In risposta al messaggio di Kiboko del 04/09/2026 alle 14:54:39
E allora? Semplice immagino ti candidi anche tu per una submission a Nature con la quale:Affermi, con dovizia di dati e analisi, che lo sbandierato consenso > 95% tra gli studiosi del clima sul riscaldamento di origineantropica in realtà non esiste, che questo sia solo una manovra woke e sinistrorsa, in cui i giovani sono inspiegabilmente coinvolti, per mettere in crisi il modello di trasporto stradale occidentale e bloccare le ambulanze.Se ti suona coerente, e se passerà la peer review, ti attende anche a te una splendida ovazione a Stoccolma, dopo la pubblicazione, per aver fatto capire all’umanità che non c’è bisogno di cambiare niente nel nostro modello economico: dritti avanti così. I riferimenti su dove inviare a Nature li trovi nel mio post precedente A proposito: The path is clear Though no eyes can see The course laid down long before And so with gods and men The sheep remain inside their pen, Though many times they have seen the way to leave L'ho scritta canticchiando e quindi forse ci sono delle inesattezze
In risposta al messaggio di chorus del 04/09/2026 alle 15:07:14La verità è che siamo tutti spaventati dal cambiamento, non soloc limatico. Vorremmo un mondo immutabile, che ci darebbe più sicurezze. L'umanità ha visto un mondo pressoché immutabile per alcuni secoli, peraltro definiti poi bui, e poi il cambiamento è sempre stato più repentino. Parli di social, noi abbiamo visto la nascita del mondo dell'informazione, da pochi anni siamo passati dalle bbs e videotel, passando per usernet, ai social. Quanti qui vorrebbero il mondo del 1975 ? Molti, io personalmente no, violenza, morti, terrorismo, colpi di stato, ma è vero, si trovava più facilmente lavoro se ti sbattevi.
Ricordo bene Copenaghen, piste ciclabili dappertutto, anzi autostrade ciclabili con enormi vie, pochissimo traffico veicolare, gente in giro a piedi, con i mezzi pubblici e in bicicletta. In altro thread parli dei danni provocatidai social .... te l'immagini portare questi modelli urbanistici in Italia? Entro su facebook con il profilo di mia moglie, visto che me ne bado bene dall'iscrivermi, e noto il profondo odio verso chi sta prendendo coscienza della necessità di avere un approccio green. Piste ciclabili considerate grandi nemiche della fluidità traffico perché restringono la carreggiata, sistematica presa in giro di ciclisti e di pedoni con offese qui non replicabili, mezzi pubblici inefficienti (grande baggianata quest'ultima, almeno qui a Milano), continue richieste di parcheggi pavimentati, anche abbattendo alberi. Con un popolo psicologicamente schiavo dell'auto, dove vogliamo andare?
