In risposta al messaggio di Grinza del 14/09/2026 alle 16:55:04No, è la solita immagine distorta, parziale, superficiale che si legge sui social.
Guarda che stiamo parlando d’altro non di evasione nè di benefici dei lavoratori dipendenti, la domanda, o l’affermazione l’ho fatta senza secondo scopo, sennò ti posso raccontare di gente in fila col ‘librettino’che faceva gasolio al camper, ma non era questo il contesto Silvio ha confermato quanto conoscevo (perché non parlo mai per sentito dire) Poi se essere dipendenti conviene più che fare l’autonomo potevi cambiare …
In risposta al messaggio di chorus del 14/09/2026 alle 16:28:01infatti ho chiaramente scritto, non è proprio una bufala, nel senso che è parzialmente vero che un partita iva paga meno
Posta come è stata posta è una mera bufala Ti deduci i costi di un'auto solo ed esclusivamente se puoi dedurteli e se sono inerenti la tua attività imprenditoriale.
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 14/09/2026 alle 17:26:29Si, ma chi può scaricare, paga meno, ma sempre, non solo adesso, in funzione di qualche sconto particolare, come poteva venire da pensare dall'intervento iniziale.
infatti ho chiaramente scritto, non è proprio una bufala, nel senso che è parzialmente vero che un partita iva paga meno ovviamente ci sono delle percentuali e dei meccanismi, ma è anche una bufala dire che non è veroche un partita iva la paga meno tutto qui poi, non spieghiamo troppo, facciamo si che per pagare meno i carburanti, tutti diventino PI, così vedono cosa significhi
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 14/09/2026 alle 17:26:29Hai ragione, spesso mi faccio prendere dalla foga, ma sarebbe molto opportuno che tutti si facessero un'esperienza da partita iva.
infatti ho chiaramente scritto, non è proprio una bufala, nel senso che è parzialmente vero che un partita iva paga meno ovviamente ci sono delle percentuali e dei meccanismi, ma è anche una bufala dire che non è veroche un partita iva la paga meno tutto qui poi, non spieghiamo troppo, facciamo si che per pagare meno i carburanti, tutti diventino PI, così vedono cosa significhi
In risposta al messaggio di chorus del 14/09/2026 alle 17:07:22Sì, ma lo sapevo, te fino ad ora dicevi che era una bufala.
No, è la solita immagine distorta, parziale, superficiale che si legge sui social. A casa mia funziona così: tu dipendente costi un tot (supponiamo 50 mila euro, quale costo azienda compresi i contributi a carico dell'azienda)te li do per il 90% come stipendio (lordo, non netto) e l'altro 10% è rappresentato da un benefit che si chiama auto. Non funziona così solo a casa mia, funziona così in qualsiasi azienda. Sulla scheda carburanti utilizzata per il rifornimento del camper: non si può più fare. Oggi ci sono altri sistemi (vedi gestione delle flotte aziendali) ma è inutile parlarne qui. I partita iva questo trattamento se lo sognano. Domani vado a Torino: - 35 euro di autostrada - 300 km tra andata e ritorno, più o meno 40 euro di benzina tralascio il deperimento dell'auto Totale 75 euro, che escono dal mio portafoglio, fino all'ultimo centesimo ... ne scarico 15 dal mio imponibile irpef. Hai capito come funziona?
In risposta al messaggio di giorgioste del 14/09/2026 alle 17:41:13Guarda, è il paradigma che deve essere cambiato. Chi scrive qui dentro pensa che partita iva = deduzione dei costi (che un lavoratore dipendente/pensionato non ha, e questo è un dato oggettivo).
Si, ma chi può scaricare, paga meno, ma sempre, non solo adesso, in funzione di qualche sconto particolare, come poteva venire da pensare dall'intervento iniziale.
In risposta al messaggio di Grinza del 14/09/2026 alle 18:05:42Ribadisco che si tratta di una bufala, almeno per come è stata posta.
Sì, ma lo sapevo, te fino ad ora dicevi che era una bufala. Comunque oltre a scaricare 15 euro ti farai, giustamente, pagare l’onorario, altrimenti ti conviene davvero fare il dipendente con 1200 euro il mese nette feriepagate tredicesima malattie e alle 17 chiudi il bandone Per lo scarico ho scritto apposta ‘librettino’ so che adesso c’è più controllo
In risposta al messaggio di chorus del 14/09/2026 alle 18:12:06Faremo una colletta per voi, non vi lasceremo morire di fame..
