In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 17/02/2019 alle 16:32:33Non ho detto che questo lo rende assolutamente ligio, ma se lo fa, è più facile che succeda perché ha esplicitamente valutato il rischio.
il ciclista è abituato a sapere che in caso di incidente sarà quello che si fa male, e si regola di conseguenza. non ne sarei così tanto sicuro. il passare con il rosso, ad esempio, non mi sembra un comportamento di chi si regola in base alla propria sicurezza
In risposta al messaggio di morodirho del 17/02/2019 alle 17:06:59Le strisce? Dovrebbero abolirle... perché un pedone deve poter avere la precedenza per attraversare? Visto quanto sono indisciplinati quelli che passano col rosso... e poi uno che arriva deve anche frenare altrimenti se li investe gli aumenta l’assicurazione...
comunque ,per conferma, anche questa mattina ho fatto la prova . Nessun automobilista rallenta in prossimita' delle strisce pedonali ne tantomeno si ferma ,per cui quando dovevo attraversare ero costretto ad aspettare chenon arrivasse nessuna macchina , a meno di rischiare di essere investito.Tra l'altro ti guardano ti vedono ma tirano dritto , giuro che vorrei essere come Clint Eastwood ( ispettore Callagan)
In risposta al messaggio di navarre del 17/02/2019 alle 15:22:52Mica vero un ciclista può stendere il Calosci mentre un automobilista può prendere un albero ...
Hai sicuramente ragione, anche perché un ca&%one è tale in bici o in auto, ma non ci sarà mai vera parità, perché un tizio in bici se è distratto o stupido crea danno esclusivamente a stesso, ma non si può dire la medesima cosa per un automobilista. È quindi normale che gli utenti più deboli abbiano maggiori garanzie dal codice.
In risposta al messaggio di Grinza del 17/02/2019 alle 18:45:52Si, ok, ma io non ho mai sentito "automobilista ucciso da ciclista" o "ciclista investe un TIR"..
Mica vero un ciclista può stendere il Calosci mentre un automobilista può prendere un albero ... solite scuse, o entrambi idioti o entrambi bravi al 50%
In risposta al messaggio di navarre del 17/02/2019 alle 21:52:37Non siete spiritosi proprio per niente!
Si, ok, ma io non ho mai sentito automobilista ucciso da ciclista o ciclista investe un TIR.. E per quanto riguarda il Prof. secondo me quando ne vede uno ci si butta sotto!
In risposta al messaggio di Dash del 18/02/2019 alle 09:26:27No.
[OT] Ah, questi correttori ortografici che non sanno la coniugazione del passato remoto... io dovei tu dovesti egli dovette ... Io scrivo e rileggo, il correttore ortografico è disattivato. Ciao da Dash
In risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci del 18/02/2019 alle 14:29:00Ok, il colpevole è Siri. Però in Apple dovrebbero insegnare a Siri che se il soggetto è "lui" non concorda con "dovete".
No. Nel mio caso non fu errore del correttore. iPhone ha scritto sotto dettatura e ha capito con una sola t invece che con due. Io- mea culpa, mea maxima culpa - non ho riletto e ho inviato.
In risposta al messaggio di morodirho del 18/02/2019 alle 19:47:52se non c'è stato impatto, i danni li paga chi li ha causati, in questo caso, il ciclista
ultima ,fresca di giornata ,ore 15 circa, Strisce pedonali , arriva un ciclista ( bici da corsa) che rallenta senza scendere dalla bici, arriva un automobilista ,lo vede , rallenta. A questo punto il ciclista ,vista l'intenzionedell'automobilista di fermarsi si alza sui pedali e riparte cosi come fa l'altro, .frenata del ciclista per non essere ''messo sotto' e conseguente caduta. fortunatamente senza grosse conseguenze tranne una botta sull'anca con ematoma. Dopo di che l'automobilista è sceso dalla macchina per accertarsi delle condizioni del ciclista ed è ripartito. sotto gli insulti ,di chi sarebbe stata la colpa in caso di eventuali danni?
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 18/02/2019 alle 20:26:14Questa norma ipotetica del ciclista deve scendere quando passa sulle strisce è molto ben radicata nell'immaginario comune, ma non è vera o almeno, come molti aspetti del nostro codice della strada, è fumosa e interpretabile, anche se un parere del Ministero afferma che IL CICLISTA NON È OBBLIGATO A SCENDERE SULLE STRISCE PEDONALI!
se non c'è stato impatto, i danni li paga chi li ha causati, in questo caso, il ciclista e non capisco gli insulti. il ciclista li doveva attraversare a piedi, e l'automobilista si è comunque sincerato che stesse bene pur non avendo nessuna colpa
http://www.salvaiciclistiroma.i...
In risposta al messaggio di morodirho del 18/02/2019 alle 19:47:52L'impatto c'è stato?
ultima ,fresca di giornata ,ore 15 circa, Strisce pedonali , arriva un ciclista ( bici da corsa) che rallenta senza scendere dalla bici, arriva un automobilista ,lo vede , rallenta. A questo punto il ciclista ,vista l'intenzionedell'automobilista di fermarsi si alza sui pedali e riparte cosi come fa l'altro, .frenata del ciclista per non essere ''messo sotto' e conseguente caduta. fortunatamente senza grosse conseguenze tranne una botta sull'anca con ematoma. Dopo di che l'automobilista è sceso dalla macchina per accertarsi delle condizioni del ciclista ed è ripartito. sotto gli insulti ,di chi sarebbe stata la colpa in caso di eventuali danni?
