quote:Risposta al messaggio di stesommo71 inserito in data 31/07/2013 10:29:58 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Vero e condivisibile i sistemi di controllo efficienti aumentano la sicurezza e devono essere installati, pero' ... Era giorno ed era un tratto che conosceva , in auto non abbiamo i sistemi di controllo ma non andiamo a sbattere al casello di Brindisi solo perche' la strada e' lunga e dritta. Prof , tu scrivi giusto quando dici di non condannare a priori , pero' tu mi sembra stia andando nella direzione opposta ovvero lo assolvi a prescindere arrivando addirittura ad interpretazioni personali di cio' che uno scrive su FB? Solo i veggenti ed i miracolati possono farlo , appartieni ad una di queste categorie ? Consultava una cartina o similare ... E se in cabina trovano dei giornaletti ? [:)]
Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
quote:Risposta al messaggio di Roberto66 inserito in data 31/07/2013 19:13:30 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Non assolvo e non condanmo! Anche su Facebook ho solo letto con esattezza quello che scrisse! A are la velocità non è reato! È infatti scriveva che no. Poteva andar di più perché trimenti era o multe! iCalosci [:D]
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 31/07/2013 20:26:33 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> "Anche su Facebook ho solo letto con esattezza quello che scrisse!" non fare il furbetto ...[:D] quello che segue non e' scritto su FB , e' l' interpretazione che tu gli hai dato Il che significa che era felice e contento di poter mandare un treno così veloce dove consentito (pensa se avesse dovuto guidare un merci che in Italia non può andare oltre i 120 Km/h), ma questo non significa che superasse i limiti deliberatamente! sono tue congetture ... puoi negarlo ?[}:)]
Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
quote:Risposta al messaggio di Roberto66 inserito in data 31/07/2013 21:37:17 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Certo! La seconda frase l'ho scritta e pensata io. Non l'ho attribuita a lui. Mi sono solo immedesimato. Ha anche detto che quando fui macchinista feci, con successo, di tutto per esser inserito nella squadra elettromotrici per non rischiare di portare i lentissimi merci, ma i veloci rapidi. Amavo la velocità ma non per questo la superavo. Lui su Facebook ha scritto: mi piace correre ma di più no posso andare perché altrimenti mi multano! (o qualche cosa del genere). iCalosci [:D]
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 01/08/2013 01:13:05 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Forse alla fine verra ' fuori un mix di cause e correspondabilita' , una linea senza sistemi di sicurezza , un macchinista un po sicuro di se , un po di sfortuna... Il brutto di quest accadimenti e ' che sembra non portino insegnamenti.
Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
quote:Risposta al messaggio di Roberto66 inserito in data 01/08/2013 07:54:58 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> L'unica cosa che accadrà è che in breve metteranno i sistemi di controllo velocità e sicurezza che servono su linee del genere. Il macchinista certamente passerà momenti terribili, ma, probabilmente, risulterà non responsabile, cosa che sta già venendo alla luce in quanto stava facendo ciò che è nelle sue mansioni. Vedi sta emergendo che era al telefono con il dirigente di servizio che gli dava istruzioni e che lui per seguirle stava sfogliando una cartina. La sfiga volle che proprio in quel momento il treno transitasse di fronte ai cartelli di rallentamento. A 200 km/h - velocità PREVISTA per quel treno - in 10 secondi si percorrono poco più di mezzo chilometro! Se ci fossero stati attivi i sistemi di sicurezza il treno, superato il punto previsto, avrebbe automaticamente azionato in tempo utile la frenata rapida. I veri responsabili - i responsabili generali RENFE che non provvidero a dotare una linea AV con i sistemi di sicurezza - non saranno perseguiti, come accadde in Italia con la storia del Pendolino a Piacenza! iCalosci [:D]
quote:Risposta al messaggio di Roberto66 inserito in data 31/07/2013 19:13:30 (Visualizza messaggio in nuova finestra) Era giorno ed era un tratto che conosceva , in auto non abbiamo i sistemi di controllo ma non andiamo a sbattere al casello di Brindisi solo perche' la strada e' lunga e dritta. >> Non diciamo eresie. Il paragone è risibile. Senza un sistema di "CONTROLLO AUTOMATICO DELLA VELOCITA'" se in macchina o in camper andassi a 200km/h ed avessi bisogno di quasi due km per fermarmi con una frenata di emergenza(come puntualmente spiegato da Calosci) , non solo il casello di brindisi ma tutti i caselli d'italia sarebbero rasi suolo. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
"Dicono che l'intelligenza salverà il mondo....più mi guardo intorno e più mi rendo conto che siamo fregati" quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 01/08/2013 10:14:03 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> La sfiga volle che proprio in quel momento il treno transitasse di fronte ai cartelli di rallentamento. non e' sfiga e' il non rispondere o gestire una telefonata se non puoi farlo. non leggi la cartina se devi guardare i cartelli ...
Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
quote:Risposta al messaggio di Roberto66 inserito in data 01/08/2013 11:25:20 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Non è così. Se ti chiama un dirigente centrale o il capotreno DEVI rispondere! Se devi consultare una mappa o un documento o osservare uno dei monitor lo devi fare! E quando devi fare una di queste cose non è che tu sai se in quel momento c'è un cartello da osservare e rispettare. Ho guardato molte volte il video del disastro. Se osservi bene ad uscire dai binari sono state le carrozze intermedie. La motrice è uscita dai binari, prima di rovesciarsi, col carrello posteriore trascinata dalla carrozze che stava trainando. Il treno, da quel che si legge, era sceso da 190 a 150 Km/h circa. Con un po' di fortuna avrebbe potuto anche farcela senza danni. Le velocità in curva non sono mai, in ferrovia, calcolate sulla sicurezza, ma sul confort dei passeggeri. Questo significa che se il limite è 80 km/h certamente il limite oltre il quale il treno deraglia potrebbe essere 120 Km/h e anche oltre. Quello che è successo si chiama effetto "SERPEGGIAMENTO". La frenata in curva comprime le carrozze centrali che tendono a fuoriuscire. se hai un trenino elettrico con alcune carrozze comprimi testa verso coda su un rettilineo. Prima che il centro del convoglio "salti" devi esercitare una certa forza. Se lo fai in curva con forza MOLTO MINORE il centro del convoglio salta verso l'esterno della curva. È un problema che un macchinista impara nelle prime lezioni di guida. Se, per esempio, affronta a 50 km/h uno scambio con deviata a 30 km/h il macchinista - se la locomotiva è già passata - NON DEVE frenare perché in quella deviata (curva dello scambio) rischia che una delle carrozze centrali deragli verso l'esterno per effetto sepeggiamento. Il macchinista deve frenare in rapida finché la locomotiva non è transitata sul punto incriminato. Poi deve passare il frenata normale. Probabilmente, se il Spagna dopo la frenata rapida il macchinista avesse avuto la LUCIDITÀ E IL CORAGGIO di passare dalla frenata rapida a quella normale, il treno non sarebbe deragliato o i danni sarebbero stati più limitati. Infatti, se non si frena in genere ad uscire per prima è la motrice e il deragliamento è più "ordinato" Anche in questo caso saranno le indagini tecniche a far luce. Non dimenticare che su turni spesso lunghi, con l'AGENTE UNICO, esiste un rischio notevole e sempre presente. Nonostante le cose da fare in contemporanea siano molte il viaggio è sempre PRIVO DI EMOZIONI (soprattutto in un tratto di 80 km da percorrere a velocità costante). Questo rischio, contro il quale come sanno molti automobilisti, si chiama COLPO DI SONNO. E arriva anche quando si è in PERFETTE condizioni psico-fisiche. Ecco perché era meglio quando esisteva il DOPPIO AGENTE in cabina. Oppure è necessario avere tutti i sistemi di sicurezza installati e attivi. iCalosci [:D]
quote:Risposta al messaggio di mapalib inserito in data 01/08/2013 16:10:32 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Allora non devi mettere più piede in nessun treno del mondo, metropolitane comprese. Il macchinista è in contatto continuo con i dirigenti, deve seguire molte informazioni che legge sui vari monitor. Le mappe non sono come si potrebbe credere quelle che usiamo in auto. Gli istradamento non li può decidere il macchinista ma sono decisi e programmati dal dirigente centrale. La mappa può servire per avere presente la lunghezza della banchina del binario dove si viene instradati per far fermare il treno più avanti (a ridosso del semaforo di uscita) o più indietro (con l'ultima carrozza a pelo con la fine della banchina) o in altra posizione. Avrai notato che in molte stazioni sui marciapiedi ci sono delle grandi lettere. La vari sezioni di un treno devono essere stazionate in corrispondenza delle lettere. Questo deve essere letto sulle specifiche mappe e fa parte delle operazioni obbligatorie. iCalosci [:D]
http://www.repubblica.it/esteri...
