonici 3 collegamenti con ponti lunghi (solo per capire) e ti colleghi al centro dei ponti, la prima e l'ultima cella sono collegate al BMS tramite un polo e mezzo ponte, le due centrali con due mezzi ponti ... quindi con una lettura leggermente più alta delle altre due celle
Siamo nel campo dei sofismi eh, ma con correnti così elevate ..
Quello che non ho mai capito invece è il discorso della lunghezza dei filetti del BMS, da vecchio elettronico abituato alle correnti deboli
I circuiti ai quali sono collegati sono destinati solo alla lettura delle tensioni in gioco, quindi, come è ormai normale, entrano in sezioni ad altissima impedenza, quasi non misurabile
Le correnti di misura sono pressochè nulle (tanto che i fili sono di minima sezione) e non determinano cadute di tensione anche considerando minime resistenze in gioco 
In teoria la loro lunghezza dovrebbe essere ininfluente, a meno che non adottino delle chiusure "resistive a valle"..
Sarei curioso di dimezzare uno di quei fili per vedere se la tensione letta cambia (anche di 1 uV)
Mi fermo qui, mi sa che diventiamo pallosi per tutti gli altri
Tanto per capire eh    
Vecchio ma nuovo

Modificato da Bibos11 il 11/09/2026 alle 13:04:23
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il tornitore
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25/08/2015 6357
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Inserito il 11/09/2026 alle: 13:54:35
In risposta al messaggio di Bibos11 del 11/09/2026 alle 12:33:18

Uhm.. sbagliavo.. più che masse intendevo i poli negativi delle celle, nel senso che se tu fai i canonici 3 collegamenti con ponti lunghi (solo per capire) e ti colleghi al centro dei ponti, la prima e l'ultima cella sono
collegate al BMS tramite un polo e mezzo ponte, le due centrali con due mezzi ponti ... quindi con una lettura leggermente più alta delle altre due celle Siamo nel campo dei sofismi eh, ma con correnti così elevate .. Quello che non ho mai capito invece è il discorso della lunghezza dei filetti del BMS, da vecchio elettronico abituato alle correnti deboli I circuiti ai quali sono collegati sono destinati solo alla lettura delle tensioni in gioco, quindi, come è ormai normale, entrano in sezioni ad altissima impedenza, quasi non misurabile Le correnti di misura sono pressochè nulle (tanto che i fili sono di minima sezione) e non determinano cadute di tensione anche considerando minime resistenze in gioco  In teoria la loro lunghezza dovrebbe essere ininfluente, a meno che non adottino delle chiusure resistive a valle.. Sarei curioso di dimezzare uno di quei fili per vedere se la tensione letta cambia (anche di 1 uV) Mi fermo qui, mi sa che diventiamo pallosi per tutti gli altri Tanto per capire eh    
...
A parte che si sta andando OT...
Proprio per le correnti elevate nel caso della batteria che ho assemblato ho messo bus bar o "ponti" diversi da quelli forniti che avevano fori ad asola/rigidi e sezione di 40 mmq... Messi in maglia di rame puro stagnato con fori M8 e da 75 mmq così sfrutto al massimo la superficie di contatto del polo. 
Condivido che si va nel campo dei sofismi... Sofismi che si evitano sulle BEV dove di celle sui pacchi più piccoli ce ne sono 150-200.

I cavi del sensing/bilanciamento devono essere uguali perché loro stessi introducono una resistenza e varia anche l'impedenza... Un conto è solo in lettura tensione, altro quando il BMS fa il bilanciamento che esempio nel JK la corrente è fino a 2 A (sequenziale singolo canale)... E seppur "corti" hanno sezione attorno ai 22 AWG (circa 0,35 mmq).
Supponendo una resistenza di 0,055 Ohm/m per il 22 AWG, cavo lungo 1 m per semplicità, tralasciando resistenze di contatto, corrente di 100 uA significa che la caduta di tensione è 5,5 uV per il solo cavo... Certamente trascurabile in questo frangente, mentre non la è in caso di bilanciamento.
Il Fai Da Te a Opera d'Arte - Marco
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Bibos11
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21/09/2020 8
Rispondi Abuso
Inserito il 11/09/2026 alle: 17:42:46
In risposta al messaggio di il tornitore del 11/09/2026 alle 13:54:35