Ribadisco che si tratta di una bufala, almeno per come è stata posta. Qualora mi facessi pagare la trasferta apriti cielo, perché sarei cornuto e mazziato dal punto di vista fiscale. Cambiate il paradigma, come ho dettoprima. Ma qui ha ragione impiegato: dovete farvi un'esperienza in proprio, altrimenti non comprendete i meccanismi della deduzione fiscale dei costi.
In risposta al messaggio di Rascal del 14/09/2026 alle 09:31:35Il problema vero oggi non è se una categoria o un'altra ha dei ventaggi, ma il fatto che uno spara una notizia più o meno vera , questa rimbalza tra social e passaparola e gran parte ci credono senza controllare la veridicità. E se cerchi di confutarglielo, dati alla mano, nascono i soliti complottisti.
Un mio conoscente mi ha detto che le partite iva pagano i carburanti circa 1.5 euro al litro, vorrei sapere se questa informazione è una bufala oppure corrisponde al vero.
In risposta al messaggio di bradipo66 del 17/09/2026 alle 07:03:55Comunque, andiamoglielo a raccontare a coloro che usano l'auto per lavoro (non per recarsi al lavoro, ma per lavorare), poi torniamo qui a commentare.
Il problema vero oggi non è se una categoria o un'altra ha dei ventaggi, ma il fatto che uno spara una notizia più o meno vera , questa rimbalza tra social e passaparola e gran parte ci credono senza controllare la veridicità.E se cerchi di confutarglielo, dati alla mano, nascono i soliti complottisti. E anzi, più la notizia è assurda e più ci si crede Una bugia ripetuta più volte diventa una convinzione
In risposta al messaggio di Grinza del 17/09/2026 alle 10:17:23Cosa proponi?
Per chi lavora con l’auto mi pare logico che queste spese devono essere detratte, in alcuni casi può essere detratto parzialmente anche il costo del mezzo. Metto una vignetta ma non vuole essere politica, non voglio parlaredi quello, ovviamente gli anni sono passati, i costi della raffinazione aumentati ma anche la moneta non ha lo stesso valore, lo metto solo per riflettere perché io vedo che c’è qualcosa che non va. I dati sono reali, li ho controllati
In risposta al messaggio di chorus del 17/09/2026 alle 10:37:32Quindi va bene così, non è che per qualche motivo il prezzo è pompato?
Cosa proponi? Il prezzo del petrolio è oggettivo, in tutto il mondo (o almeno nella vecchia cara Europa, che è dove noi viviamo). Il prezzo di benzina/gasolio in Europa Occidentale è allineato (Spagna a parte ... dicono).Assistiamo a lagnanze televisive su questo fenomeno, ma nessuno di coloro che si lagna fa proposte concrete. Perché non ci sono proposte concrete. Non c'è la bacchetta magica, noi dipendiamo da altri, non governiamo questo fenomeno, lo fanno altri. Ci sono tante guerre al mondo, ma due di queste (dicono, e ci credo) influenzano più delle altre il prezzo dei prodotti energetici. L'umanità ha sempre più fame di energia, e (ahinoi) la tecnologia non ha ancora inventato un mezzo per produrre l'energia a prezzi bassi. Non vedo all'orizzonte una soluzione, se non quella di comportarsi in modo razionale: ci sarà una riduzione di consumi, causa risorse scarse (leggi entrate/stipendi al palo), o in alternativa ci sarà uno spostamento di consumi perché viaggeremo di meno. PS titolo del Sole 24 Ore di oggi: Petrolio, prezzo reale oltre 150 dollari
In risposta al messaggio di Grinza del 17/09/2026 alle 11:04:16Qui sotto il prezzo dei carburanti nei vari paesi europei
Quindi va bene così, non è che per qualche motivo il prezzo è pompato? Quando si parla di allineamento il riferimento non va fatto solo sul prezzo per Nazione ma anche sullo stipendio medio Non propongo nulla perchésarebbe la centesima volta che lo scrivo, però secondo me la revisione deve essere strutturale, io non sono invidioso per natura, non mi lamento della mia pensione, anzi, ho auto ben oltre gli 80 KW (si salva lo scooter) però conosco gente che soffre, siamo andati oltre, ribadisco che a me qualcosa non torna…
