In risposta al messaggio di tuzzato del 28/09/2023 alle 12:54:09Continuo a pensare che senza le imposizioni europee l' elettrico non sarebbe mai decollato.
Mi permetto: guidare un'auto elettrica richiede un cambi di mentalità e di approccio - non si può paragonare l'uso e le modalità di ricarica con quelle di un'auto a benzina, che si voglia o no l'auto elettrica è il futuroe non richiede chissà che adattamento. I parlamentari in Europa decidono quello che sarà di tutti noi e sono molto più rilevanti di quelli locali il fatto che mediamente in Italia non ci sia questa percezione è una deformazione orribile quasi solo italiana - mandiamo gente pessima perché non lo riteniamo importante - salvo poi lamentarsi dell'Europa... Simone
In risposta al messaggio di salvatore del 28/09/2023 alle 13:56:18
Continuo a pensare che senza le imposizioni europee l' elettrico non sarebbe mai decollato. La tecnologia si evolve - aggiungo, fortunatamente - in base a proprie regole e non per imposizione di legge. Trovo quindi assurdoche un gruppo di burocrati, totalmente privi di competenza tecnica, abbiano deciso che da qui al 2035, cioe' fra 12 anni, tutti i veicoli dovranno essere elettrici. Giusto per riferimento, tanto per capire come era la situazione una quindicina di anni fa - fra le tante - Android non esisteva e non esisteva whatsapp. Il 4g, che ha rivoluzionato la comunicazione mobile, e' nato in Italia nel 2011. E nessuno si e' sognato di dire che da li' a una certa data li avremmo avuti.
In risposta al messaggio di IZ4DJI del 28/09/2023 alle 11:36:08Come è già stato detto da altri, l'auto elettrica richiede un cambio di mentalità per quello che riguarda il "rifornimento"... Ovvero con l'auto elettrica appena si può è meglio metterla in carica (alle lente, quindi entro 11 kW o alcune auto accettano 22 kW) anche se è al 70-75%, mentre le ricariche alle colonnine HPC sono da usare solo in caso di emergenza o quando si fanno viaggi oltre autonomia. Vedi esempio il mio caso dove, girando ben oltre la media italiana (circa 50.000 km/anno, alcuni mesi sono a 2.500 km altri mesi anche 6.000 km) carico 1 volta su 9 alle HPC e alle lente solo in caso di necessità carico a 11 kW mentre per la maggior parte delle volte carico tra i 4 e 7 kW per ridurre le perdite di carica sennò mi basterebbe anche caricare a 3 kW o in casi rari 2 kW... Ma per chi la usa per 50-80 km/giorno anche con tangenziali ai 110 km/h, 2,5 kW sono sufficienti; non è una potenza così elevata specie se si pensa che in buona parte si carica di notte o quando si può.
Il problema non è il motore elettrico, che quello sarebbe perfetto per la trazione, il problema è come lo si alimenta. Secondo me usare grosse batterie di accumulo per avere grande autonomia, e quindi necessità di elevatecorrenti di ricarica per avere tempi di ricarica decenti, è un collo di bottiglia e che puo andare bene se i veicoli a batteria sono relativamente pochi. Secondo me il motore elettrico va benissimo ma abbinato a batteria per spostamenti urbani brevi e medi ma affiancato da un sistema di generazione a bordo per spostamenti grandi. Per esempio fuell cell a idrogeno o motogeneratore termico a efuel, o comunque cose simili. penso che gia un motore termico ottimizzato per girare sempre allo stesso regime di giri potrebbe consumare molto meno di un motore termico di trazione che deve potere girare a regimi ben differenti. Anche se scoprissero batterie fantastiche leggere, che si caricano in un attimo etc, comunque per caricarle servirebbe un cavo e connessione adeguato a fare passare correnti paurose e li non c'è nulla che si puo fare.
In risposta al messaggio di il tornitore del 28/09/2023 alle 15:10:54Vero, si tenderebbe a usare le nuove tecnologie come si usava le precedenti, ma bisogna resettare il cervello e ragionare e comportarsi di conseguenza.
