In risposta al messaggio di latrofa124 del 17/10/2023 alle 14:49:59Io invece non ho alcun dubbio che tu non hai provato un'elettrica per almeno 1 giorno intero o 1 settimana
Tranquillo. Non eri tu la persona alla quale facevo riferimento, sempre nel dubbio che l'hai provata. Roberto
In risposta al messaggio di Pascia2 del 17/10/2023 alle 14:45:00
In risposta al messaggio di latrofa124 del 17/10/2023 alle 15:05:49Scusate l'OT.
Questo è il più grave dei PROBLEMI dell'inquinamento, Le auto in movimento per portare e riprendere i figli a scuola, 1 bimbo =1 auto, poi se piove apriti cielo. E giù a intasare i centri urbani perché prima e dopo si va pure al lavoro. Roberto
In risposta al messaggio di il tornitore del 17/10/2023 alle 14:53:26Ripeto l'alternativa alle BEV è il powertrain tipo Prius, ora anche su CHR e domani chissà, anche sulle Fiat.?
Io invece non ho alcun dubbio che tu non hai provato un'elettrica per almeno 1 giorno intero o 1 settimana
In risposta al messaggio di latrofa124 del 17/10/2023 alle 14:49:59Non ho la forza e la costanza di sostenere in questo Forum la causa della transizione energetica all'elettrico (cosa in cui peraltro credo), come invece fa @il tornitore, che ringrazio per i suoi riscontri sempre obiettivi e basati su esperienze reali e dati certi.
Tranquillo. Non eri tu la persona alla quale facevo riferimento, sempre nel dubbio che l'hai provata. Roberto
In risposta al messaggio di Furio59 del 17/10/2023 alle 18:09:26Rombo del motore che si accende e spegne,
Non ho la forza e la costanza di sostenere in questo Forum la causa della transizione energetica all'elettrico (cosa in cui peraltro credo), come invece fa @il tornitore, che ringrazio per i suoi riscontri sempre obiettivie basati su esperienze reali e dati certi. Mi limito a leggerVi, ma in questo caso devo rispondere, in quanto si fa riferimento a un mio test sulla nuova Toyota Prius, ed in altri post vengo citato. Come ho già detto, sono un estimatore del marchio Toyota, ne ho avute 7 (pick up, diesel, ibride, supersportive), ne ho attualmente due, entrambe Yaris Hibryd, una del 2015 e una del 2022. Ho avuto occasione di provare a lungo (per una conoscenza) la nuova Prius, è una bellissima auto, che va molto bene e costruita con lka qualità a cui Toyota ci ha abituati. Ma per carità, non paragoniamo la parte meccanica e le prestazioni, anche di consumo, rispetto alla Model 3, auto del suo segmento che, aparità di accessori costa uguale. Unica cosa in cui vince Toyota, è la comodità di rifornimento senza l'assillo di cercare una colonnina o pagare troppo i chilowatt durante la ricarica, ma questi sono problemi solo italiani. Per il resto, a livello di silenziosità il confronto non regge, il rombo del motore che si accende e si spegne di continuo è fastifdioso, se poi uno è appena sceso da una qualsiasi auto elettrica è imparagonabile. Tra l'altro Toyota risparmia molto sull'insonorizzazione degli abitacoli, accentuando il divario. La Yaris è ancora più fastidiosa, specie l'ultimo modello che è mosso da un motore a tre cilindri al posto del vecchio 4 cilindri della versione precedente. Certo, anche la Prius può viaggiare solo in modalità elettrica, ma solo per 55/80 km: anche qui le prestazioni sono imparagonabili, la parte elettrica dispone solo di 150 cv di potenza, e l'accelerazione è davveero modesta, quando invece le BEV ti schiacciano contro lo schienale. Nel momento poi che le battere sono scariche, dopo qualche decina di km la macchina andra a benzina con i consumi di un motore di 2000 cc. seppure costruito con degli accorgimenti (non mi dilungo su i diagrammi della distribuzione, ciclo Atkinson, ecc) per renderlo economico, ma sempre a scapito delle prestazioni. Va da se che i priomi possessori di Prius dichiarano un consumo a velocità di 130 kmh di 16 km/l. Per la cronaca, con la Yaris a pari velocità ne faccio poco più di 18. Affinchè la meccanica della Prius dia il meglio in fatto di consumi, va da se che va usata innanzitutto andando piano, poi in modalità ibrida, poi ancora adottando il sistema di guida Pulse e Glide (che non è difficile, ma che richiede comunque attenzione e concentrazione ed è quindi in contrasto con il confort ed il piacere di guida). Viene da ridere a pensare che uno debba leggersi 1200 pagine di istruzioni per usare un auto, non lo faranno i vecchi ne tanto meno i giovani, solo qualche maniaco. Viene anche da ridere a pensare che siano gli stessi venditori ad erudire il cliente sugli accorgimenti di guida e quant'altro, loro pensano solo a venderti la macchina nel più breve tempo possibile, e posso assicurare che sono anche imboccati dalle case per parlare male della concorrenza quando questa è concreta, come nel caso di una Teskla nei confronti di una Toyota ibrida. Saranno i numeri a parlare, vediamo se Toyota venderà 2 miloni di esemplari di Prius, come ha fatto Tesla con la Model3. La Prius è un auto di nicchia (soprattutto nel mercato europeo), Toyota lo sa, come sa di essere rimasta indietro e farà di tutto per recuperare la strada perduta, d'altro canto stiamo parlando del primo costruttore mondiale di automobili. Approfitto di questo mio intervento per cercare di dare una spiegazione alla diffidenza verso le auto elettriche ed in