In risposta al messaggio di masivo del 28/02/2026 alle 10:10:28Mettere sullo stesso piano una attività professionale(che tra l'altro deve avere una preparazione , aver superato un esame ed avere una certificazione, e che gono di una assicurazione obbligatoria)con una ludica( che in pochissimi casi si ha una preparazione, esame e certificazione oltre che assicurazione obbligatoria), non lo trovo onesto
Scusate ma vorrei portare la cosa, sul fattore fisiologico. L' uomo da sempre compie azioni che lo mettono in pericolo, in molte attività sia ludiche che professionali, ci sono dei pericoli e quando va male si può perderela vita. Quindi come in altri casi, perchè meravigliarsi se dentro i grandi numeri di molte attività, quindi anche nello sci, ci possano essere delle vittime? Che poi sia per incoscienza, caso o sfortuna, credo faccia sempre parte della fisiologicita'. Lo so il mio intervento è cinico, (deve essere l' età troppo avanzata che non mi fa meravigliare di niente) ma deriva anche da riflessioni personali, io di pericoloso faccio uso di moto in fuoristrada da sempre, in modo consapevole spesso supero i limiti di sicurezza, fa parte del gioco e non puoi barare, altrimenti devi cambiare gioco. Quindi alla fine è sempre il destino, fortuna o sfortuna a decidere se le nostre azioni porteranno o no a certe conseguenze.
purtroppo non siamo liberi ( lavoro impegni vari ) di andare aspettando il momento giusto.,neanche noi che abitiamo a una/due ore di dustanza .
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In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 28/02/2026 alle 11:07:14Scusa Silvio, non volevo mettere sullo stesso piano niente, il mio era un discorso in generale, se vogliamo filosofico, ovvio che ci sono differenze tra chi se le va cercare, chi soccorre, chi ha incidenti sul lavoro, ecc..
Mettere sullo stesso piano una attività professionale(che tra l'altro deve avere una preparazione , aver superato un esame ed avere una certificazione, e che gono di una assicurazione obbligatoria)con una ludica( che in pochissimi casi si ha una preparazione, esame e certificazione oltre che assicurazione obbligatoria), non lo trovo onesto
In risposta al messaggio di giorgioste del 28/02/2026 alle 12:28:30Tu andresti in moto senza casco, senza protezioni e con il meteo che avvisa che ci sarà un uragano?
Ok, ora smetto di andare in moto perché non sono un pilota professionista e ogni tanto qualcuno ci muore, anzi non vado neanche in auto o in camper per lo stesso motivo, altrimenti si può dire che me la vado a cercare.Non andrò neanche a sciare o a giocare a calcio o anche solo a fare due passi e neanche in città perché ogni tanto qualcuno ci rimane… ma visto che puoi succedere qualcosa anche in casa, me la sto comunque andando a cercare? Chi stabilisce qual è il confine tra il vivere e l’andarsela a cercare?
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 28/02/2026 alle 14:20:50Certo che no, infatti mi aspetto che chi faccia fuoripista sia attrezzato con arva, ecc…ma anche che pa priorità sia quella di soccorrere anche chi non ce l’ha, o se ha osato un po’ di più di quanto poteva permetterselo, come in un incidente stradale viene soccorso sia chi ha ragione che chi ha torto. Al limite ci si rivale economicamente.
Tu andresti in moto senza casco, senza protezioni e con il meteo che avvisa che ci sarà un uragano?
In risposta al messaggio di giorgioste del 28/02/2026 alle 17:18:51Cito te con cui concordo rispondendo però a tutti.
Certo che no, infatti mi aspetto che chi faccia fuoripista sia attrezzato con arva, ecc…ma anche che pa priorità sia quella di soccorrere anche chi non ce l’ha, o se ha osato un po’ di più di quanto poteva permetterselo, come in un incidente stradale viene soccorso sia chi ha ragione che chi ha torto. Al limite ci si rivale economicamente.