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L' ex piazzola del "Ritorno al Passato"

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20
ledipimma
ledipimma
01/02/2006 7807
Inserito il 20/11/2010 alle: 15:19:02
Vabbè se vi serve una mano ci sono anch'io ma solo oggi domani ho da fare altro[:D][:D][:D] Hai ragione Ugolone che brutta la solitudine[xx(]id="Comic Sans MS">id="size4">id="teal">
Mustang21
Mustang21
-
Inserito il 20/11/2010 alle: 15:44:09
quote:Risposta al messaggio di ledipimma inserito in data 20/11/2010  15:19:02 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Oh! che piacere,buon pomeriggio gentile ledipimma (anzi,meglio ancora Adriana...ho sbirciato[:)]) come mai da queste parti? non è mai stata ospite qui in piazzola, ma se per caso avesse voglia di passare da noi ogni tanto, sappia che la sua presenza sarà sempre gradita. Caffè,pasticcini,racconti e sorrisi non mancano mai... E per le nostre gradite ospiti,anche una rosa rossa a gambo lungo fresca di rugiada, tutte le mattine. Ecco,la prenda pure! E' per lei. [:)] Speriamo di rivederla presto,molto presto. Cordiali saluti Silvio(Mustang21)
20
ledipimma
ledipimma
01/02/2006 7807
Inserito il 20/11/2010 alle: 16:05:04
quote:Risposta al messaggio di Mustang21 inserito in data 20/11/2010  15:44:09 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Grazie accetto molto volentieri,non ho letto tutte le pagine precedenti ma ho capito che siete tutti molto "acculturati"io sono invece una nonnina COL camper mi piace leggere viaggiare (anche se sola purtroppo[xx(])navigare in internet e se possibile stare in compagnia ,non disdegno le tavolate (tanto criticate)e sto bene con tutti ,amo gli animali tanto che viaggio con una "cana" boxer femmina [:X] Purtroppo sto nel profondo nord est est che più nord est in Italia non c'è dunque lontano dalle solite rotte(tranne che per la Croazia[:D] Ciao a tutti ,Adriana[:)]id="Comic Sans MS">id="size4">id="teal">
Mustang21
Mustang21
-
Inserito il 20/11/2010 alle: 16:16:54
quote:Risposta al messaggio di ledipimma inserito in data 20/11/2010  16:05:04 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Sono contento... due rose rosse: una di benvenuto dagli amici di piazzola e una particolare da me [:)] Ciao Silvio
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ledipimma
ledipimma
01/02/2006 7807
Inserito il 20/11/2010 alle: 16:22:38
Grazieid="Comic Sans MS">id="size6">id="teal">
Mustang21
Mustang21
-
Inserito il 20/11/2010 alle: 16:22:47
Bene,bene...oggi sono contento in quanto una nuova amica è tra noi. Sono talmente contento che adesso vi posto la solita storiella demenziale del sottoscritto,come lettura della Domenica. E siccome Domenica pare sia umida e piovosa(senza pare)...vi ho preparato in piazzola delle comode poltrone, delle copertine di lana e le pantofole di panno... Caffè e thè sono sul fuoco e i biscottini aspettano impazienti di essere divorati. Buona lettura e buona serata. Ci sentiamo dopo cena,adesso il dovere mi chiama. Ciao a tutti. Ecco a voi...
IL COMPROMESSO STORICO
id="size6">id="red"> buona lettura...
