Tramonto di Marina di Gr. Ciao a tutti
Paolo
"Quando c'è una meta anche il deserto diventa strada"
Paolo
"Quando c'è una meta anche il deserto diventa strada"
In risposta al messaggio di toyhdj80 del 03/09/2020 alle 12:46:34Ciao Umberto
risposta a LIBOR e GREENPEACE: memorizzo le vs prenotazioni ma confermo che non potrò dare il via alla stampa se non arriverò al lotto = 30. Seconda cosa: il prezzo è di 2€ per ogni adesivo +spese di spedizione che devoverificare una volta pesata la busta, ma non credo superino i 2 - 2,5 €. Quindi sarà mia cura tenervi informati sulla tempistica. Infine la storia degli hymernauti, Mi perdoneranno coloro che già la conoscono e spero di non infastidire gli altri, nel caso possono chiudere il collegamento a questo punto. Correva l'anno 2014 e lanciavo questo manifesto con intento comunque leggero: Valori-guida dell'hymernauta (secondo umbè) Clausola esclusiva: per far parte del clan degli hymernauti occorre avere una “nave” con sulla prua il marchio “HYMER”. a) L'hymernauta è una persona-una coppia-una famiglia il cui centro NON è il camper! Questo è mezzo, strumento di spostamento e riparo; grotta con le cibarie e le cose che possono alleviarlo da certi problemi. Il fine è poter compiere esperienze di crescita culturale, di conoscenza dell'”altro”. L'”altro” è gente, terra, colori, animali, odori, luce... b) L'hymernauta è nomade, non perché fa molti km ma perché difficilmente ritorna sui propri passi; non frequenta sempre gli stessi posti, si ferma fin quando sente che c'è ancora qualcosa da capire; se ritorna segue nuove tracce, ricerca il cambiamento dei luoghi, vuol incontrare nuove persone. c) L'hymernauta sa che “tutto scorre”, non rimpiange il bel tempo che fu ma non è modernista ad ogni costo. Per questo è prudente con la tecnologia, non la snobba, non la santifica; si tiene un passo indietro e se gli capita di essere avanti, non si esibisce oltremisura. d) L'hymernauta viaggia per conoscere: ogni viaggio, anche il più semplice, gli fornisce occasione per andare un passo più in là nella conoscenza. Per verificare questo “apprendimento” ne scrive: solo attraverso la capacità di registrare e comunicare l'esperienza può dire di aver compreso. Non è problema di correttezza grammaticale e sintattica: è capacità di fissare con parole proprie sentimenti, sensazioni, fatti, dati che l'hanno attraversato e trattenerne una certa parte. Scrive di quell'”altro” di cui al punto a). e) l'hymernauta segue tutte le rotte; ogni punto cardinale è aperto, anche se può avere un'attrazione maggiore per uno di essi; segue tutti i venti che possono essergli favorevoli perché dovunque si nasconde la scoperta. Corollario: l'hymernauta mette in circolo questa conoscenza, non (solo) come diario, road book, ma come stimolo, indicazione per un confronto sulle sensazioni provate nelle esperienze. f) l'hymernauta è tollerante ma non accondiscendente; difende gli spazi vitali con il dialogo. Se manca il dialogo allora prende e va alla ricerca di arie migliori. Non si fa trascinare in inutili beghe né tantomeno a vie di fatto. La forza è argomento da ******i (v. Cipolla). g) l'hymernauta è tendenzialmente cosmopolita, al di là dei limiti linguistici; utilizza un mezzo che gli consente di esplorare un bel numero di paesi, indipendentemente o quasi dai luoghi e forme di accoglienza. Sarebbe un peccato non sfruttare l'occasione. Corollario: il vero hymernauta, al rientro domestico, non conclude che “qui si sta meglio” ma ricerca in ogni esperienza quel “buono” che c'è. Se non lo trova, vuol dire che deve ancora crescere come ricercatore di autenticità. h) l'hymernauta se l'incontri lo riconosci: non è quello che ha l'orsetto blu da qualche parte, ma colui che ti accoglie con accoglienza (di cui il prosecco!). Questo veniva dopo il lavoro fatto dal gruppo dei promotori già citato e che mandavamo in stampa con questo viatico: Tutto è nato per gioco...da battute scambiate su CoL e tratteggianti un certo modo di vivere il plein air a bordo di un Hymer. Come un ritratto appena abbozzato, pochi segni sul foglio: l'inclinazione alla riservatezza, la ricerca di mete aventi senso...l'orso e l'avventura ragionata: nasce così, in modo semplice, l'idea degli Hymernauti. (...) E' un'impronta, un messaggio, un riconoscimento di territorio culturale, un marchio nel marchio! Un clan. Il lavoro è finito! Può piacere o non piacere, ma questo è il risultato e questo il segno distintivo di chi vorrà far parte di questo clan. Termino (e ancora chiedo scusa per la lungaggine) con il recupero di un post sul forum datato19/12/2014, con il quale si dava conto della presenza degli hymernauti sul territorio, oggi quel numero è molto cambiato, si calcola che siano almeno più di 70 ma non avendo radiocollare sul mezzo non ho il dato reale Se riuscite a leggerlo bene, altrimenti spero si possa retrocedere alla pagina CoL del giorno indicato. A presto e un cordiale benvenuto ai nuovi, anche da parte degli altri promotori. PS- ripensandoci, ora che stiamo vivendo il lockdown, in un certo modo eravamo dei precursori additando già una forma di distanziamento sociale ed anche culturale; quest'ultima soprattutto mi viene utile ricordare dopo che ho sentito dai racconti di alcuni orsi appena rientrati dalle vacanze della presenza di molti camperisti piuttosto grezzi, chiassosi e maleducati incontrati . Sappiamo che c'è stato un forte incremento di nuovi equipaggi camperizzati, proprio stimolato dal senso di protezione che il plein air offre, ma camperisti non ci si improvvisa e le regole di educazione e rispetto del vicinato vanno apprese. Anche questo faceva e fa parte della filosofia primordiale di noi orsi hymernauti.
In risposta al messaggio di Armando del 06/09/2020 alle 17:19:05Vai in sicilia?
Salutoni da Caronte
In risposta al messaggio di Armando del 08/09/2020 alle 08:14:33Il nastro americano ha una tenuta molto piu tenace di quanto si possa credere e (assieme a filo di ferro e elastici di camera d'aria) è una delle colonne portanti per risolvere problemi.
Ci siamo arrivati domenica, sempre bellissima. Siamo a Siracusa, purtroppo ieri nel pomeriggio il tempo si è guastato e ha fatto (anche stanotte) alcuni scrosci, cosa per me antipatica dato che dopo la grandinata di luglio(e promesse di intervento rivelatesi del piffero) ho due oblò rappezzati da me col nastro americano prima di partire. Già hanno resistito a due temporali in fase di partenza. Per fortuna ora nell'area camper siamo sotto una tettoia.
www.iz4dji.it
In risposta al messaggio di Armando del 08/09/2020 alle 08:14:33Ciao, scusa se ti chiedo: la grandinata di luglio è stata così violenta da romperti due oblò?
Ci siamo arrivati domenica, sempre bellissima. Siamo a Siracusa, purtroppo ieri nel pomeriggio il tempo si è guastato e ha fatto (anche stanotte) alcuni scrosci, cosa per me antipatica dato che dopo la grandinata di luglio(e promesse di intervento rivelatesi del piffero) ho due oblò rappezzati da me col nastro americano prima di partire. Già hanno resistito a due temporali in fase di partenza. Per fortuna ora nell'area camper siamo sotto una tettoia.
In risposta al messaggio di Lbor del 08/09/2020 alle 11:35:58
Ciao, scusa se ti chiedo: la grandinata di luglio è stata così violenta da romperti due oblò? importante da sapere, per prendere precauzioni, se disponibili, nella sventurata ipotesi... Pensavo fossero più resistenti...
La vita è un viaggio,
In risposta al messaggio di alexf del 08/09/2020 alle 12:45:01a volte ho pensato di tenere infilato nel garage un foglio di materiale plastico semirigido facilmente ritagliabile con forbici e cutter, e che assieme a nastro americano potrebbe aiutare a sanare un oblo trapassato.
Purtroppo succede, ho letto di questa eventualità ed è più frequente di quanto si pensi. Ho visto anche delle foto della rottura causa grandine del grande oblò che ora è usato in quasi tutti i profilati (compreso il mio) e trovo sia di non facile riparazione provvisoria. Comunque, e come si diceva sopra, il buon 'nastro americano' dovrebbe aiutare molto.
www.iz4dji.it
In risposta al messaggio di IZ4DJI del 08/09/2020 alle 13:32:24
a volte ho pensato di tenere infilato nel garage un foglio di materiale plastico semirigido facilmente ritagliabile con forbici e cutter, e che assieme a nastro americano potrebbe aiutare a sanare un oblo trapassato. Poiho pensato che puoi avere 100 cose e si roomperà la 101esima e quindi tanto vale affrontare i problemi e trovare una soluzione nel momento in cui si presentano.
La vita è un viaggio,In risposta al messaggio di Lbor del 08/09/2020 alle 13:27:54
Comunque aldilà della scocciatura di avere un oblò rotto, doverlo sostituire, magari viaggiare alla belle e meglio per un pò, l’assicurazione dovrebbe rimborsare (al netto di franchigie se presenti) i danni da grandine..La mia polizza lo contempla e credo oblò e finestrini siano dentro..
La vita è un viaggio,
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"Viaggio per vedere non per viaggiare"
Paolo
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