Come è già stato detto da altri, l'auto elettrica richiede un cambio di mentalità per quello che riguarda il rifornimento... Ovvero con l'auto elettrica appena si può è meglio metterla in carica (alle lente, quindi entro11 kW o alcune auto accettano 22 kW) anche se è al 70-75%, mentre le ricariche alle colonnine HPC sono da usare solo in caso di emergenza o quando si fanno viaggi oltre autonomia. Vedi esempio il mio caso dove, girando ben oltre la media italiana (circa 50.000 km/anno, alcuni mesi sono a 2.500 km altri mesi anche 6.000 km) carico 1 volta su 9 alle HPC e alle lente solo in caso di necessità carico a 11 kW mentre per la maggior parte delle volte carico tra i 4 e 7 kW per ridurre le perdite di carica sennò mi basterebbe anche caricare a 3 kW o in casi rari 2 kW... Ma per chi la usa per 50-80 km/giorno anche con tangenziali ai 110 km/h, 2,5 kW sono sufficienti; non è una potenza così elevata specie se si pensa che in buona parte si carica di notte o quando si può. Altro esempio... Stamattina sono partito al 100% con la bmw iX1, fatto strada normale con guida allegra (modalità comfort o sport, non Eco) senza A/C; tornato a casa che era al 63% dopo 164 km (indicava un consumo medio di 13,9 kWh/100 km, ottimo per l'auto che è visto che pesa quasi 2100 kg è un 4x4 e disponibili ha circa 310 CV)... Messa in carica e poi alle 17.30 riparto e arrivare a stanotte tornerò a casa e avrò fatto circa 200-210 km; con la carica residua ci sarei stato comodamente ma non mi cambiava metterla in carica o meno intanto l'auto è ferma a casa e può benissimo caricarsi. Fuel cell ad idrogeno... Altro che non sono auto elettriche travestiste con più conversioni energetiche inutili; a proposito sembra che la tratta ferroviaria in Germania ad idrogeno sia un fallimento... E sembra che anche negli altri paesi stiano chiudendo i distributori ad H2. Il fatto dei cavi di dimensioni generose... All'atto pratico tali cavi li hanno solo le colonnine HPC le quali spesso vicino hanno una cabina MT/BT... Oltretutto già da qualche anno ci sono auto con architetture a 800 V e non solo 400 V. I sistemi di connessioni odierni delle auto possono portare fino 350 kW a 800 V o 250 kW a 400 V, quelle dei mezzi pesanti (esempio Tesla Semi) arrivano a 1-1,5 MW e 1 kV.. Tutto in sicurezza. Esempio i cavi della calata dalla linea che mi arrivano al contatore pur dimensionati per portare 33 kW costanti non sono così grandi dato che si parla di trifase... In Italia si è abituati a ragionare in monofase con conseguenti sezioni importanti anche per portare 6-7 kW a 30 m di distanza.
www.iz4dji.it
In risposta al messaggio di salvatore del 28/09/2023 alle 13:56:18Stai confrontando tematiche diverse, una singola azienda crea un servizio (whatsapp) ... le infrastrutture di supporto produttivo strategici nazionali e transnazionali sono discussioni che vengono fatte a livello tecnico e politico e non nascono né si evolvono a caso ma seguono un piano strategico concordato con anni di anticipo (il 5G da almeno il 2016).
Continuo a pensare che senza le imposizioni europee l' elettrico non sarebbe mai decollato. La tecnologia si evolve - aggiungo, fortunatamente - in base a proprie regole e non per imposizione di legge. Trovo quindi assurdoche un gruppo di burocrati, totalmente privi di competenza tecnica, abbiano deciso che da qui al 2035, cioe' fra 12 anni, tutti i veicoli dovranno essere elettrici. Giusto per riferimento, tanto per capire come era la situazione una quindicina di anni fa - fra le tante - Android non esisteva e non esisteva whatsapp. Il 4g, che ha rivoluzionato la comunicazione mobile, e' nato in Italia nel 2011. E nessuno si e' sognato di dire che da li' a una certa data li avremmo avuti.
In risposta al messaggio di IZ4DJI del 28/09/2023 alle 16:25:07La carichi in strada durante il viaggio solo se stai facendo lunghe tratte (tipicamente autostrada) altrimenti la carichi a casa la sera ... io abito in condominio e la attacco davanti al garage dalle 23:30 alle 08 circa con il carichino da 1.8kW (meno del phon di mia moglie) recupero circa 80km di autonomia - se avessi percorsi giornalieri più lunghi monterei un wallbox .. ma considera che la media italiana giornaliera è di circa 30km.