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 18/02/2019 alle 20:26:14Come fai a dire ''nessuna colpa'' Non ci si deve ''FERMARE'' davanti alle strisce pedonali? specialmente se vedi una persona in procinto di attraversare ? ma come ragionate ,
se non c'è stato impatto, i danni li paga chi li ha causati, in questo caso, il ciclista e non capisco gli insulti. il ciclista li doveva attraversare a piedi, e l'automobilista si è comunque sincerato che stesse bene pur non avendo nessuna colpa
In risposta al messaggio di morodirho del 19/02/2019 alle 08:58:58al massimo avrebbe preso una multa, ma di certo se non c'è stato impatto non deve pagare nessun danno.
Come fai a dire ''nessuna colpa'' Non ci si deve ''FERMARE'' davanti alle strisce pedonali? specialmente se vedi una persona in procinto di attraversare ? ma come ragionate ,
In risposta al messaggio di navarre del 18/02/2019 alle 23:13:41purtroppo il CDS è fermo dall'età della pietra, quando non esistevano gli attraversamenti ciclabili, ma solo quelli pedonali.
Questa norma ipotetica del ciclista deve scendere quando passa sulle strisce è molto ben radicata nell'immaginario comune, ma non è vera o almeno, come molti aspetti del nostro codice della strada, è fumosa e interpretabile,anche se un parere del Ministero afferma che IL CICLISTA NON È OBBLIGATO A SCENDERE SULLE STRISCE PEDONALI! Quindi non darei per così scontato il fatto che posso arrotare un ciclista sulle strisce tanto è in torto, primo perché non è detto che lo sia e secondo perché anche se fosse in torto, io devo dimostrare l'imprevedibilità dell'evento, cosa difficilmente dimostrabile nel caso illustrato da Moro, dove l'automobilista si era persino fermato.
Servo per Amikeco by IPA
"Viaggio per vedere non per viaggiare"In risposta al messaggio di ezio59 del 19/02/2019 alle 10:13:15Sui danni subiti (o provocati) durante la circolazione stradale, occorre sempre tenere in considerazione l'art. 2054 del codice civile.
Al ciclista contromano va il 50% di colpa I giudici: anche se ferito gravemente (dopo lo schianto contro un’auto) deve accollarsi metà responsabilità dell’incidente di Angela Baglioni 26 agosto 2018 PESCARA . Alciclista che percorre contromano la strada va il 50% della colpa se viene investito da un’auto che procede nel giusto senso di marcia. A stabilirlo è la terza sezione della Cassazione civile (presidente Franco De Stefano, relatore Chiara Graziosi), con una sentenza pubblicata il 23 agosto scorso. IL CASO. A portare il caso all’attenzione della Suprema Corte era stato un ciclista abruzzese, investito nel Teramano mentre percorreva contromano una strada. In seguito all’incidente, avvenuto nel 1995, l’uomo aveva riportato ferite gravi ma il tribunale di Teramo prima, e la Corte d’appello dell’Aquila, stabilirono che la colpa dell’incidente era da annettere per il 50% al conducente dell’auto, e per la restante metà al conducente della bici. La sentenza del tribunale risale al 2011. Quella della Corte d’appello al 2015. Contro i due pronunciamenti, il ciclista propose appello in Cassazione, e dopo 23 anni dall’incidente, è arrivata la sentenza definitiva, con la quale i giudici di legittimità hanno respinto il ricorso e condannato l’uomo al pagamento delle spese di processo, che sono state liquidate in 2.200 euro. I DANNI RIPORTATI. Come ha certificato il consulente tecnico d’ufficio del tribunale, la vita del ciclista era stata radicalmente modificata dall’incidente, tanto da richiedere l’uso di antidepressivi, antipsicotici e ansiolitici. Nella perizia erano emersi «rallentamento nei movimenti, compromissione della memoria, specie a breve e medio termine, tono dell’umore depresso, impaccio nei movimenti fini delle dita delle mani». Tutti motivi per i quali l’uomo era stato costretto a lasciare il lavoro per essere collocato in pensione. LA CONTESTAZIONE. Il primo ricorso è stato quello in tribunale, che nel 2011 ha stabilito la corresponsabilità del ciclista nell'incidente, e condannato l’assicurazione dell’automobilista a pagare il 50% del danno non patrimoniale subito dal ferito. L’uomo ha proposto ricorso in appello ma nel 2015 è stato respinto, assieme all’appello incidentale promosso dalla compagnia assicurativa. E si arriva al 2018. Tra gli altri motivi di ricorso il ciclista ha eccepito anche l’esatta quantificazione del danno biologico (riconosciuto nella misura del 15%), sottolineando che non sarebbero stati tenuti nella debita considerazione anche il danno morale ed esistenziale, in quanto le lesioni subite lo avrebbero costretto a modificare radicalmente la sua vita. LA SUPREMA CORTE. I giudici hanno respinto queste richieste perché «l’insieme degli elementi predetti», si legge nella sentenza, «è confluito nella quantificazione adeguatamente proposta dal Ctu che il giudicante ha pienamente condiviso». Così come hanno respinto tutti gli altri cinque motivi contenuti nel ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese.