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L' ex piazzola del "Ritorno al Passato"

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Mustang21
Mustang21
-
Inserito il 28/10/2010 alle: 15:44:03
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 28/10/2010  13:00:52 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Buondì Sciùra Anna (per i non milanesi: Sciùra=Signora=ma anche Signora ricca) che guarda caso corrisponde perfettamente al profilo di Anna [;)][:D] Com'è andata con il socio? Pace? Sperèm! E per domani...sappi che tutti gli esami sono antipatici e...non finiscono mai... Magari saranno quarantacinqueminuti di paura...ma poi...l'arcobaleno si alzerà nel cielo terso e tu tornerai a sorridere [:)] A presto Silvio

Modificato da Mustang21 il 28/10/2010 alle 15:45:26
Mustang21
Mustang21
-
Inserito il 28/10/2010 alle: 20:32:34
Ciao ragazzi me ne vado a cena,finalmente! il mio stomachino delicato è sofferente perchè da stamane alle cinque non ha più ricevuto.... visite.[V] Passo un attimo in piazzola per vedere se riesco a racimolare qualche avanzo. Sarà difficile...conoscendovi ! [:D][:D] A dopo [:)] Silvio
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annapasqua
annapasqua
rating

19/11/2009 3808
Inserito il 28/10/2010 alle: 20:45:39
Silvio le sciure non stanno a tirar la carretta, loro il camper lo usano, loro. il mio sta da troppo tempo decorando un prato: tra un po' me lo usano le talpe e le marmotte come condominio
zagor61
zagor61
-
Inserito il 28/10/2010 alle: 21:02:20
Buonasera a tutti. Io la cena l’ho finita ora. Passo in piazzola a sistemare il mio posto, domani ritirerò il camper che ho portato in assistenza per dei lavori (il rumore che potete sentire è quello della carta di credito che si sta suicidando alla notizia, e la faccina, che non so mettere, avrebbe un occhio nero). Vi devo confessare che accendere il pc, entrare nel forum e cliccare “la piazzola” è un’abitudine che mi sta intrigando. E’ un po’ come quando ti infili le ciabatte quando rientri dal lavoro, oppure i doposci dopo una giornata sulle piste. Insomma, è un piacere avervi incontrato. PS. Sciura Anna.. in bocca al lupo per il "tagliando". Cordialmente Lorenzo
Sicilia in camper a settembre
Sicilia in camper a settembre
Alla conquista del Baltico, in camper
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Luglio 2022: Alsazia, Lorena e Normandia
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Finlandia in camper
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Viitasaari, il comune dei 630 laghi
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Spazio12
Spazio12
02/09/2007 1413
Inserito il 28/10/2010 alle: 23:11:03
Un cordiale saluto a voi tutti, ringrazio dell'invito Mustang21 ... spero di non disturbare ... entro in punta di piedi con un panino in mano (come facevo quando viaggiavo in tenda) [:)][:)][:)][:)]... Mi chiamo Marco e sono della profonda terra del sud ... Cordialmente Marco
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Panzer
Panzer
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31/05/2005 14933
Inserito il 28/10/2010 alle: 23:23:28
quote:Risposta al messaggio di Spazio12 inserito in data 28/10/2010  23:11:03 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> profonda? ma quando mai ? mich
Mustang21
Mustang21
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Inserito il 28/10/2010 alle: 23:41:44
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 28/10/2010  20:45:39 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> "Da troppo tempo mi sta decorando un prato: tra un po' il mio camper lo usano le marmotte e le talpe come condominio" E poi dicono che i camperisti non hanno coscenza ecologica![;)] Anna: Sciùra sempre! anche a camper fermo.
Mustang21
Mustang21
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Inserito il 29/10/2010 alle: 00:14:48
quote:Risposta al messaggio di zagor61 inserito in data 28/10/2010  21:02:20 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> "entrare nel forum,cliccare "la piazzola" è un'abitudine: è un po' come quando ti infili le pantofole rientrando dal lavoro"id="size2">id="green"> Senti Lorenzo,questa è una delle più belle frasi che io abbia mai letto: è un grande complimento per tutti noi e ti ringraziamo molto. Sono esterefatto: ed è stata scritta senza neanche conoscerci. Ma allora non sto sognando,dimmi che non sto sognando. Il desiderio di trovarci un giorno tutti in un abbraccio non più virtuale,allora si sta avverando. Era il mio sogno quando circa un mese fa ho iniziato a frequentare il forum cercando di creare uno spazio diverso dagli altri,ma ero scettico,molto scettico. Invece mi sto accorgendo che stiamo per diventari amici veramente! Un po' come se da poco seduti sui banchi di scuola,ragazzi e ragazze mai visti prima, timidamente si conoscono,si parlano,si capiscono e giorno dopo giorno nasce un'amicizia,una di quelle vere che non si dimenticano mai più. Per poi ritrovarci magari tutti insieme per una pizza,per ricordare le cose belle di un tempo quando stavamo veramente crescendo insieme,in piazzola....come a scuola! Ora abbiamo smesso di crescere,ma nulla vieta che possiamo anche "invecchiare",insieme! Già un "ritorno al passato"... Non ci posso credere! A sessant'anni non potevo più crederci. Lorenzo,dimmi che non sto sognando. Silvio
Mustang21
Mustang21
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Inserito il 29/10/2010 alle: 00:30:10
quote:Risposta al messaggio di Spazio12 inserito in data 28/10/2010  23:11:03 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Ciao Marco,un caloroso abbraccio di benvenuto da parte mia e di tutti noi. Tu non devi "entrare in punta di piedi", tu devi entrare in piazzola cantando, magari una canzone della tua profonda terra del sud, come la definisci. La nostra (e tua) piazzola è uno scambio di cultura, di gastronomia, di enologia e di erboristeria,come avrai letto. Io ne sono il garante di questi "scambi",tutti noi abbiamo tanto da dare e altrettanto da ricevere. Non esiste nella nostra piazzola ne il nord ne il sud, ne la politica che li vuole dividere; esiste solo la nostra Italia e noi dobbiamo dire al mondo che siamo fieri di essere italiani. Il prossimo anno ci sarà il 150° anniversario dell'unità d'Italia. Noi in piazzola l'abbiamo già anticipato e festeggiato. Benvenuto camperista italiano! Silvio
Mustang21
Mustang21
-
Inserito il 29/10/2010 alle: 00:44:27
Sono le 00,45 di un nuovo giorno: il 29 Ottobre 2010 e il primo pensiero di questo nuovo giorno è per Anna In bocca al lupo,cara Amica mia.[:)] Silvioid="size4">id="green">

Modificato da Mustang21 il 29/10/2010 alle 00:45:34
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McKioto
McKioto
27/02/2008 3270
Inserito il 29/10/2010 alle: 09:53:40
Buongiorno a tutta la piazzola e benvenuto a Marco, anche lui sudista! Il sole è alto nel cielo di Napoli e le previsioni, dalle nostre parti, sono buone; per cui o per quindi, lascerò la piazzola per questo ponte. Spero che anche gli altri amici vadano in giro con il loro camper ed a Silvio e Luisa auguro un w.e. di relax e cucina napoletana![:)] Anna, siamo tutti con te. Buon divertimento a tutti, ciao Raffaella.
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annapasqua
annapasqua
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19/11/2009 3808
Inserito il 29/10/2010 alle: 10:25:18
ben arrivati a tutti i nuovi: fatto buon viaggio? ci avete trovati in fretta? stavamo per mettere le striscie rosse per tenervi il posto, ma meno male che non sono servite, altrimenti chi li ssentiva gli altri? qui ha da passà lo iourno (perdono Raffaella). gli esami a milano, quando coinvolgono macchine grosse, si fanno quasi 24 ore su 24, quindi...arriverà sera. vi ringrazio della vicinanza, sarò meno sola dentro la bestia, vi penserò tutti lì a tenermi la manina.
Mustang21
Mustang21
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Inserito il 29/10/2010 alle: 10:29:15
Buongiorno cari amici della Piazzola del "Ritorno al Passato" Oggi è una bella giornata di sole, pur se abbastanza fredda da dover accendere il fuoco. Ho ultimato la mia ultima fatica "demenzial-letteraria" e con piacere ve la faccio leggere. Servirà per tirarvi un po' su il morale perchè il week end,purtroppo, sarà piovoso e nevoso, almeno per mezza penisola.