Vero, si tenderebbe a usare le nuove tecnologie come si usava le precedenti, ma bisogna resettare il cervello e ragionare e comportarsi di conseguenza. Se non sbagli qualche conto, o li imposto male, 250Kw a 400V sono piudi 600A efa paura solo a pensarci che tanta corrente possa passare in un cavo e connettore di dimensioni tutto sommato non enormi, ma sicuramente chi li ha studiati ha considerato tutto. Certo che un auto elettrica con fuelcell a idrogeno richiede piu conversioni e quindi perdite, ma caricare una bombola di gas mi sembra piu rapido, semplice che caricare una batteria con tanti A in transito, oltre che distribuire capillarmente un gas, penso che richieda molti meno investimenti che approntare una infrastruttura elettrica adeguata alla carica contemporanea di milioni di auto. Io penso che per una buona utilizzabilità di un auto elettrica, la si dovrebbe potere caricare di notte in garage o cortile a meno che non si possa avere cariche per strada in tempi di pochi minuti, come fare rifornimento di carburante, e non so se siamo gia a questo punto. Però, secondo me stiamo partendo dalla fine, cioè prima (o almeno contestualmente) alla migrazione all auto a batteria, si deve procedere a approntare forme di creazione di energia in ambito nazionale, che sia economica, abboondante, sempre disponibile e capillarmente distribuita. Non penso che le rinnovabili siano adeguate, e per il nucleare abbiamo perso tempo per questioni ideologiche.
In risposta al messaggio di IZ4DJI del 28/09/2023 alle 16:25:07Però, secondo me stiamo partendo dalla fine, cioè prima (o almeno contestualmente) alla migrazione all auto a batteria, si deve procedere a approntare forme di creazione di energia in ambito nazionale, che sia economica, abboondante, sempre disponibile e capillarmente distribuita. Non penso che le rinnovabili siano adeguate, e per il nucleare abbiamo perso tempo per questioni ideologiche
Vero, si tenderebbe a usare le nuove tecnologie come si usava le precedenti, ma bisogna resettare il cervello e ragionare e comportarsi di conseguenza. Se non sbagli qualche conto, o li imposto male, 250Kw a 400V sono piudi 600A efa paura solo a pensarci che tanta corrente possa passare in un cavo e connettore di dimensioni tutto sommato non enormi, ma sicuramente chi li ha studiati ha considerato tutto. Certo che un auto elettrica con fuelcell a idrogeno richiede piu conversioni e quindi perdite, ma caricare una bombola di gas mi sembra piu rapido, semplice che caricare una batteria con tanti A in transito, oltre che distribuire capillarmente un gas, penso che richieda molti meno investimenti che approntare una infrastruttura elettrica adeguata alla carica contemporanea di milioni di auto. Io penso che per una buona utilizzabilità di un auto elettrica, la si dovrebbe potere caricare di notte in garage o cortile a meno che non si possa avere cariche per strada in tempi di pochi minuti, come fare rifornimento di carburante, e non so se siamo gia a questo punto. Però, secondo me stiamo partendo dalla fine, cioè prima (o almeno contestualmente) alla migrazione all auto a batteria, si deve procedere a approntare forme di creazione di energia in ambito nazionale, che sia economica, abboondante, sempre disponibile e capillarmente distribuita. Non penso che le rinnovabili siano adeguate, e per il nucleare abbiamo perso tempo per questioni ideologiche.
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 28/09/2023 alle 19:02:41Con questa logica tanto vale continuare con le lanterne ad olio di balena.
Però, secondo me stiamo partendo dalla fine, cioè prima (o almeno contestualmente) alla migrazione all auto a batteria, si deve procedere a approntare forme di creazione di energia in ambito nazionale, che sia economica,abboondante, sempre disponibile e capillarmente distribuita. Non penso che le rinnovabili siano adeguate, e per il nucleare abbiamo perso tempo per questioni ideologiche Esatto, ma fallo capire a quei privilegiati che hanno la macchina elettrica e che la possono ricaricare e rimessate a casa Come già detto, se domani tutti i veicoli saranno elettrici, ci vorrebbe una stazione di ricarica per ogni parcheggio in strada Non immaginano minimamente cosa significhi in termini di lavori di infrastrutture e potenziamento delle linee E rimane sempre il fatto che la corrente è ancora prodotta in gran parte da fossile Praticamente l'inquinamento viene solo spostato, non diminuito
In risposta al messaggio di Apollo 13 del 28/09/2023 alle 19:48:35Non è questione di logica, ma di logistica
Con questa logica tanto vale continuare con le lanterne ad olio di balena. Dubito che ci saranno tante stazioni di ricarica quanti sono i parcheggi, come dubito che tutti gli adeguamenti necessari avverranno da un giornoall'altro. Noi a casa abbiamo la fibra per internet, ma qui in città è arrivata un po' alla volta, e ci sono ancora paesi che non hanno la fibra ottica.
