Inserito il 14/01/2011 alle: 11:54:08
I differenti approcci all'ecologia.id="Arial">id="size6">
Ovvero: paese che vai, usanza che trovi.id="Times New Roman">id="size5">
Sabato ho aiutato mia moglie con le fatiche domestiche. Nulla d'erculeo, solo un viaggio al supermercato. Però questo mi interessa da sempre. Avendo lavorato nella struttura marketing di una multinazionale, ho l'occhio allenato a cogliere i comportamenti della gente, quando si trasforma in quella cosa un po' strana che va sotto il nome di "consumatore". E si vedono tante cose interessanti!
Come forse avrete notato, dal primo gennaio sono (finalmente!) stati vietati gli shopper. Per usare un termine meno sintetico, ma italiano: le borsine di plastica della spesa. I supermercati non possono più comperarne, né tanto meno venderne ai clienti. Per esaurire le scorte, dal primo di gennaio le hanno regalate, terminando molto presto le scorte residue. Quindi, d'ora in poi, saranno possibili solo alcune soluzioni:
1. gli shopper "ecologici". Sono una soluzione consumisticamente simile a quella precedente, ma la sostanza usata si degrada molto rapidamente. Da un lato non abbastanza (fa in tempo a finire nell'ambiente, se non siamo rispettosi). Dall'altra troppo rapidamente (le borsine si rompono anche solo a guardarle...). NON mi sembra una soluzione.
2. in caso di necessità si può acquistare (ma non alla cassa) una serie di sporte per fare la spesa utilizzabili molte volte. Ce ne sono per tutti i gusti ed in tutte le fogge e colori. Si va dalle semplici bustine in juta, fino al vero e proprio carrellino per la spesa.
3. posto che in molti usano l'auto come carrello, basta mettere tutto alla rinfusa nel baule (o nel gavone...) e poi con calma, a casa, insacchettare il tutto. Io tengo un vecchio zaino ed una vecchia borsa nel baule e quando arrivo con il carrello nel parcheggio del supermercato mi prendo il tempo per riempirli con tutta calma. Personalmente, lo stavo facendo da un paio d'anni, per allenarmi, perché l'obbligo è scattato in tutta Europa un paio d'anni fa. Poi, si sa, l'Italia rimanda fin quasi alla procedura d'infrazione... ma adesso siamo arrivati anche noi![:)]
Bene! Finalmente! Halleluiah!! [:)]
Però.
Però... che cosa sta succedendo alle casse dei supermercati Italiani, in questi giorni? Io li ho battezzati "i vedovi". Con ciò intendendo soprattutto "le vedove", ma in Italiano il genere maschile è ancora identico al neutro...[;)]
Cioè? Beh, arrivi alla cassa ed il tizio che c'è prima di te, imperterrito, chiede "3 sacchetti" alla cassiera. Che concisamente, pazientemente e (di solito, ma non sempre) educatamente spiega che "non ne ha più". La reazione tipo è: "e io adesso come faccio?". I vedovi...[:o)]
Bene. Adesso ci spostiamo alla cassa di un Lidl in Germania, quest'estate. Lì i sacchetti sono un ricordo lontano, di un paio d'anni fa. Io ho nel carrello delle bottigliette di birra di plastica, pago ed esco. Poi, in camper, con calma e comunque prima d'allontanarmi, controllo lo scontrino e scopro per ogni bottiglietta due importi: la birra e (compulsando il mio dizionario da viaggio) la cauzione sul vuoto. Bonk![B)] Cauzione su una bottiglietta in PET? Boh... vabbé, la birra è molto meno conveniente, così... Comunque, il giorno dopo l'ho finita, mi fermo in un altro lidl a far la spesa e scopro all'ingresso una sorta di bancomat. Osservando il tizio prima di me, scopro che infila le bottigliette nel "bancomat" che d'ora in poi chiameremo plastomat, alla fine pigia l'unico tasto presente (OK, questa la scritta, piuttosto evidente nel suo significato) e ritira uno scontrino.
Aha! [:D] penso fra me e me. Ho fatto bene a non buttare le bottigliette!
La sera, all'area di sosta, trovo un tedesco gentilissimo e che parlotta qualche parola d'inglese (piuttosto rari, purtroppo) e mi faccio spiegare come funziona. La prima notizia che mi conforta è che io posso comperare ad Amburgo la birra e ritirare la cauzione a Monaco. Lo stato è federale, in Germania, ma il sistema è nazionale.
Dato che il tizio non parla un inglese molto buono (anzi... pessimo!), gli chiedo come mai usa il termine "sistema" invece di "legge". Mi guarda stupito. Legge? Quale legge? Beh, insomma, - ribatto - per mettere insieme una cosa così complessa, lo stato ci sarà pur entrato, in qualche modo! Se non altro per stabilire le regole, ad esempio l'importo della cauzione!
Sempre più stupito (prima lui, ma adesso io!) mi spiega che il sistema è assolutamente volontario. Cioè nessuno obbliga i produttori di cibi e bevande in contenitori in plastica ad aderire al sistema. E ripete "sistema" due volte!
Sempre più incerto, provo a chiedergli: e se un produttore non aderisce? E lui, sghignazzando: "Kein probleme!" (nessun problema! forse ha origini slave?). Si, la prima settimana di diffusione del sistema, la "The Coca Cola company" tedesca aveva rifiutato di aderire. Ma i dati di vendita l'avevano rapidamente convinta ad aderire ed anzi, a dare la massima pubblicità alla sua "spontanea" adesione al sistema!!
Cioè: da noi i "vedovi" inveiscono contro Berlusconi (ma che cosa c'entrerà mai in una direttiva europea?) per la soppressione sacrosanta e PER LEGGE dei sacchetti di plastica. Mentre in Germania il "popolo" convince [:D] con le sue scelte di consumo una super-multinazionale globale e potentissima come la Coca Cola ad inventarsi un'anima ecologista.
Purtroppo, dai tempi di Cavour, il lavoro non sembra terminato. Ricordate cosa diceva il conte? "Fatta l'Italia, ora si tratta di fare gli Italiani". Ecco, appunto: e se facessimo un po' meno gli Italiani ed un po' più i Tedeschi?
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Questo il "pezzo" che avevo promesso. Confesso d'essermi domandato: sarà in tema? Beh, si. Senza l'esperienza di questa estate in camper, non avrei capito cosa succede in Germania. Quindi i camper c'entrano.
E poi... più "ritorno al passato" del ritorno in auge delle sporte della nonna!
Io faccio ancora parte di quella generazione che andava a comperare il latte "in latteria". Cioè nello spaccio di un grosso caseificio, portandomi la bottiglia di vetro. Arrivato lì la lattaia (non so perché, ma sempre donne con mammelle enormi! [:D]) prendeva la bottiglia, la infilava sotto un rubinetto, la riempiva di latte (un litro esatto) e poi la sigillava (mah... ne ho rovesciati ettolitri... forse non ermeticamente...) con una capsula di latta.
Arrivato più o meno intero a casa, il contenuto veniva immediatamente bollito.
Oggi la cosa è possibile solo nei self-service di confagricoltura. Pochini, per ora. Ma il latte ha un sapore... di latte!
L'unico appunto che mi sento di fare: alcuni self service, mentre erogano il latte, riproducono con altoparlanti il muggire di una mucca. Francamente, la trovo una cosa oscena!![:o)]