Per le spiagge, non c'è che l'imbarazzo della scelta, ma il top, sarebbe avere un gommone al seguito.
In diverse tappe ho circumnavigato, sotto costa, tutto il tacco da S. Cataldo di Lecce, sino a Gallipoli, entrando in una miriade di grotte.
Il massimo della bellezza è Porto Miggiano nei pressi della Grotta Zinzulusa. Se poi si vuol godere di un pò d'aria frizzantina e si hanno le biciclette al seguito, leggetevi quanto segue.
I precisini obbietteranno, che il periodo non corrisponde alla richiesta, ma l'articolo è stato scritto in altra epoca e altro scopo.

Ciao Franco
PEDALANDO IN TONDO PER LOCOROTONDO
Ottobre, è tempo di vendemmia, nell’aria frizzantina tipica d’autunno, si avverte quel profumo di uva pigiata che ci accompagna lungo le strade extraurbane che collegano le ben 138 contrade che costituiscono, con il nucleo del centro storico, la ridente cittadina nel cui nome sono inserite ben cinque “O”: Locorotondo in provincia di Bari.
Territorio incastonato tra le province di Brindisi e Taranto, dominante la Valle d’Itria ed importante via di comunicazione tra l’Adriatico e lo Jonio. A differenza di altri comuni del circondario, Locorotondo ha la peculiarità di avere la popolazione sparsa sul tutto il territorio urbano ed extraurbano, con punte del 65 % della intera popolazione residente nelle contrade. Questa condizione ha favorito notevolmente il territorio, in quanto la presenza di insediamenti abitativi ha fatto si che nel tempo tutto l’agro fosse servito da impianti tecnologici di carattere prettamente urbano, con particolare riguardo alla viabilità. Ed è stata appunto la viabilità, a darmi lo spunto per questo scritto, in quanto, percorrendola in bicicletta, ho potuto apprezzare tutte le sfumature di cui si compone la bella campagna di Locorotondo. Quel continuo intrecciarsi di muri a secco che delimitano i vari appezzamenti di terra, mi da l’impressione di una immensa rete che avvolge il territorio, nelle cui maglie si intravedono le varie coltivazioni, con una svariata quantità di colori dovuti alla diversità delle coltivazioni che va dal marrone della terra appena arata, al verde del seminativo e dei boschi, al color tabacco dei vigneti nei quali, in questo periodo si osserva notevole movimento di manodopera per la raccolta dell’uva. Spesso l’uva viene lavorata direttamente in loco in ambienti chiamati “palmind” (palmento) e tradotta in mosto che successivamente, con l’approssimarsi dell’inverno maturerà e diventerà quel nettare chiamato “doc Locorotondo”. Da noi la vendemmia è ancora una festa, un clima gioviale campeggia tra i contadini, si canta e scherza durante le varie fasi dei lavori che si concludono puntualmente con laute cene innaffiate dal buon vino della precedente vendemmia. La bicicletta mi porta su e giù per i declivi, mi fa avvertire la presenza dei boschi per il repentino ridursi della temperatura, dovuta alla fitta vegetazione. Mucche, pecore e capre al pascolo, mi salutano con lo scampanio dei campanacci appesi al collo, contadini impegnati nei vari lavori, rispondono cordialmente al mio augurio di buona giornata, invitandomi ad assaporare i prodotti della terra. Spesso e volentieri, percorro sentieri tracciati dal bestiame all’interno dei boschi; Mi affascina lo scricchiolio dell’erba secca sotto le ruote e la miscellanea dei profumi che si propaga al mio transitare, calpestando erbe aromatiche. Panorami mozzafiato si possono ammirare dalle alture che si affacciano sull’adriatico, mentre l’occhio si posa su una distesa infinita di alberi di ulivo che degradono verso il mare. Lungo le strade si affacciano veri capolavori di maestri trullari, pietra lavorata sapientemente sino a diventare trullo, cummerse (versione cittadina del trullo), archi, pavimentazioni e murature che non sono altro che le abitazioni dei residenti, curate in ogni particolare nel rispetto delle più vive tradizioni locali che hanno sempre esaltato e sfruttato quanto madre natura ha reso disponibile. Dall’alto dei rilievi si intravedono le sagome maestose delle masserie, veri e propri monumenti all’aggregazione contadina di un tempo, che purtroppo oggi è scomparsa con il frammentarsi della proprietà contadina, ma ancora presente fisicamente a testimonianza della cultura locale. Mi soffermo presso uno dei tanti cantieri edili per la ristrutturazione dei trulli, osservo l’ossatura portante dei coni, le murature spesse oltre il metro, pietra su pietra sino ad assumere la sagoma di abitazione rurale dei tempi andati che era condivisa con il bestiame, fonte di sostentamento per interi nuclei familiare. Masserie, aie, chiese rurali, cisterne comuni, danno la sensazione di spiccata aggregazione, scandita dal levare e calare del sole. Quella atmosfera ovattata che oggi è difficile riscontrare nel vivere frenetico quotidiano, si riscopre penetrando nel tessuto locale con un mezzo silenzioso e discreto quale è la bicicletta, che auspico a tutti di utilizzare per assaporare le gioie che solo la semplicità può dare. Vorrei condividere con tutti voi queste mie gioie, rendervi partecipi del mio entusiasmo invitandovi a segnalare al direttivo la vostra potenziale adesione per organizzare una giornata plein air in bicicletta fra i trulli della campagna di Locorotondo.
Franco
quote:Originally posted by miki59
dove posso andare a luglio in puglia e' trovare spiagge belle poco affollate? grazie a tutti [}:)][}:)miki59
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Modificato da torna il 06/04/2008 alle 00:37:33