In risposta al messaggio di tuzzato del 28/09/2023 alle 18:20:26Negli ultimi 15 - 20 anni sono nate innovazioni che hanno modificato i comportamenti di miliardi di persone (nel precedente messaggio ho citato le prime che mi sono venute in mente, ma ce ne sono molte altre).
Stai confrontando tematiche diverse, una singola azienda crea un servizio (whatsapp) ... le infrastrutture di supporto produttivo strategici nazionali e transnazionali sono discussioni che vengono fatte a livello tecnicoe politico e non nascono né si evolvono a caso ma seguono un piano strategico concordato con anni di anticipo (il 5G da almeno il 2016). il 4G che citi (e 5G poi) per esempio fa parte di un percorso tecnico definito come transizione a livello europeo che ha richiesto la liberazione di frequenze pregiate (per il cittadino medio è arrivata la televisione digitale). Simone
In risposta al messaggio di IZ4DJI del 28/09/2023 alle 16:25:07Ognuno ha un suo punto di vista su ciò che fa "paura"... Per me 600 A sono tanti poichè ogni giorno non si ha a che fare con tale intensità di corrente ma neanche da far paura; già nel 2006 con la full hybrid vedevo di picco oltre 100 A.
Vero, si tenderebbe a usare le nuove tecnologie come si usava le precedenti, ma bisogna resettare il cervello e ragionare e comportarsi di conseguenza. Se non sbagli qualche conto, o li imposto male, 250Kw a 400V sono piudi 600A efa paura solo a pensarci che tanta corrente possa passare in un cavo e connettore di dimensioni tutto sommato non enormi, ma sicuramente chi li ha studiati ha considerato tutto. Certo che un auto elettrica con fuelcell a idrogeno richiede piu conversioni e quindi perdite, ma caricare una bombola di gas mi sembra piu rapido, semplice che caricare una batteria con tanti A in transito, oltre che distribuire capillarmente un gas, penso che richieda molti meno investimenti che approntare una infrastruttura elettrica adeguata alla carica contemporanea di milioni di auto. Io penso che per una buona utilizzabilità di un auto elettrica, la si dovrebbe potere caricare di notte in garage o cortile a meno che non si possa avere cariche per strada in tempi di pochi minuti, come fare rifornimento di carburante, e non so se siamo gia a questo punto. Però, secondo me stiamo partendo dalla fine, cioè prima (o almeno contestualmente) alla migrazione all auto a batteria, si deve procedere a approntare forme di creazione di energia in ambito nazionale, che sia economica, abboondante, sempre disponibile e capillarmente distribuita. Non penso che le rinnovabili siano adeguate, e per il nucleare abbiamo perso tempo per questioni ideologiche.
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 28/09/2023 alle 19:02:41La differenza sta che con le BEV l'energia elettrica viene usata direttamente per la trazione mentre per le auto a idrocarburi no e non si può dire che le raffinerie consumano poco, che le stazioni di servizio non consuma energia etc etc. Per cui non è vero che l'inquinamento viene solo spostato.. E che non mi si venga a dire per le batterie (produzione e smaltimento) come se produrre e smaltire le auto a combustibile fossile (compresi gli innumerevoli ricambi senza dimenticare additivi, olii e così via) fosse a impatto zero.
Però, secondo me stiamo partendo dalla fine, cioè prima (o almeno contestualmente) alla migrazione all auto a batteria, si deve procedere a approntare forme di creazione di energia in ambito nazionale, che sia economica,abboondante, sempre disponibile e capillarmente distribuita. Non penso che le rinnovabili siano adeguate, e per il nucleare abbiamo perso tempo per questioni ideologiche Esatto, ma fallo capire a quei privilegiati che hanno la macchina elettrica e che la possono ricaricare e rimessate a casa Come già detto, se domani tutti i veicoli saranno elettrici, ci vorrebbe una stazione di ricarica per ogni parcheggio in strada Non immaginano minimamente cosa significhi in termini di lavori di infrastrutture e potenziamento delle linee E rimane sempre il fatto che la corrente è ancora prodotta in gran parte da fossile Praticamente l'inquinamento viene solo spostato, non diminuito
In risposta al messaggio di il tornitore del 29/09/2023 alle 10:46:46"PS: Infatti l'elettrico non è LA soluzione, bensì UNA soluzione."
