In risposta al messaggio di Ummagamma del 03/09/2026 alle 18:17:24Careful with that Axe, Walter
Ti ringrazio per il grande ma sono alto 1,75 e peso 69 kg il termine Woke come sai nasce per dare visibilità ai movimenti antirazzisti, poi è diventato come un neologismo almeno per me, che indica un eccesso di politicamentecorretto, e per cui la stessa sinistra ha attualmente forti perplessità.. e questo riguarda tutti i temi che la sinistra affronta e a cui tutti i sostenitori devono allearsi Io ragiono con la mia testa e a parte i diversi pareri mi sto quasi convincendo che la causa è soprattutto antropica visto che siamo 9 miliardi di umani e che guarda caso nel periodo di lockdown il cielo in Italia era sempre sereno e temperatura fresca anche a Roma Poi sara’ il ciclo della natura ma fatto sta che si vive male e se peggiora la situazione saremo noi Italiani ad andare col barcone in Norvegia
In risposta al messaggio di Kiboko del 03/09/2026 alle 19:54:21E allora?
Careful with that Axe, Walter Avevi scritto Nessuno nega niente ma neanche mi bevo in automatico quello dice la cosiddetta cultura woke Adesso scrivi che hai messo dentro la tua affermazione woke, per indicare un eccessodel politicamente corretto. E il cambiamento climatico? É un eccesso del politicamente corretto o un problema di eccesso di emissione di alcuni gas di origine antropica?
https://youtu.be/G0wOOlwXLgA?is...
In risposta al messaggio di dani1967 del 03/09/2026 alle 14:16:16qualche forza politica, oggi dedita a ... sta pensando a qualche soluzione ? Credo che chiunque di noi quest'estate abbia dedicato molti dei suoi pensieri a questa che a livello individuale per molti di noi è una emergenza, ma nessuno pensa che le risposte per l'adattamento sono in fondo alle agende governative?
Questa in Italia è stata una delle peggiori estati di sempre, eppure quali sono le risposte istituzionali. Ci avviamo all'apertura delle scuole, e in mote regioni d'Italia il caldo è ancora e resterà insopportabile alchiuso. qualche forza politica, oggi dedita a .... sta pensando a qualche soluzione ? Credo che chiunque di noi quest'estate abbia dedicato molti dei suoi pensieri a questa che a livello individuale per molti di noi è una emergenza, ma nessuno pensa che le risposte per l'adattamento sono in fondo alle agende governative. Quand'anche non fosse antropogenico. Nelle città si strabolle, qualche azine di compensazione ? No, meglio non pensarci.


In risposta al messaggio di Ummagamma del 04/09/2026 alle 09:21:53Non credo che qualche pianta in città faccia chissà cosa per le temperature,.per l'ossigeno si,ma non per le temperature
qualche forza politica, oggi dedita a ... sta pensando a qualche soluzione ? Credo che chiunque di noi quest'estate abbia dedicato molti dei suoi pensieri a questa che a livello individuale per molti di noi è una emergenza,ma nessuno pensa che le risposte per l'adattamento sono in fondo alle agende governative? questa è Roma foto giugno 2024 con tanto verde e foto giugno 2026 dopo la cura Gualtieri Cura Gualtieri non Meloni
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 04/09/2026 alle 10:23:14Qualche pianta no ma migliaia di alberi si
Non credo che qualche pianta in città faccia chissà cosa per le temperature,.per l'ossigeno si,ma non per le temperature Mio suocero vive praticamente in mezzo ad un bosco, a solo 8 km da dove vivo io in paese La differenzadi temperatura di giorno, e di 2 gradi, di notte massimo 4 Quante piante servirebbero per abbassare drasticamente le temperature visto che anche stare in mezzo ad un bosco non sono abbastanza? E non ho parlato di umidità e zanzare, che di sera sono più insopportabili del caldo e prima che riusciamo a fare qualcosa per evitarlo
https://www.salviamoilpaesaggio...
In risposta al messaggio di Ummagamma del 04/09/2026 alle 10:37:39Appunto, quanti alberi pensi si possano piantare in città, se per chi vive in mezzo al bosco ha un misero beneficio?
Qualche pianta no ma migliaia di alberi si Dove abito a Roma sono a ridosso di un parco di 5 ettari, verde ed alberi curati dalla mia Organizzazione di Volontariato , in collaborazione con il Terzo Municipio di Roma ( Pd)due tre gradi di meno rispetto a chi ha l’asfalto sotto casa ma meglio di un calcio in bocca, per le zanzare ho le zanzariere alle finestre A Medellin in Colombia ..
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 04/09/2026 alle 10:52:12Si certamente e poi aumentando ancora la temperatura meno acqua e desertificazione potremmo avere il paesaggio tipico degli Emirati Arabi
Appunto, quanti alberi pensi si possano piantare in città, se per chi vive in mezzo al bosco ha un misero beneficio? Quelle poche piante che si potrebbero piantare in città, non farebbero nulla per le temperature Non dicoche non andrebbero piantate, ma che per ilmcalfi non è la soluzione È come chi dice che dobbiamo andare a solare, ma quando piove, basterebbe per tutti? Sono tutte buone cose, ma non sono la soluzione Forse, ma dico forse grande come il mondo intero, tutte le soluzioni insieme( piante fotovoltaico,eliminazione dei motori termici, ecc) potrebbero fare la differenza, ma per farlo, forse ci vorranno 100 anni troppo tardi
In risposta al messaggio di Ummagamma del 03/09/2026 alle 22:46:18Io leggo tutte le opinioni e ragiono col mio cervello non con quello del partito
E allora? La cultura woke è vicina al pensiero unico e al politicamente corretto… io sto da un’altra parte Sul clima nessuno ha certezze tranne quelli che vanno a bloccare le strade impedendo alle autoambulanze diportare feriti gravi in ospedale Io leggo tutte le opinioni e ragiono col mio cervello non con quello del partito questa è la fine degli umani secondo i Pink Floyd semplicemente geniale In pratica è l'attacco di panico di Dark Side. L'album parla di tutte le cose che ti schiacciano - tempo, soldi, follia, morte - e On The Run è la pressione di dover scappare sempre, fino a quando non c'è più dove scappare. Quindi sì, sembra la fine del mondo perché è letteralmente stata pensata per suonare come una fuga che finisce con l’apocalisse
https://corriereinnovazione.cor...
In risposta al messaggio di giorgioste del 04/09/2026 alle 10:59:53Infatti sto arrivando anche io a quella conclusione anche se qualche dubbio rimane
Io leggo tutte le opinioni e ragiono col mio cervello non con quello del partito il fatto è che per un fenomeno scientifico bisognerebbe dare priorità a quello che dicono gli scienziati e non alle opinioni degli opinionisti
In risposta al messaggio di Ummagamma del 04/09/2026 alle 10:55:04Guarda, io sono per l'esproprio degli stabili in evidente stato di abbandono e :
Si certamente e poi aumentando ancora la temperatura meno acqua e desertificazione potremmo avere il paesaggio tipico degli Emirati Arabi In compenso niente zanzare
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 04/09/2026 alle 11:17:52Il fatto è che, visto che gli servono 20 anni, neanche vengono piantati, e se lo fanno ci si lamenta perché nell'immediato possono dare qualche disagio (es. costare in manutenzione, togliere parcheggi, ecc...) e così per qualsiasi intervento che possa minimamente essere nella direzione "giusta".
Guarda, io sono per l'esproprio degli stabili in evidente stato di abbandono e : Riconvertirli in spazi verdi costruire nuove abitazioni che sarebbero state costruite su spazi già verdi Dico solo che nelle città, metterequelle poche piante che potrebbero essere messe, ai soli livelli di temperatura ,sarebbero ininfluenti I benefici sarebbero altri Comunque ,da quando vengono puantati, a quando diventano alberi, ci vogliono molte nimo 20 anni Nel frattempo? Nel Sahara, parchi fotovoltaici, hanno fatto si che ricrescesser l'erba Qui, invece, li mettiamo dove c'è l'erba per farla sparire Comunque, non mi preoccupo più di tanto del clima, sarà l'intelligenza artificiale a sterminarci prima del caldo
In risposta al messaggio di giorgioste del 04/09/2026 alle 12:18:48non sto dicendo questo
Il fatto è che, visto che gli servono 20 anni, neanche vengono piantati, e se lo fanno ci si lamenta perché nell'immediato possono dare qualche disagio (es. costare in manutenzione, togliere parcheggi, ecc...) e così perqualsiasi intervento che possa minimamente essere nella direzione giusta. Comunque, anche l'AI, dopo averci sterminato, dovrà fare qualcosa a riguardo, vista la necessità di raffreddamento che hanno i server su cui gira
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 04/09/2026 alle 12:37:56Ci vogliono sicuramente tante piante, e sicuramente non si otterrebbe quello che dici (se lo riporti da qualche studio scientifico) ma oltre a quello, andrebbe limitato anche l'asfalto nero, e, a quanto so, usate un po' di più le pavimentazioni a pietre con degli spazi, giusto il contrario di quello che ho visto in questi giorni in centro a Milano, dove invece che sistemare il pavé dissestato, hanno fatto una bella asfaltata nera.
non sto dicendo questo va bene piantare gli alberi, ma non è LA soluzione come viene pubblicizata, è un buon aiuto, ma non la soluzione rispondi alla domanda che ho fatto a Walter se , per chi abita in un bosco, quindicon una densità di piante altissimo, ha un abbassamento di temperatura di 2 gradi, rispetto chi abita poco distante ma con meno piante, quante piante servono in città per abbassare di una percentuale accettabile la temperatura ( almeno 5 gradi) ? praticamente ci vuole un bosco per ogni palazzo, secondo te è fattibile?
In risposta al messaggio di giorgioste del 04/09/2026 alle 13:25:49ho chiesto alla IA
Ci vogliono sicuramente tante piante, e sicuramente non si otterrebbe quello che dici (se lo riporti da qualche studio scientifico) ma oltre a quello, andrebbe limitato anche l'asfalto nero, e, a quanto so, usate un po'di più le pavimentazioni a pietre con degli spazi, giusto il contrario di quello che ho visto in questi giorni in centro a Milano, dove invece che sistemare il pavé dissestato, hanno fatto una bella asfaltata nera. Poi dovrebbero applicare altre soluzioni, ho visto un articolo di non ricordo che città oltreoceano, dove dipingendo i tetti di bianco hanno abbassato di un tot di gradi la temperatura media. Effettivamente, come si dice anche qui, da noi non si fa (quasi) nulla, perché ogni cosa che dà un vantaggio a tutti o a lungo termine, crea qualche svantaggio a qualcuno o nell'immediato. E stiamo parlando di interventi relativamente economici, ma che porterebbero benefici solo rispetto al caldo che sentiamo direttamente, figurati su interventi più strutturali e con molti più disagi nell'immediato, i cui effetti potrebbero sentirli, forse, solo i nostri figli.
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 04/09/2026 alle 13:50:17Condivido molto la tua ultima frase, ma i bonus (di qualsiasi si parli, ne ricordo anche per i mobili) avvantaggiano i singoli elettori che ne usufruiscono e anche quelli che non lo hanno fatto ma si aspettano di fare il prossimo, in maniera diretta.
