Inserito il 22/06/2007 alle: 10:26:54
Per Daniele, ma anche per altri, riporto un mio msg in un forum specifico con l'intento di spiegare il funzionamento del Gps e, in ultima analisi, perchè a "freddo" il ricevitore impiega più tempo nella ricerca dei satelliti.
In cielo ci sono dei satelliti, ad un’altezza fissa attorno ai 20.800 km, che ruotano attorno alla terra due volte per ogni giorno solare (circa 24 ore); sono tutti sincronizzati continuamente tramite orologi atomici il cui disallineamento è praticamente zero assoluto.
Questi satelliti inviano continuamente a terra dei segnali radio; immaginiamo che tutti, nello stesso istante, inviino la sequenza di caratteri “abcdefghijklmnopqrstuvwxyz…”. Il nostro ricevitore, anche se non sincronizzato perfettamente con i satelliti ma estremamente preciso nel calcolo del tempo (un minuto secondo è realmente un minuto secondo), riceverà le sequenze di caratteri dai singoli satelliti in tempi leggerissimamente diversi ma, comunque, tali da distinguere la distanza da ogni singolo satellite ricevuto. Per esempio, nello stesso istante, dal satellite più vicino riceverà la sequenza “defgh…”, mentre dal più lontano la sequenza “mnopq…”. In questo modo può calcolare la distanza del singolo satellite.
Oltre a questo, riceve anche la posizione fisica di ogni singolo satellite (le effemeridi, la posizione precisa di ogni singolo satellite). A questo punto, abbiamo la posizione di ogni singolo satellite e di quanto siamo lontani da esso.
Con il segnale di un satellite possiamo fare ben poco; con il segnale di due satelliti possiamo dire che siamo in due precisi punti nello spazio, uno dove siamo realmente, l’altro nella posizione opposta nello spazio senza la possibilità di capire qual è quella reale; con tre possiamo definire la nostra posizione, con approssimazione dovuta agli arrotondamenti dei dati analizzati.
Per capire questo, facciamo finta che con un satellite possiamo dire che siamo lontani 480 km. da Milano: potremo essere in un raggio che passa per Roma, Teramo, vicino Zagabria, Wurzburg, Clermond Ferrand, Nimes, ecc.. Se un secondo satellite ci dice di essere a 355 km. da Sassari, possiamo affermare che i punti in cui siamo, nello spazio, sono solo due: uno in mare davanti a Marsiglia ed uno a Roma, ovvero nelle intersezioni delle due circonferenze create da Milano per 480 km. e Sassari per 355 km. Anche qui non c’è ancora modo di capire se siamo nel primo o nel secondo punto di intersezione delle due circonferenze. Se arriva un'altra indicazione, ovvero che siamo a 370 km da Bari, ora il punto di intersezione è uno solo, ovvero a Roma. Possiamo dire di essere a Roma, ma non di quanto sul livello del mare: per avere anche questo dato, occorre un quarto satellite che intersechi perfettamente con gli altri tre, nello stesso punto a Roma: Se invece di parlare di cerchi, parlassimo di sfere, nell’intersezione delle quattro sfere avremo l’altezza dal livello del mare… in realtà questo calcolo dell’altitudine è un po’ più complesso anche per via della non perfetta sfericità della terra, il c.s. schiacciamento polare.
Comunque sia, tre o quattro satelliti non forniscono un dato perfettamente attendibile, visti i valori infinitesimali su cui lavora tutto il sistema: errori di arrotondamento portano a risultati completamente diversi. Più satelliti fanno coincidere la loro posizione in un unico punto, più questo punto è preciso. Praticamente si ha un punto preciso solo dagli otto satelliti in su.
A volte, sui nostri sistemi, “vediamo” tanti satelliti ma solo alcuni effettivamente utilizzati (le barre blu in Tomtom, contro le barre grigie): i satelliti in blu indicano che i loro segnali sono utilizzati nel calcolo della posizione perché, fra loro, i segnali sono compatibili (convergono in un solo punto) mentre quelli grigi indicano che il loro segnale non coincide in un punto comune con i segnali dei satelliti fra loro compatibili.
Ecco quindi perché all’avvio il sistema deve “scaldarsi”, ovvero ricevere, oltre i segnali, anche la posizione dei singoli satelliti e, per far questo, ci vuole un po’ di tempo e se siamo pure in movimento, il problema diventa davvero complesso. A “caldo”, cioè con il ricevitore spento poco tempo prima, la posizione dei satelliti memorizzata precedentemente ha ancora un relativo valore nell’identificazione della posizione. Il tempo di attesa tra caldo e freddo aumenta in proporzione al tempo di inattività che si completa nel giro di circa 4 ore (4 ore di inattività è come uno, due o più giorni).
All’avvio a freddo, oltre ad incidere la posizione statica o mobile, incide sensibilmente anche l’adiacenza al corpo umano, per cui è bene avviarlo lontano dal corpo (per lontano si intendono decine di centimetri, non metri). Una volta avviato, l’adiacenza incide ancora in modo inversamente proporzionale alle performance del ricevitore: quasi nullo per i SirfIII, deleterio per altri.
Spero di aver soddisfatto, almeno in parte, la tua curiosità.
Se il tuo ricevitore ha il chip SirfIII, condizioni "normali" (buona parte ci cielo scoperto, non adiacente al corpo umano, da fermo), dovrebbe fare il fix (almeno tre satelliti connessi) in circa un minuto; se ha altri chip, potrebbero essere necessari anche cinque e più minuti.
Elio