Apro il thread perchè ci sono stati diversi OT secondo me interessanti su questo tema.
I più preferiscono guidare, cosa per me incomprensibile.
Gli OT cui mi riaggancio sono nel thread norvegia (dove si parla di oslo-copenhagen-swinoujsce), uno nel thread inghilterra (ebridi esterne - non ricordo - belfast + rosslare bilbao + barcellona pto torres + cagliari napoli) e uno nel recente thread su svernare al caldo (dove si parla di come raggiungere tangeri med).
Per me tutte le ragioni per cui non si imbarca il camper si riassumono in paura del mare (salvo un reale interesse a vedere il tragitto guidato). Non ha avuto grande successo ma la riassumo per chi ha pazienza di leggerla, se no saltate in fondo:
La paura più ancestrale che esiste (l'ignoto, rappresentato tipicamente da morte buio e mare nero) si può solo fingere di non averla secondo me..tanti ci riescono per tutta la vita ma solo perchè non incappano in un esperienza che li obbliga ad affrontarla a lungo.
La mia teoria (suffragata da qualche anno imbarcato sugli yacht ma niente di piu) è che se pensi di non avere paura al momento buono sarai quello paralizzato con gli occhi sbarrati, terrorizzato da cio che non credevi esistere.
Verrà a salvarti la vita un marinaio che ha paura del mare e ogni giorno trova il coraggio di vincerla, è la storia di tutti i naufragi. Nessuno dice di avere paura del mare..poi 1 ne salva 100 ed è quello che sa di avere paura, e quindi trova il coraggio, imho.
Non ho mai visto un lupo di mare che dice di non avere paura del mare e la ragione secondo me è questa, chi va per mare prima o poi guarda la morte in faccia per diverse ore e quindi ha il tempo di rifletterci veramente, sia sul mare che su quello che rappresenta nell'inconscio colelttivo.
Incidenti stradali o una pistola puntata contro sono robe diverse, la fase in cui affronti il terrore è breve quindi non si ha molto tempo di rifletterci mentre succede e anzi, la botta di adrenalina magari ci fa avere il coraggio di reagire li per li. Quando la situazione è prolungata, li si vede chi ha allenato il coraggio e la consapevolezza. Voglio dire..gli equipaggi nei trasferimenti atlantici durante le tempeste si legano alle cuccette e prendono i sonniferi per la necessità di darsi il cambio..quando si passano ore o giorni a guardare la morte in faccia è diverso, secondo me. Si impara che in realtà è sempre li, fingevamo solo che non ci fosse..e da quel giorno qualcosa cambia perchè non si può più ignorarla, si accetta e si trova il coraggio di vivere, di imbarcarsi di nuovo, di continuare ad amare il mare (o di guardarlo solo da terra).
Io mi imbarco perchè
secondo me senza navi certe cose sono una faticata enorme e forse non le farei. Il caso delle ebridi è lampante, 3 mesi a salire guidando, 3 settimane a scendere sfruttando il mare, con lo stesso ritmo di guida (ca 70km al giorno). La domanda sorge spontanea..che navi avete preso e perchè, come mai siamo cosi restii a usarle in generale?
Modificato da Frank Blue il 07/10/2026 alle 18:12:37