In risposta al messaggio di Giovanni del 21/04/2026 alle 09:32:54Ovviamente parlo per me
Scorrendo l'applicazione dei programmi televisivi mi sono soffermato più volte sui film in programmazione sulle reti nazionali pubbliche e private. Scorrono film di anche cinquant'anni fa, capolavori indiscussi, ma tratutti ogni tanto riesce fuori Via col Vento, anno 1939, ovvero 87 anni fa. Del c.d. mitico cinema italiano degli anni '50, '60 e '70 del novecento, neanche uno. Semplicemente perché, secondo me, era tutta una bufala; del cinema italiano si salvano alcuni film con Alberto Sordi (l'unico attore italiano nella storia del cinema italiano), di Carlo Verdone (regista ed attore) ma, sopra tutti, Sergio Leone. Film di Pasolini, Fellini (allora considerati maestri) e compagni cantando, nulla, buio assoluto. Esempio, l'Otto e mezzo di Fellini, per quanto io mi sia messo in testa di vederlo allora, non sono mai riuscito ad andare oltre gli otto minuti. Attualmente, l'unico che emerge un po', immaginate, è il cinema dell'irriverente comico Checco Zalone. Io credo che il cinema italiano abbia avuto solo due cause del suo declino (se mai c'è stato un successo): la scuola di recitazione in regime di monopolio che ha sfornato solo attoruncoli da fotoromanzo (e si salvano coloro che non hanno frequentato) ed i soldi pubblici erogati ai compagni di merende. Soldi nostri che hanno dato come risultato film che non sono stati visti che da pochi intimi; addirittura uno di questi ha venduto meno di venti biglietti. Qualcuno dirà che la televisione pubblica e privata dovrebbe trasmettere quei film c.d. capolavori: le televisioni non fanno beneficienza e sanno benissimo che quei film sarebbero un flop come audience con quel che costerebbe come introiti pubblicitari: preferiscono trasmettere Via col Vento che certe bufale. Giovanni