PREMESSA
id="size3"> Il racconto che vi progongo è sì allegro e divertente,ma forse rispecchia certe verità che tutti noi abbiamo provato nel nostro girovagar in camper. Silvestre è tutti noi nel bene e nel male.Resta l'amarezza che avendolo finito di leggere certe tragiche situazioni non saranno purtroppo solo racconti di fantasia, ma lo scontrarsi con la realtà che tutti abbiamo provato:la superbia e l'arroganza oltre al fatto che tanti,troppi purtroppo, per falso senso di solidarietà, accoglienza, generosità e...convenienza, hanno permesso che certa gente dimenticasse troppo presto i doveri che si hanno quando si è ospiti,non sempre graditi, nella nazione ospitante. Quando parlo di "divise" non intendo assolutamente sminuire ne l'alto senso civico, ne quello del dovere e dell'abnegazione di chi è fiero di indossarla.Ci mancherebbe! Come in tutte le famiglie ci sono delle "pecorelle smarrite",che siano in divisa o no, che portino o meno la fascia tricolore sul petto. Sono una minoranza? Per fortuna sì! Guai se così non fosse: i nostri camper resterebbero sempre chiusi a doppia mandata nel rimessaggio.E sarebbe la fine! Purtoppo tutti noi siamo stati a volte testimoni diretti di certi arroganti atteggiamenti nei confronti di chi porta in giro un camper e soprattutto una famiglia. Non abbiamo acquistato il camper per risparmiare,tutt'altro.Con tutti quei soldi, per non parlare di debiti e mutui, avremmo potuto passare anni e anni di spensierate vacanze nella pensioncina o nell'agriturismo preferito. Ma non volendo vedere sempre la solita prospettiva e il desiderio di conoscere nuovi mondi e nuovi abitanti ci ha fatto scegliere di essere nomadi,erranti,itineranti.E non come ha scritto qualche fenomeno di giornalista, che noi camperisti siamo la vergogna degli zingari! Silvestre voleva imparare da noi terrestri come predisporre, nel suo lontano pianeta, una specie di area di accoglienza. I camperisti galattici ( e lo saremo presto anche noi )hanno necessità di un approdo sicuro e confortevole,senza essere assolutamente discriminati ne vilipesi,per il solo fatto di aver scelto un proprio stile di vita. C'è riuscito? A voi la risposta. Buona lettura Silvio
Mustang21
Mustang21
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Inserito il 29/10/2010 alle: 10:39:45
quote:Risposta al messaggio di McKioto inserito in data 29/10/2010  09:53:40 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Buongiorno Donna Raffaella, ma hai visto le previsioni meteo? Per Domenica e Lunedi, anche in coppa o Vesuvio non ci sarà il sole. Certo non come da noi che addirittura è prevista neve! Comunque io vi farò leggere il nuovo racconto che ha due grossi vantaggi: il primo è che vi farà sorridere un pochino (lo spero) e il secondo che avete un mezzomatto in piazzola. E siccome ne basta uno....tutti voi non avrete più bisogno ne di antidoti ne di vaccinazioni[:D] A presto,molto presto!...purtroppo per voi| [:D] Mezzomattosilvio
Mustang21
Mustang21
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Inserito il 29/10/2010 alle: 10:49:31
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 29/10/2010  10:25:18 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Buongiorno Sciùra Anna sai che indosso anch'io un camice bianco e grazie a questo, in mattinata sono andato a far due chiacchiere con la bestia e l'ho sistemata per bene. Mi ha promesso che sentirai solo un rumore un po' forte, un "giramento" un po' come quello del motore di un camper d'occasione, avanti con gli anni. L'ho controllata da cima a fondo: funziona perfettamente. Funziona talmente bene che mi ha comunicato con molto anticipo ( a me e solo a me) l'esito della tua visita! Nel referto c'è scritto:...attenta a non far indigestione di linguine ai frutti di mare. Ho già avvisato Raffaella,Domenica ci vediamo tutti giù da lei. Non per niente è il giorno dei Santi! Un abbraccio Silvio
Mustang21
Mustang21
-
Inserito il 29/10/2010 alle: 11:34:15
Mustang21Silvio Entertainment PRESENTA SILVESTRE…...IL CAMPERISTA EXTRATERRESTRE Data astrale 2049 punto 5 virgola 21. Questa è la storia vera di Silvestre, il camperista extraterrestre che veniva da una galassia molto molto lontana, addirittura oltre la seconda stella a destra. Salì sul suo camper subatomico e decise di fare un “saltino” dalle nostre parti per scambiare quattro chiacchiere. Voleva aprire sul suo pianeta, un’area attrezzata o addirittura un campeggio e per imparare, decise di materializzarsi tra noi camperisti terrestri e riuscire a carpire le nostre abitudini dell’ abitar viaggiando. Aveva sembianze umanoidi e non era neppure di colore verdastro come veniva dipinto dai piccoli terrestri che si apprestava a conoscere di persona. Non conosceva ne la Terra ne il nostro ‘bel paese’ che lui studiò a scuola pensando fosse un particolare tipo di formaggio e neppure i suoi abitanti, così strani e malvestiti, almeno secondo i canoni stilistici del suo pianeta. Già, perché osservandoli mentre si facevano la doccia, aveva notato che erano dipinti in tutto il corpo con strani disegni e tatuaggi ed infilzati da incomprensibili appendici metalliche lucidate di varie forme e natura che li rendevano ripugnanti alla vista, al tatto e pure all’olfatto. Ricorda di aver visto tanti anni fa un vecchio film dove le terrestri (non conoscendole non poteva chiamarle donne) erano figure bellissime con la pelle color di luna che si esibivano per oltre nove settimane e mezzo davanti al terrestre seduto di fronte con lingua penzolante e occhio bollito. Lui, le terrestri (donne) le ricordava eleganti, candide e vestite di un corto vestitino di raso bianco che stava attaccato al curvilineo e affascinante corpo con solo due sottilissime spalline di leggerissimo tessuto, che muovendosi all’unisono rappresentava la sublimazione del desiderio sessuale umano, almeno a giudicare dallo strano comportamento di tutti gli spettatori , che seduti in sala si ritrovarono improvvisamente inumiditi senza che neppur una goccia d’acqua piovesse dal cielo. Ricorda anche che i terrestri (uomini) erano piuttosto alti, con lunghi capelli biondi o neri col codino, ma con la pelle naturale e non così martoriata. Rimase un attimo interdetto e pensò che nel suo pianeta l’evoluzione della specie c’era già stata, nel senso che anche loro una volta strisciavano come sgraziati serpenti in mezzo agli infuocati vulcani, ma poi in pochi miliardi di anni luce, piano piano alzarono il baricentro fino a conquistare quella stazione eretta della quale andavano veramente orgogliosi. Non poteva quindi capire, come mai i giovani maschi terrestri avessero invece l’atteggiamento opposto, nel senso che li vedeva trascinare i piedi, ricurvi in avanti, con il cavallo dei pantaloni perennemente abbassati quasi a sfiorare il terreno, senza necessità alcuna, in quanto non essendo neanche superdotati, facevano saltellare svogliatamente i miseri organi riproduttivi in una processione di ‘cari estinti’ per niente elegante. Le ragazze terrestri invece avevano sempre il bottoncino per la connessione in bella vista, nonostante le stagioni fredde e gli stessi pantaloni portati a mezz’asta come i maschi, ma obbligate per solidarietà a farne gratuita pubblicità, mettendo in mostra la mutanda con “targa posteriore” dove al posto della provincia e dell’anno di immatricolazione, compariva il marchio del furbo stilista di turno. Silvestre ripensò ai vecchi filmati di abominevoli uomini della caverne e capì in quell’istante che l’umanità che si apprestava a conoscere, aveva deciso di ripercorrere a ritroso quel percorso nel tempo. Ricordò anche di una scena trasmessa dalla tv intergalattica dove un terrestre alto, slanciato, scuro di capelli, vestito con pantalone nero aderente e con camicia bianca aperta sul villoso petto, stringeva forte a sé la sua bella e affascinante compagna in calze nere, tacchi a spillo e candida camicetta aperta sul conturbante seno; capelli raccolti all’indietro e gambo lungo di rosa rossa in bocca, in un sensuale coinvolgimento aereo fatto di scatti, frenate e violente ripartenze che volevano significare la massima espressione sensuale e sessuale di veri uomini e di calde femmine: Era il tango e lui non poteva ovviamente saperlo. Invece ultimamente queste verità in televisione non le notava più, abbastanza sconvolto dall’inusuale, per