In risposta al messaggio di MarcoV2 del 02/04/2026 alle 10:10:43
E' da tanto che penso a quello che potrebbe essere un problema o una mia pippa mentale. Attivo il DCDC raramente prediligendo lasciare il fotovoltaico ad occuparsi della ricarica a meno di aver necessità di reintegrare rapidamente. Leggo che in molti lo facciano. In viaggio la corrente di carica è veramente ballerina: ora 10, ora 15A in ingresso, ora zero o in scarica perchè magari attacca il frigo... come fare dei minicicli di carica e scarica. Un macello. Per questo motivo preferisco, se devo caricare in viaggio, accendere anche il dcdc, anche a soli 10A. Voi come vi comportate? C'è qualche chimico che possa spiegarci se e cosa succeda alle nostre celle in conseguenza di ciò? Grazie.
... Per risponderti ti riporto un esempio... Pensa alle auto elettriche o le auto full hybrid e/o plug-in... Queste fanno n-mila microcicli perchè appena si frena o decelera la batteria viene caricata, appena si accelera viene scaricata; nessun problema, anzi è fondamentale il recupero energetico.
Solo per dire oggi sulla iX1 ho fatto 102 km con andatura pressochè tranquilla cercando di sfruttare il veleggio, velocità media 47 km/h, consumo al netto delle rigenerazioni 12,8 kWh/100km, rigenerati dalle decelerazioni/frenate circa 5,6 kWh. Sulla capacità netta della batteria è quasi un 9% di SOC. In 102 km la batteria sarà passata da erogare a immagazzinare energia chissà quante volte e soprattutto con corrente estremamente diverse (picchi da +700 A fino a -560 A, però facendo la media ha erogato circa 20 A).
I problemi sono se la batteria rimane al 100% (fenomeno della placcatura del litio) oppure se rimane scarica e non viene caricata subito oppure caricata sotto zero ed altro... Ma il "problema" dei microcicli è quasi sempre l'ultimo da tener in considerazione, anzi tendenzialmente con microcicli o cicli parziali la batteria si danneggia meno... Solo in un caso i microcicli sono a medio-lungo termine deleteri, ovvero quando si verificano in prossimità di carica completa o tensione limitrofe; rimangono sempre valide anche le indicazioni di limiti di temperatura, correnti standard di carica.
La chimica delle LFP è ben più longeva delle NCM o LiPo o LCO spesso usate negli altri contesti; le LFP dato il legame ternario con il ferro è più stabile delle altre tecnologie del litio ma in ogni caso tenerla al 100% la rende più instabile rispetto alle condizioni di carica intermedia (ma questo vale per ogni tecnologia tant'è che si possono notare i vari limiti imposti di carica e anche quando vengono spedite le celle/batterie).
Io sull'impianto fatto con la 628 Ah ho dato la possibilità di disabilitare la carica da DC-DC... Ed infatti fino ad ora non è mai stata attivata.
Il Fai Da Te a Opera d'Arte - Marco