ho chiesto alla IA Per abbassare la temperatura di una città come Milano di 5 gradi, la ricerca scientifica indica che è necessaria una copertura arborea di almeno il 30% del territorio urbano. Secondo gli studi dell’UniversitàStatale di Milano, un’area verde di appena 1,6 ettari con chiome dense può ridurre i picchi di temperatura fino a 5,5 gradi nell’immediato intorno. Tuttavia, per ottenere questo effetto su scala cittadina, non basta piantare singoli alberi, ma serve una strategia integrata:Densità e Distribuzione: È più efficace creare una rete di piccoli boschi urbani e boschi tascabili distribuiti nelle zone più critiche (come Loreto, Centrale e Mind) piuttosto che grandi parchi isolati. Specie Vegetali: Si consiglia di privilegiare specie a grande chioma e fogliame fitto, preferibilmente provenienti dal Sud Italia per maggiore adattabilità al clima futuro. Obiettivi Numerici: Le linee guida internazionali suggeriscono anche il criterio del 3-30-300 (3 alberi visibili da ogni casa, 30% di copertura, 300 metri da un parco) e almeno un albero per abitante per benefici sanitari e climatici significativi. Interventi Complementari: Per raggiungere l’obiettivo di 5 gradi, la piantumazione deve essere accompagnata dalla depavimentazione e dalla sostituzione di superfici asfaltiche con materiali riflettenti, strategia che il progetto Mirificus dimostra capace di abbassare le temperature fino a 4°C da sola. poi ho chiesto e in una città come milano è possibile piantare alberi in modo che ogni casa ne riesca avederne 3? È una domanda cruciale, e la risposta è: parzialmente sì, ma con sfide molto diverse tra centro e periferia. Il problema della densità Milano ha ~1,4 milioni di abitanti su ~180 km², con un centro molto compatto e grattacieli (quartiere Porta Nuova, CityLife) che bloccano le linee di vista. In queste zone, molte finestre si affacciano su altri edifici, non su spazi aperti: rendere visibili 3 alberi da ogni finestra è strutturalmente molto difficile, a volte impossibile senza abbattimenti o nuove costruzioni. e di nuovo in milano, è possibile piantare un albero per ogni abitante nelle condizioni attuali? ho ricevuto una risosta secca No, nelle condizioni attuali non è possibile poi ho chiesto e nelle altre grosse metropoli ? altra risposta secca Nessuna grande metropoli italiana (né europea) è vicina a 1 albero per abitante quindi, tutto bello, ma irrealizzabìile sicuramente, avere il maggior numeoro di piante possibili, è la miglio cosa, ma è un progetto irrealizzabile e con scarsi benefici se parliamo del : e va be, piuttosto che niente... mi sta bene, ma se il discorso è categorico, purtroppo la teoria si scontra con la realtà ripeto, non sto dicendo che non vanno piantate, anzi, più alberi ci sono meglio è, ma poi, bisogna anche curarli, e vediamo ad ogni temporale cosa succede con le poche piante che ci sono, figurati cosa succederebbe con 10 volte tante (minimo) tieni presente che a milano, è stato indetto un bando con i soldi del pnrr per piantare entro il 2030 3 milioni di alberi, in 5 anni siamo arrivati al 20% ( di cui 16000 sono morte per scarsa manutenzione), e si stima che nel 2030 si riescano a piantare 2,5 piante per abitante, ma solo nellh'interland milanese, non in milano, e nell'hinterland è più arieggiato come ho detto e ripeto, questo solo non basta, come dici tu e come detto anche io, insieme ad altre soluzioni si possono avere risultati tangibili, ma anzichè ristrutturare seconde case e castelli, il bonus era meglio investirlo in abbassamento temperatura
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 04/09/2026 alle 13:50:17Intanto però se ne parla. E' chiaro che ci sono modelli ideali e poi il mondo reale, e nel mondo alcune cose sono impossibili. Ma discutendo tra l'irrealizzabile e quello che si può fare vedi che un poco alla volta ci si muove. Se non se ne parla, se non si cercano soluzioni, non si va da nessuna parte. Mi viene in mente l'area verde che cura walter con la sua associazione, quello è un modo di dare un piccolo contributo.