generale verso nuove tecnologie. Ho afforntato l'argomento anche con mia figlia, appassionata studentessa di psicologia. Inserisco alcune righe, non mie, ma che spiegano bene questo concetto. La paura del cambiamento Una delle storie più vecchie del mondo, quindi: tutto ciò che non conosciamo ci fa paura, compreso il futuro. In psicologia questa fobia è chiamata neofobia o Metathesiofobia, ovvero paura del nuovo. Se da un lato può sembrare una paura apparentemente immotivata, dall’altro è quasi la normalità: si tratta di un atteggiamento inconscio che risale ai primari istinti dell'uomo, che riconosce più sicuro ciò che ha già sperimentato, al contrario di ciò che non ha mai provato, che appare invece insicuro ed instabile. In psicologia, quell’atteggiamento che si manifesta di fronte ad una scelta e che ci porta a direzionarci verso la situazione a noi più nota, si chiama meccanismo di salvezza: si tratta di un sistema di difesa innato, del tutto istintivo proprio come lo è l’istinto animale. Tornando a noi, se trasliamo questo meccanismo nella tecnologia, non solo risulterebbe un freno per il progresso, ma è anche privo di senso: come non è prevedibile il cambiamento, non è nemmeno prevedibile cosa potrebbe accadere se tutto restasse come è. Si vivrebbe meglio? Ci si accontenterebbe di poco? Si starebbe meno ore di fronte ad un mondo virtuale? Nessuno può saperlo. La sola cosa che sappiamo è che temere il cambiamento è del tutto umano, perché è proprio quando ci si presenta di fronte che ci costringe ad uscire dalla nostra comfort zone (da ciò che conosciamo a memoria) e ci porta verso una zona buia, composta da nuove idee, nuovi concetti e nulla di noto. E' per questi motivi che penso che le nuove generazioni, più libere da vincoli ideologici e sicuramente più disponibili verso nuove esperienze, accelereranno in modo enorme la transizione di cui stiamo parlando. Ai nostri figli lasciamo un mondo dove vengono estratti ogni giorno 80 milioni di barili di petrolio (si, ogni giorno!), pari a circa 13 miliardi di litri al giorno. Questo insieme a 500 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno, della quale solo il 9% viene riciclata. Nonostante questo ognuno di noi fa i conti di quanto e se risparmierà con un auto elettrica, e quanti minuti del suo tempo prezioso dovrà sprecare per ricaricarla. La maggior parte di noi non è disposto a fare un piccolo passo, pensa sempre che debbano essere prima gli altri, trovando mille scuse più o meno valide per giustificare la proprià immobilità, spesso dettata solo da una grande ignoranza.
In risposta al messaggio di Furio59 del 17/10/2023 alle 18:09:26Rombo del motore che si accende e spegne,
Non ho la forza e la costanza di sostenere in questo Forum la causa della transizione energetica all'elettrico (cosa in cui peraltro credo), come invece fa @il tornitore, che ringrazio per i suoi riscontri sempre obiettivie basati su esperienze reali e dati certi. Mi limito a leggerVi, ma in questo caso devo rispondere, in quanto si fa riferimento a un mio test sulla nuova Toyota Prius, ed in altri post vengo citato. Come ho già detto, sono un estimatore del marchio Toyota, ne ho avute 7 (pick up, diesel, ibride, supersportive), ne ho attualmente due, entrambe Yaris Hibryd, una del 2015 e una del 2022. Ho avuto occasione di provare a lungo (per una conoscenza) la nuova Prius, è una bellissima auto, che va molto bene e costruita con lka qualità a cui Toyota ci ha abituati. Ma per carità, non paragoniamo la parte meccanica e le prestazioni, anche di consumo, rispetto alla Model 3, auto del suo segmento che, aparità di accessori costa uguale. Unica cosa in cui vince Toyota, è la comodità di rifornimento senza l'assillo di cercare una colonnina o pagare troppo i chilowatt durante la ricarica, ma questi sono problemi solo italiani. Per il resto, a livello di silenziosità il confronto non regge, il rombo del motore che si accende e si spegne di continuo è fastifdioso, se poi uno è appena sceso da una qualsiasi auto elettrica è imparagonabile. Tra l'altro Toyota risparmia molto sull'insonorizzazione degli abitacoli, accentuando il divario. La Yaris è ancora più fastidiosa, specie l'ultimo modello che è mosso da un motore a tre cilindri al posto del vecchio 4 cilindri della versione precedente. Certo, anche la Prius può viaggiare solo in modalità elettrica, ma solo per 55/80 km: anche qui le prestazioni sono imparagonabili, la parte elettrica dispone solo di 150 cv di potenza, e l'accelerazione è davveero modesta, quando invece le BEV ti schiacciano contro lo schienale. Nel momento poi che le battere sono scariche, dopo qualche decina di km la macchina andra a benzina con i consumi di un motore di 2000 cc. seppure costruito con degli accorgimenti (non mi dilungo su i diagrammi della distribuzione, ciclo Atkinson, ecc) per renderlo economico, ma sempre a scapito delle prestazioni. Va da se che i priomi possessori di Prius dichiarano un consumo a velocità di 130 kmh di 16 km/l. Per la cronaca, con la Yaris a pari velocità ne faccio poco più di 18. Affinchè la meccanica della Prius dia il meglio in fatto di consumi, va da se che va usata innanzitutto andando piano, poi in modalità ibrida, poi ancora adottando il sistema di guida Pulse e Glide (che non è difficile, ma che richiede comunque attenzione e concentrazione ed è quindi in contrasto con il confort ed il piacere di guida). Viene da ridere a pensare che uno debba leggersi 1200 pagine di istruzioni per usare un auto, non lo faranno i vecchi ne tanto meno i giovani, solo qualche maniaco. Viene anche da ridere a pensare che siano gli stessi venditori ad erudire il cliente sugli accorgimenti di guida e quant'altro, loro pensano solo a venderti la macchina nel più breve tempo possibile, e posso assicurare che sono anche imboccati dalle case per parlare male della concorrenza quando questa è concreta, come nel caso di una Teskla nei confronti di una Toyota ibrida. Saranno i numeri a parlare, vediamo se Toyota venderà 2 miloni di esemplari di Prius, come ha fatto Tesla con la Model3. La Prius è un auto di nicchia (soprattutto nel mercato europeo), Toyota lo sa, come sa di essere rimasta indietro e farà di tutto per recuperare la strada perduta, d'altro canto stiamo parlando del primo costruttore mondiale di automobili. Approfitto di questo mio intervento per cercare di dare una spiegazione alla diffidenza verso le auto elettriche ed in generale verso nuove tecnologie. Ho afforntato l'argomento anche con mia figlia, appassionata studentessa di psicologia. Inserisco alcune righe, non mie, ma che spiegano bene questo concetto. La paura del cambiamento Una delle storie più vecchie del mondo, quindi: tutto ciò che non conosciamo ci fa paura, compreso il futuro. In psicologia questa fobia è chiamata neofobia o Metathesiofobia, ovvero paura del nuovo. Se da un lato può sembrare una paura apparentemente immotivata, dall’altro è quasi la normalità: si tratta di un atteggiamento inconscio che risale ai primari istinti dell'uomo, che riconosce più sicuro ciò che ha già sperimentato, al contrario di ciò che non ha mai provato, che appare invece insicuro ed instabile. In psicologia, quell’atteggiamento che si manifesta di fronte ad una scelta e che ci porta a direzionarci verso la situazione a noi più nota, si chiama meccanismo di salvezza: si tratta di un sistema di difesa innato, del tutto istintivo proprio come lo è l’istinto animale. Tornando a noi, se trasliamo questo meccanismo nella tecnologia, non solo risulterebbe un freno per il progresso, ma è anche privo di senso: come non è prevedibile il cambiamento, non è nemmeno prevedibile cosa potrebbe accadere se tutto restasse come è. Si vivrebbe meglio? Ci si accontenterebbe di poco? Si starebbe meno ore di fronte ad un mondo virtuale? Nessuno può saperlo. La sola cosa che sappiamo è che temere il cambiamento è del tutto umano, perché è proprio quando ci si presenta di fronte che ci costringe ad uscire dalla nostra comfort zone (da ciò che conosciamo a memoria) e ci porta verso una zona buia, composta da nuove idee, nuovi concetti e nulla di noto. E' per questi motivi che penso che le nuove generazioni, più libere da vincoli ideologici e sicuramente più disponibili verso nuove esperienze, accelereranno in modo enorme la transizione di cui stiamo parlando. Ai nostri figli lasciamo un mondo dove vengono estratti ogni giorno 80 milioni di barili di petrolio (si, ogni giorno!), pari a circa 13 miliardi di litri al giorno. Questo insieme a 500 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno, della quale solo il 9% viene riciclata. Nonostante questo ognuno di noi fa i conti di quanto e se risparmierà con un auto elettrica, e quanti minuti del suo tempo prezioso dovrà sprecare per ricaricarla. La maggior parte di noi non è disposto a fare un piccolo passo, pensa sempre che debbano essere prima gli altri, trovando mille scuse più o meno valide per giustificare la proprià immobilità, spesso dettata solo da una grande ignoranza.
In risposta al messaggio di Furio59 del 17/10/2023 alle 18:09:26"La paura del cambiamento"
Non ho la forza e la costanza di sostenere in questo Forum la causa della transizione energetica all'elettrico (cosa in cui peraltro credo), come invece fa @il tornitore, che ringrazio per i suoi riscontri sempre obiettivie basati su esperienze reali e dati certi. Mi limito a leggerVi, ma in questo caso devo rispondere, in quanto si fa riferimento a un mio test sulla nuova Toyota Prius, ed in altri post vengo citato. Come ho già detto, sono un estimatore del marchio Toyota, ne ho avute 7 (pick up, diesel, ibride, supersportive), ne ho attualmente due, entrambe Yaris Hibryd, una del 2015 e una del 2022. Ho avuto occasione di provare a lungo (per una conoscenza) la nuova Prius, è una bellissima auto, che va molto bene e costruita con lka qualità a cui Toyota ci ha abituati. Ma per carità, non paragoniamo la parte meccanica e le prestazioni, anche di consumo, rispetto alla Model 3, auto del suo segmento che, aparità di accessori costa uguale. Unica cosa in cui vince Toyota, è la comodità di rifornimento senza l'assillo di cercare una colonnina o pagare troppo i chilowatt durante la ricarica, ma questi sono problemi solo italiani. Per il resto, a livello di silenziosità il confronto non regge, il rombo del motore che si accende e si spegne di continuo è fastifdioso, se poi uno è appena sceso da una qualsiasi auto elettrica è imparagonabile. Tra l'altro Toyota risparmia molto sull'insonorizzazione degli abitacoli, accentuando il divario. La Yaris è ancora più fastidiosa, specie l'ultimo modello che è mosso da un motore a tre cilindri al posto del vecchio 4 cilindri della versione precedente. Certo, anche la Prius può viaggiare solo in modalità elettrica, ma solo per 55/80 km: anche qui le prestazioni sono imparagonabili, la parte elettrica dispone solo di 150 cv di potenza, e l'accelerazione è davveero modesta, quando invece le BEV ti schiacciano contro lo schienale. Nel momento poi che le battere sono scariche, dopo qualche decina di km la macchina andra a benzina con i consumi di un motore di 2000 cc. seppure costruito con degli accorgimenti (non mi dilungo su i diagrammi della distribuzione, ciclo Atkinson, ecc) per renderlo economico, ma sempre a scapito delle prestazioni. Va da se che i priomi possessori di Prius dichiarano un consumo a velocità di 130 kmh di 16 km/l. Per la cronaca, con la Yaris a pari velocità ne faccio poco più di 18. Affinchè la meccanica della Prius dia il meglio in fatto di consumi, va da se che va usata innanzitutto andando piano, poi in modalità ibrida, poi ancora adottando il sistema di guida Pulse e Glide (che non è difficile, ma che richiede comunque attenzione e concentrazione ed è quindi in contrasto con il confort ed il piacere di guida). Viene da ridere a pensare che uno debba leggersi 1200 pagine di istruzioni per usare un auto, non lo faranno i vecchi ne tanto meno i giovani, solo qualche maniaco. Viene anche da ridere a pensare che siano gli stessi venditori ad erudire il cliente sugli accorgimenti di guida e quant'altro, loro pensano solo a venderti la macchina nel più breve tempo possibile, e posso assicurare che sono anche imboccati dalle case per parlare male della concorrenza quando questa è concreta, come nel caso di una Teskla nei confronti di una Toyota ibrida. Saranno i numeri a parlare, vediamo se Toyota venderà 2 miloni di esemplari di Prius, come ha fatto Tesla con la Model3. La Prius è un auto di nicchia (soprattutto nel mercato europeo), Toyota lo sa, come sa di essere rimasta indietro e farà di tutto per recuperare la strada perduta, d'altro canto stiamo parlando del primo costruttore mondiale di automobili. Approfitto di questo mio intervento per cercare di dare una spiegazione alla diffidenza verso le auto elettriche ed in generale verso nuove tecnologie. Ho afforntato l'argomento anche con mia figlia, appassionata studentessa di psicologia. Inserisco alcune righe, non mie, ma che spiegano bene questo concetto. La paura del cambiamento Una delle storie più vecchie del mondo, quindi: tutto ciò che non conosciamo ci fa paura, compreso il futuro. In psicologia questa fobia è chiamata neofobia o Metathesiofobia, ovvero paura del nuovo. Se da un lato può sembrare una paura apparentemente immotivata, dall’altro è quasi la normalità: si tratta di un atteggiamento inconscio che risale ai primari istinti dell'uomo, che riconosce più sicuro ciò che ha già sperimentato, al contrario di ciò che non ha mai provato, che appare invece insicuro ed instabile. In psicologia, quell’atteggiamento che si manifesta di fronte ad una scelta e che ci porta a direzionarci verso la situazione a noi più nota, si chiama meccanismo di salvezza: si tratta di un sistema di difesa innato, del tutto istintivo proprio come lo è l’istinto animale. Tornando a noi, se trasliamo questo meccanismo nella tecnologia, non solo risulterebbe un freno per il progresso, ma è anche privo di senso: come non è prevedibile il cambiamento, non è nemmeno prevedibile cosa potrebbe accadere se tutto restasse come è. Si vivrebbe meglio? Ci si accontenterebbe di poco? Si starebbe meno ore di fronte ad un mondo virtuale? Nessuno può saperlo. La sola cosa che sappiamo è che temere il cambiamento è del tutto umano, perché è proprio quando ci si presenta di fronte che ci costringe ad uscire dalla nostra comfort zone (da ciò che conosciamo a memoria) e ci porta verso una zona buia, composta da nuove idee, nuovi concetti e nulla di noto. E' per questi motivi che penso che le nuove generazioni, più libere da vincoli ideologici e sicuramente più disponibili verso nuove esperienze, accelereranno in modo enorme la transizione di cui stiamo parlando. Ai nostri figli lasciamo un mondo dove vengono estratti ogni giorno 80 milioni di barili di petrolio (si, ogni giorno!), pari a circa 13 miliardi di litri al giorno. Questo insieme a 500 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno, della quale solo il 9% viene riciclata. Nonostante questo ognuno di noi fa i conti di quanto e se risparmierà con un auto elettrica, e quanti minuti del suo tempo prezioso dovrà sprecare per ricaricarla. La maggior parte di noi non è disposto a fare un piccolo passo, pensa sempre che debbano essere prima gli altri, trovando mille scuse più o meno valide per giustificare la proprià immobilità, spesso dettata solo da una grande ignoranza.
https://www.ilsole24ore.com/art...
https://www.ilsole24ore.com/art...
In risposta al messaggio di Furio59 del 17/10/2023 alle 18:09:26il petrolio alimenterà comunque il restante 90% abbondante del mondo e anche in Europa sarà usato assieme a gas e carbone per alimentare le auto elettriche, salvo che si proceda veloci con il nucleare.
Non ho la forza e la costanza di sostenere in questo Forum la causa della transizione energetica all'elettrico (cosa in cui peraltro credo), come invece fa @il tornitore, che ringrazio per i suoi riscontri sempre obiettivie basati su esperienze reali e dati certi. Mi limito a leggerVi, ma in questo caso devo rispondere, in quanto si fa riferimento a un mio test sulla nuova Toyota Prius, ed in altri post vengo citato. Come ho già detto, sono un estimatore del marchio Toyota, ne ho avute 7 (pick up, diesel, ibride, supersportive), ne ho attualmente due, entrambe Yaris Hibryd, una del 2015 e una del 2022. Ho avuto occasione di provare a lungo (per una conoscenza) la nuova Prius, è una bellissima auto, che va molto bene e costruita con lka qualità a cui Toyota ci ha abituati. Ma per carità, non paragoniamo la parte meccanica e le prestazioni, anche di consumo, rispetto alla Model 3, auto del suo segmento che, aparità di accessori costa uguale. Unica cosa in cui vince Toyota, è la comodità di rifornimento senza l'assillo di cercare una colonnina o pagare troppo i chilowatt durante la ricarica, ma questi sono problemi solo italiani. Per il resto, a livello di silenziosità il confronto non regge, il rombo del motore che si accende e si spegne di continuo è fastifdioso, se poi uno è appena sceso da una qualsiasi auto elettrica è imparagonabile. Tra l'altro Toyota risparmia molto sull'insonorizzazione degli abitacoli, accentuando il divario. La Yaris è ancora più fastidiosa, specie l'ultimo modello che è mosso da un motore a tre cilindri al posto del vecchio 4 cilindri della versione precedente. Certo, anche la Prius può viaggiare solo in modalità elettrica, ma solo per 55/80 km: anche qui le prestazioni sono imparagonabili, la parte elettrica dispone solo di 150 cv di potenza, e l'accelerazione è davveero modesta, quando invece le BEV ti schiacciano contro lo schienale. Nel momento poi che le battere sono scariche, dopo qualche decina di km la macchina andra a benzina con i consumi di un motore di 2000 cc. seppure costruito con degli accorgimenti (non mi dilungo su i diagrammi della distribuzione, ciclo Atkinson, ecc) per renderlo economico, ma sempre a scapito delle prestazioni. Va da se che i priomi possessori di Prius dichiarano un consumo a velocità di 130 kmh di 16 km/l. Per la cronaca, con la Yaris a pari velocità ne faccio poco più di 18. Affinchè la meccanica della Prius dia il meglio in fatto di consumi, va da se che va usata innanzitutto andando piano, poi in modalità ibrida, poi ancora adottando il sistema di guida Pulse e Glide (che non è difficile, ma che richiede comunque attenzione e concentrazione ed è quindi in contrasto con il confort ed il piacere di guida). Viene da ridere a pensare che uno debba leggersi 1200 pagine di istruzioni per usare un auto, non lo faranno i vecchi ne tanto meno i giovani, solo qualche maniaco. Viene anche da ridere a pensare che siano gli stessi venditori ad erudire il cliente sugli accorgimenti di guida e quant'altro, loro pensano solo a venderti la macchina nel più breve tempo possibile, e posso assicurare che sono anche imboccati dalle case per parlare male della concorrenza quando questa è concreta, come nel caso di una Teskla nei confronti di una Toyota ibrida. Saranno i numeri a parlare, vediamo se Toyota venderà 2 miloni di esemplari di Prius, come ha fatto Tesla con la Model3. La Prius è un auto di nicchia (soprattutto nel mercato europeo), Toyota lo sa, come sa di essere rimasta indietro e farà di tutto per recuperare la strada perduta, d'altro canto stiamo parlando del primo costruttore mondiale di automobili. Approfitto di questo mio intervento per cercare di dare una spiegazione alla diffidenza verso le auto elettriche ed in generale verso nuove tecnologie. Ho afforntato l'argomento anche con mia figlia, appassionata studentessa di psicologia. Inserisco alcune righe, non mie, ma che spiegano bene questo concetto. La paura del cambiamento Una delle storie più vecchie del mondo, quindi: tutto ciò che non conosciamo ci fa paura, compreso il futuro. In psicologia questa fobia è chiamata neofobia o Metathesiofobia, ovvero paura del nuovo. Se da un lato può sembrare una paura apparentemente immotivata, dall’altro è quasi la normalità: si tratta di un atteggiamento inconscio che risale ai primari istinti dell'uomo, che riconosce più sicuro ciò che ha già sperimentato, al contrario di ciò che non ha mai provato, che appare invece insicuro ed instabile. In psicologia, quell’atteggiamento che si manifesta di fronte ad una scelta e che ci porta a direzionarci verso la situazione a noi più nota, si chiama meccanismo di salvezza: si tratta di un sistema di difesa innato, del tutto istintivo proprio come lo è l’istinto animale. Tornando a noi, se trasliamo questo meccanismo nella tecnologia, non solo risulterebbe un freno per il progresso, ma è anche privo di senso: come non è prevedibile il cambiamento, non è nemmeno prevedibile cosa potrebbe accadere se tutto restasse come è. Si vivrebbe meglio? Ci si accontenterebbe di poco? Si starebbe meno ore di fronte ad un mondo virtuale? Nessuno può saperlo. La sola cosa che sappiamo è che temere il cambiamento è del tutto umano, perché è proprio quando ci si presenta di fronte che ci costringe ad uscire dalla nostra comfort zone (da ciò che conosciamo a memoria) e ci porta verso una zona buia, composta da nuove idee, nuovi concetti e nulla di noto. E' per questi motivi che penso che le nuove generazioni, più libere da vincoli ideologici e sicuramente più disponibili verso nuove esperienze, accelereranno in modo enorme la transizione di cui stiamo parlando. Ai nostri figli lasciamo un mondo dove vengono estratti ogni giorno 80 milioni di barili di petrolio (si, ogni giorno!), pari a circa 13 miliardi di litri al giorno. Questo insieme a 500 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno, della quale solo il 9% viene riciclata. Nonostante questo ognuno di noi fa i conti di quanto e se risparmierà con un auto elettrica, e quanti minuti del suo tempo prezioso dovrà sprecare per ricaricarla. La maggior parte di noi non è disposto a fare un piccolo passo, pensa sempre che debbano essere prima gli altri, trovando mille scuse più o meno valide per giustificare la proprià immobilità, spesso dettata solo da una grande ignoranza.
www.iz4dji.it
In risposta al messaggio di Furio59 del 17/10/2023 alle 18:09:26In effetti e' proprio cosi.