Resta sempre l'assurdità che su una linea del genere non ci sia il controllo automatico di velocità. iCalosci [:D]
quote:Risposta al messaggio di figliolprodigo inserito in data 04/08/2013 12:33:05 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> La posizione FORSE si aggrava, ma... DURANTE la chiamata ci furono gli avvisi sonori. Forse a causa della chiamata la sua attenzione è stata distolta al punto dal non notare i segnali acustici. Poi... la telefonata si è conclusa 11 secondi prima del fatale incidente. Beh, se la matematica non è una opinione, in 11 secondi a 200 Km/h si percorrono senza frenare, 611 metri. Mettiamo ci fossero ancora 1000 metri (al momento del deragliamento il treno era in frenata e andava a 154 kM/h). Per passare da 200 (199 per l'esattezza) a 80 Km/h occorrono 4 km! A conti fatti il macchinista ha sfruttato quegli 11 secondi pienamente! Probabilmente proprio quella telefonata è stata la causa della sua distrazione! 11 secondi per passare da 199 a 80 non bastano! Ne occorrono non meno 45 secondi. La linea probabilmente, ballando un po', consentiva anche i 120 Km/h. Per scendere a 199 a 120 km/h occorrono 30-32 secondi. Non c'erano DAL TERMINE DELLA TELEFONATA. Gli avvisi sonori sono avvenuti DURANTE la telefonata, per altro di servizio. Le colpe, quelle VERE, sono a carico della RENFE (le ferrovie spagnole) che non hanno dotato quel tratto di linea dei sistemi di sicurezza necessari e obbligatori su linee veloci pur non ad alta velocità. Volete scommettere che insieme al ripristino della linea hanno anche installato questi sistemi? iCalosci [:D] P.S. l'articolo è pieno di ERRORI. Uno in particolare. PRIMO SEGNALE ACUSTICO a 500 m. dalla curva. Se fosse stato a 5000 metri il macchinista non avrebbe avuto potuto permettersi neppure 10 secondi per azionare il freno.
