In risposta al messaggio di Elletufo del 06/08/2026 alle 14:59:54Il mondo lavorativo si divide in lavoratori dipendenti e lavoratori indipendenti.
@ Chorus …… ma dovrebbero rivolgersi ai sindacati. Correttamente per il verbo hai usato il modo condizionale. Chissà perché non lo fanno. Forse non vogliono finire come quelli del pulmino. ……. e il resto da impiegatucolopartita iva, ovvero precario a vita. Se hai dovuto subire la scelta della partita iva, perché non ti sei rivolto ai sindacati? Se invece é stata una tua libera scelta non puoi definirti precario. @Ecostar Schiavi ! no non va bene …….definire schiavi quei lavoratori stagionali che hanno scelto l'nfame caporalato……. Il caporalato non l’hanno scelto, lo subiscono. ……...ma questo caporalato e caporali rischiano tantissimo a tal punto che smetteranno……. Se così fosse non esisterebbero più mafia camorra ‘ndrangheta.. Ma purtroppo la filosofia dei suddetti si fonda su basi completamente diverse dalla nostra.
In risposta al messaggio di chorus del 06/08/2026 alle 15:46:18... guardi oltre buona giornata!
Il mondo lavorativo si divide in lavoratori dipendenti e lavoratori indipendenti. Se non esistessero i secondi, non esisterebbero nemmeno i primi, dunque la loro esistenza dovrebbe essere apprezzata. Indipendenti (ma condipendenti) che vengono sistematicamente bersagliati: di tasse, di adempimenti e di responsabilità. Ed infine, guardi il lato positivo di questi indipendenti, ce ne sono centinaia di migliaia, forse qualche milione, che sono dei datori di lavoro esemplari, che ogni fine mese litigano con il proprio portafoglio per garantire gli stipendi dei loro apprezzatissimi collaboratori. Certo che se lei continua a portarmi l'esempio dei caporali non ci capiamo, guardi oltre buona giornata!
In risposta al messaggio di chorus del 06/08/2026 alle 15:46:18
Il mondo lavorativo si divide in lavoratori dipendenti e lavoratori indipendenti. Se non esistessero i secondi, non esisterebbero nemmeno i primi, dunque la loro esistenza dovrebbe essere apprezzata. Indipendenti (ma condipendenti) che vengono sistematicamente bersagliati: di tasse, di adempimenti e di responsabilità. Ed infine, guardi il lato positivo di questi indipendenti, ce ne sono centinaia di migliaia, forse qualche milione, che sono dei datori di lavoro esemplari, che ogni fine mese litigano con il proprio portafoglio per garantire gli stipendi dei loro apprezzatissimi collaboratori. Certo che se lei continua a portarmi l'esempio dei caporali non ci capiamo, guardi oltre buona giornata!
In risposta al messaggio di bruno it del 06/08/2026 alle 23:03:53hai ragione ma considera che la GLOBALIZZAZIONE ha cambiato le regole (purtroppo) quindi gli imprenditori onesti fanno sempre più fatica a stare sul mercato
Sono confuso, credo che il topic mi abbia riportato indietro nel tempo (per quanto mi riguarda fine anni '60, primi '70), quando anche un diploma valeva qualcosa e se venivi assunto facevi tre mesi di prova e poi con relativatranquillità progettavi un tuo futuro (magari sposarti e mettere su casa, addirittura fare figli...incredibile!). Oppure mi trovo in un mondo parallelo!? In questo caso aiutatemi per favore, qualcuno mi indichi un portale, voglio ritornare nel mio tempo, XXI secolo...Lo sò, è un postaccio, con lavoro che quando c'è è a durata prestabilita, con sindacati resi innocui perchè la scarsità di posti fissi, la crescita della precarietà e i salari bassi ne limita i poteri. Quando il lavoro manca o è instabile, i lavoratori hanno più paura di perdere l'occupazione e denunciano meno gli abusi ecc. ecc...ma chi se ne frega, io sono in pensione! Bella la frasetta: Il mondo lavorativo si divide in lavoratori dipendenti e lavoratori indipendenti. Se non esistessero i secondi, non esisterebbero nemmeno i primi... ....e viceversa, remember Menenio Agrippa e la metafora del corpo umano? Bruno