A parte che si sta andando OT... Proprio per le correnti elevate nel caso della batteria che ho assemblato ho messo bus bar o ponti diversi da quelli forniti che avevano fori ad asola/rigidi e sezione di 40 mmq... Messi in
maglia di rame puro stagnato con fori M8 e da 75 mmq così sfrutto al massimo la superficie di contatto del polo.  Condivido che si va nel campo dei sofismi... Sofismi che si evitano sulle BEV dove di celle sui pacchi più piccoli ce ne sono 150-200. I cavi del sensing/bilanciamento devono essere uguali perché loro stessi introducono una resistenza e varia anche l'impedenza... Un conto è solo in lettura tensione, altro quando il BMS fa il bilanciamento che esempio nel JK la corrente è fino a 2 A (sequenziale singolo canale)... E seppur corti hanno sezione attorno ai 22 AWG (circa 0,35 mmq). Supponendo una resistenza di 0,055 Ohm/m per il 22 AWG, cavo lungo 1 m per semplicità, tralasciando resistenze di contatto, corrente di 100 uA significa che la caduta di tensione è 5,5 uV per il solo cavo... Certamente trascurabile in questo frangente, mentre non la è in caso di bilanciamento.
...
Giusto..  la fase di bilanciamento.. penso serva proprio lì avere cavetti della stessa lunghezza, oltretutto monterò proprio un JK con bilanciamento attivo 
Ok, stop con l'OT
Vecchio ma nuovo

Modificato da Bibos11 il 12/09/2026 alle 19:47:21
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il tornitore
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25/08/2015 6357
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Inserito il 16/09/2026 alle: 16:38:26
In risposta al messaggio di adv-box del 11/09/2026 alle 10:57:04

Si, la documentazione è in preparazione, a breve sul sito, forse non hai compreso il funzionamento. Le molle, non le piastre, sono delle porzioni di balestra cilindrica opportunamente calibrate leaf spring, spingono prevalentemente
sul centro della cella, nelle zone perimetrali si appoggiano solo. Quando la compressione è corretta e dinamica, le pareti della cella restano immobili, non c'è più movimento, è consentito solo l' atomic swelling: il creep, cicli a fatica, invecchiamento, non esistono più. Le regge strip polimeriche, sono già utilizzate nei pacchi batteria civile da almeno dieci anni, con successo. L'ingombro è di 2/3 mm, a seconda del modello solo sulle due estremità, oppure anche sugli altri due lati, il peso totale del BMDCSystem è meno di mezzo kg. Il costo, sempre che vengano commercializzate all'end user, non arriva a 20 euro per ogni kit.  
...
Il problema è proprio quello che anche se la forza non agisce sul perimetro (caso di sole strip) dato che usi una "piastra/lama" simil balestra opportunamente curvata con relativo spessore per avere il precarico ad una determinata freccia (restando dentro range della forza indicata da datasheet cella nel ciclo 0-100%) e restando si presume ampiamente in campo elastico del materiale, vai a concentrale la spinta non sulla totalità della superficie della cella a differenza del sistema da me adottato con piastra e molla.
Strip polimeriche come avevo ipotizzato (es. potrebbero essere poliestrere HT o PES) e il loro punto debole è proprio il creep specie all'aumentare della temperatura, senza contare quello nel punto di ancoraggio/non linearità seppur i passaggi presentano inviti ben lavorati.

Un conto è avere cicli termici nei pacchi batteria residenziali dove spesso non vanno mai sotto i 10°C e non oltre i 40°C (tranne se non sono fuori abitazione)... In un camper il range è molto probabile (quasi certo) che sia più ampio... Non solo il residenziale, come già fatto presente più volte, non fa testo... Non subisce alcuna sollecitazione meccanica esterna, regime perfettamente statico. Ovviamente senza contare i cicli anche in presenza d'umidità etc dove la risposta dei polimeri è assai variabile.
... Chiaramente tali strip non devono prendere UV, sennò ulteriore problema da affrontare.

Il nodo sta tutto nel "quanto rimane stabile la compressione nel tempo sapendo la natura delle strip? Quanto varia la forza compressiva negli stati BOL/EOL nel range 0-100%?"
Bisogna avere test di almeno 6-8.000h (poco meno di 1 anno, neanche tanto poichè su queste batterie si parla di 5 anni ma spesso 10-15 anni) con ciclatura variabile sia in temp. che %RH ed eventuale nebbia salina per valutare creep su polimeri. 6 mesi di test sono, per me, pochi e non indicativi nel lungo termine... Eventuali problemi di creep etc arrivano ben più tardi.
Sicuramente non serve necessariamente uno stress thermal test dove esempio passa da -20°C a +60°C in meno di 10 secondi dato che non succederà mai su un vr... Dove lavoravo c'erano camere climatiche del genere proprio per test specifici oltre a quelle "classiche".