lui, equivoco rimescolamento ormonale dove i corpi femminili si incrociavano con quelli maschili scambiandosi ruoli e parti in una simbiosi senza fine. E non capiva, non poteva capire! Aveva notato però, da alcuni recenti filmati televisivi, una razza umana un po’ particolare. Ne aveva studiato per anni le caratteristiche, le abitudini, le fattezze e le movenze: era la razza dei camperisti! Silvestre ne era rimasto affascinato e divertito. E volle a tutti i costi incontrarli nel loro habitat naturale: l’area attrezzata.Appunto! Il suo camper subatomico impiegò alcuni anni luce e finalmente posò le ovalizzate ruote sul suolo terreno. Era il 14 agosto 2010 nel calendario italiano: l’anno del porco, in quello orientale. L’orientamento del navigatore stellare subì un’avaria e si ritrovò fermo e incolonnato sull’autostrada A4 Torino-Venezia dalle parti del passante di Mestre all’ora di pranzo. Rimase sconvolto! Ottantasei chilometri di coda con a destra autotreni carichi di suini, galline e bovini. Autobus di stravaganti signore, tutte dirette in frontiera, che in un incomprensibile linguaggio gesticolato chiedevano ,le anziane, da bere e le più giovani di poter svolgere l’antico mestiere! Autoarticolati con enormi serbatoi di benzina già incandescente con gli autisti che si scambiavano di corsia buttandosi le cicche accese addosso. Un trasportatore veneto si ricordò cosa stava trasportando nella cisterna e collegò un lungo tubo che portava di tanto in tanto alla bocca. Dal colore della faccia e dal serpeggiamento si intuì che il prosecco stava facendo il proprio dovere. Nella corsia centrale, vecchie e stracariche peugeot 504 e fiat 124 prima serie, alloggiavano all’interno intere famiglie di colore indefinito, quadrupedi più o meno pelosi non affatto domestici, pappagalli siberiani e gatti vicentini, non ancora cucinati per fortuna. I portapacchi prelevati all’ Ikea e mai restituiti contenevano intere cucine, camere da letto e alcuni wc in ceramica con relative tubature a gomito e guarnizioni di ricambio. I materassi a molle sporgenti sistemati in alto, pronti ad essere scaricati nella piazzola dell’autogrill per un meritato riposo. I pannelli a messaggio variabile dislocati lungo l’autostrada segnalavano: traffico regolare e consigliavano di allacciare le bretelle. A volte compariva anche la temperatura reale: 54° all’ombra. Nessun messaggio di code varie e vaccinare. Niente di niente e i casellanti chiusi dentro a doppia mandata incassavano più insulti che quattrini. La corsia di sinistra era tutta occupata da una fila interminabile di camper, tutti rigorosamente con la veranda abbassata. I bambini giocavano a palla e alcuni si divertivano a saltellare sui cofani altrui giocando ai quattro cantoni, ricevendo insulti talvolta anche in rima…….I mariti in barba lunga, cappellino della champions league, portato di sguercio, canotta fullcolor sudata arrotolata sulla ricurva panza, calzoncini all’inguine e calzini corti su ciabatta in tinta e perenne stuzzico di legno di traverso in bocca, con il cofano alzato facevano finta di controllare l’olio motore, ma in verità ‘attaccando bottone’ con la biondona di fianco. C’è sempre una biondona di fianco ad ogni camperista! Le mogli erano intente a preparare la pasta col sugo rosso, gridando poi ai quattro venti quando la cottura era ultimata. Le suocere pettinavano le barbie sognando la gioventù che ahimè non torna più e qualcuno strisciava di nascosto sotto i telai divertendosi ad aprire a tradimento tutte le valvole che incontrava, per poi arrabbiarsi con i colleghi minacciando di denunciare su COL certi ‘comportamenti’. Le ragazzine si messaggiavano velocemente senza mai alzare lo sguardo, pur sapendo che l’amica del cuore era a mezzo metro di distanza e i coetanei maschi erano intenti a fare la gara a chi ‘ innaffiava’ più lontano, ovvio sull’opposta corsia. Da lì le previsioni meteo sbagliate: da una parte sole splendente e di fronte pioggia insistente….In quella d’emergenza un’interminabile fila di motociclisti, a trecentosessanta all’ora, tutti con la freccia a destra accesa, facevano finta di dover uscire al casello più vicino. Ogni tanto qualche camperista fermo da ore apriva di scatto la portiera per controllare se era vero e si ritrovava il motociclista in casa chissà perché senza la moto, che con aria stanca diceva: anche lei va dalle mie parti? Facendo finta di conoscerlo! Un gruppo di amici camperisti diretti ai campeggi nudisti istriani, si vantavano dicendo che loro in vacanza, in un mese, non mettevano mai neanche una volta le mutande, neppure per andare in città sull’autobus ma che regolarmente si vestivano per andare in acqua a fare il bagno, così evitavano di scottarsi! Silvestre era affascinato da quanto stava vedendo e pure vivendo. Lui si era mimetizzato per non farsi riconoscere in una duecavalli attrezzata a camper, senza tettuccio e senza vetri; dipinta di coloratissimi fiori con stampato sulla portiera il simbolo della gioventù degli anni settanta e cioè: Peace not war -fate l’amore e non la guerra- free love- e menate varie e si era dovuto ‘trasformare’ in essere umano, ovviamente per non destare sospetti. Di fronte a lui due ragazzi romani erano intenti a farsi una fumatina. Di colpo uno disse: Ahòo ,che ciai a coca? E l’altro rispose: Nò, me cucina mi madre!! E Silvestre non capì quello strano dialetto, ma registrò tutto, come un bravo scolaro attento al tema del giorno. Che siano i Cesaroni? Ricordando di aver visto su Marte la prima puntata! Chiese a un tizio con mansardato sproporzionato. Ciao, dove vai di bello in vacanza? Da nessuna parte, sono qui dall’anno scorso e sto tentando di rientrare a casa. A casa? Ma dove abiti? A Mestre, rispose lui, a due chilometri circa. Difatti vado al lavoro tutte le mattine e la sera rientro qui in camper, ma oggi che è la vigilia l’ufficio è chiuso e ci facciamo una grigliata qui, in corsia. Mia figlia va a scuola e anche lei con gli skates va su e giù come i pendolari. Ah però! rispose Silvestre e la sua signora? Mia moglie “ lavora “ sul camper; sa per arrotondare e con tutto questo movimento mettiamo via dei bei soldini! Ma non si vergogna? Neanche un po’! Lei si sente realizzata, tutti l’apprezzano e impara pure le lingue! Le lingue?, eh già! Sa, al giorno d’oggi se non sai le lingue non vai da nessuna parte! Silvestre era sempre più contento di essere “atterrato” da quelli parti. Aveva studiato che il nordest era una regione italica ricca ed operosa ma non credeva che la produzione del reddito fosse così particolarmente sentita. Decise che doveva visitare altre parti di questa bella penisola e chiudendo gli occhi sparì in una nuvola di fumo senza lasciare traccia. Ciò i poteri….disse contento! Si ritrovò sulla SA-RC e atterrò con il suo camperino 2CV in una profonda buca. Erano in trentasette, tra camper e roulotte. Lo accolsero con un boato di giubilo. Trentotto! gridò uno seduto al tavolo. Tombola! si sentì dal fondo: Maronnammia che fortuna! Un camperista norvegese che andava in ferie in Sicilia era lì in quella buca da ben nove anni e con i soldi vinti alla tombola poté finalmente pagarsi il viaggio aereo di ritorno e le spese per il recupero. Era felice come un bambino: Abbracciò e baciò tutti e controllò con cura che l’imbragatura fosse ben allacciata. L’elicottero di Bertolaso lo recuperò col verricello e salutando con la manina si alzò definitivamente in cielo. Silvestre chiese gentilmente al vicino: Salve, tu da dove vieni? Ah, io niente, io sono di qua, sono della manutenzione autostradale e mi trovo talmente bene che vivo da ventitré anni in questa roulotte e in questa buca. Oltretutto mi pagano bene, tredicesima e premio produzione incluso e non ho motivo di lamentarmi. Ciò pure la mutua e gli assegni familiari, sono invalido militare e mi vanto con i colleghi di non aver mai fatto neanche un giorno di malattia. Scusi brav’uomo, cosa vuol dire invalido militare? Eh caro signore, rispose, si vede che lei è straniero. Mò glie lo spiego: le buche di questa autostrada sono state provocate dalle bombe della seconda guerra mondiale. Dopo l’otto settembre vennero ricoperte di una spessa coltre di cemento armato, ma dopo l’armistizio, il cemento si trovò a dover riconsegnare le armi…e così rimase indifeso sprofondando come lo vede, fino ai giorni nostri. E