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poesiadAmore
poesiadAmore
rating

14/09/2010 8274
Inserito il 20/11/2010 alle: 16:40:15
Benvenuta Adriana
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McKioto
McKioto
27/02/2008 3270
Inserito il 20/11/2010 alle: 16:45:11
Buonasera dal mio mondo ovattato da raffreddore intergalattico![:)] Non solo ho perso il senso dell'olfatto e del gusto, ma anche i rumori mi arrivano ovattati e la vista, con le continue lacrime è quasi annebbiata. Un mondo un pò diverso, meno irruente, un pò sognante ed infatti leggendovi, mi sono proiettata nel mondo delle mie elementari! Dalla terza in poi, ho avuto la fortuna di avere, per maestro, un uomo eccezionale, che amava il suo lavoro e lo svolgeva con passione. Un poeta, che a volte ci faceva prendere il quaderno delle poesie e lì, all'istante, ne componeva una, facile, comprensibile ma sempre bellissime. Anche all'avanguardia, per l'epoca, che già creava i gruppi di lavoro da affiancare ai meno bravi. Per me una grande esperienza, didattica ed umana; una persona il cui ricordo è assolutamente vivo. E pensare che se mia figlia avesse avuto un maestro, mi sarei preoccupata parecchio! Come sono cambiate le nostre ottiche. E come siamo diventati diffidenti nei confronti dell'esterno, colpa della tv che ci racconta storie inquietanti che non immagineremmo mai, come gli asili lagher o le scuole dell'orrore tra pedofilia, violenze ed abusi?! Per fortuna, i miei ricordi scolastici sono tutti positivi, con le medie dalle suore dove si studiava veramente, e devo dire che gran parte di quello che ancora oggi ricordo lo debbo ad una scuola severa ma efficiente. Non posso dire lo stesso delle medie di mia figlia, oggi in terza, con enormi lacune, tra insegnanti eccellenti ed insegnanti lavativi, scioperi e feste varie ed in più la riforma; ho la sensazione che senza il supporto di una famiglia attenta e disposta ad integrare o personalmente o con lezioni private, il livello di preparazione di questi studenti sarà veramente basso! Ed infatti, seguo personalmente i compiti di italiano e storia, con grande piacere, così sto ripetendo tanti argomenti a me cari (si parlava anche di Vittorio Alfieri qualche pagina fa)cercando di trasmettere a mia figlia l'amore che ho per la letteratura in generale. Le è stato difficile comprendere perchè mi piacciono tanto "I sepolcri" di Foscolo, dal suo punto di vista tetri e tristi ma...de gustibus non disputandum est. Ma è proprio nei sepolcri che c'è un verso a me molto caro che uso abitualmente "corrispondenza di amorosi sensi", così come un'altro bellissimo di Leopardi che ho fatto mio in più occasioni: "e il naufragar me dolce in questo mare". E quindi, dopo aver aprezzato la poesia di Ugolone vi regalo questa di Leopardi, immortale e senza tempo. Ciao Raffaella L'infinito Giacomo Leopardi «Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quïete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare»
Mustang21
Mustang21
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Inserito il 20/11/2010 alle: 16:45:50
Il Compromesso Storico ...id="size6">id="red"> Questa storiella la dedico agli amici che “abitano” il grande fiume e che lo conoscono nell’intimità e che del grandissimo Giovannino Guareschi ne sono gli estimatori. Come me! Una Domenica pomeriggio, cielo grigio su-foglie gialle giù. Nebbia fittissima, il grande fiume scorre placido e limaccioso verso il mare portandosi dietro racconti di piazzole ancora fiorite nonostante la brutta stagione. Non sono nato da quelle parti, ma quando voglio star solo con i miei pensieri vengo volentieri qui e passeggio lentamente; bavero alzato e mani in tasca. Il treno a vapore corre sbuffando tra gli argini …..mi accorgo di sognare, ecco si stavo proprio sognando. Stramuccato... sul divano guardo con un occhio solo e semiaperto, svogliatamente quello che propina la tv e cioè il niente, il vuoto e l’insulto pomeridiano suddiviso equamente tra le due ‘corazzate’ antagoniste della guerra all’ultimo ascolto del disgusto e oscenità. L’altro occhio è decisamente chiuso insieme alla metà del mio cervello, quella che è ancora in pausa- pranzo. Io che amante del sole, del mare e dell’aria buona, costretto alla lampadina e al chiuso in quattro mura che rappresentano per chi è di spirito libero, le privazioni della prigione. Il motocamper è in garage. Lo vado a trovare pensando di vederlo già pronto con il guinzaglio in bocca e