Non ho la forza e la costanza di sostenere in questo Forum la causa della transizione energetica all'elettrico (cosa in cui peraltro credo), come invece fa @il tornitore, che ringrazio per i suoi riscontri sempre obiettivie basati su esperienze reali e dati certi. Mi limito a leggerVi, ma in questo caso devo rispondere, in quanto si fa riferimento a un mio test sulla nuova Toyota Prius, ed in altri post vengo citato. Come ho già detto, sono un estimatore del marchio Toyota, ne ho avute 7 (pick up, diesel, ibride, supersportive), ne ho attualmente due, entrambe Yaris Hibryd, una del 2015 e una del 2022. Ho avuto occasione di provare a lungo (per una conoscenza) la nuova Prius, è una bellissima auto, che va molto bene e costruita con lka qualità a cui Toyota ci ha abituati. Ma per carità, non paragoniamo la parte meccanica e le prestazioni, anche di consumo, rispetto alla Model 3, auto del suo segmento che, aparità di accessori costa uguale. Unica cosa in cui vince Toyota, è la comodità di rifornimento senza l'assillo di cercare una colonnina o pagare troppo i chilowatt durante la ricarica, ma questi sono problemi solo italiani. Per il resto, a livello di silenziosità il confronto non regge, il rombo del motore che si accende e si spegne di continuo è fastifdioso, se poi uno è appena sceso da una qualsiasi auto elettrica è imparagonabile. Tra l'altro Toyota risparmia molto sull'insonorizzazione degli abitacoli, accentuando il divario. La Yaris è ancora più fastidiosa, specie l'ultimo modello che è mosso da un motore a tre cilindri al posto del vecchio 4 cilindri della versione precedente. Certo, anche la Prius può viaggiare solo in modalità elettrica, ma solo per 55/80 km: anche qui le prestazioni sono imparagonabili, la parte elettrica dispone solo di 150 cv di potenza, e l'accelerazione è davveero modesta, quando invece le BEV ti schiacciano contro lo schienale. Nel momento poi che le battere sono scariche, dopo qualche decina di km la macchina andra a benzina con i consumi di un motore di 2000 cc. seppure costruito con degli accorgimenti (non mi dilungo su i diagrammi della distribuzione, ciclo Atkinson, ecc) per renderlo economico, ma sempre a scapito delle prestazioni. Va da se che i priomi possessori di Prius dichiarano un consumo a velocità di 130 kmh di 16 km/l. Per la cronaca, con la Yaris a pari velocità ne faccio poco più di 18. Affinchè la meccanica della Prius dia il meglio in fatto di consumi, va da se che va usata innanzitutto andando piano, poi in modalità ibrida, poi ancora adottando il sistema di guida Pulse e Glide (che non è difficile, ma che richiede comunque attenzione e concentrazione ed è quindi in contrasto con il confort ed il piacere di guida). Viene da ridere a pensare che uno debba leggersi 1200 pagine di istruzioni per usare un auto, non lo faranno i vecchi ne tanto meno i giovani, solo qualche maniaco. Viene anche da ridere a pensare che siano gli stessi venditori ad erudire il cliente sugli accorgimenti di guida e quant'altro, loro pensano solo a venderti la macchina nel più breve tempo possibile, e posso assicurare che sono anche imboccati dalle case per parlare male della concorrenza quando questa è concreta, come nel caso di una Teskla nei confronti di una Toyota ibrida. Saranno i numeri a parlare, vediamo se Toyota venderà 2 miloni di esemplari di Prius, come ha fatto Tesla con la Model3. La Prius è un auto di nicchia (soprattutto nel mercato europeo), Toyota lo sa, come sa di essere rimasta indietro e farà di tutto per recuperare la strada perduta, d'altro canto stiamo parlando del primo costruttore mondiale di automobili. Approfitto di questo mio intervento per cercare di dare una spiegazione alla diffidenza verso le auto elettriche ed in generale verso nuove tecnologie. Ho afforntato l'argomento anche con mia figlia, appassionata studentessa di psicologia. Inserisco alcune righe, non mie, ma che spiegano bene questo concetto. La paura del cambiamento Una delle storie più vecchie del mondo, quindi: tutto ciò che non conosciamo ci fa paura, compreso il futuro. In psicologia questa fobia è chiamata neofobia o Metathesiofobia, ovvero paura del nuovo. Se da un lato può sembrare una paura apparentemente immotivata, dall’altro è quasi la normalità: si tratta di un atteggiamento inconscio che risale ai primari istinti dell'uomo, che riconosce più sicuro ciò che ha già sperimentato, al contrario di ciò che non ha mai provato, che appare invece insicuro ed instabile. In psicologia, quell’atteggiamento che si manifesta di fronte ad una scelta e che ci porta a direzionarci verso la situazione a noi più nota, si chiama meccanismo di salvezza: si tratta di un sistema di difesa innato, del tutto istintivo proprio come lo è l’istinto animale. Tornando a noi, se trasliamo questo meccanismo nella tecnologia, non solo risulterebbe un freno per il progresso, ma è anche privo di senso: come non è prevedibile il cambiamento, non è nemmeno prevedibile cosa potrebbe accadere se tutto restasse come è. Si vivrebbe meglio? Ci si accontenterebbe di poco? Si starebbe meno ore di fronte ad un mondo virtuale? Nessuno può saperlo. La sola cosa che sappiamo è che temere il cambiamento è del tutto umano, perché è proprio quando ci si presenta di fronte che ci costringe ad uscire dalla nostra comfort zone (da ciò che conosciamo a memoria) e ci porta verso una zona buia, composta da nuove idee, nuovi concetti e nulla di noto. E' per questi motivi che penso che le nuove generazioni, più libere da vincoli ideologici e sicuramente più disponibili verso nuove esperienze, accelereranno in modo enorme la transizione di cui stiamo parlando. Ai nostri figli lasciamo un mondo dove vengono estratti ogni giorno 80 milioni di barili di petrolio (si, ogni giorno!), pari a circa 13 miliardi di litri al giorno. Questo insieme a 500 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno, della quale solo il 9% viene riciclata. Nonostante questo ognuno di noi fa i conti di quanto e se risparmierà con un auto elettrica, e quanti minuti del suo tempo prezioso dovrà sprecare per ricaricarla. La maggior parte di noi non è disposto a fare un piccolo passo, pensa sempre che debbano essere prima gli altri, trovando mille scuse più o meno valide per giustificare la proprià immobilità, spesso dettata solo da una grande ignoranza.
