Ci sono solo due giorni all' anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l' altro si chiama domani, perci� oggi � il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
quote:Risposta al messaggio di sergiozh inserito in data 07/03/2015 15:56:58 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Infatti... e voi svizzerotti ne sapete qualcosa... Il bello e il cattivo tempo, non dura tutto il tempo
quote:Risposta al messaggio di Yuma-58 inserito in data 07/03/2015 16:06:43 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> non è una questione di nazionalità. in tutto il mondo è così salvo pochi paesi forse.
quote:Risposta al messaggio di sergiozh inserito in data 07/03/2015 15:56:58 mi sembra che sono 40 anni che si regala la mimosa ma dare (e non regalare) la giusta parità salariale non lo si fa pure da 40 anni.>>Io non so se sei di origini italiane oppure no; hai spesso dichiarato di vivere in Svizzera, Paese che ammiro, rispetto e che mi piace pure. Non capisco il tuo astio continuo, asfissiante, uno sfinimento di cojoni contro noi Italiani che, si, abbiamo tanti difetti, ma se non ti andiamo a genio, perché sei sempre in mezzo a ricordare i nostri difetti? Che, forse, invece, ti piacciamo un po', abbiamo particolarità che ritieni interessanti? Quanto a parità di retribuzioni, la legge 300 del 20 maggio 1970, ha equiparato le retribuzioni uomo-donna e minorenni-maggiorenni. Io stesso sono stato protagonista di questo avvenimento essendo stato uno dei lavoratori proposti come causa pilota per il riconoscimento degli arretrati. Sono stato assunto a 19 anni e mezzo ed allora la maggiore età era a 21 anni. Gli stipendi erano contrattualmente distinti fra uomini e donne e, al loro interno, per scaglioni di età dai 16 anni fino alla maggiore età. Come vedi è da quel dì che la donna ha lo stesso stipendio dell'uomo, in Italia; negli altri Paesi Europei non sono informato. Che poi le donne hanno una carriera effettivamente meno 'facile' di un uomo è dovuto al fatto che la donna italiana, di allora ed in parte anche oggi, si sente più legata alla famiglia (e questo secondo me fa loro molto onore) che al lavoro per cui non sempre sono disponibili a subire i disagi derivanti dall'occupare posti più importanti nella scala gerarchica, vuoi per questioni di tempo da dedicare alla famiglia, vuoi per difficoltà ad allontanarsi dalla famiglia nei viaggi per lavoro. Onore alle donne: sono effettivamente spesso una rottura di scatole ma l'alternativa romperebbe ben altro. Sono indispensabili. E sono tutte, tutte, principesse. Giovanni
quote:Risposta al messaggio di Giovanni inserito in data 07/03/2015 16:25:29 (> non capisco cosa io abbia detto contro gli italiani. dovresti citarmi esattamente tanto per capire a cosa ti riferisci. come ho scritto sopra non è questione di nazionalità, in tutti i paesi più o meno le donne guadagnano meno degli uomini per lo stesso lavoro. in svizzera si è evidenziato che più una donna è qualificata e fa un lavoro ben retribuito e più è discriminata sul salario rispetto ai suoi colleghi uomini, e questo malgrado il fatto che anche la legge svizzera prevede la parità salariale tra uomini e donne. a berna in svizzera si è appena tenuta una manifestazione di 12'000 persone per la parità salariale tra uomini e donne. in media in svizzera le donne guadagnano il 20% meno degli uomini in svizzera.Visualizza messaggio in nuova finestra
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http://www.derbund.ch/schweiz/s...
Ci sono solo due giorni all' anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l' altro si chiama domani, perci� oggi � il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)