il gavone scodinzolante pronto per la gita fuori porta. Invece è assopito e ronfa tranquillamente con il climatizzatore al punto giusto: ne caldo ne freddo; un teporino perfetto per non seccare le guarnizioni e non far ghiacciare le tubazioni.Mi avvicino lentamente per non disturbarlo e salgo piano dal lato guida sedendomi al manubrio-volante. Fermo, immobile! Giro la chiave e la sua faccia si illumina di rosso: I grandi occhi dei giri e quello della velocità sono socchiusi; lancette a zero. Il piccolo della miscela lampeggia giallo come per dirmi che bisogna già spendere, ancora prima di partire e quello della temperatura mi ricorda che fuori fa veramente freddo. Non importa dico io, facciamo un giretto almeno fino a Viadana per sgranchirci le gambe già ovalizzate causa il perdurare della lunga sosta. Telecomando schiacciato e basculante che si innalza verso il cielo lasciando entrare tutta la nebbia che aspettava fuori da ore e al freddo questo momento. Nella cabina aperta non si vede niente, ma sono esperto: so a memoria dove si trovano i pedali e le leve. Due grandi e uno piccolo al pavimento e due leve e l’acceleratore dietro il piccolo parabrezza: non mi posso di certo sbagliare. Cerco di infilare la chiave nel buco e qui fantasmi non richiesti escono prepotentemente tra la nebbia ricordandomi maliziosamente che non sono mai stato molto esperto in quelle situazioni. D’accordo che dovevo sempre farmi aiutare,ma il passare del tempo,la pazienza, l’affiatamento e la compassione tutto sommato mi hanno consentito una tranquilla e serena vita matrimoniale. Trovo la chiave e stavolta pure il buco giusto; con un sorriso scaccio dalla mente i contorti pensieri e metto in moto, ovviamente non senza prima indossare e allacciare bene il casco integrale provvisto di interfono, navigatore satellitare e tergicristallo intermittente manuale. Non parte al primo colpo e neanche al secondo. Devo scendere e dare con forza la pedata alla manovella di messa in moto e finalmente un denso fumo mi conferma l’avvenuta accensione. Tre o quattro colpetti di acceleratore e il motore prende i giri giusti per girare (come farebbe a girare senza i giri giusti, nessuno lo sa e a pochi importa) e mi appresto a partire. Metto le coprimanopole in lana d’angora color carota… e quindi anche se fa molto freddo lo sentirò sicuramente di meno. Aggiusto gli specchietti che purtroppo incrociando il mio viso si frantumano dallo spavento, ma ho il ricambio in tasca e provvedo alla sostituzione facendo un pit stop velocissimo degno del grande, famoso e vincente pilota che ero in gioventù. Il manubrio traballa un po’ per via delle gomme non ancora in temperatura; evidente che le termocoperte non avevano ancora fatto il loro dovere, svegliate di soprassalto così senza preavviso e considerando la bassa temperatura dell’asfalto il rischio di finire fuori strada alla prima curva era notevole. Rimango in prima percorrendo appunto la pericolosa svolta, poi davanti a me il lungo rettilineo invita a scaricare tutta la potenza dell' ErcoleGuzzi provvisto di oltre un centinaio di ronzini in nervosa attesa del rodeo scatenante. Arrivo alla fine del rettilineo in sesta ad oltre venticinque km/h e mi attacco ai freni: uno a pedale e l’altro a leva ma si sa che l’uno non compensa l’altro, anzi, lo esclude. La rotonda si avvicinava più minacciosa, sempre più vicina…tento una telefonata in Francia perché mi confermino il diritto di precedenza ma mi finiscono subito i gettoni e mi perdo la risposta. Cerco la staccata al limite facendo uscire tutto il ginocchio rotuleo strisciando con la saponetta per sentire meglio il contatto con l’asfalto e spostando tutto il corpo verso l’interno, ma di colpo mi parte l’anteriore sinistra e perdo l’arto in una siepe di rododendri che ‘rodevano’ contro di me. Tre testacoda in un attimo che pareva non finire mai. Poi di colpo il silenzio….e una nube nera, densa di mistero. Resti di motocamper sparsi nel raggio di oltre tremila chilometri confermano la caduta. Io non me ero neanche accorto e appresi la notizia della mia ‘dipartita’ attraverso un forum di Col dove tutti gli iscritti improvvisarono una gigantesca grigliata così da riuscire ad eliminarmi velocemente sulle ardenti braci piuttosto che a fuoco lento come stavano già facendo invano da alcuni mesi. Mi risvegliai: ero circondato da un pioppeto rosso ( si, rosso…avete letto bene) piante, erba e fiume rosso mentre il cielo era rosso (ma va?) Mi