In risposta al messaggio di masivo del 17/09/2026 alle 11:44:23Qui parliamo di costo dell'energia e della sua importanza in questa era storica.
Se si vuole ridurre il costo di un bene si delocalizza la produzione dove produrre costa meno. Se si vuol ridurre invece il prezzo di un bene si smette di comprarlo. Il problema sta che se è un bene di consumo obbligatorio non ci puoi fare niente, perché chi può decidere ha stipendi che non gli fanno sentire il problema, quindi non gli frega niente.
In risposta al messaggio di chorus del 17/09/2026 alle 12:06:50L’avevo già detto che non basta solo il prezzo ma va paragonato al potere di acquisto
Qui sotto il prezzo dei carburanti nei vari paesi europei Prezzi dei carburanti in Europa che riepilogo per semplicità (prima colonna, benzina): Italia 2,119 Francia 2,101 Germania 2,314 Olanda 2,464 (il prezzo peggiore,circa il 16% in più rispetto a noi) Spagna 1,903 (il prezzo migliore, circa il 10% in meno rispetto a noi) Posto che peggio di noi non c'è nessuno (riporto quello che leggo spesso su extra, da cui mi tengo alla larga), proprio il peggio del peggio, mi spieghi come mai francesi, tedeschi e olandesi (spagnolo compresi) non fanno nulla per contrastare questo fenomeno? Che sia un fenomeno incontrollabile?
In risposta al messaggio di maxime del 17/09/2026 alle 13:43:12L'incidenza della concorrenza sulla formazione del prezzo deei carburanti in Italia é marginale. Quello che incide tantissimo sulla formazione del prezzo alla pompa son l'Iva e le Accise (intorno al 60% del prezzo praticato). Le accise stanno sostituendo il bollo auto nella classifica delle tasse più odiate. Ma ci fosse qualcuno che depreca quella che nella scienza delle finanze viene definita "La tassa degli imbecilli" perchè la pagano volentieri e spesso fanno a gara a chi ne paga di più. Mi riferisco alle lotterie e a tutti gli altri giochi di azzardo gestiti dallo stato. Agli inizi degli anni '90 ricordo di un bar che riceveva intorno ai 35 milioni di lire di aggio al mese dallo stato. Fatevi qualche conto di quanto va allo stato, e quanto giocavano le persone.
Dopo la sosta in fiera a Parma ho proseguito ed ora sono a Medjugorje...ho attraversato la Slovenia ed ho fatto gasolio ad 1.99 €/litro...in Croazia a parte prezzi stratosferici x le AA ( 40€/notte) ho visto gasolio a2€/litro ed ho rifatto il pieno a Medjugorje a 1.75€/litro...forse in questi stati il petrolio glielo regalano ...in Sloviena ho visto che il prezzo è deciso dallo stato e tutti i distributori lo facevano, appunto, 1.99 €/litro...in Italia abbiamo voluto la concorrenza e forse questo è il risultato ed a parte che lo stato guadagna a go go... Massimo
In risposta al messaggio di Elletufo del 17/09/2026 alle 14:55:50Tra un pò questo trhread verrà spostato in extra.
L'incidenza della concorrenza sulla formazione del prezzo deei carburanti in Italia é marginale. Quello che incide tantissimo sulla formazione del prezzo alla pompa son l'Iva e le Accise (intorno al 60% del prezzo praticato).Le accise stanno sostituendo il bollo auto nella classifica delle tasse più odiate. Ma ci fosse qualcuno che depreca quella che nella scienza delle finanze viene definita La tassa degli imbecilli perchè la pagano volentieri e spesso fanno a gara a chi ne paga di più. Mi riferisco alle lotterie e a tutti gli altri giochi di azzardo gestiti dallo stato. Agli inizi degli anni '90 ricordo di un bar che riceveva intorno ai 35 milioni di lire di aggio al mese dallo stato. Fatevi qualche conto di quanto va allo stato, e quanto giocavano le persone.