In risposta al messaggio di IZ4DJI del 18/10/2023 alle 00:20:14
il petrolio alimenterà comunque il restante 90% abbondante del mondo e anche in Europa sarà usato assieme a gas e carbone per alimentare le auto elettriche, salvo che si proceda veloci con il nucleare. Se comunque la tecnologiadelle batterie migliorasse e sicuramente farà grandi passi, tutti passeranno all auto elettrica perchè diventerà vantaggiosa sotto ogni aspetto, e spontaneamente, senza bisogno di imposizioni autoritarie.
In risposta al messaggio di latrofa124 del 17/10/2023 alle 18:06:30Statisticamente le plug-in sono le meno sicure.
Ripeto l'alternativa alle BEV è il powertrain tipo Prius, ora anche su CHR e domani chissà, anche sulle Fiat.? La Prius plug-in per i km al giorno che fanno la media degli italiani è più che una elettrica, 80 /100kmabbastano e avanzano, oltretutto è molto più efficiente della maggior parte delle elettriche più avanzate e niente ansia di restare a piedi o dover cercare una colonnina, una volta a casa bastano i 3kwh perché ricarichi a 8A durante la notte. Roberto
In risposta al messaggio di IZ4DJI del 18/10/2023 alle 00:20:14Il fatto è che bruciare combustibili fossili nelle centrali elettriche a ciclo combinato (non so quante possano essere) per poi dare energia alle auto elettriche è più efficiente, meno impattante, gestione più semplice rispetto a controllare centinaia di milioni di veicoli termici che bruciano idrocarburi a regimi incostanti la cui efficienza media è la metà o poco meno di quella di una centrale elettrica senza contare i ricambi (olii, FAP, GPF, SCR, additivi, ricambi meccanici etc) o le mancate manutenzioni etc.
il petrolio alimenterà comunque il restante 90% abbondante del mondo e anche in Europa sarà usato assieme a gas e carbone per alimentare le auto elettriche, salvo che si proceda veloci con il nucleare. Se comunque la tecnologiadelle batterie migliorasse e sicuramente farà grandi passi, tutti passeranno all auto elettrica perchè diventerà vantaggiosa sotto ogni aspetto, e spontaneamente, senza bisogno di imposizioni autoritarie.
In risposta al messaggio di mausone46 del 18/10/2023 alle 10:18:30Ma credi veramente che in Europa staranno con le mani conserte, facendosi invadere dai cinesi e americani?
Mentre noi qui e da qualche altra parte discutiamo... • Crescita enorme delle nuove immatricolazioni di auto elettriche • VW domina l'intero mercato automobilistico • La Model Y di Tesla domina il mercato dei veicolielettrici in Europa Nell’agosto 2023 sono stati immatricolati nell’UE 165.165 veicoli elettrici di nuova immatricolazione. Ciò significa che il numero è aumentato di un enorme 118,1% rispetto all'anno precedente, secondo una dichiarazione dell'Association des Constructeurs Européens d'Automobiles, l'Associazione europea dei produttori di automobili (ACEA). Circa il 21% di tutti i veicoli di nuova immatricolazione nell’Unione Europea erano modelli puramente elettrici, un veicolo di nuova immatricolazione su cinque. Il mercato più grande in termini di volume è stato la Germania, dove la crescita delle immatricolazioni nel segmento dei veicoli a batteria ha raggiunto il 179,7%, anche se ciò è dovuto anche alla riduzione del premio per le auto elettriche dal 1° settembre, che ha incoraggiato molti interessati alle automobili a fare acquisti anticipati. Ciò significa che le auto elettriche sono salite al terzo posto tra i veicoli più popolari nell’UE dietro i classici motori a benzina e gli ibridi elettrici e, secondo l’associazione di settore, hanno relegato i veicoli diesel al quarto posto per la seconda volta nella storia.Questo quadro è stato confermato anche guardando all’Europa nel suo complesso: in agosto sono stati immatricolati in Europa 904.509 veicoli, con un raddoppio del numero di auto elettriche di nuova immatricolazione. Tesla Model Y il veicolo più popolare in Europa Mentre in agosto la Volkswagen è riuscita a registrare il maggior numero di immatricolazioni in tutte le classi con 99.266 veicoli, il trofeo per la crescita maggiore va al produttore di auto elettriche Tesla: l'azienda statunitense ha ottenuto un aumento del 240% delle immatricolazioni europee in agosto.E il veicolo più venduto in Europa, indipendentemente dal tipo di guida, è stato il Model Y, il SUV elettrico di Tesla, secondo i dati di JATO Dynamics, un fornitore di dati per l'industria automobilistica. Di conseguenza, nel mese di agosto la Model Y è stata immatricolata 21.549 volte in tutto il continente europeo, con un aumento del 208%. Secondo JATO, nessun altro veicolo potrebbe battere questo numero: al secondo posto nella lista dei veicoli più immatricolati in Europa si trova la 208 della filiale di Stellantis, Peugeot, che ha registrato 15.840 nuove immatricolazioni (+4%), mentre la VW T- La Roc con 15.198 immatricolazioni (-7%) è rimasta indietro. Considerando l'anno fino ad oggi, la Model Y rimane la favorita imbattuta: fino ad agosto compreso, sono state 169.420 le nuove immatricolazioni europee del SUV di Tesla, il che corrisponde a un aumento di tre volte rispetto all'anno precedente. Felipe Munoz, analista globale presso JATO Dynamics, prevede che questa tendenza continuerà fino alla fine dell'anno: È probabile che la Model Y diventerà la nuova autovettura più popolare in Europa entro la fine dell'anno, afferma, considerato che un Il modello non europeo è diventato il veicolo più popolare d'Europa ed è descritto come notevole e storico. In Germania e nel Regno Unito la Model Y si è classificata al quinto posto come veicolo più popolare, mentre in Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Svizzera il SUV è addirittura in testa alle statistiche.