ritrovai seduto su una poltrona color rosso di bue….si anche i buoi erano rossi, così come i tori vincitori del mondiale e pure gli abitanti di tutta la provincia erano rossi…e chissà se troverò anche le giovani compagne mi domandai arrossendo un pochino. Ma ero solo, per fortuna la mia dolce bianca metà era rimasta a casa e forse non aveva ancora avuto notizie dell’incidente e quindi in sua assenza era abbastanza logico che cercassi tra le rosse una bianca (per chi non lo sapesse ancora, le compagne non sono rosse, sono bianche e pure bionde n.d.r) che mi avrebbe certamente riportato un po’ “su di morale”. Alla mia età ci vogliono emozioni forti per riportare su il morale quindi bacchettoni che non siete altro fatevi i morali vostri che è meglio…se ci riuscite ancora….) Tuoni, fulmini e saette….e assolo di batteria ad andamento lento. Davanti a me si materializza lui: il diavul in persona. Buongiorno dissi allungando amichevolmente la mano: Come sta? Non mi degnò di uno sguardo: prese il forcone a cinque punte e cominciò a trafiggermi... il gavone. Eh no! Risposi, non si fa, non si fa! Poi entra l’acqua e il concessionario non interviene, si lava le mani (altre infiltrazioni) e mi tocca pagare fino all’ultimo centesimo la riparazione e vista l’età non sono più neanche in garanzia. Si inforchi lei da solo e non mi rivolga più la parola! Io neppure la conosco e vuole già inforcarmi. Guardi che questo sport nei miei confronti era già praticato su di me da vivo: almeno adesso che sono in stand-by cerchiamo di preservarlo sto gavone: Non le pare? E’ già anche fuori peso e non vorrei che crollasse del tutto. Il diavul girò i tacchi e si allontanò seguito da un codazzo di camperisti che gli andavano dietro cercando di farselo amico dopo certi “comportamenti” terreni, anzi di sosta. Ho detto “farselo amico” e non “farselo!” anche se mi risultava che tanti camperisti invece di vendergli l’anima….gli avrebbero voluto vendere…. altro…! Non fa per me questo posto d’inferno dissi e cercai l’uscita d’emergenza in quanto il rosso portone era chiuso ormai con doppia mandata e da lì non si sarebbe mai potuti uscire. Cercai la freccia purgatorio ma l’avevano sradicata il giorno prima. Dietro una siepe di fragoline di bosco uno strano movimento mi fece sobbalzare. Intravvedo una bella compagna giovane, talmente giovane che il padre non gli aveva ancora parlato di politica. Bellissima, alta. Quel giusto magro ma con tutto il grasso al posto giusto: Biondissima naturale e per fortuna non ancora rifatta; due labbra sottili di color rosso delicato e i dentini bianchissimi e felici che si lasciavano accarezzare dolcemente dalla lingua, anch’essa sul rosso antico pur se giovane e ancora inesperta. Si avvicinò tremante cercando conforto nei miei occhi, notoriamente confortanti. La confortai prendendole dolcemente la mano: Com’e il tuo nome dolce e bella fanciulla? Mi chiamo Pepita. Pepita? Ma non sembra un nome russo, mi da più l’idea di yankee americano tipo cercatore d’oro del vecchio west. No,no…sono rossa verace. Mio padre tu l’hai conosciuto, eri un suo amico, anzi un suo grande ammiratore. Oh… basta là…dissi nel mio piemontese stretto. Chi sarebbe stato tuo padre? Mio padre era Pepito Sbazzeguti, ricordi? Il Giuseppe Bottazzi vincitore di dieci milioni al totocalcio, quel Peppone sindaco di Brescello grande amico-nemico di Don Camillo. Porca miseria se mi ricordo! Accidenti, quindi tu saresti la figlia del sindaco compagno coi baffoni? Eh sì, sono proprio la figlia. E scusami, come mai sei all’inferno? Perché tutti noi, prima o poi passiamo di qua…. E’ il nostro destino! Fino a poco tempo fa c’era anche il mio povero papà sai? Era finito anche lui subito all’inferno perché non aveva devoluto tutta la vincita al partito. Porca miseria, adesso capisco perché era così agitato e con la febbre a cinquanta quando ha saputo della vincita. E poi siccome qui sono tutti rossi e serviva un sindaco, hanno pensato a lui pover’uomo. Senti Pepita, ma hai notizie anche del mio grande amico Don Camillo? No, no lui non è qui! Questo lo immaginavo…Lui è ai piani di sopra! E sai se è ancora vivo? Certo che è ancora vivo! Ma da quando in qua, i preti se ne vanno! A tè pròpi rasùn dissi nel mio dialetto. Mi piaceva tanto Don Camillo con quell’incedere particolare con le mani dietro la schiena… schiena che nascondeva quel grosso bastone….. La presi per mano e scavalcando il solito finestrino del bagno, lasciato sempre