non possiamo ripararlo perché l’Unesco l’ha dichiarato patrimonio dell’umanità! Ma allora avevo sentito dire che per l’inaugurazione del ponte sullo stretto, tutta questa autostrada sarebbe stata completamente rifatta. Una grassa risata rimbombò nella buca! Te l’hanno detto ad Arcore, vero? Arcore? Non so dov’è Arcore! Vabbuò lasciamo stare disse l’operaio in tuta arancione. Chisto piccirillo crede ancora alle favole che racconta il piccoletto! Silvestre decise che aveva imparato abbastanza. L’unica cosa che gli rimaneva da fare era quella di andare in un area attrezzata per copiarne l’architettura, i servizi e la gestione. Così avrebbe potuto trasferire direttamente queste informazioni nel suo pianeta e predisporre anche lì un centro accoglienza per camperisti intergalattici. Decise di risalire lo stivale uscendo dall’autostrada e percorrendo solo strade comunali, così per poter meglio osservare il flusso dei camperisti che rientravano al nord dopo le ferie. Però doveva fare miscela (la 2CV è sempre andata a miscela) e mise la freccia fermandosi al primo Autogrill. Era dalle parti di Eboli e ricordò anche che una volta aveva studiato che lì si era fermato addirittura un certo Gesù Cristo, forse per un panino o per andare in toilette. Fece altrettanto anche perché, se si era fermato addirittura “Lui” il posto era da ritenersi sicuro. Si arrotolò i pantaloni ed entrò in toilette facendo lo slalom gigante pur senza sci ai piedi. Voleva rinchiudersi in tranquillità ma non c’era la chiave e dovette assumere un inserviente che, dietro lauto compenso, davanti la porta gridava ad intervalli regolari: occupato – occupato – quasi finito – attendere prego! In compenso ebbe il tempo di leggere circa duemila messaggi porno scritti con il pennarello anche sulle piastrelle. Prese nota di alcuni indirizzi e se ne andò al bar a mangiarsi un “camogli”. La ragazza al banco era molto carina e gli sorrise. Lui andò in corto, non riuscì a riprogrammarsi e prese un biglietto della lotteria, un elefantino di peluche, un cd dei cugini di campagna, una confezione di olio “vergine” per condire la pasta alla “******esca”; dei profilattici colorati al gusto di fragola, la tazzona da caffelatte con il nome stampato, un vaso di sott’oli di Vimodrone (buonissimi) un poster di Pupo, la cartina dei fast food della Siberia e sempre accompagnato dal sorriso della ragazza, ancora una collana di peperoncini, occhiali da vista per ciechi, dell’effervescente brioschi, la settimana enigmistica e finalmente una confezione di sigari cubani fatti a Cuneo. Spese tremila euro e sorridente tornò al camper. Nel piazzale dell’autogrill si lasciò avvicinare da un ‘piemontese’ che voleva vendergli una fotocamera digitale con megaschermo da parete. Lui che se ne intendeva di elettronica, provò il tutto ed effettivamente l’affare sembrò buono. Pagò in contanti seimilacinquecentotrentasettevirgolaquaranta euro ed ottenne pure la regolare fattura per scaricare l’iva. Contento come una pasqua risalì in camper e scartò il voluminoso pacco che aveva appena acquistato. Era proprio un ‘pacco’ e all’interno una lavagnetta di cartone e un mattone gli fecero subito capire che non avrebbe potuto fare nessuna ripresa, ne audio ne video. Ridiscese in fretta e furia cercando tra la folla il ‘piemontese’. Gli dissero che di solito stazionava al bar. Bene, adesso lo becco io. Rifece tutta la trafila, dal camogli alla cartina della siberia, sempre accompagnato dal sorriso della ragazza di prima. Pagò questa volta quattromila euro invece dei tre pagati in precedenza. Chiese spiegazioni e gli risposero che era tutta colpa di quel montanaro di ministro….tremonti appunto, che aveva sbagliato il calcolo del “pil” causando un leggero aumento momentaneo dell’inflazione. Uscì finalmente dall’autostrada e si inerpicò su per l’Irpinia ……. Poi ridiscese verso il mare e si fermò per un bagnetto ristoratore. Una mangiata di soli gusci di crostacei scartando la polpa, lo rimise in sesto e cercò un posticino per passare la notte. Lo trovò: era una area sul mare, completamente recintata da piante di alto fusto, per nasconderla dalla strada, dai rumori e dagli sguardi indiscreti; un enorme pannello pubblicitario faceva intravvedere l’interno di quell’oasi: le piazzole fiorite e delimitate da siepi; un baretto con piatti da asporto; il noleggio biciclette e all’ingresso due topless di ragazze da far drizzare le antenne. Evvaiiii disse con impeto: Suonò il campanello ma non rispose nessuno. Bip bip suonò delicatamente il clacson. Niente! Scese e cercò di aprire il pesante cancello. Finalmente si avvicinò una donnona in larghe vesti variopinte lunghe alle caviglie, scalza, con in testa un foulard color fucsia che nascondeva le lunghe ciocche di capelli neri. Anelli d’oro alle dita e collane ai piedi, ciondoli e orecchini a fisarmonica. Silvestre pensò che si fosse arricchita gestendo l’area camper e ne prese nota. Che ca…volo vuoi a quest’ora figlio d’un rom, gridò la gentildonna! Figlio di chi? Rispose Silvestre. Sì figlio di quella rom di tua madre e di quel gitano di tuo padre. Scusi sa, ma io non capisco di cosa parla. Mia madre è vulcaniana e mio padre veniva dall’isola di pasqua…e io sono nato a Cinisello Balsamo, così per caso in quanto scaricato dall’astronave per errore sulla tangenziale. E poi volevo solo sostare per la notte. Con quella lì ? Fece la donna guardando la 2CV dipinta a fiori e senza tetto. Beh sì, è il mio camperino rispose! Vabbuò venire dentro, gli disse con uno strano sorriso a denti alternati. Lui si avvicinò piano piano alla piazzola indicata. Rimase leggermente perplesso perché di fiori, aiuole e piante non c’era traccia. Solo tanto fango. Vide parcheggiati dei super camper ultimo modello, qualche roulotte da tre assi e alcuni motorhome metallizzati. Tutto intorno, spazzatura, lavatrici e frigoriferi fatti a pezzi, rottami di ferro sparsi qua e là, vetrinette blu a led rubate al salone del camper ma prive dei bicchieri di cristallo, chilometriche corde con variopinti panni stesi, cassette tethford piene e impilate all’ingresso. A mèttate allì, disse un ragazzino completamente nudo ma con gli stivali firmati e Silvestre impaurito obbedì ciecamente. Un tizio tatuato, barba e baffi incolti e con una lunga ferita sulla guancia; orecchini similoro; braccialetti d’avorio intarsiati; mocassini fatti a mano e sigaretta pendula allungò la sporca mano e disse: Treciento! Scusi? ribatté Silvestre. Sì dare treciento e passare la pàura (con accento sulla prima a). Una notte treciento, due quattrociento e se tu sposare mia figlia potere restare in mie braccia tutto mese! Carramba che fortuna! esclamò ricordandosi di un vecchio programma televisivo…..Aprì il portafoglio e consegnò i tre bigliettoni. Preparò la canadese sul tetto e si apprestò a passare la notte accendendo un falò alimentato da vecchi copertoni, ma dormì pochissimo perché ebbe la sensazione di sentirsi osservato e vide anche qualche furtiva mano che si allungava cercando qualcosa dentro la tenda. Al mattino alle sei in punto, gran movimento: era il sindaco in persona con tanto di fascia tricolore, che passava piazzola per piazzola per chiedere se andava tutto bene. Che gentile, pensò Silvestre e ne prese nota. Si sentì però subito prendere per il capocollo e vide due in divisa che gli gridavano in faccia: camperista rompico….ni cosa sei venuto a fare nella nostra città, non hai letto l’ordinanza? Proibito transitare, sostare, campeggiare, respirare e tossire nel territorio comunale! Sono trecento euro + marca da bollo. Concilia? Veramente ho già pagato ieri sera a quel signore là disse con voce tremolante. A chi avere pagato tu? Lo sfregiato si avvicinava minaccioso ma Il vigile lo prese per un braccio. Non ci faccia caso DottorRom, questo è un povero camperista ignorante e sporcaccione. Le chiedo scusa a nome di tutta la giunta. Buona giornata! Ah,disse ancora: passeremo poi noi a ritirare le cassette tethford e glie ne faremo avere altrettante nuove, ovviamente gratuite. Silvestre ripartì in fretta e furia lasciando due solchi profondi in mezzo al letame. Era sbigottito, aveva sentito parlare della prepotenza di alcuni sindaci in merito alla sosta dei camper, ma vedere di persona il primo cittadino che ossequiava degli “stranieri” mettendosi contro i propri concittadini, l’aveva