ho chiesto alla IA Per abbassare la temperatura di una città come Milano di 5 gradi, la ricerca scientifica indica che è necessaria una copertura arborea di almeno il 30% del territorio urbano. Secondo gli studi dell’UniversitàStatale di Milano, un’area verde di appena 1,6 ettari con chiome dense può ridurre i picchi di temperatura fino a 5,5 gradi nell’immediato intorno. Tuttavia, per ottenere questo effetto su scala cittadina, non basta piantare singoli alberi, ma serve una strategia integrata:Densità e Distribuzione: È più efficace creare una rete di piccoli boschi urbani e boschi tascabili distribuiti nelle zone più critiche (come Loreto, Centrale e Mind) piuttosto che grandi parchi isolati. Specie Vegetali: Si consiglia di privilegiare specie a grande chioma e fogliame fitto, preferibilmente provenienti dal Sud Italia per maggiore adattabilità al clima futuro. Obiettivi Numerici: Le linee guida internazionali suggeriscono anche il criterio del 3-30-300 (3 alberi visibili da ogni casa, 30% di copertura, 300 metri da un parco) e almeno un albero per abitante per benefici sanitari e climatici significativi. Interventi Complementari: Per raggiungere l’obiettivo di 5 gradi, la piantumazione deve essere accompagnata dalla depavimentazione e dalla sostituzione di superfici asfaltiche con materiali riflettenti, strategia che il progetto Mirificus dimostra capace di abbassare le temperature fino a 4°C da sola. poi ho chiesto e in una città come milano è possibile piantare alberi in modo che ogni casa ne riesca avederne 3? È una domanda cruciale, e la risposta è: parzialmente sì, ma con sfide molto diverse tra centro e periferia. Il problema della densità Milano ha ~1,4 milioni di abitanti su ~180 km², con un centro molto compatto e grattacieli (quartiere Porta Nuova, CityLife) che bloccano le linee di vista. In queste zone, molte finestre si affacciano su altri edifici, non su spazi aperti: rendere visibili 3 alberi da ogni finestra è strutturalmente molto difficile, a volte impossibile senza abbattimenti o nuove costruzioni. e di nuovo in milano, è possibile piantare un albero per ogni abitante nelle condizioni attuali? ho ricevuto una risosta secca No, nelle condizioni attuali non è possibile poi ho chiesto e nelle altre grosse metropoli ? altra risposta secca Nessuna grande metropoli italiana (né europea) è vicina a 1 albero per abitante quindi, tutto bello, ma irrealizzabìile sicuramente, avere il maggior numeoro di piante possibili, è la miglio cosa, ma è un progetto irrealizzabile e con scarsi benefici se parliamo del : e va be, piuttosto che niente... mi sta bene, ma se il discorso è categorico, purtroppo la teoria si scontra con la realtà ripeto, non sto dicendo che non vanno piantate, anzi, più alberi ci sono meglio è, ma poi, bisogna anche curarli, e vediamo ad ogni temporale cosa succede con le poche piante che ci sono, figurati cosa succederebbe con 10 volte tante (minimo) tieni presente che a milano, è stato indetto un bando con i soldi del pnrr per piantare entro il 2030 3 milioni di alberi, in 5 anni siamo arrivati al 20% ( di cui 16000 sono morte per scarsa manutenzione), e si stima che nel 2030 si riescano a piantare 2,5 piante per abitante, ma solo nellh'interland milanese, non in milano, e nell'hinterland è più arieggiato come ho detto e ripeto, questo solo non basta, come dici tu e come detto anche io, insieme ad altre soluzioni si possono avere risultati tangibili, ma anzichè ristrutturare seconde case e castelli, il bonus era meglio investirlo in abbassamento temperatura
In risposta al messaggio di Ummagamma del 03/09/2026 alle 22:46:18E allora? Semplice immagino ti candidi anche tu per una submission a Nature con la quale:
