Inserito il 04/12/2014 alle: 20:13:50
Da adolescente, con un amico, siamo partiti per fare una salita al Petit Mont Blanc, in Val Veny, val d'Aosta.
Siamo arrivati al bivacco nel pomeriggio sul tardi, era agosto, eravamo in vacanza. Durante la notte è arrivato il maltempo, tuoni e fulmini da paura. Per far capire, il bivacco era una semibotte di metallo di 2,5 metri per lato, di colore rosso, ancorata al suolo con cavi d'acciaio, con all'interno nove posti letto a castello, tre per lato, più un angolo con ribaltina per posare il fornelletto a gas per scaldarsi la cena. L'idea era di partire verso le 04:00 per approfittare del freddo e attaccare il nevaio che da 3000 mt portava ai 3424 della cima, in tempo per gustarsi l'alba a quell'altitudine.
Eravamo soli, il temporale era finito e le nuvole erano scese a coprire la valle. Alle 6 ci siamo svegliati (un po' tardi...), e sono andato ad aprire la porta superiore del bivacco (aveva la porta come quella delle roulotte, si poteva aprire solo la metà superiore, se in basso c'era la neve): davanti a me, a 5 metri di distanza, c'era una famiglia di camosci che non si era accorta della nostra presenza. Sono rimasto tre minuti ad osservarli, gli adulti guardinghi e il piccolo che saltava quà e là giocando, poi si sono accorti della mia presenza e in un microsecondo si sono precipitati giù da canalone e sono scomparsi alla mia vista. Mai assistito ad uno spettacolo così insolito, nel silenzio più totale, dove si vedevano solo le cime delle montagne e il fondo valle sembrava riempito di bambagia...Me lo porterò sempre nel cuore!
elio