La differenza sta che con le BEV l'energia elettrica viene usata direttamente per la trazione mentre per le auto a idrocarburi no e non si può dire che le raffinerie consumano poco, che le stazioni di servizio non consumaenergia etc etc. Per cui non è vero che l'inquinamento viene solo spostato.. E che non mi si venga a dire per le batterie (produzione e smaltimento) come se produrre e smaltire le auto a combustibile fossile (compresi gli innumerevoli ricambi senza dimenticare additivi, olii e così via) fosse a impatto zero. Certo ad oggi l'energia viene prodotta in gran parte dal fossile (non petrolio/oli combustibili o carbone/lignite, bensì da CH4) però l'energia rinnovabile si fa sempre più presente ed infatti ad Agosto oltre il 43% del fabbisogno nazionale è stato soddisfatto dalle FER. Non sapevamo 100 anni fa cosa significasse avere tutte queste stazioni di servizio, raffinerie (alcune con anche centrali elettriche a ciclo combinato), mezzi pesanti che trasportano idrocarburi, rete ferroviaria etc eppure ci siamo arrivati... L'elettrico in Italia ha iniziato a diffondersi forse negli ultimi 5-7 anni e di conseguenza l'infrastruttura... Pretendiamo che arrivi a diffondersi capillarmente in 15 anni quando l'attuale tecnologia (idrocarburi) ce ne ha messi 100? PS: Infatti l'elettrico non è LA soluzione, bensì UNA soluzione.
In risposta al messaggio di il tornitore del 29/09/2023 alle 10:46:46E che non mi si venga a dire per le batterie (produzione e smaltimento) come se produrre e smaltire le auto a combustibile fossile (compresi gli innumerevoli ricambi senza dimenticare additivi, olii e così via) fosse a impatto zero.
La differenza sta che con le BEV l'energia elettrica viene usata direttamente per la trazione mentre per le auto a idrocarburi no e non si può dire che le raffinerie consumano poco, che le stazioni di servizio non consumaenergia etc etc. Per cui non è vero che l'inquinamento viene solo spostato.. E che non mi si venga a dire per le batterie (produzione e smaltimento) come se produrre e smaltire le auto a combustibile fossile (compresi gli innumerevoli ricambi senza dimenticare additivi, olii e così via) fosse a impatto zero. Certo ad oggi l'energia viene prodotta in gran parte dal fossile (non petrolio/oli combustibili o carbone/lignite, bensì da CH4) però l'energia rinnovabile si fa sempre più presente ed infatti ad Agosto oltre il 43% del fabbisogno nazionale è stato soddisfatto dalle FER. Non sapevamo 100 anni fa cosa significasse avere tutte queste stazioni di servizio, raffinerie (alcune con anche centrali elettriche a ciclo combinato), mezzi pesanti che trasportano idrocarburi, rete ferroviaria etc eppure ci siamo arrivati... L'elettrico in Italia ha iniziato a diffondersi forse negli ultimi 5-7 anni e di conseguenza l'infrastruttura... Pretendiamo che arrivi a diffondersi capillarmente in 15 anni quando l'attuale tecnologia (idrocarburi) ce ne ha messi 100? PS: Infatti l'elettrico non è LA soluzione, bensì UNA soluzione.
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 29/09/2023 alle 14:20:17"ma nel 2035 ci sarò, e sono sicuro che si venderanno ancora veicoli a motore endotermico"
E che non mi si venga a dire per le batterie (produzione e smaltimento) come se produrre e smaltire le auto a combustibile fossile (compresi gli innumerevoli ricambi senza dimenticare additivi, olii e così via) fosse a impattozero. nessuno ha mai detto ciò ripeto, i veicoli elettrici, non sono la soluzione come vi hanno fatto credere, e che adeguare le infrastrutture e gli impianti, non è ne una cosa semplice, ne immediata va bene per gente come te e come me, che hanno la possibilità di caricare in casa ma per tutti quelli che non hanno il garage, la cosa è altamente problematica, e stolto è chi non se ne vuole rendere conto fra 100 anni sinceramente me ne sbatto, ma nel 2035 ci sarò, e sono sicuro che si venderanno ancora veicoli a motore endotermico l'elettrico non è la soluzione, ma nemmeno una soluzione, è solo un palliativo
In risposta al messaggio di sergiozh del 29/09/2023 alle 18:42:08Finche' non esistera' una vera alternativa ai motori endotermici (e l' elettrico allo stato non e' una vera alternativa), l'endotermico continuera' tranquillamente a vivere.