In risposta al messaggio di Kiboko del 04/09/2026 alle 14:54:39Ti ha risposto per me Giovanni, che ringrazio,
E allora? Semplice immagino ti candidi anche tu per una submission a Nature con la quale:Affermi, con dovizia di dati e analisi, che lo sbandierato consenso > 95% tra gli studiosi del clima sul riscaldamento di origineantropica in realtà non esiste, che questo sia solo una manovra woke e sinistrorsa, in cui i giovani sono inspiegabilmente coinvolti, per mettere in crisi il modello di trasporto stradale occidentale e bloccare le ambulanze.Se ti suona coerente, e se passerà la peer review, ti attende anche a te una splendida ovazione a Stoccolma, dopo la pubblicazione, per aver fatto capire all’umanità che non c’è bisogno di cambiare niente nel nostro modello economico: dritti avanti così. I riferimenti su dove inviare a Nature li trovi nel mio post precedente A proposito: The path is clear Though no eyes can see The course laid down long before And so with gods and men The sheep remain inside their pen, Though many times they have seen the way to leave L'ho scritta canticchiando e quindi forse ci sono delle inesattezze
In risposta al messaggio di dani1967 del 04/09/2026 alle 14:54:01Mi viene in mente l'area verde che cura walter con la sua associazione, quello è un modo di dare un piccolo contributo
Intanto però se ne parla. E' chiaro che ci sono modelli ideali e poi il mondo reale, e nel mondo alcune cose sono impossibili. Ma discutendo tra l'irrealizzabile e quello che si può fare vedi che un poco alla volta ci simuove. Se non se ne parla, se non si cercano soluzioni, non si va da nessuna parte. Mi viene in mente l'area verde che cura walter con la sua associazione, quello è un modo di dare un piccolo contributo. Siamo camperisti, dovremmo, abbiamo messo piede nelle capitali nordiche tipo Copenaghen, e sappiamo che una metropoli diversa è possibile. Purtroppo l'assetto urbanistico di una città come milano è drammaticamente compromesso, a differenza, non so, di Torino che quasi mai ha zone prive di verde urbano. Poi il rapporto per abitanti quando hai palazzine di 10 piani, è impossibile ottenerlo. Fossi io ragionerei sulle superfici come approccio tecnico. Occhio che le Ai non hanno moduli spaziali, per cui prende queste info magari da fonti discutibili. (uso abbastanza l'Ai e ne ho esperienza). Intanto ho vinto il Monviso ... vabbè è una battuta che non potete capire... Dio ci salvi dai bonus
https://youtube.com/shorts/FDnl...
In risposta al messaggio di Giovanni del 04/09/2026 alle 15:15:20La presunzione umana del sapere sempre tutto è la più grande malattia del uomo,
La verità assoluta non la conosce nessuno. Se oggi uno mettesse in dubbio la data ufficiale della costruzione delle piramidi verrebbe deriso a priori e non avrebbe più da campare perché resterebbe fuori da qualsiasi circoloossequioso del pensiero preponderante. Così è per qualsiasi verità assoluta definita assoluta dalla classe preponderante. Che la temperatura media stia aumentando non ci sono dubbi: i dubbi sono sia sulle cause che sulle cure proposte. Tu sei in linea con la cultura preponderante perché ti hanno detto di dire così; altri leggono altre fonti, tipo la storia della terra ed i vari cambiamenti climatici avvenuti nel tempo, quando non c'erano auto diesel od a benzina. Guardo il cielo e vedo una miriade di scie lasciate dagli aerei, spesso a creare una coperta grande quanto io ne possa osservare: quelli ovviamente non inquinano semplicemente perché i protagonisti del pensiero preponderante devono pur viaggiare in aereo.
https://www.meteoweb.eu/2026/09...
In risposta al messaggio di Ummagamma del 05/09/2026 alle 11:41:32Se leggi cosa c’è scritto su Nature scoprirai che si sono accorti di errori in alcuni calcoli per cui hanno ritirato l’articolo per rifarli e ripubblicarlo, non che hanno smentito la tesi.
Poi dice che uno non deve avere dubbi perché il 99 per cento degli scienziati concorda sul tema climatico
In risposta al messaggio di giorgioste del 05/09/2026 alle 16:27:55Leggo sempre quello che vado ad allegare
Se leggi cosa c’è scritto su Nature scoprirai che si sono accorti di errori in alcuni calcoli per cui hanno ritirato l’articolo per rifarli e ripubblicarlo, non che hanno smentito la tesi.
In risposta al messaggio di Ummagamma del 05/09/2026 alle 17:08:19Quello che riporti immagino sia quanto scritto dal giornalista di meteoweb basato sulla sua interpretazione e sulle sue convinzioni sull’argomento.