veramente disgustato. Decise quindi di fermarsi stavolta in un campeggio e ne trovò uno proprio sul mare. Alla reception dissero subito: minimo dieci notti! Piazzola + elettricità 80 euro a notte e solo scarico 35,00. Altri 15,00 per carico acqua non potabile…..Prese tempo e chiese di visitare il campeggio prima di entrare. Lo accompagnarono con una vetturetta elettrica per fargli scegliere la piazzola. Rimase paralizzato: non aveva mai visto niente di simile. Centinaia e centinaia di roulotte senza ruote, una attaccata all’altra con preingresso stile tirolese tutto in legno, con lo stambecco di guardia. Sul tetto pannelli solari e giardinetto con i sette nani in ceramica; piante tropicali e vasi di basilico. L’orto con i piselli, i pomodori e alcune piante di melanzane che facevano capolino tra cespugli di patate novelle. Enormi bidoni dell’olio tagliati a metà e con saldate quattro gambe di ferro, simulavano barbecue fai da te; motori diesel per il girarrosto e centinaia di lampadine colorate tutt’intorno alla roulotte. Coperture in nylon per le eventuali piogge e decine di bottiglie di plastica riempite di acqua e sistemate tutt’intorno per scacciare in gatti curiosi. A fianco, grossi macchinoni minimo tremila/sei cilindri coperti a difesa del sole con teli variopinti provvisti di orecchie per gli specchietti. Decine di metri di condutture in gomma uscivano come tentacoli da ogni piazzola, per ricongiungersi sulla spiaggia dove scaricavano tranquillamente acque tricolori. Mountain bike ultraleggere a trecento rapporti incatenate all’ingresso e motorino con bauletto riscaldato/refrigerato per la pizza (calda) e giornale con le notizie (fresche) parcheggiato sotto il salice piangente. Gabbie di variopinti pappagalli e canarini provvedevano a creare l’ambiente amazzonico e le tonde piscine di plastica multicolore invitavano al meritato rinfresco gli ospiti in arrivo. Mutande stese sulle grandi antenne paraboliche e potentissimi impianti stereo artigianali per rallegrare il riposo dei villeggianti. La spiaggia attrezzata con gli sdrai veniva presa d’assalto da nonni mattinieri che ben prima dell’alba depositavano gli asciugamani per riservarsi il posto. A volte però passavano degli extracomunitari che raccogliendo tutti gli asciugamani incustoditi li rivendevano poi nella spiaggia vicina. Alle sei ora locale l’altoparlante dava la sveglia al villaggio elencando il programma dell’animazione, le gite in battello e i tornei sportivi che si sarebbero svolti in giornata. Gli orari delle messe e la prenotazione delle visite del pediatra presente in ambulatorio. Quando c’era il pesce fresco si raccomandava di far presto perché il quantitativo era limitato e poi via vai di zombie assonnati che percorrevano sempre contromano i vialetti, tutti diretti verso il furgone del panettiere che sfornava cornetti cinesi surgelati riscaldati al microonde. La baguette (tipica forma di pane allungata) era la più richiesta e messa sotto le ascelle riscaldate da una notte senza vento, veniva di volta in volta profumata: alle olive, alla gorgonzola, alla cipolla; insomma tutto dipendeva dall’umore di chi la trasportava. Alle 6,05 tutti in bagno in fila indiana, per due come i tre re magi e i quarantaquattro gatti senza il resto di due: le mogli con in mano il rotolino di carta famoso: le benestanti ce l’avevano griffato mentre le plebee si dovevano accontentare del monovelo ecologico riciclato. I mariti anch’essi in diligente fila camminavano ricurvi e sudati con la pesante e piena cassetta in mano per il quotidiano rito dello scarico. Cercavano affannati la porta con scritto WC KIMIC quasi a volersi liberare in fretta e furia della propria coscienza di inquinatori maleodoranti. Dopo lo svuotamento, lavavano diligentemente con la gomma il locale wc predisposto, e poi con la stessa gomma il proprio contenitore, e il bidoncino dell’acqua fresca, così come veniva, facendo felice la colonia microbica perennemente in festa e poi risciacquando il tutto sui propri sandali o ciabatte. Se trovavi poi il vicino antipatico con cui avevi litigato la sera prima, non avevi neanche bisogno di mandarlo a…….ci andava da solo e così si evitava la solita antipatica discussione. I ragazzi che venivano dal freddo nord erano abituati a lavarsi i denti stando per ore a massaggiarsi le gengive con spazzolature acrobatiche senza neanche il dentifricio. Alcuni giravano nudi con i soli occhiali aspettando impazienti che si aprisse la porta della toilette, perché dopo ore in “tremolante” attesa erano giunti veramente al limite della sopportazione. Altri giovani biondi e magri un po’ stralunati provvedevano direttamente sul lavandino in quanto posizionato ad altezza giusta per l’inusuale scopo. Uscendo dai bagni era poi facilissimo inciampare violentemente nella solita biciclettina coricata e dimenticata proprio davanti all’uscita. Le maledizioni e le bestemmie non si contavano ed era per questo che a pochi passi si trovava la Cappella con il Pretino di turno che dispensava assoluzioni pur se a pagamento. Dopo colazione, tutti in piscina. La single bruttina muscolosa e abbronzata eseguiva sul bordo esercizi ginnici monotoni e ripetitivi, accompagnata da musica afro ad altissimo volume e le signore in acqua volteggiavano leggiadre come elefanti al foyer di danza classica. E ridevano e ridevano felici perché sicure di perdere quel chilo che avrebbero subito poi recuperato a colazione. Stravaccati sugli sdrai, accaniti fumatori si ingegnavano nel costruire con i materiali più disparati, intelligenti posacenere, non volendo giustamente insozzare il proprio spazio a disposizione. Peccato che ad ogni folata di vento, gli stessi pseudo posacenere vagassero indisturbati e rotolanti finendo sempre ai piedi di ignari ospiti intenti a letture impegnate. Oh, non un solo italiano che leggesse playboy o le avventure di Rintintin, Topolino o il Gatto Silvestro; Tuttosport o la Gazzetta rosa. A malapena sapevano leggere ma in giro si vedevano solo New York Times, Le Monde, Le Figarò, El Paìs, L’Investimiento Brasileiro, CinUanCianBejin, The voice of Mumbay, The Ciapas revolution’s paper, Tokyo News e La voce della Steppa. Il più gettonato? El periòdico de Cuba libre con l’inserto di fogliolina di menta. L’introvabile? Hasta la noticia, siempre! Vero cult dell’intellighenzia proletaria nostrana. Ovviamente pochi conoscevano le lingue…..…e si accontentavano di guardare le figure. I meno impegnati leggevano le varie Novelle mille, duemila e tremila che sbattevano in prima pagina amori segreti, chiacchierate relazioni sadomaso, mostri di zii e dolorose avventure di chi di “moric ferisce, di …mora perisce.” Dall’altoparlante si udì: Bonjour, Buenos dìas, Good morning, Buongiorno a tutti! E’ in partenza di fronte alla reception l’autobus per l’Horror Tour. Ferma a Cogne – Perugia – Garlasco – Avetrana. Consegnate i biglietti all’autista prego. Verranno distribuiti colazioni al sacco, finti coltelli ,soffici corde e barattoli di ketchup. Siete pregati di autoviolentarvi e strapparvi le vesti. E’ vietato fumare! Gli zii si tengano ‘molto strette’ le nipoti ! Grazie! Poi tutti in spiaggia a raccogliere vongole per il pranzo. Conoscevo uno che dal mattino presto alla sera tardi, con la pelle piagata dal sole faceva su e giù per il bagnasciuga con il rastrello del nipotino e secchiello di plastica. Non raccattava neanche na cozza ma faceva vedere a tutti i curiosi che nel secchiello c’era na sogliola dal chilo, noleggiata a caro prezzo dal pescivendolo del campeggio. I più avventurosi cavalcavano le onde con tavole a vela incuranti delle teste dei bagnanti ivi presenti. Non si contavano i feriti che venivano subito sepolti vivi sotto le dune, costretti a lasciare questo mondo in totale silenzio e senza neanche farlo sapere per non rovinare l’elevata media di presenze giornaliere del villaggio, obbligato a rispettare i dati ufficiali del governo e comunicati con enfasi al TG5, il cui conduttore ricordava con ossessione come il nostro, fosse un paese ricco e felice. E la crisi? Tutto falso, guardate le immagini! Buongiorno signora! E’ la Rai: Senta, quanti giorni di vacanza quest’anno? Ah, guavdi, quest’anno ci siamo dovuti vidimensionave, sa con la cvisi che c’è ci possiamo pevmetteve solo quavanta giovni di mave. Poi un mesetto a Covtina, per vespirave avia buona e qualche giovno di malattia pev un po’ di shopping a Newyovk, ma giusto giusto solo per qualche vegalino alle colleghe d’ufficio. Sa siamo in due in famiglia ed è vevamente duva avvivave a fine mese! Che lavoro fa signora? Niente, sono tvilauveata e impiegata al ministevo delle pavi oppovtunità. Ah, molto interessante… e mi dica: che ruolo svolge nel ministero? Sa, noi donne da sempve lottiamo pev la pavità, anche e soppvattutto nel lavovo. Gli uomini non fanno niente tutto il giovno, si insultano su COL e noi ci adeguiamo! Complimenti, ecco perché siamo un paese alla frutta! Fvutta? Mi scusi ma mi sono dimenticata di comprave la fvutta. Adesso chiamo lo chauffeuv con la jaguav blu che mi povti subito alla boutique delle pvimizie. Ah,….perché ha anche l’autista ministeriale e una Jaguar a disposizione! Non lo dica a nessuno, mi vaccomando: Non è solo autista……..