aperto, ci ritrovammo al di là del muro di Berlino fuori portata dalle mitragliate che ci sventagliavano contro i nostalgici del regime. Eravamo di nuovo sulla terra e per di più vivi e vegeti. Io ancor di più vegeto: tutto merito della biondina che si stava innamorando del suo salvatore. Toh, che gradita sorpresa: Ci stava aspettando col motore duetempi acceso e in passamontagna scuro il mio fedele motocamper. Piangeva di commozione nell’avermi ritrovato svuotando tutta la vaschetta del tergicristallo. Gli presentai la ragazza e lui si coricò sul fianco come in un educato inchino alla signora: non gli riuscì il baciamano perché aveva ancora calzate le coprimanopole di pelo di coniglio e non sarebbe stato educato fare il solletico in quella circostanza oltretutto avendola appena conosciuta. Dopo le presentazioni e i soliti convenevoli ci accorgemmo che si stava facendo notte e il calar del sole unito alla stanchezza della dura giornata, delle forti emozioni e paure subite, ci costrinsero a cercare un giaciglio dove passare la notte. Ci apprestammo a cercare per la sosta un’ area consentita e far riposare le nostre membra assai provate dalla dura battaglia vinta contro il famoso diavul in persona e i suoi prepotenti camperisti aiutanti. Ci fermammo in una tranquilla piazzola lungo il fiume. Bellissima, tutta fiorita con il prato perfettamente rasato e al centro addirittura già il fuoco acceso. In un angolo, appoggiata alla maestosa quercia, una vecchia bicicletta. Passammo sotto l’insegna a fari spenti per non svegliare le piccole coccinelle itineranti e ci guardammo attorno estasiati dal constatare come fosse possibile l’esistenza ai nostri giorni di un posto così magico. Che romantico disse la giovin compagna abbracciandomi teneramente. Io che non mi sono mai fidato delle apparenze sollevai per un istante il soffice manto erboso alla ricerca di qualche serpentello che non manca mai nelle vicinanze di un fiume. Ci vennero incontro tre belle e giovani donne che guardando di traverso (secondo me, un po’ gelose) la bionda compagna, gli ficcarono in mano (in malo modo) e senza profferir parola alcuna il vassoio colmo di dolci ed il classico bicchierino di liquore alle noci, quale tradizionale benvenuto al viandante camperista pellegrino che si apprestava a passare lì la notte. A me niente! Neanche uno sguardo, ne una parola. Si vedeva lontano un chilometro che erano offese. Mi diedero di malavoglia un sigaro e una di loro, forse quella che una volta mi voleva più bene, mi allungò un bacchetto acceso. Le guardai negli occhi cercando, io stavolta, conforto ma mi accorsi ben presto che mi conveniva cambiare decisamente aria. Tentai un accenno di scuse ma non ne vollero sapere e ritornarono a sedersi alla reception in attesa dei soliti perditempo che ogni sera, chi con la chitarra, chi con le paste, chi con i sigari facevano notte fonda raccontando storie di antichi mestieri e di vita vissuta in una specie di “Ritorno al Passato” denso di commozione. Parlavano sempre sottovoce, educati e rispettosi. Ascoltavano in silenzio e prima di ritornare alle proprie case, alle proprie compagne si fermavano ancora un attimo a bere l’ultimo goccetto di rosso, inventandosi altre storie che avrebbero dovuto giustificare il più che tardivo rientro a casa. Mi apprestavo al sonno ristoratore dei giusti quando dalla finestra della reception le tre ragazze tutte insieme mi fecero un gesto; quello della mano portata all’altezza degli occhi che chiaramente intendeva dire: ci pensiamo noi ad avvisare tua moglie….ci pensiamo noi. Valà che appena torni a casa ti sistemerà per bene. Feci l’indifferente. D’altronde lo sapevano benissimo tutte e tre che ero molto orgoglioso, raccolsi i documenti, firmai la ricevuta e mi rifugiai in mansarda, nel mio motocamper e spensi subito la luce. Mi infilai sotto le coperte e le trovai stranamente alla giusta temperatura; un piacevole e naturale torpore mi avvolse all’improvviso e senza preavviso. Carramba che sorpresa! La Pepita mi abbracciò teneramente sussurrandomi tenere parole in dialetto che io non capivo ma che sempre più forti e sempre più veloci culminarono in un da, da, daaa, daaaaaaaaa! di sublime compiacimento. Pur non portando la tunica, avevo inventato nel mio piccolo una specie di “compromesso storico” e mi fu assegnato seduta stante, grazie a quella notte di Solidarnosc e Perestroika,il Nobel per la Pace. Ero riuscito a fondere il meglio di Don Camillo