Prezzi dei carburanti in Europa
In risposta al messaggio di chorus del 14/09/2026 alle 17:41:15Ti capisco perfettamente. Nel 1979 ho lasciato la professione (Ragioniere commercialista) e sono entrato nell'insegnamento. Mai fu scelta così vantaggiosa. Per la professione che ho poi ripreso nel 1986 senza lasciare l'insegnamento mi presi la briga di fare quattro conti: Partendo da una prima semplicissima considerazione, quella del tempo lavoro, il periodo di insegnamento durava da metà Settembre fino alla prima settimana di Giugno quindi 8 mesi 21 gg ai quali dovevano togliere 15 giorni per il Natale ed una settimana per la Pasqua. Quindi si arrivava ad un periodo di lavoro pari a otto mesi. C'era da considerare, inoltre che la maggior parte del lavoro si riduceva alle 18 ore di lezione frontale e qualche ora di lavoro svolta negli intervalli tra una lezione e l'altra o nel pomeriggio. Con tutti gli annessi e connessi (TFR, Previdenza, Imposte) quindi si lavorava otto mesi e si veniva retribuiti per circa 16 mesi tra retribuzione immediata e retribuzione differita. Feci un calcolo per confrontare la mia posizione con quella di una partita Iva. Per avere le medesime entrate nette (cioè interamente spendibili) avrei dovuto sostituire il cliente "Scuola" con un altro cliente disposto a pagarmi una parcella annuale di quasi 90 milioni di lire. Se dopo questo intervento ci fosse qualcuno che afferma che nella scuola si è oberati di lavoro, è perchè non ha mai fatto il dipendente in un'impresa o non ha mai esercitato con partita Iva.
Hai ragione, spesso mi faccio prendere dalla foga, ma sarebbe molto opportuno che tutti si facessero un'esperienza da partita iva. Così capiscono le straordinarie opportunità (leggasi agevolazioni, anche economiche, ivi comprese, su tutte le irripetibili e assolute tutele) che ha un lavoratore dipendente, a differenza di un indipendente.
In risposta al messaggio di Elletufo del 17/09/2026 alle 12:54:56E non si hanno tutti i grattacapi di un libero professionista il quale non lavora solo 8 ore al giorno. A suo tempo con la professione mi autodefinii "un libero schiavo)
Ti capisco perfettamente. Nel 1979 ho lasciato la professione (Ragioniere commercialista) e sono entrato nell'insegnamento. Mai fu scelta così vantaggiosa. Per la professione che ho poi ripreso nel 1986 senza lasciare l'insegnamentomi presi la briga di fare quattro conti: Partendo da una prima semplicissima considerazione, quella del tempo lavoro, il periodo di insegnamento durava da metà Settembre fino alla prima settimana di Giugno quindi 8 mesi 21 gg ai quali dovevano togliere 15 giorni per il Natale ed una settimana per la Pasqua. Quindi si arrivava ad un periodo di lavoro pari a otto mesi. C'era da considerare, inoltre che la maggior parte del lavoro si riduceva alle 18 ore di lezione frontale e qualche ora di lavoro svolta negli intervalli tra una lezione e l'altra o nel pomeriggio. Con tutti gli annessi e connessi (TFR, Previdenza, Imposte) quindi si lavorava otto mesi e si veniva retribuiti per circa 16 mesi tra retribuzione immediata e retribuzione differita. Feci un calcolo per confrontare la mia posizione con quella di una partita Iva. Per avere le medesime entrate nette (cioè interamente spendibili) avrei dovuto sostituire il cliente Scuola con un altro cliente disposto a pagarmi una parcella annuale di quasi 90 milioni di lire. Se dopo questo intervento ci fosse qualcuno che afferma che nella scuola si è oberati di lavoro, è perchè non ha mai fatto il dipendente in un'impresa o non ha mai esercitato con partita Iva.
In risposta al messaggio di Elletufo del 17/09/2026 alle 12:56:59Grazie per la testimonianza.
E non si hanno tutti i grattacapi di un libero professionista il quale non lavora solo 8 ore al giorno. A suo tempo con la professione mi autodefinii un libero schiavo)