è anche guavdia del covpo, amante, giavdinieve e chef. Sa, cava signova, con la cvisi che c’è……è tutto quello che possiamo permettvci!! Sa con tutti questi tagli…… L’intervistatrice della Rai si allontana sconvolta, in cuor suo avrebbe voluto anche lei tagliare…..ma come giornalista doveva raccontare i fatti e non le pugnette, come diceva quell’assessore romagnolo! Ora di pranzo: Silvestro non capiva, osservando gli ospiti del campeggio, come mai gli stranieri a mezzogiorno prendessero solo un cappuccino, mentre gli italiani aprivano barattoli di melanzane sott’olio, tagliavano spesse fette di soppressate, srotolavano salamini piccanti e consumavano intere forme di formaggio. Poi dai gavoni estraevano damigiane di vino, caciotte e pecorino piccante; il tutto condito con densi oli verdastri con il certificato originale di verginità firmato direttamente dal primario ginecologo della Asl di competenza. Le forme di pane casareccio non mancavano mai e venivano regolarmente affettate da lunghi e affilati coltelli a volte utilizzati anche per dispute tra famiglie sconosciute. La grappa e il ruttino erano il segnale di tregua. Tutti si appisolavano per la meritata pennichella che durava a volte per l’intero pomeriggio. Rumori di pentole e piatti, bicchieri e posate: era l’ora del lavaggio. I piatti, si, i piatti si, i piatti li vuol lavare lui! Bacinelle stracolme venivano impilate lungo lo stradino sterrato in direzione bagni. Tanti mariti avrebbero voluto che le proprie stoviglie, ormai adulte, si avviassero da sole verso i lavandini, ma così non era e affranti si disponevano uno vicino all’altro per farsi coraggio e taluni anche per imparare il mestiere. Lo spreco di detersivo era sconvolgente. Enormi palle di schiuma sgorgavano dai lavandini mentre le stoviglie venivano messe nella vaschetta dell’acqua bollente per poi essere risciacquate dalla stessa acqua sporca e asciugate mille volte con lo stesso strofinaccio ormai intriso da residui di sugo e olio fritto. Taluni dimenticavano attrezzi e vettovaglie e i soliti extracomunitari (quelli degli asciugamani) passavano in rassegna portando a casa a volte un servizio completo di posate da dodici e di solito qualche pentola, una moka, dei bicchieri di cristallo (quelli delle vetrinette blu a led) e centinaia di spugne e pagliette usate solo una volta che rivendevano poi allo stesso market del campeggio. Poi tutti sotto la doccia, i più per togliersi il sale dalla pelle, altri per togliersi i figli piccoli dalle palle e altri ancora per sbirciare le tedesche dal buco praticato nottetempo nel muro. Poi vestiti e profumati come il giorno della prima comunione si sedevano sotto la veranda in attesa che le compagne finissero di truccarsi. La bottiglia di vino frizzante come aperitivo e alcuni stuzzichini per stimolare l’appetito: Le signore si presentavano al loro cospetto vestite a festa e si avviavano tenendosi per mano verso la reception. Prendevano il solito depliant facendo finta che fosse nuovo, si informavano sulle gite del giorno dopo e poi alle 18,00 precise, gli strangers e alle 20,00 sempre precise i paisans si avviavano verso la pizzeria. Si strangolavano per fare in fretta perché alle 21,00 incominciava l’animazione sotto il tendone predisposto. Prima si faceva ballare il pargoletto, che stancandosi gli veniva sonno e lo portavano di corsa in mansarda, poi recuperavano la ragazzina che amoreggiava dietro le casse acustiche e finalmente soli si godevano lo spettacolo: i maghi! Ah, bravi, ma talmente bravi che a volte sparivano da soli e non riuscivano più a materializzarsi per la gioia dei teteschi che stracolmi di weissbier ridevano felici e contenti senza capire una mazza di cosa stava succedendo. All’improvviso si accendevano le luci multicolori e l’idiota di turno smanettava con la consolle macinando musica a tutto volume e facendo pure gesti con tre dita tese per mano invece delle classiche due nostrane e a volte del solo dito medio alzato in ogni sorpasso degno di questo nome, tra camperisti sull’autostrada. All’una di notte, finalmente il sospirato silenzio. Le coppie nostrane si salutavano ritirandosi ognuna nel proprio camper; quasi tutte quelle straniere si insultavano scambiandosi ognuna il proprio partner e camper, i ragazzi venuti dal freddo si sdraiavano a faccia in giù sull’erba, aspirandola direttamente e quelli in tenda accendevano il fornellino per la pasta o la pasticca spargendo tutt’intorno bottiglie di vino e di birra e scatolette di fagioli con la pancetta. Altri vagavano in trance con in mano il solito rotolo di carta per note destinazioni mentre le ragazze stendevano i costumi e le mutandine dopo aver fatto il bucato notturno. Qualche ritardatario si infilava nella tenda sbagliata e veniva cacciato in malo modo dal legittimo proprietario intento a dividere ‘le spese’ con la ragazza autostoppista conosciuta sul piazzale del Brennero. Ed era notte fonda: qualche gemito di piacere, qualche gatto in amore, qualche rumorino posteriore: il tutto condito con la forza della risacca del mare in tempesta. Tuoni e fulmini preannunciavano l’arrivo del temporale. Qualcuno un po’ debole di pancia…aspettava di sincronizzarsi con il tuono per coprire indesiderati boati improvvisi, altri sgusciavano frettolosi in mutande fuori dal camper e lo ricoprivano di coperte, asciugamani e foglie per cercare di evitare i foruncoli dell’imminente grandinata. Chi ritraeva la veranda, chi armeggiava con le sedie, chi controllava i picchetti. Era un brusio di voci assonnate tutte intente a limitare i danni. Qualche ragazza straniera che aveva paura del tuono e veniva amorevolmente consolata nel gavone garage dal solito camperista benefattore, tanto la moglie russava così forte che avrebbe avuto tutto il tempo prima che se ne accorgesse. La furia del vento spargeva per il campeggio la biancheria stesa e alcune vichinghe rincorrevano, senza, le proprie mutandine colorate saltellando in mezzo alle siepi come canguri impazziti alla vista dei cacciatori. In effetti qualche nostrano cacciatore notturno in cerca di prede, nudo sotto l’impermeabile, si intravvedeva qua e là, ma la guardia notturna in bicicletta controllava con attenzione quegli strani movimenti. Lo tsunami fortunatamente passò senza grossi danni e l’alba vide il cielo colorarsi di rosa. Silvestre pagò il soggiorno e si avviò tranquillo verso la statale. L’esperienza dell’area di sosta rom era stata presto dimenticata ma quella notte nel campeggio/villaggio aveva lasciato il segno. Come vulcaniano non aveva le occhiaie ma i sensori visivi in dotazione manifestavano surriscaldamento e problemi di messa a fuoco. Era stanco Silvestre e non riusciva a capire come mai i terrestri facessero così tanti salti mortali e così tanti debiti per comprarsi un camper e passare le vacanze così malamente e in completa demenza. I concetti basilari della vita all’aria aperta che aveva studiato all’università di Urano, non trovavano reale riscontro con quello che aveva realmente visto in questi pochi giorni. Per concludere il suo ciclo di studi sul comportamento del camperista terrestre gli mancavano ancora le esperienze della sosta libera e degli agriturismi o agricampeggi che dir si voglia e si avviò verso la campagna dove era convinto di trovare la vera e sana ospitalità rurale e contadina. Viaggiò per tutta la mattina e finalmente vide sulla strada un cartello. “Agricampeggio del Grillo Brillo” nella