e Peppone in un unico valore a tutto vantaggio dell’armonia apolitica di quella piazzola non per niente chiamata “del Ritorno al Passato”. E il grande fiume che scorreva placido quella notte ne fu il silenzioso testimone. Al mattino le tre giovani donne, bussarono per augurarmi il buon giorno, come ai vecchi tempi. Scesi incredulo (viste le circostanze) ancora in bermuda e ciabatte di panno e colsi tre rose rosse di gambo lungo e le porsi gentilmente chiedendo ancora scusa. Arrivò all’improvviso anche mia moglie. Qualcuno (a) aveva fatto sicuramente la spia e chi se non le tre giovindonne titolari dello spazio erboso in questione? Vidi mia moglie che si avvicinava armata di mazza da baseball; lentamente…. Il suo sguardo era minaccioso e mi scansò decisa. Fece roteare la mazza con un’abilità a me sconosciuta. Si vede che nel frattempo si era abbondantemente esercitata. Io ero lì in piedi e con le mutande appese ad un filo…. Amore, non è come pensi! Tu mi conosci e sai benissimo che non ne sarei capace. Ma non piansi. L’avevo già fatto troppe volte e nel serbatoio non c’erano più lacrime ma solo un decilitro di grappa bianca da usare al bisogno in caso d’emergenza. La mazza smise di roteare e venne gettata nel fiume. Lei mi guardò teneramente dietro gli occhiali appannati ma subito non mi riconobbe. La coccinella nel frattempo svegliata, si arrampicò su per la manica e si posò sugli occhiali pulendoli con un soffice panno che si portava sempre dietro. La vista tornò limpida e il viso si distese. Mi abbracciò dicendomi che mi avrebbe perdonato, che tutto era dimenticato. Il tuo posto è qui con tutti i tuoi amici, con me. Non pensiamo al futuro e neanche alla distensione. Quando la vecchia vestita di nero busserà tre volte in piazzola allora ci prenderemo per mano e affronteremo insieme il lungo viaggio di sola andata verso i confini della realtà questa volta senza odio ne conflitti di colore. L’abbracciai cercando affannosamente un’altra rosa di gambo lungo, ma nella concitazione del momento trovai solo il gambo, sì lungo ma ahimè pieno di spine. Poi offrendo il fiore della pace gli dissi: Amore, credimi non è come pensi. Dal motocamper scese in rossa vestaglia la compagna rossa diventata bianca. Si fece silenzio: Le tre giovani donne incrociarono le braccia e mia moglie si avvicinò a lei prendendola per un braccio: Cos’erano sti lamenti notturni con mio marito? Eh, cos’erano? Venti di guerra si alzarono improvvisi. Silenzio di tomba. Gli avvoltoi si alzarono in volo pronti a colpire, addirittura le foglie smisero di strisciare sul prato e il placido fiume fermò la sua discesa verso il mare. Una sonora risata uscì dalla bocca rossa della bionda bianco rossa Ahahahahahah! Ci guardò tutti negli occhi continuando a ridere. Ahahahahahahah! Stanotte..e rideva... stanotte gridavo da, da, da, da, perché e rideva... gridavo da, da, da perché ero riuscita finalmente e al buio a mettermi lo smalto nelle unghie……ahahahah! Le tre giovani donne abbracciarono mia moglie e corsero verso la giovane compagna. La sommersero in un unico caloroso abbraccio. L’onore della famiglia era salvo, il compromesso storico pure, le corna rimasero appese al chiodo ed erano tutte felici e contente. Da lassù Don Camillo sorrideva commosso e si affrettò a riporre il bastone in quel vecchio baule pieno di ricordi che teneva in soffitta. Peppone si lisciò i grossi baffi e riunì subito il consiglio comunale. La parola d’ordine “distensione” sembrava aver dato veramente i suoi frutti……. Dietro la quercia un mio vecchio amico se ne stava tranquillamente in disparte assistendo alla scena e fumandosi il sigaro con lunghe e distese boccate.Mi guardò e strizzò l’occhio in segno di complicità. Lo smalto alle unghie? E scoppiò in una sonora risata…..da, da ,da,…….lo smalto alle unghie e rideva...rideva...rideva...lo smalto alle unghie...e rideva... Com’è bella la piazzola! CopyrightMustang21[:D]

Modificato da Mustang21 il 22/11/2010 alle 12:34:19
20
ledipimma
ledipimma
01/02/2006 7807
Inserito il 20/11/2010 alle: 16:46:49
quote:Risposta al messaggio di poesiadAmore inserito in data 20/11/2010  16:40:15 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Grazie anche a te[:)] id="Comic Sans MS">id="size6">id="teal">
18
McKioto
McKioto
27/02/2008 3270
Inserito il 20/11/2010 alle: 16:50:30
Il mio personale benvenuta ad Adriana Ledipimma, che ho avuto modo di leggere ed apprezzare molte volte in questo forum. Ciao Raffaella.
