Inserito il 07/10/2007 alle: 22:25:26
Questa è la nostra storia.
Più di 30 anni fa andavamo al mare in un albergo i cui proprietari erano ormai diventati nostri amici. Una bella estate trovammo nel parcheggio davanti alla loro villa contigua all'albergo un camper gigantesco (almeno ai nostri occhi e per quei tempi). Ci spiegarono che quando a settembre chiudevano l'albergo ed andavano loro in ferie, se ne giravano con quello un po' dappertutto, in Italia ed estero, e quando andavano in Germania per chiudere i contratti con le agenzie turistiche tedesche lo usavano anzichè prendere la macchina e fermarsi in albergo. Ci spiegarono che questo tipo di vacanza non era in concorrenza con quella in albergo, ma complementare ad essa, perchè diverso era il modo di considerare il viaggio, la visita ed il soggiorno in un luogo. Parole che col tempo si sono mostrate straordinariamente sagge.
Ma noi in quel tempo eravamo proiettati sulla barca a vela, e non pensavamo ad altro: ci affascinava il poter girare liberi e stare all'aria aperta ed a contatto con la natura il più possibile. L'albergo, la casa in affitto, il dover prenotare ed il dover rimanere in una certa località una volta prenotato anche se ci fossimo accorti che non ci piaceva, erano tutte cose che ci stavano strette, come ci stava stretto il campeggio, con le file per andare al bagno, lavare i piatti, entrare ed uscire secondo certi orari. Così nell'ottobre del 1983 andammo al Salone di Genova, ed al ritorno, ubriacati dai prezzi delle barche, inavvicinabili per le nostre tasche, e considerato che nel frattempo era nata nostra figlia, commentammo: " però forse sarebbe meglio che prendessimo un camper, magari in società con mio fratello, per dividere le spese".
Detto fatto: i primi di novembre avevamo già il camper sotto casa, un Grand Soleil 370 acquistato usato di meno di due anni, praticamente senza esperienza, senza averlo confrontato con altri modelli, solo perchè era stato il primo annuncio sul giornale che ci era capitato sotto mano e che aveva un prezzo congruo alle nostre tasche, suddiviso fra le nostre due famiglie.
E' stata una cosa avventata? certamente sì, si poteva nascondere una fregatura, o potevamo acorgerci che in camper non ci trovavamo bene, o che altri modelli potevano essere migliori di quello.
Siamo stati talmente arcifortunati che il povero "cucciolotto" (soprannome dato dalla nostra bimba) è stato mantenuto in efficienza fino a questa primavera, per la bellezza di 26 anni in totale, di cui 24 nelle nostre mani, compagno incessante delle nostre vacanze e di quelle di mio fratello, inizialmente insieme, poi ognuno in periodo diverso ed assieme ad altri amici o da soli. Nostra figlia è praticamente cresciuta "giocando ad andare in giro con la sua casetta", e solo da adulta ha cominciato ad allontanarsi da casa senza il "suo" camper.
Quando cominciammo noi di camper per strada se ne vedevano pochi, quando incrociavamo un altro camper ci salutavamo con una sfanalata e lo spirito era un po' quello dei pionieri dei film western: andavamo incontro a luoghi che dovevano essere certamente più o meno belli, ma non sapevamo se e come avremmo potuto raggiungerli e sostarvi.
Adesso che siamo ormai alle soglie del pensionamento quella sorta di eccitazione, di antusiasmo, il non veder l'ora di partire, è ancora tale e quale a quando eravamo più giovani.
Questa primavera abbiamo acquistato un altro camper (il vecchio è stato demolito in un bruttissimo incidente dal quale per fortuna mio fratello ne è uscito indenne) ed orea facciamo progetti per il tempo libero che avremo in futuro, e di quanto e come potremo godere della nostra casa viaggiante.
Ciao a tutti Anna