In risposta al messaggio di Elletufo del 17/09/2026 alle 12:54:56Hai scelto l’insegnamento dove ore e giorni sono fondamentalmente diverse dalla normale attività di lavoro, concordi con me che il paragone non è equo
Ti capisco perfettamente. Nel 1979 ho lasciato la professione (Ragioniere commercialista) e sono entrato nell'insegnamento. Mai fu scelta così vantaggiosa. Per la professione che ho poi ripreso nel 1986 senza lasciare l'insegnamentomi presi la briga di fare quattro conti: Partendo da una prima semplicissima considerazione, quella del tempo lavoro, il periodo di insegnamento durava da metà Settembre fino alla prima settimana di Giugno quindi 8 mesi 21 gg ai quali dovevano togliere 15 giorni per il Natale ed una settimana per la Pasqua. Quindi si arrivava ad un periodo di lavoro pari a otto mesi. C'era da considerare, inoltre che la maggior parte del lavoro si riduceva alle 18 ore di lezione frontale e qualche ora di lavoro svolta negli intervalli tra una lezione e l'altra o nel pomeriggio. Con tutti gli annessi e connessi (TFR, Previdenza, Imposte) quindi si lavorava otto mesi e si veniva retribuiti per circa 16 mesi tra retribuzione immediata e retribuzione differita. Feci un calcolo per confrontare la mia posizione con quella di una partita Iva. Per avere le medesime entrate nette (cioè interamente spendibili) avrei dovuto sostituire il cliente Scuola con un altro cliente disposto a pagarmi una parcella annuale di quasi 90 milioni di lire. Se dopo questo intervento ci fosse qualcuno che afferma che nella scuola si è oberati di lavoro, è perchè non ha mai fatto il dipendente in un'impresa o non ha mai esercitato con partita Iva.
In risposta al messaggio di chorus del 17/09/2026 alle 15:09:47Se va su extra vi saluto cordialmente e ricordiamoci che ci sono anche le bici
Tra un pò questo trhread verrà spostato in extra. Un suggerimento, caro Elletufo, non parlare di scienza delle finanze qui dentro (lo ricordo come un esame interessantissimo). Qui dentro, se non si parla di camper, si deveparlare di politica spiccia, si deve riportare cosa viene scritto sui quotidiani online politicamente schierati, meglio se si trova ispirazione da quelli citati su facebook, nonché da quanto viene discusso nei tallk show all'ora di cena o subito dopo. Qui dentro devi criticare, non devi cercare le ragioni da cui derivano i problemi criticati, tantomeno cercare di scrivere soluzioni di buonsenso. L'incipit di questo thread è un mio amico mi ha detto, ho detto tutto. Mi darete dello spocchioso, cosa che non sono assolutamente, ma pazienza.
In risposta al messaggio di Grinza del 17/09/2026 alle 15:16:11Anch'io non metto più piede là dentro.
Se va su extra vi saluto cordialmente e ricordiamoci che ci sono anche le bici
In risposta al messaggio di chorus del 17/09/2026 alle 15:25:26Anche io, il mio principalmente era un catxzeggio poi nella discussione si va oltre e diventa stress.
Anch'io non metto più piede là dentro. Si, infatti ci sono le bici, le mie amatissime bici. PS stavo guardando che le accise garantiscono un gettito di 26 miliardi (fonte Bilancio dello Stato - sito del MEF). Le dimezziamo?Forse è troppo, le riduciamo del 20%? Sono oltre 5 miliardi in meno .... li tagliamo dalla sanità? Dalla scuola? Questi sono i temi su cui discutere ... Che poi non ci sarebbe niente da discutere perché, coscienti di questi importi, staremmo tutti zitti e rassegnati.