Leggo sempre quello che vado ad allegare puo’anche essere che leggo e non comprendo..leggiamo insieme qualche passaggio.. Questo episodio rappresenta un salutare ridimensionamento dell’allarmismo mediatico, dimostrandocome slogan apocalittici spesso poggino su fondamenta scientifiche estremamente fragili. La vicenda della retrazione di questo studio dimostra chiaramente che il dogmatismo allarmista non può sostituirsi al metodo scientifico rigoroso. Quando si eliminano i bug di calcolo, le sviste di codifica e i filtri arbitrari sui dati, la realtà dell’evoluzione climatica appare decisamente più complessa e meno apocalittica di come viene dipinta dai titoli di giornale. La scienza autentica non vive di annunci catastrofici, ma di verificabilità, accuratezza e della coraggiosa ammissibilità dei propri errori.
https://www.nature.com/articles...
In risposta al messaggio di giorgioste del 05/09/2026 alle 17:27:31Beh
Quello che riporti immagino sia quanto scritto dal giornalista di meteoweb basato sulla sua interpretazione e sulle sue convinzioni sull’argomento. Io sono andato a cercare la notizia su Nature. riporto una parte tradottain italiano dal browser che a me fanno capire quanto ho scritto É il giornalista che ha deciso che questo volesse dire che é una smentita della gravità del problema, non gli scienziati..
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 05/09/2026 alle 17:32:03Se ti fa sentire più tranquillo, sentenzia pure seguendo le tue convinzioni senza neanche cercare di capire cosa hanno scritto.
Beh Rifatti e calcoli possono anche scrivere l'esatto contrario di quello che hanno affermato in precedenza Non è che , ammettendo che i calcoli erano sbagliati, è automatico che i nuovi calcoli dia loro ancora ragione Ammesso e concesso, che se consapevoli dell'esatto contrario, pubblichino la verità, e non una balla per non perdere la faccia
In risposta al messaggio di giorgioste del 05/09/2026 alle 17:38:09Scusa ,gli stessi scienziati hanno affermato che devono rifare tutti i calcoli perché sbagliati
Se ti fa sentire più tranquillo, sentenzia pure seguendo le tue convinzioni senza neanche cercare di capire cosa hanno scritto. Sono scienziati, non giornalisti o opinionisti o ospiti di talk show o forumisti. Tutto questoper il solo fatto che un giornalista ha letto la parola ritrattare e non è stato neanche a leggere cosa si intendesse dire, ricamandoci sopra un articolo come se si volesse smentire solo per quello il pensiero della quasi totalità di chi studia l’argomento.
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 05/09/2026 alle 18:30:05
Scusa ,gli stessi scienziati hanno affermato che devono rifare tutti i calcoli perché sbagliati Nessuno può sapere, quando i calcoli saranno esatti, che saranno simili ai precedenti , o esattamente l'esatto contrario, aldi là della stampa Comunque, non sono un negazionista ,ma sono un realista, e non bevo ai troppi allarmismi sventagliati Ricordi il buco nell'ozono? Sciagure, morte, pestilenza, quando scoperto,oggi si è quasi richiuso Ma ovviamente, se ne guardano bene dal diffondere il fatto che le cose si siano sistemate quasi da sole
In risposta al messaggio di giorgioste del 05/09/2026 alle 17:27:31
Quello che riporti immagino sia quanto scritto dal giornalista di meteoweb basato sulla sua interpretazione e sulle sue convinzioni sull’argomento. Io sono andato a cercare la notizia su Nature. riporto una parte tradottain italiano dal browser che a me fanno capire quanto ho scritto É il giornalista che ha deciso che questo volesse dire che é una smentita della gravità del problema, non gli scienziati..
https://tg24.sky.it/ambiente/20...
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 05/09/2026 alle 18:30:05Il buco dell'ozono si è richiuso anche perché sono state fatte delle importanti azioni di divieto dei cfc. Cosa si doveva fare, fare nulla per dimostrare che era vero ? davvero un principio suicida.