ma nel 2035 ci sarò, e sono sicuro che si venderanno ancora veicoli a motore endotermico io non credo che dal 2035 in europa i motori endotermici con combustibili fossili in auto nuove supereranno l'1% delle vendite.questo comporterà anche la difficoltà di trovare distributori di benzina a partire dal 2050 perché se pochi la comprano anche i distributori di benzina spariranno.
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 29/09/2023 alle 14:20:17
E che non mi si venga a dire per le batterie (produzione e smaltimento) come se produrre e smaltire le auto a combustibile fossile (compresi gli innumerevoli ricambi senza dimenticare additivi, olii e così via) fosse a impattozero. nessuno ha mai detto ciò ripeto, i veicoli elettrici, non sono la soluzione come vi hanno fatto credere, e che adeguare le infrastrutture e gli impianti, non è ne una cosa semplice, ne immediata va bene per gente come te e come me, che hanno la possibilità di caricare in casa ma per tutti quelli che non hanno il garage, la cosa è altamente problematica, e stolto è chi non se ne vuole rendere conto fra 100 anni sinceramente me ne sbatto, ma nel 2035 ci sarò, e sono sicuro che si venderanno ancora veicoli a motore endotermico l'elettrico non è la soluzione, ma nemmeno una soluzione, è solo un palliativo
In risposta al messaggio di Giovanni del 29/09/2023 alle 19:12:49quello che intendevo dire, è quello che stai dicendo tu
Hai scritto: va bene per gente come te e come me, che hanno la possibilità di caricare in casa Non è questione di caricare in casa o meno, è che sono necessari impianti di distribuzione dell'energia elettrica atti asopportare questi carichi. Qui si parla di Kw, Ampere, tensioni, dimenticando quella semplice legge che porta un cortissimo nome, tre lettere: Ohm. Quindi gli impianti di distribuzione, tutti, a partire da quelli di competenza Terna fino a quelli di Enel Distribuzione vanno maggiorati, forse triplicati ma senz'altro quadruplicati come impianti per il trasporto di queste correnti. Oggi viaggiamo, in Italia, con picchi di corrente sui 60 Gw (Gigawatt) e servirebbero per un parco auto come oggi, ma elettrico, forse 200 Gw; questo salto lo dovrebbe fare tutti i paesi europei: spiegatemi come si può pensare di quadruplicare la produzione di energia elettrica in soli 12 anni. Sarà una mia fissa, ma l'auto elettrica, il fotovoltaico e l'eolico sono le grandi bufale di questi decenni, bufale che pagheremo care. Se tutti i denari spesi per queste idee malsane frutto di personaggi senza alcuna cognizione in merito, fossero stati destinati ad una ricerca di fonti alternative valide, affidabili, costanti nel tempo, era da un dì che già avevamo risolto il problema. A nessuno son venuti in mente gli esperimenti di Tesla (lo scienziato, non l'industriale attuale) che probabilmente avrebbero almeno risolto il problema della carica delle batterie restando comunque da risolvere la produzione di energia elettrica. Nessuno ha pensato a sfruttare la forza di gravità: sembra una sciocchezza ma prima dell'invenzione del motore a vapore nessuno pensava di sfruttare quel vapore che usciva dalla pentola per cuocere la pasta... Giovanni
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 29/09/2023 alle 20:11:19
quello che intendevo dire, è quello che stai dicendo tu finche sono solo i possessori di garage ad avere auto elettrica e riuscire a caricarla in casa, va anche bene il problema nasce appunto quando tutti avranno il veicoloelettrico e dovranno ricaricarlo in strada questo significa una colonnina per ogni posteggio e con conseguenti impianti dimensionati lo avevo scritto abbastanza chiaramente e che adeguare le infrastrutture e gli impianti, non è ne una cosa semplice, ne immediata