E allora? La cultura woke è vicina al pensiero unico e al politicamente corretto… io sto da un’altra parte Sul clima nessuno ha certezze tranne quelli che vanno a bloccare le strade impedendo alle autoambulanze diportare feriti gravi in ospedale Io leggo tutte le opinioni e ragiono col mio cervello non con quello del partito questa è la fine degli umani secondo i Pink Floyd semplicemente geniale In pratica è l'attacco di panico di Dark Side. L'album parla di tutte le cose che ti schiacciano - tempo, soldi, follia, morte - e On The Run è la pressione di dover scappare sempre, fino a quando non c'è più dove scappare. Quindi sì, sembra la fine del mondo perché è letteralmente stata pensata per suonare come una fuga che finisce con l’apocalisse
In risposta al messaggio di dani1967 del 04/09/2026 alle 14:54:01purtroppo io e te abbiamo problemi di comprensione
Intanto però se ne parla. E' chiaro che ci sono modelli ideali e poi il mondo reale, e nel mondo alcune cose sono impossibili. Ma discutendo tra l'irrealizzabile e quello che si può fare vedi che un poco alla volta ci simuove. Se non se ne parla, se non si cercano soluzioni, non si va da nessuna parte. Mi viene in mente l'area verde che cura walter con la sua associazione, quello è un modo di dare un piccolo contributo. Siamo camperisti, dovremmo, abbiamo messo piede nelle capitali nordiche tipo Copenaghen, e sappiamo che una metropoli diversa è possibile. Purtroppo l'assetto urbanistico di una città come milano è drammaticamente compromesso, a differenza, non so, di Torino che quasi mai ha zone prive di verde urbano. Poi il rapporto per abitanti quando hai palazzine di 10 piani, è impossibile ottenerlo. Fossi io ragionerei sulle superfici come approccio tecnico. Occhio che le Ai non hanno moduli spaziali, per cui prende queste info magari da fonti discutibili. (uso abbastanza l'Ai e ne ho esperienza). Intanto ho vinto il Monviso ... vabbè è una battuta che non potete capire... Dio ci salvi dai bonus
In risposta al messaggio di dani1967 del 04/09/2026 alle 14:54:01Ricordo bene Copenaghen, piste ciclabili dappertutto, anzi autostrade ciclabili con enormi vie, pochissimo traffico veicolare, gente in giro a piedi, con i mezzi pubblici e in bicicletta.
Intanto però se ne parla. E' chiaro che ci sono modelli ideali e poi il mondo reale, e nel mondo alcune cose sono impossibili. Ma discutendo tra l'irrealizzabile e quello che si può fare vedi che un poco alla volta ci simuove. Se non se ne parla, se non si cercano soluzioni, non si va da nessuna parte. Mi viene in mente l'area verde che cura walter con la sua associazione, quello è un modo di dare un piccolo contributo. Siamo camperisti, dovremmo, abbiamo messo piede nelle capitali nordiche tipo Copenaghen, e sappiamo che una metropoli diversa è possibile. Purtroppo l'assetto urbanistico di una città come milano è drammaticamente compromesso, a differenza, non so, di Torino che quasi mai ha zone prive di verde urbano. Poi il rapporto per abitanti quando hai palazzine di 10 piani, è impossibile ottenerlo. Fossi io ragionerei sulle superfici come approccio tecnico. Occhio che le Ai non hanno moduli spaziali, per cui prende queste info magari da fonti discutibili. (uso abbastanza l'Ai e ne ho esperienza). Intanto ho vinto il Monviso ... vabbè è una battuta che non potete capire... Dio ci salvi dai bonus
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 04/09/2026 alle 15:01:50No, sto prendendo coscienza con chi dice che dobbiamo rivedere drasticamente il nostro modello di vita.
purtroppo io e te abbiamo problemi di comprensione dal mio intervento iniziale di oggi, non dico che non va bene, dico solo che NON E' LA SOLUZIONE CHE I VARI POMOTER VANNO IN GIRO DICENDO Non è SOLO piantando qualche piantina che si cambiano le cose solo questo ho detto, poi se vi fate dei film diversi, non è colpa mia