Scusa ,gli stessi scienziati hanno affermato che devono rifare tutti i calcoli perché sbagliati Nessuno può sapere, quando i calcoli saranno esatti, che saranno simili ai precedenti , o esattamente l'esatto contrario, aldi là della stampa Comunque, non sono un negazionista ,ma sono un realista, e non bevo ai troppi allarmismi sventagliati Ricordi il buco nell'ozono? Sciagure, morte, pestilenza, quando scoperto,oggi si è quasi richiuso Ma ovviamente, se ne guardano bene dal diffondere il fatto che le cose si siano sistemate quasi da sole
In risposta al messaggio di Frank Blue del 05/10/2026 alle 12:06:01La colpa è una categoria morale, la causa è un fondamento logico.
Secondo me c'è una grossa confusione a riguardo. Ho aperto una ditta di risparmio energico 20 anni fa, sento questi discorsi da una vita e mi dispiaccio sempre perchè si perdono di vista le cose importanti molto spesso.Il cambiamento climatico è un fatto inoppugnabile, si vede dai grafici a lungo termine ma basta avere un giardino, fare un salto su un ghiacciaio a distanza di anni o semplicemente ricordarsi di come era 20 anni fa. Le cause sono dibattute, siamo stati noi o è un ciclo naturale, è il petrolio o sono le scorregge delle vacche? Per me non interessa chi è stato, interessa che resti vivibile e l'unica cosa che si puo fare è ridurre il ns impatto visto che il ciclo naturale non è di ns appannaggio. Di conseguenza si dovrebbe parlare di cosa fare non di chi è la colpa. A questo aggiungiamo i programmi ufficiali per controllare il clima..verdura nel deserto..come se non sapessero che quell'acqua la prosciugano da un altro posto..mica la creano dal nulla. Tutto fumo neglio occhi, si discute del sesso degli angeli mentre tutto va a rotoli quando basterebbe un buonsenso collettivo. L'homo sapiens deve far spazio a una generazione nuova che abbia questo genere di sensibilità o qui non si fa niente presi dal determinare i colpevoli col risultato di stare tutti peggio.
In risposta al messaggio di dani1967 del 05/10/2026 alle 12:55:25Il tuo intervento dimostra esattamente quello che intendevo:
La colpa è una categoria morale, la causa è un fondamento logico. Non esiste alcun dubbio, alcuna discussione nella comunità scientifica, di cui, molto marginalmente, anche io faccio parte. Le discussioni di uno o duescienziati in tv non spostano un fatto ampiamente acclarato da decenni. Ovvero che vi è una netta rispondenza tra presenza di gas serra in atmosfera e riscaldamento; questo è stato ampiamente dimostrato anche per i cambiamenti climatici di un passato più o meno remoto. Poi possiamo metterci il prosciutto negli occhi o meno, ma non sono le formiche e nemmeno i conigli a prendere la CO2 fossile stoccata nelle rocce e a immetterla nell'atmosfera. La modellistica previsionale già degli anni 80 ci ha azzeccato con un buon grado di precisione, proprio modellando la crescita della CO2 prodotta industrialmente, stimando l'aumento dell'effetto serra e quindi il relativo riscaldamento. Andare in tv o alla radio a raccontare altre cose con un po' di scientifichese è fare bad science e bad journalism. Tutto questo è governato dalla politica, in quanto oggi in tutto il mondo stanno andando al potere forze politiche che hanno fatto del negazionismo climatico una delle loro bandiere, da una parte con una sbilanciata comunicazione scientifica in una sola direzione (è assai più noto Prodi che i veri scienziati climatologi) , dall'altra con la volgare ridicolizzazione sui social di chi fa una politica contro il climate change, ridicolizzazione che anche in queste pagine trova sempre terreno fertile. Ma il discorso è molto semplice, se togli dalle rocce CO2 e la butti in atmosfera, riporti indietro il pianeta in tempi in cui la vita non era adatta ai sapiens. Non voglior icordare cosa è capitato alla fine del Permiano o in altre crisi climatiche ...