PS: Invecchiamento, creep, fatica ci saranno sempre specie quando hai un sistema che è sotto una sollecitazione costante (strip a trazione, elemento elastico)... Asserire che non esistono più tali fattori è da figura commerciale.
Il Fai Da Te a Opera d'Arte - Marco
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16/03/2026 124
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Inserito il 16/09/2026 alle: 19:15:50
In risposta al messaggio di il tornitore del 16/09/2026 alle 16:38:26

Il problema è proprio quello che anche se la forza non agisce sul perimetro (caso di sole strip) dato che usi una piastra/lama simil balestra opportunamente curvata con relativo spessore per avere il precarico ad una determinata
freccia (restando dentro range della forza indicata da datasheet cella nel ciclo 0-100%) e restando si presume ampiamente in campo elastico del materiale, vai a concentrale la spinta non sulla totalità della superficie della cella a differenza del sistema da me adottato con piastra e molla. Strip polimeriche come avevo ipotizzato (es. potrebbero essere poliestrere HT o PES) e il loro punto debole è proprio il creep specie all'aumentare della temperatura, senza contare quello nel punto di ancoraggio/non linearità seppur i passaggi presentano inviti ben lavorati. Un conto è avere cicli termici nei pacchi batteria residenziali dove spesso non vanno mai sotto i 10°C e non oltre i 40°C (tranne se non sono fuori abitazione)... In un camper il range è molto probabile (quasi certo) che sia più ampio... Non solo il residenziale, come già fatto presente più volte, non fa testo... Non subisce alcuna sollecitazione meccanica esterna, regime perfettamente statico. Ovviamente senza contare i cicli anche in presenza d'umidità etc dove la risposta dei polimeri è assai variabile. ... Chiaramente tali strip non devono prendere UV, sennò ulteriore problema da affrontare. Il nodo sta tutto nel quanto rimane stabile la compressione nel tempo sapendo la natura delle strip? Quanto varia la forza compressiva negli stati BOL/EOL nel range 0-100%? Bisogna avere test di almeno 6-8.000h (poco meno di 1 anno, neanche tanto poichè su queste batterie si parla di 5 anni ma spesso 10-15 anni) con ciclatura variabile sia in temp. che %RH ed eventuale nebbia salina per valutare creep su polimeri. 6 mesi di test sono, per me, pochi e non indicativi nel lungo termine... Eventuali problemi di creep etc arrivano ben più tardi. Sicuramente non serve necessariamente uno stress thermal test dove esempio passa da -20°C a +60°C in meno di 10 secondi dato che non succederà mai su un vr... Dove lavoravo c'erano camere climatiche del genere proprio per test specifici oltre a quelle classiche. PS: Invecchiamento, creep, fatica ci saranno sempre specie quando hai un sistema che è sotto una sollecitazione costante (strip a trazione, elemento elastico)... Asserire che non esistono più tali fattori è da figura commerciale.
...

Bene, allora vuol dire che hai guardato il sito ed hai ora percepito il funzionamento del sistema BMDCSystem.
Per quanto riguarda la distribuzione del carico, a differenza di quanto presumi (non credo tu abbia fatto prove in merito), è ottimale, la "leaf spring" si appiattisce completamente creando una parete perfettamente planare, specialmente perché la spinta data dallo "swelling" si concentra ovviamente più sul centro della parete.
Non ho mai visto batterie sotto il sole a prendersi gli UV, a meno che si installino a vista e senza contenitore sul tetto del camper, dove materiali plastici di qualità resistono anche per decine d'anni, comunque le batterie sono in prova da febbraio, non sotto il sole eh, e quindi siamo già a 5750 ore, non distanti dalla tua richiesta di 6-8000h; se guardi le batterie EVE, esempio, puoi notare che utilizzano strip sia metalliche che plastiche.
"Invecchiamento, creep, fatica" io lo avevo riferito all'involucro in alluminio delle celle, questi problemi vengono completamente eliminati non dal "commerciale di turno", ma proprio dal sistema BMDCSystem, che impedisce il continuo movimento delle pareti delle celle che restano sempre perfettamente planari.

 

Modificato da adv-box il 16/09/2026 alle 19:27:32
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16/03/2026 124
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Inserito il 16/09/2026 alle: 21:38:38

By the way, cosa dice AI sul confronto dei diversi sistemi di compressione, tralasciando il CTP (Cell To Pack) che sarà forse utilizzato in ambito automotive.
Resto comunque sempre disponibile a qualunque confronto.


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