In risposta al messaggio di Grinza del 17/09/2026 alle 15:39:06Posto che l'equilibrio economico è l'eguaglianza tra entrate e uscite, e che il guadagno si ha quando le entrate superano le uscite, sono arrivato alla mia veneranda età maturando questa convinzione:
Anche io, il mio principalmente era un catxzeggio poi nella discussione si va oltre e diventa stress. Tornando un attivo alla discussione Perché non esiste lo spending review? Il problema dei nostri politici, TUTTI, èche non gestiscono soldi propri e spendono senza mai capirne il motivo. Spesso ho sentito dire che ‘il budget va speso tutto altrimenti ce lo abbassano’ e mai di spendere solo quello che serve. Se non viene cambiata la tendenza non lo faranno mai, come diceva un grande, è la somma che fa il totale Il mi babbo, che era un saggio, mi diceva che volere è potere
In risposta al messaggio di chorus del 17/09/2026 alle 16:01:00Lo fece Monti ma il governo successivo, come ha detto, lo tagliò del tutto per non farsi strappare la giacchetta
Posto che l'equilibrio economico è l'eguaglianza tra entrate e uscite, e che il guadagno si ha quando le entrate superano le uscite, sono arrivato alla mia veneranda età maturando questa convinzione: - nel privato è faciletagliare i costi (uscite), molto più difficile incrementare i ricavi (entrate) - nel pubblico è difficile tagliare i costi (uscite), molto più facile incrementare i ricavi (entrate, cioè le tasse) Credo che se un amministratore pubblico avesse un gruzzoletto di avanzo, verrebbe tirato per la giacchetta da tutti. Spending review: nel pubblico non ci ho mai minimamente creduto. Mi piacerebbe avere a disposizione la serie storica della spesa pubblica: credo sia una funzione (una curva di un grafico, chiamala come vuoi) in costante crescita, anzi una curva che si impenna sempre di più.
In risposta al messaggio di chorus del 17/09/2026 alle 15:09:47Chorus: "L'incipit di questo thread è "un mio amico mi ha detto", ho detto tutto."
Tra un pò questo trhread verrà spostato in extra. Un suggerimento, caro Elletufo, non parlare di scienza delle finanze qui dentro (lo ricordo come un esame interessantissimo). Qui dentro, se non si parla di camper, si deveparlare di politica spiccia, si deve riportare cosa viene scritto sui quotidiani online politicamente schierati, meglio se si trova ispirazione da quelli citati su facebook, nonché da quanto viene discusso nei tallk show all'ora di cena o subito dopo. Qui dentro devi criticare, non devi cercare le ragioni da cui derivano i problemi criticati, tantomeno cercare di scrivere soluzioni di buonsenso. L'incipit di questo thread è un mio amico mi ha detto, ho detto tutto. Mi darete dello spocchioso, cosa che non sono assolutamente, ma pazienza.
In risposta al messaggio di chorus del 17/09/2026 alle 16:01:00I bilanci pubblici sono per definizione pubblici. È parimenti vero che l'utile non avrebbe senso.
Posto che l'equilibrio economico è l'eguaglianza tra entrate e uscite, e che il guadagno si ha quando le entrate superano le uscite, sono arrivato alla mia veneranda età maturando questa convinzione: - nel privato è faciletagliare i costi (uscite), molto più difficile incrementare i ricavi (entrate) - nel pubblico è difficile tagliare i costi (uscite), molto più facile incrementare i ricavi (entrate, cioè le tasse) Credo che se un amministratore pubblico avesse un gruzzoletto di avanzo, verrebbe tirato per la giacchetta da tutti. Spending review: nel pubblico non ci ho mai minimamente creduto. Mi piacerebbe avere a disposizione la serie storica della spesa pubblica: credo sia una funzione (una curva di un grafico, chiamala come vuoi) in costante crescita, anzi una curva che si impenna sempre di più.
In risposta al messaggio di archimede1 del 18/09/2026 alle 13:10:19Sono in Francia vicino a Sisteron.
Strategie industriali e riconversioni economiche: Grandi aziende energetiche (come l'italiana Eni) hanno deciso autonomamente di chiudere o trasformare i propri impianti per motivi di sostenibilità economica e pressionifiscali sulle emissioni di CO2. Diverse strutture storiche italiane sono state infatti dismesse o riconvertite in bioraffinerie (come avvenuto nei siti di Gela e Porto Marghera) per produrre biocarburanti. Con il petrolio che non viaggia più forse converrebbe tornare alle barbabietole per fare alcol da mettere nella benzina, Come fanno in brasile con la canna da zucchero.