bassa padana. Era proprio quello che cercava. Varcò la soglia e si trovò di fronte una specie di toro seduto che lo aspettava a narici fumanti. Buongiorno amico, disse sporgendo la testa dal deflettore. C’è posto per me? Chiese educatamente! Marììììaaaa c’è un ospite! Gridò il toro, sempre seduto! La Maria venne di corsa e disse! Silvestre ha accettato l’invito? Sì Maria, Silvestre ha accettato l’invito ed è qui con noi! Parcheggiò ridente sotto al salice piangente…….e si apprestò a consumare il pranzo che pregustava ricco e genuino. Silvestre venga qui disse la Maria! Gli porse degli stivali di gomma, un grembiule e un piccolo sgabellino di legno con una gamba sola, centrale. Con l’altra mano gli affibbiò un secchiello col manico. Andiamo a mungere, disse Maria, questa è una fattoria didattica e qui si lavora per mangiare. Capito? Silvestre non aveva mai visto una mucca: dalle sue parti non esistevano ne quelle a quattro gambe ne quelle a due….e ne aveva anche paura. La Maria con brevi e decisi gesti insegnò come si doveva procedere e Silvestre si ritrovò in mano delle cose strane e mollicce che avrebbe dovuto, stringendo, farle andare su e giù! Ci prese gusto e si divertì pure. Aveva studiato e visto nei filmati che i terrestri si abituavano fin da ragazzi a eseguire su se stessi quei gesti e a giudicare dagli schizzi che facevano in allegria, la cosa doveva essere per forza piacevole. Ma lui era asessuale e non poteva percepire il piacere e le meraviglie del corpo umano, quando veniva così sollecitato. Riempì in breve tempo il secchio e tutto felice si avviò dalla Maria che lo stava aspettando. Adesso bisogna pulire e riempire di foraggio le stalle. Scopa in mano, pompa dall’altra e via discorrendo. Lavò per benino il tutto respirando a pieni polmoni l’inconfondibile odore della natura terrestre, cosa impossibile da fare nel suo pianeta plastificato. Finalmente venne l’ora di pranzo e si sedettero tutti intorno al lungo tavolo. Per legge negli agriturismi si dovevano consumare vivande prodotte in fattoria, così per la verdura, la frutta e il vino. Era felice Silvestre anche perché aveva letto da qualche parte che tutti i camperisti amavano partire dalle loro città industriali facendo centinaia di chilometri per scoprire questi luoghi di antica e genuina tradizione,non solo gastronomica. In tavola trovò : salame tipo milano confezionato in turchia – culatello iracheno – pancetta afgana – scaglie di parmesan pechinese e mostarda peruviana. Toma del margaro uzbeko – gongorzola degli urali e taleggio della val cilena. Strozzapreti ortodossi – linguine al porto di mare – spaghetti al basilico ogm e risottino cinese alla milanese con osso buco di solo buco marocchino. Le carni: giovane vitella violentata e bollita – vecchia gallina russa alla vodka e bistecca di salamandra della Papua Nuova Guinea. Il piatto forte: grigliata mista di barracuda – squalo del caucaso e giovin tartaruga in crosta – Per dessert: yogurt al burro di yak e per bevanda Tè al sale, latte, bicarbonato e burro di yak sbattuti in recipiente autentico di legno tibetano. €. 50 a cranio e senza ricevuta. Ma tutti sti polli ruspanti? chiese alla Maria: non sono ruspanti, vengono allevati per tutta la settimana al buio e in batteria. La domenica mattina li lasciamo liberi di razzolare per i campi così i cittadini pensano di acquistare i prodotti di cascina e ce li pagano pure il doppio. Eh no, disse Silvestre, così non vale. Ho studiato tanto per imparare la vostra cultura, il vostro modo di vivere e di mangiare e poi mi raccontate queste porcherie. Era deluso e ripartì immediatamente lanciando dal finestrino, un barattolo di marmellata di pesche fatte in casa……a Tiennammen! Le alpi già imbiancate di neve si intravvedevano in lontananza e Silvestre si apprestava a concludere la sua breve esperienza camperistica terrena. Mentre guidava, pensava e ripensava su cosa doveva fare appena giunto sul suo pianeta ed era dispiaciuto di dover portare così tante testimonianza negative dopo aver per anni sognato di tornare poi un lontano giorno a vivere e percorrere col camper il “bel paese”. Non è possibile disse: ci vuole una scossa per cambiare queste brutte abitudini. Gli rimaneva l’esperienza della sosta libera e voleva, a tutti i costi, che fosse finalmente un esperienza positiva, prima di ritornare a curvatura cinque alla lontana galassia da dove era arrivato. Si fermò a lato di una strada panoramica e guardò la vallata in fiore. Era bellissima e scattò alcune fotografie come gradito ricordo. Si fermò un auto con i lampeggianti blu accesi. Buongiorno disse Silvestre, bella giornata vero? Patente e libretto rispose il poliziotto. Scusi? Cosa sono la patente e libretto! Non faccia lo spiritoso rispose il collega. Si ricordò di avere nel taschino del giubbotto dei documenti che gli avevano consegnato, falsificati, prima di partire da Vulcano. Ah, ecco prego! Il poliziotto si avvicinò alla propria auto e chiamò via radio la centrale operativa per un controllo. I documenti sono a posto ma lei è in sosta vietata e qui non si può fare campeggio in tutto il territorio comunale: Sono duecento. Concilia?. Barfugliò alcune scuse: stavo scattando foto non facendo campeggio! Non vollero sentire ragione e lui pagò malvolentieri. Ah, cominciamo bene disse tra sé e sé! Ripartì seguito come un ombra dalla pantera dei vigili fino al confine del comune. Finalmente….disse! Era ora di pranzo e trovò uno spazio attrezzato con tavole di legno e sedie e pure con il fontanino. Bello qui, adesso mi fermo e si mise a mangiare un panino seduto all’ombra di un enorme quercia. Gli andò subito di traverso quel panino: I soliti due vigili si fermarono e gli contestarono il divieto di campeggio. Ma io non stavo campeggiando. Questa è un area di relax aperta a tutti e mi stavo mangiando solo questo. Fece vedere pure il companatico! Sono duecento, concilia? Basta, sono stufo, mi avete rotto le valvole e le guarnizioni. Vide con la coda dell’occhio il tizio che aveva tirato fuori dalla giacca delle manette e gli venne un brutto presentimento…..Decise di pagare e se ne andò infuriato dimenticando il mezzo panino sul tavolo di legno. Non fece neanche 50 metri che sentì una sirena. Si fermò e l’amico vigile gli contestò la mancanza della raccolta differenziata a causa del panino dimenticato. Sono centoventi, concilia? Non era rosso ne paonazzo. Era viola dalla rabbia! Pagò e si allontanò in fretta e furia. Basta, non ne posso più! Impostò il navigatore stellare ed entrò in autostrada. Viaggiava tranquillamente sulla prima corsia quando sentì un piccolo botto sulla fiancata. Venne sorpassato da una mercedes con targa rumena e con quattro a bordo che facevano ampi cenni di fermarsi. Accostò e uno di questi gli disse che gli aveva rotto lo specchietto retrovisore. Neanche per sogno disse Silvestre, non sono stato io: Allora ci scusi dissero i quattro allontanandosi in fretta: Però sti terrestri, sono pure arroganti. Fece per salire sul camperino ma…..non trovò più niente, solo la scocca. Dentro l’avevano svuotato di tutto in trenta secondi. Chiamò aiuto con il cellulare e subito dietro di lui si fermò una pattuglia. Erano gli stessi vigili di prima. Meno male che ci conosciamo disse abbastanza tranquillizzato dalla loro presenza. Mi hanno derubato di tutto, mi hanno lasciato in mutande. Era veramente giù di morale e dopo tutto quello che gli era capitato! Lei non ha messo il triangolo e non ha il giubbotto: sono cinquecento e dieci punti in meno della patente. Benissimo disse ma almeno arrestate quei quattro. Caro signore, disse il graduato: quei quattro sono degni rappresentanti dell’etnia Rom, sono ambasciatori del loro paese e per vivere decorosamente, poverini, sono costretti a fare dei lavoretti per arrotondare. Quindi hanno fatto bene a derubarla, così la smette di fare il camperista girovago, tirchio e sporcaccione e si compra un bel appartamento. Intesi? Se vuole posso aiutarla dandole l’indirizzo di una pensione gestita da mia cognata. Interessa? Un vaffa di proporzioni megagalattiche, è proprio il caso di dirlo, mise fine alla discussione. Lo arrestarono e rinchiusero in una cella piena solo di italiani mentre gli impiegati del carcere, con vestiti griffati erano tutti di origine, chi slava, chi bosniaca, chi serba e pure ceca anche se avevano 