20
ledipimma
ledipimma
01/02/2006 7807
Inserito il 20/11/2010 alle: 17:04:03
quote:Risposta al messaggio di McKioto inserito in data 20/11/2010  16:50:30 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> A questo punto un GRAZIE collettivoid="Comic Sans MS">id="size4">id="teal">
zagor61
zagor61
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Inserito il 20/11/2010 alle: 18:46:49
La mia cordiale buonasera alle Regine della piazzola e aggiungo anche il mio benvenuto a ledipimma. Poi saluto tutti gli altri intervenuti. Quanti passaggi in piazzola oggi, mi piace. Il nuovo romanzo di CopyrightMustang21 me lo leggo con calma dopo la doccia. Intanto mi associo al rammarico per l’istruzione che viene propinata ai nostri figli, mi avete caramente riportato alla mente anche i miei anni di scuola. Avete già detto tutto, le colpe vanno distribuite tra insegnanti con il sei politico, per non oltraggiare gli studenti, e genitori convinti di avere figli ai quali nessun’altro “all’infuori di loro!” può insegnare qualcosa. Anna: il tuo è un mestiere bellissimo e difficile. insegnare non dico che dovrebbe essere una missione, ma certi maestri/professori andrebbero invitati ad occuparsi di altro, agricoltura per esempio. A casa usiamo la tecnica di Raffaella, controlliamo e ci prendiamo cura di quello che fanno a scuola, consigliando e collaborando se da loro richiesto. convinti, e lo siamo, che la famiglia sia fondamentale per la crescita dei nostri ragazzi! “fatti non pugnette” . Non è vero che gli adolescenti di oggi sono diversi da quelli di altri tempi. I nostri ragazzi sono intelligenti, tutti. sta a noi crescerli ed educarli e quando trovano collaborazione,fiducia, quando vedono che siamo interessati al loro mondo senza “invadere”, le cuffiette dalle orecchie se le tolgono! Lo so. Sono sicuro. Lo vedo. Poi un po’ di fortuna non guasta mai. Cordialmente Dottor divago Lorenzo
zagor61
zagor61
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Inserito il 20/11/2010 alle: 20:38:00
quote:Risposta al messaggio di Mustang21 inserito in data 20/11/2010  16:45:50 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Bellissima storia nume.. E’ così che ti abbiamo conosciuto, sagace, romantico, ironico e graffiante (ho finito gli aggettivi). E’ questa la veste in cui ti preferisco. Mi ricordi quello della prima storia: “Mariaaaaa te l’avevo detto di lasciare a casa il pareo quando andiamo in montagna!”… Complimenti Cordialmente Lorenzo
16
Ugolone
Ugolone
16/05/2009 2090
Inserito il 20/11/2010 alle: 21:23:31
Buona serata ,eccomi in piazzola a condividere un pò di tempo con voi.
zagor61
zagor61
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Inserito il 20/11/2010 alle: 21:39:13
quote:Risposta al messaggio di Ugolone inserito in data 20/11/2010  21:23:31 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Buonasera Ugolone, ben ritrovato...Quindi con te si apre in piazzola il "caffè letterario"...qualcosa da proporre?... Cordialmente Lorenzo
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Ugolone
Ugolone
16/05/2009 2090
Inserito il 20/11/2010 alle: 22:05:03
Non necessariamente, non vorrei tediare la piazzola. All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro? Piange il mio cuore come piove sulla città...

Modificato da Ugolone il 20/11/2010 alle 22:08:49
Mustang21
Mustang21
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Inserito il 20/11/2010 alle: 22:06:01
Eccomi amici,buon sabato sera. Arrivo di corsa in quanto ho appena finito di cenare (ho lavorato-si fa per dire-fino alle 19,45) e poi sotto l'acqua di corsa a casa. Ciao Lorenzo,grazie per le belle parole.Grazie davvero[:)] Ciao Ugolòn....alùra? Allora cosa giochiamo stasera? Scopa? Scala Quaranta? Tresette? Mì sùn chì...[:D]

Modificato da Mustang21 il 20/11/2010 alle 22:07:39
Mustang21
Mustang21
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Inserito il 20/11/2010 alle: 22:12:35
Ugolino, se il tuo cuore piange come la città...digli di smettere che son tùtt bagnà...[:D]
16
EmilG
EmilG
03/11/2009 4885
Inserito il 20/11/2010 alle: 22:12:46
