Da "Il Corriere della sera"
Addio ai caselli in autostrada: come funziona il «free flow», il pedaggio si paga senza fermarsi
di Edoardo Nastri
Il veicolo transita sotto portali dotati di telecamere e sensori che riconoscono automaticamente la targa, registrano il passaggio e calcolano l'importo
Chi percorre alcune autostrade del Nord Italia si sarà accorto di una novità: niente più sbarre, niente più veicoli in fila per pagare il pedaggio.
Una rivoluzione chiamata «free flow», il sistema a "flusso libero" che sta iniziando a cambiare il modo in cui si viaggia sulla rete a pagamento italiana.
Come funziona
Il principio è semplice: al posto del casello
il veicolo transita sotto portali dotati di telecamere e sensori che riconoscono automaticamente la targa, registrano il passaggio e calcolano l'importo dovuto in base al tratto percorso, senza alcun rallentamento. Chi dispone di un dispositivo di telepedaggio — Telepass, UnipolMove o MooneyGo — non deve fare nulla: l'addebito scatta in automatico. Tutti gli altri, invece, dovranno regolarizzare il pagamento attraverso i canali online del gestore della rete autostradale, un'app dedicata o punti fisici convenzionati.
Le tratte in cui è attivo
In Italia il sistema è oggi attivo su un numero ancora limitato di tratte: l'A33 Autostrada delle Langhe (Asti-Cuneo), l'A36 Pedemontana Lombarda, l'A59 tangenziale di Como, l'A60 tangenziale di Varese e il raccordo Ospitaletto-Montichiari.
Complessivamente il free flow copre meno di 200 chilometri sugli oltre 6 mila di rete autostradale a pagamento del Paese: una porzione ancora piccola, ma la sua diffusione è destinata a crescere.
I vantaggi
Il beneficio più evidente è la scorrevolezza del traffico: senza caselli, le auto non rallentano né si fermano, un vantaggio sentito nei periodi di grande afflusso come le partenze estive o i weekend lunghi. I gestori evidenziano anche la riduzione di consumi ed emissioni legate alle frenate e alle ripartenze tipiche delle aree di esazione,
oltre al risparmio sui costi di manutenzione di corsie, cabine e personale.
I dubbi sul pagamento posticipato
Il vero nodo del sistema riguarda proprio chi non utilizza un dispositivo di telepedaggio. Non ricevendo alcun biglietto né alcuna notifica immediata, l'automobilista occasionale rischia di dimenticarsi del passaggio a pagamento. Le regole sono precise:
si hanno 15 giorni di tempo dal transito per saldare online, tramite app o nei punti convenzionati, pagando solo l'importo del pedaggio. Superato questo termine, il gestore individua il proprietario del veicolo tramite la targa e invia un sollecito di pagamento a casa, con l'aggiunta delle spese di accertamento e recupero crediti. Insomma è un sistema che penalizza chi non ha dimestichezza con la tecnologia.
Le multe
Se anche il sollecito viene ignorato, la pratica passa alla Polizia Stradale e scatta una sanzione amministrativa ai sensi dell'articolo 176 del Codice della Strada:
una multa da 87 a 344 euro, la decurtazione di 2 punti dalla patente, oltre al pedaggio originario maggiorato delle spese di notifica.
Un modello già diffuso in Europa
L'Italia non è pioniera: il flusso libero è già una realtà consolidata in diversi Paesi europei. In Francia il sistema opera su tratte come l'A79 nell'Allier e sulla Parigi-Normandia; in Spagna è attivo nei Paesi Baschi; il Portogallo può contare su una rete di pedaggio elettronico particolarmente estesa. Il modello italiano, seppur agli inizi,
si inserisce dunque in una tendenza europea più ampia verso l'automazione totale della riscossione autostradale — un cambiamento che promette di semplificare i viaggi, ma che richiede agli automobilisti maggiore attenzione.
Restate sani