Eccomi sono io, arrivo fischiettando con la mia bici d'epoca...è stata il mio sogno da bambina, la vedevo in mano a mia zia, la curava la puliva la metteva al riparo e io, giorno dopo giorno, ho imparato ad amarla più di ogni cosa.
Quella bici che ora è mia è il mio vanto il mio orgoglio.
Mi piace passare qualche mezz'ora a grattare lievemente l'arruggine che la ricopre, delicatamente cerco di renderla più lucida ma anche lei ha la sua età ed è inutile fingere che sia nuova. Il suo aspetto riporta a fatiche lontane a corse su strade sterrate chissà quante avventure potrebbe raccontarci se solo riuscisse ad esprimersi...
Questa che vedete non è proprio la mia però è praticamente uguale.
Vorrei finire con una canzone che mi riporta nuovamente a quell'atmosfera calda e serena di quando, ragazza, incominciavo a vivere il mondo con la forza dei 20 anni.[:)]
http://www.youtube.com/watch?v=4cpX1ZjuaiA&feature=related
Poesia
Ps!! la mia è da uomo mannaggia che gaffe [}:)] quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 02/11/2010 23:41:38 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Meno male,meno male. MANCA UN MINUTO a mezzanotte e se non ti facevi "viva" io rimanevo di là e per sempre. L'ho scampata bella,ormai non bussano più tre volte alla mia porta almeno per quest'anno. Ho riposto il vestito nell'armadio,le scarpe nuove e strette e la ciotola che tenevo in grembo. Sono uscito "in piedi" dal gavone,tra l'altro fuori misura e sono qui vecchio ma arzillo. L'ho scampata bella e per un pelo. Aspetto i rintocchi di mezzanotte e inserisco...
quote:Risposta al messaggio di Mustang21 inserito in data 02/11/2010 18:46:37 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Caro Silvio, la tua "giornata lavorativa tipo" è ancora di quelle buone, molto buone, credimi! Che cosa dovremmo dire del povero LCDM, che in ottobre ha
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 03/11/2010 13:52:40 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>hei...hei...hei, Anna...ti sei fatta 7 giorni da sola a Madrid? certo...Reyna Sofia, guernica, dove in pochi metri quadrati vengono rappresentati, la sofferenza, il dolore, il massacro, è "l'essenza" di quello che il genere umano è stato, ed è, capace di fare. Abbiamo cercato di uscire dai canoni tradizionali, poco tapas, una sola volta, paella valenciana...molte insalate, alrimenti t'appesantisci e non "giri" più. Non sò perchè, ma, anche anni addietro, gli spagnoli mi prendono per uno spagnolo...e mi chiedono da quanti anni vivo in Italia, questo m'è accaduto molte volte, (non parlo spagnolo) quando presento i documenti. Quando faccio osservare che sono Italiano, nato e, vivo da sempre in Italia, non ci credono...boh...comunque, quattro ottimi giorni, viva Espana...ciao, Tony p.s.(qualcuno sà come si fà la "bisciolina" sulla "n" sulla tastiera??, grazie , ciao)
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 03/11/2010 16:05:09 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> "La leggenda dei monti naviganti": mò ce lo spieghi con parole tue (caffé letterario della piazzola? [:)]). IBS dice: "Un viaggio di settemila chilometri che cavalca la gobba montuosa della balena-Italia lungo Alpi e Appennini, dal Golfo del Quarnaro (Fiume) a Capo Sud (punto più meridionale della Penisola). Parte dal mare, arriva sul mare, naviga come un transatlantico con due murate affacciate sulle onde ed evoca metafore marine, come di chi veleggia in un immenso arcipelago emerso. Trovi valli dove non esiste l'elettricità, incontri grandi vecchi come Bonatti o Rigoni Stern, scivoli accanto a ferrovie abitate da mufloni e case cantoniere che emergono da un tempo lontanissimo, conosci bivacchi in fondo a caverne e santuari dove divinità pre-romane sbucano dietro ai santi del calendario. E poi ancora ti imbatti in parroci bracconieri, custodi di rifugi leggendari, musicanti in cerca di radici come Francesco Guccini o Vinicio Capossela. Un'Italia di quota, poco visibile e poco raccontata. Le due parti - o forse i due "libri", alla maniera latina - del racconto, Alpi e Appennini, hanno andatura e metrica diverse. Le Alpi sono pilastri visibili, famosi; sono fatte di monoliti ben illuminati e percorse da grandi strade. Gli Appennini no: sono arcani, spopolati, dimenticati, nonostante in essi si annidi l'identità profonda della nazione. Questo racconto di "monti naviganti" è cominciato sul quotidiano "la Repubblica" ed è diventato un poema di uomini e luoghi, impreziosito da una storia "per immagini" della fotografa Monika Bulaj, che ha seguito Paolo Rumiz in alcune tappe di questa avventura. " Adesso tocca a te spiegarci il tuo modo di fruizione. A me l'idea di vacanza la suggerisce sempre un libro! Stefano
http://www.youtube.com/watch?v=...