In risposta al messaggio di il tornitore del 18/10/2023 alle 10:40:02Continui a dimostrare che non hai mai provato e ne analizzato tutto il potenziale tecnologico della Prius.
Statisticamente le plug-in sono le meno sicure. Secondo la media di percorrenza italiana un'autonomia di 60 km reali in extraurbano (nelle mezze stagioni) va bene, ma appena uno deve fare qualche km di autostrada o accendereil clima e/o riscaldamento oppure fare una leggera deviazione al supermercato o altri piccoli imprevisti ecco che l'autonomia è insufficiente... Questo cosa comporta? Caricare-scaricare sempre al 90-100% della capacità utilizzabile la batteria e di conseguenza un maggior degrado di essa e necessità di doverla caricare ogni giorno (cosa che in tanti lo mettono negli aspetti negativi dell'elettrico.. Ma a quanto pare se è la tua amata Prius plug-in va bene). Oltre a ciò la maggior usura è data dal maggior C-rate di carica/scarica dato il pacco batteria più piccolo di una BEV (circa 1/4 della mia 500e o 1/8 di una Model 3 LR). Una plug-in ha doppia motorizzazione comportando maggior costi di manutenzione (anche se si va solo in elettrico); l'assicurazione costa di più e il bollo va pagato (anche la Prius lo pagherebbe se il ciclo di omologazione non fosse così distante dalla realtà). Infine una plug-in accessoriata va a costare quanto una BEV... Solo che la BEV potrà essere 4x4, più autonomia, performance migliori, costerà meno mantenerla e la batteria si degraderà di meno per gli aspetti tecnici oggettivi detti sopra. PS: Con una Tesla Model 3 in una notta a 10 A (2,2 kW) ricarichi per 140-200 km di autonomia. ... Non è per nulla più efficiente delle BEV, anzi è l'esatto contrario... Ennesima conferma che hai gli occhi bendati dai 3 ellissi e che non hai una minima idea dei consumi delle BEV su strada a pari condizioni e stile di guida... Ribadisco che non hai mai provato una BEV. Prova ad usare una Model 3 o Y LR sul tuo percorso tipo e con il tuo stile di guida... Altro che i 3-4 km/kWh, vedrai facilmente i 10-11 km/kWh però con 450-500 CV, però prima impara ad usare la one pedal mode
In risposta al messaggio di latrofa124 del 18/10/2023 alle 11:09:25Tu dimostri di non aver provato le elettriche... Io ho indicato che con il mio stile di guida che uso con la 500e la Prius ha fatto meno di 60 km, questo è quanto. Tu dici che fa 100 km poichè la usi veleggiando e così via, quindi non con stile di guida naturale.
Continui a dimostrare che non hai mai provato e ne analizzato tutto il potenziale tecnologico della Prius. Esempio Una volta caricata il SOC dice autonomia 100km e li si fanno. 9,3km x kwh. consumo ricarica dei 10,6kwh,al contatore tramite presa domestica 12kwh, si può e si deve, migliorare, la causa è l'impianto domestico da 2,5mm,oltremodo troppo lungo oltre 20m,linea dedicata da portare ad almeno 4mm., visto che il dato ufficiale è 9,8% perdite. Tempo al tempo per valutare tutte le opzioni di guida EV /HV, AUTO, e predittiva tramite navigazione. Roberto Noto che i vicini con la mod. 3 si voltano a guardarla, il che oltre che essere distintivo e anche un bel segno, colpisce al cuore anche a loro.
In risposta al messaggio di il tornitore del 18/10/2023 alle 16:45:45La tua è una "sola" delle 500 a fare quei numeri, comunque sia sempre una 500 rimane, con pregi e difetti, coerente con i dati che leggo sui servizi dei giornalisti del settore, che i dati non li emettono a spannometrico ma con strumentazioni apposite.
Tu dimostri di non aver provato le elettriche... Io ho indicato che con il mio stile di guida che uso con la 500e la Prius ha fatto meno di 60 km, questo è quanto. Tu dici che fa 100 km poichè la usi veleggiando e cosìvia, quindi non con stile di guida naturale. Per valutare le perdite di carica dovresti vedere quanto indica un misuratore d'energia certificato MID e poi da OBD il BMS in termini di kWh prima di caricare e a fine ricarica... Fai il rapporto e vedi. Non dare la colpa ai cavi di 2,5 mmq, l'efficienza in monofase e a potenze basse è scarsa già constatato sulla BEV con strumentazione certificata. Certo dato ufficiale 9,8% Nessuna casa da quel dato in modo univoco come dici poichè varia a seconda di tantissimi fattori (temperatura batteria, temperatura OBC, bilanciamento celle se fatto, SOC inziale e finale, tensione di alimentazione etc)... Una casa automobilistica se ne guarda bene prima di dichiarare un dato univoco (tranne se non dichiara le condizioni di test) poichè può essere motivo di causa legale. Roberto... Arrampicarsi sugli specchi non ti porta a nulla, anzi... Non fai altro che dimostrare di essere solo di parte e dare un giudizio non oggettivo dei fatti; attendibilità di quanto asserisci pari a zero per il mio punto di vista tecnico del settore. PS: Anch'io veleggiando, non andando oltre i 90 km/h, strada con traffico posso fare anche i 13-13,5 km/kWh escluse perdite...