quote:Risposta al messaggio di figliolprodigo inserito in data 04/08/2013 21:16:44 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Quanto la fai semplice!! Primo una telefonata di servizio è OBBLIGATORIO rispondere. Secondo la linea la conosceva. Vorrei vedere tu dopo 80 Km no stop di linea dritta e tutta a 200 km/h. Per quanto alla telefonata se la scatola nera ha registrato i SUONI (perché di questo stiamo parlando) deve aver registrato almeno le risposte che il macchinista ha dato. Se sono di calcio è un conto ma se sono, come abbiamo letto da più parti, indicazioni realtive al binario di arrivo allora è un altro conto! I fatti, GLI UNICI FATTI, sono che in quel tratto mancava l'impiantistica di SICUREZZA che è obbligatoria su tutte le linee veloci. Rileggendo la tempistica riportata dall'ANSA: -20:39:06 Squilla il telefono -20:39:15 Inizia la telefonata (9 secondi dopo lo squillo) -20:39:55 termina la telefonata (40 secondi dopo la risposta) -20:40:06 Deraglia il treno. I dati forniti dopo dall'ANSA non sono compatibili con gli orari dati sopra. Oppure quelli di sopra non sono compatibili con quelli successivi. Infatti: -20:40:55 Primo segnale Acustico -20:40:56 Secondo segnale acustico/visivo -20:40:59 il Macchinista aziona il freno -20:41:02 Ultimo segnale acustico. Ovviamente TUTTI dati prelevati da comunicato ansa che tu hai segnalato. Segnalo un concetto basilare. La telefonata termina alla ore 20:39:55 Il treno deraglia 11 secondi DOPO la conclusione della telefonata ovvero alle 20:40:06. O i dati relativi alle telefonate sono ERRATI o sono ERRATI quelli successivi. Un treno deragliato alla 20:40:06 non emette QUATTRO SEGNALI a partire dalle 20:40:55. Più probabile questa sequenza con differenti minutaggi (sottraendo un minuto a quanto comunicato dall'ANSA: -20:39:06 Squilla il telefono -20:39:15 Inizia la telefonata (9 secondi dopo lo squillo) -20:39:55 termina la telefonata (40 secondi dopo la risposta) -20:39:55 Primo segnale Acustico (proprio in corrispondenza del termine della telefonata) -20:39:56 Secondo segnale acustico/visivo (UN SOLO secondo dopo il termine della telefonata, diciamo il tempo di riporre il telefono) -20:39:59 il Macchinista aziona il freno (il tempo di capire cosa sta accadendo). -20:40:02 Ultimo segnale acustico. -20:40:06 Deraglia il treno. Prendendo per buone le indicazioni ANSA tra il primo segnale e il deragliamento intercorrono 67 secondi. NON SONO SUFFICIENTI, ammesso che la frenatura inizi contemporaneamente al primo segnale, PER RALLENTARE UN TRENO DA 200 a 80 Km/h. Quindi la segnalazione ERA COMUNQUE TARDIVA. In ogni caso le responsabilità del macchinista diventano sempre più sfumate! iCalosci [:D]
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 04/08/2013 23:02:26 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> E secondo lei leggo tutto?? Sono sufficienti poche parole: solo il "pilota" sa cosa e come lo ha fatto, tutto il resto....
quote:Risposta al messaggio di figliolprodigo inserito in data 05/08/2013 11:21:59 (> Appunto! La MATEMATICA non è una opinione! Di dati OGGETTIVI ne abbiamo parecchi: -niente sistema di frenatura automatica obbligatoria di sicurezza. -avvisi in cabine (leggendo le notizie riportate da più giornali) tempisticamente TARDIVE. -agente unico costretto a fare troppe cose in contemporanea. Poi che significa quel che leggo? "E secondo lei leggo tutto?" Quando si deve decidere della innocenza o colpevolezza (e in caso in quale misura) di un uomo occorre valutare CON ATTENZIONE tutti i dati a disposizione. Io lo sto facendo e vedo, DA ANALISI MATEMATICHE attraverso i dati che via via arrivano, che la posizione del MACCHINISTA (non è un pilota) si alleggerisce sempre più e si AGGRAVA sempre più massicciamente quella della società ferroviaria spagnola RENFE. Consiglio di rileggere con attenzione questi due link:Visualizza messaggio in nuova finestra
)>
https://forum.camperonline.it
#3200703https://forum.camperonline.it
#3200738 A mio avviso sia il giudizio divino, ammesso e non concesso che possa esistere, sia quello dell'uomo sarà quasi tutto a carico della RENFE. Condannare SENZA MOTIVO PROVATO un uomo significa assolvere proprio che ha le vere responsabilità: la RENFE. Assolverla significa autorizzarla a non installare sistemi di sicurezza che, per loro natura, sono molto costosi! iCalosci [:D]