10/10 di vista. Non ci posso credere, disse: povera Italia. E povera sì, rispose in fondo ad una stanza una bella mora sui trent’anni. Pensa Silvestre che io non posso più lavorare al solito angolo: mi hanno cacciato dal mio falò, dal mio posto fisso, capito? Ma dai! E adesso? Adesso mi tocca battere qui in ufficio di nascosto perché se mi beccano per strada hanno detto che mi rimpatriano. Una sonora risata uscì dalla bocca di Silvestre. Ma se sei italiana, come fanno a rimpatriarti ahahahha!! Guarda un po’ fuori dalla finestra! Gli disse. Leggi un po’ dove siamo? CiniblanicaBalsamica gemellato con Kikinda&Jagodina (SRB) ma non eravamo nel nord Italia? disse lui confuso. Na volta! Ribatté la vecchia mestierante. Adesso facciamo parte della ex Jugoslavia. Ma da quando? Da quando poco tempo fa un certo IvanBogdanov detto “Ivan il terribile” condottiero grasso e tatuato assalì con i suoi prodi l’Italia che combatteva a Marassi per i tre punti. E invasero la Liguria. Da quel momento siamo sottomessi ai voleri dell’ UEFA e dal generale Blatter e non sappiamo ancora se e quando…..torneremo…. liberi. Vorrai dire se torneranno liberi, disse Silvestre. No, no, loro sono già liberi, li hanno rilasciati subito. Siamo noi, gli italiani, quelli sotto processo………………….. Chiamò via radio la sua base operativa a Vulcano. Pronto, pronto, preparare procedura teletrasporto di rientro immediata! Qui base operativa: è impossibile in quanto le trasmissioni stanno passando al digitale terrestre e ci sono dei problemi. Aspettare prego! Silvestre era verde….dalla rabbia. E non aveva ancora concluso la sua esperienza in sosta libera. Mise in moto e raggiunse in breve tempo la frontiera con la svizzera. Era sollevato ma allo stesso tempo giù di carretta. Dogana svizzera: buonasera: documenti e carta…...verde! Sentita quella parola si rese conto che era meglio far che stare zitto, viste le circostanze e si diede manate in testa fino a farsi male. Il doganiere svizzero cercò di rincuorarlo. Su, su, non faccia così, sono in tanti a non aver la carta…..verde. Guardi, adesso chiamo i colleghi italiani e sistemeremo tutto. Arrivò la pattuglia col lampeggiante acceso. Scesero….i soliti due vigili, diventati ormai quasi parenti. Ma cosa volete di nuovo da me?? Quattrocento eurozzi et voilà: la carta verde belle e pronta. Accese la lampadina del cervello e disse: ma a me non serve, non passo mica la frontiera e lasciando tutti con un palmo di naso, fece retromarcia e sgommando sparì a tutta velocità. Rideva come un matto inseguito dai soliti e solerti vigili. Dal finestrino uscì un lungo braccio verde con il dito medio rilluminato. Te-le-fo-no ca-sa e dietro la collina un bagliore accecante illuminò a giorno la notte alpina. Era l’astronave 116ACI di Vulcano che veniva a soccorrerlo. Evvaiiiiii….finalmente sono a casa. Non ne poteva proprio più! Parcheggiò il camperino nel ventre gigantesco dell’astronave. Scese con calma, si accese un sigaro cubano fatto a Cuneo e ormai rilassato, guardò fuori dall’oblò il pianeta terra che diventava sempre più piccolo………Si addormentò esausto. Si sentì bussare in testa. Toc,toc. Sìii? Due vigili anch’essi di colore verdastro gli chiesero a bruciapelo:“ Socio ACI? “………”Sayonara!!” Inutile dire che non aprì mai un campeggio ne un’area su Vulcano….. ma dovette pagare lo stesso la tessera! *****Silvestre è un nome di fantasia, ma forse questa non è una storia: forse è la realtà di tutti noi!***** Silvestre……il camperista extraterrestre. CopyrightMustang21Silvio2010
Mustang21
Mustang21
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Inserito il 29/10/2010 alle: 16:04:04
E dopo aver letto e riso (si spera), se me lo merito, mettete una monetina in piazzola. Grazie di cuore [^]id="size3">id="green"> E se non me lo merito, mettete almeno una faccina!!id="size3">id="red"> [V] Vaco truvanno na casciaforte e andivinate pe'ne fà che? Non tengo titoli, non vivo 'e rendita, non ci ho un vestito pe'cuolla e me. Ma 'a cascia mi necessita pe' forza ll'aggì 'a tené! Ca aggi''a mettere tutte e llettere...(tutte le mail) che m'ha scritto Raffaella mia....(tutti i lettori di Col) na cartella di lire dodici....(una libretto di qualche euro) rilasciata dall'agenzia....(dal team di Col e dai lettori) na màneca e sicchio....(per la piazzola) na cràstula 'e specchio,....(per la piazzola) na corteccia di cacio vecchio....(per il custode della piazzola) e un fracchesciacco color caki...(per la divisa del custode della piazzola) Di di di di d i d i Sono ricordi che in casciaforte, sulo llà dinto,t'è ppuò astipà quando mi privano del companatico io 'ngotto e zitto senza sferrà. Lo so,la vita é traggica, ma 'a cascia mme ll'hann'a dà! lalalà lalalà lalalà!! MustangSilvio21
Mustang21
Mustang21
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Inserito il 29/10/2010 alle: 17:47:33
Beh?? dopo due ore ancora nessuna monetina? [V] Ho capito,le volete spendere tutte nel week end! [;)] Ma se vi avanza qualcosina....sapete che devo ricomprarmi il camper, no? e un piccolo aiutino andrebbe benissimo. Avete visto cosa mi tocca fare...per campare [:D] Il povero Silvio....mica quell'altro ricco!![^]
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Spazio12
Spazio12
02/09/2007 1413
Inserito il 29/10/2010 alle: 19:29:20
Ragazzi ... un grazie di cuore per l'accoglienza ... Caro Mustang la monentina la metto "al buio" considerato che sto rincasando adesso adesso e non ancora letto il tutto ... Malgrado la mia veneranda età [:p][:p] oggi ho sentito il bisogno di camminare camminare camminare ... ci sono momenti nella vita che vuoi restare da solo a "pensare" camminare senza meta guardarti dietro e valutare chi sei e cos'hai fatto nella vita ... e, cosa che mi vanto di possedere per l'insegnamento ricevuto ... l'autocritica ... momenti di riflessione che servono per continuare al meglio questa vita che comunque sia, vale la pena di vivere ... Un cordiale saluto a tutti. Marco
Mustang21
Mustang21
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Inserito il 29/10/2010 alle: 20:24:54
quote:Risposta al messaggio di Spazio12 inserito in data 29/10/2010  19:29:20 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Ciao Marco, intanto grazie per la monetina"al buio" o sulla fiducia,che dir si voglia. [:)] Senti,ma cosa vuol dire "alla mia veneranda età" non vorrai mica rubarmi il primato del più vecchio in piazzola,spero! [:(] Per quanto riguarda la necessità di camminare da soli pensando a tante cose, è vero fa bene e lo faccio anch'io quando posso. Non so che lavoro fai, ma il mio mi "costringe" spesso a pensare la vita. Certo che vale la pena di viverla, ma io giorno per giorno mi accorgo sempre di più che la nostra è una vita grama.E non parlo solo di soldi,parlo ahimè di salute. E lo devo fare tutto il giorno,tutti i giorni e quando "tecnicamente" posso risolvere i "problemi" dei miei clienti / pazienti, bene, sono contento perchè so di potermela cavare. Ma quando serve il consiglio,il conforto o la spiegazione approfondita del problema, allora diventa difficile e ti devi "arrampicare sugli specchi" Poi ridiscendi subito prchè non puoi mentire, non puoi prendere in giro nessuno, soprattutto chi soffre. E mi vengono le crisi di coscienza e non so più ne cosa fare ne a chi credere.E' puro sconforto! Allora sdoppio la mia personalità (te ne sarai accorto) e salta fuori il bambino,il giocherellone,quello delle barzellette e dei racconti di fantasia. Ho capito che questo atteggiamento in certe situazioni,fa bene a me e al paziente.Sarà strano ma è così.Almeno per me. Non faccio lo stupido,sia chiaro. Anzi mi ritengo una persona seria nel lavoro,ma sdrammatizzare a volte serve. A volte! Ecco chi sono e cosa faccio. Ma il mio modo di essere,di fare e di stare vicino a chi ne ha bisogno ...NON paga e anche se mi chiamo Silvio dopo quarant'anni di mestiere,sono costretto a raccontare storie in piazzola. Ne valeva la pena? Per me e mia moglie, assolutamente sì, ma per come si vive adesso, assolutamente no! Era meglio fare lo spacciatore o l'imbonitore o il delinquente. Si,sarebbero venuti Striscia e le Iene, ma dopo poco tempo,tutto dimenticato e ricomprato il motorhome nuovo! Camminare fa bene,sì ma andare in camper è meglio.Credimi [:D] Ciao,a presto Silvio
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