Una sera autunnale nebbiosa e umida in una pizzeria del paese i soliti ciclisti si ritrovano per pianificare le prossime uscite primaverili. Si lo so, la primavera è ancora lontana ma meglio portasi avanti e tra proposte serie e proposte improponibili si discute del più e del meno e delle avventure ciclistiche passate. Poi come al solito si parla anche di fig..., siamo tutti uomini e non potrebbe essere altrimenti. Insomma il programma ciclistico primaverile é subito dimenticato e all'uscita Fabrizio spara la sua “ e se andassimo a Roma in bici da corsa?” Tutti lo guardano e senza bisogno di consultarci parte un coro di “ ma va a farti...” e un caloroso invito di cambiare fornitore. Passa qualche giorno e dalla tasca dei pantaloni Phil Colins canta “ I Wish It Would Rain Down “ Una canzone che qualche volta mi fa ritardare nel rispondere al telefono ma visto che chiama Fabrizio rispondo prima della fina della canzone “ pronti a partire “ rispondo “ ehi vecchio “ sento dal microfonino “ guarda che io e Mirco abbiamo deciso che al 25 Maggio alle 6 di mattina si parte per Roma, fatti trovare in piazza Walter con il percorso pianificato che noi ti seguiamo” “senti “ cerco di ribattere” lo sai benissimo che sono 3 anni che non mi alleno più in modo serio e poi lo sai che fino a Roma saranno minimo 750 km e non so quanto dislivello. E poi non posso prendere una settimana di ferie in quel periodo. “ chi ha parlato di una settimana” dice Fabrizio “ Partiamo venerdì mattina e arriviamo a Roma domenica sera e lunedì di pentecoste da noi é festivo, ergo con un giorno di ferie te la cavi” “ negativo “ dico io “ lo sai benissimo che io lavoro anche di sabato”. “Guarda che non puoi lasciarci andare da soli” ribatte Fabrizio “ ci perdiamo e poi ti fai dei scrupoli e lo sai benissimo che nessuno di noi non si é mai preoccupato di pianificare un percorso, l'hai sempre fatto tu nei giri importanti”. Effettivamente nel gruppo ho la fama di trovare sempre la via giusta, un dono naturale ereditato da mio padre e che ho visto trasmesso nei geni del mio figlio maggiore. “ No guarda Fabri che a parte lavoro, famiglia e balle varie come faccio a trovare un percorso ideale, lo so nelle mie zone e nelle Dolomiti trovo sempre un percorso ma andare a Roma é un altra cosa e poi come faccio ad allenarmi, siamo in pieno inverno e il 25 maggio é troppo presto per allenarmi a sufficienza per fare una cose del genere. E poi lo sai benissimo che io sono il tipo da MTB e la bici da corsa le uso solo per allenamento il stretto necessario.”” Ehi vecchio non tirare in ballo scuse che non reggono, ci hai portato nella foresta Umbra sul Gargano, ti ricordi tutti quei rovi che siamo rimasti senza camere d'aria di scorta e senza pezze e non potevamo neanche lamentarci perché avevamo finito anche l'acqua e la gola secca ci impediva di parlare. Ti ricordi sul Catinaccio che in 9 ore di bici abbiamo totalizzato 12 km di pedalata, il resto era bici in spalla su e giu per i sassi tra neve e nebbia, 5 temporali in un giorno e la grandine che faceva male in testa anche con il casco. Ti ricordi le pedalate in quota con la bufera di neve in Agosto in mezzo alle Dolomiti. Ti ricordi ….“ “ Si si che mi ricordo ma eravamo anche più giovani e poi” “ senti vecchio” dice Fabrizio ” devo lasciarti che ho clienti, ciao” e mette giu. Non faccio in tempo di ragionare e Phil Colins canta “ I Wish It Would Rain Down “ un altra volta, guardo il display e non ci credo, Mirco, che tempismo questi fettachioni si sono messi d'accordo ma questo lo sistemo io, con Mirco si puo ragionare penso fra me e me, lui capirà i miei ragionamenti “ ciao Mirco” rispondo senza che Phil Collins riesca a finire la canzone “ Ehi ragazzo” parte subito “ guarda che ti ho iscritto al spinning cosi non hai scuse che non riesci ad allenarti, ci sono i e Fabrizio a farti compagnia, a proposito alla prima lezione mi porti i 80 euro che ho pagato per te, guarda che dopodomani parte la prima serie.” “Grazie per il ragazzo” dico “ ma io volevo convincerti che non posso venire a Roma con voi” “ senti non tirare in ballo il solito discorso del lavoro e balle varie che anche noi lavoriamo e abbiamo famiglia” dice subito con un tono deciso. “ Si lo so ma voi al spinning ci andate alle 19 e lo sai che io prima delle 20 non posso essere li che lavoro fino tardi e poi ..” “ Senti ragazzo, noi abbiamo spostato l'ora di lezione alle 20 e 30 apposta per te e allora vieni e non fare storie che il 25 maggio devi essere in forma e non ci riesci se non inizi adesso, devo lasciarti che ho clienti, ciao a dopodomani”. Proprio due fetenti penso ma pensandoci bene la cosa mi attizza e inizio a ragionare sul percorso. Insomma per farla breve come mio solito pianifico il percorso e il 25 Maggio alle 6 in punto partiamo dal centro di Bolzano. Ma siccome a raccontare storie non sono bravo vi guardate il filmato per sapere come é andata a finire.

http://www.youtube.com/watch?v=...

ciao Emil PS Lo so Silvio che non centra con le carte ma per il mio ego era una carta vincente.
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