Camperista, ce l’ hai il triangolo?id="size3">id="blue">
Questa non è una delle solite storielle di piazzola. E’ la triste realtà di un novello camperista che si è avvicinato per la prima volta a questo stile di vita: “errare humanum est, camperare est diabolicum”. (mi scuso per la citazione non latina) Era un mio amico: per la precisione è la moglie una nostra cara amica e di lui non si avevano notizie fino al giorno del matrimonio. Già in quell’ occasione aveva avuto modo di farsi notare giungendo lui, non la sposa, a bordo di una vecchia caravan trainata da un’auto d’epoca. Il binomio poteva anche essere simpatico ma i periodi storici non coincidevano ed è parsa, ai competenti, più di una pagliacciata. La battuta sul sagrato della Chiesa: così ho già la moglie pronta a casa e risparmiamo i soldi dell’albergo.…era sembrata anch’essa un po’ forzata, fuori luogo, date le circostanze.
La nostra amica invece non era ancora nata e già girava il mondo in tenda e sacco a pelo. Grande viaggiatrice, molto studiosa, preparata e curiosa di conoscere e apprendere non solo dei luoghi visitati ma anche della loro storia e cultura. Insomma quella che si dice una vera viaggiatrice e non turista. Avevamo avuto l’occasione di fare insieme un viaggio in Mongolia, ospite del nostro camper e ricordo benissimo che ci aveva sconvolti nell’averci praticamente rivoluzionato il viaggio, non a suo uso e consumo, ma per nostra grande soddisfazione e piacere. E in un paio di mesi possiamo veramente dire di averla visitata tutta, la Mongolia. Quella vera,quella selvaggia. Tra l’altro conosceva perfettamente tre lingue oltre al perfetto italiano ed era veramente una splendida compagna di avventure.
Torniamo a noi. Si sposano e mettono su famiglia. Lui artigiano, di famiglia benestante ma che se la tirava,… lei impiegata molto apprezzata e competente. Lui prendeva sempre i camper in affitto ma non era un camperista itinerante nel vero senso della parola. Non viaggiava ma si fermava, non gli interessava dove andare, bastava andare ma subito arrivare. Pensate che prima di ritirare il camper a noleggio, (intanto prendeva il più bello e il più nuovo), si faceva togliere gli adesivi per evitare che venisse riconosciuto come noleggiatore piuttosto che proprietario. E siccome nell’arco dell’anno ne prenotava di nuovi e di diversi, si vantava con i vicini di cambiarli spesso, con grande soddisfazione nel constatare lo stupore degli amici che non capivano come potesse permetterselo (con l’amico concessionario e noleggiatore ridiamo ancora adesso e di gusto). Ha lasciato tanti di quei soldi che metà basta, ma siccome al di là della “prepotenza” era uno che non badava a spese, ovvio che tutti gli stendessero ossequiosi la moquette rossa al suo passaggio. Il bello è che con i camper a noleggio non faceva tanti chilometri: Lui amava andare nei mega-villaggi del Garda e fermarsi per una settimana senza mai, dico mai, neanche farsi un caffè in quanto dalla colazione al dopo cena vivevano praticamente nei migliori ristoranti pieni di stellete e consigliati dalle famose guide.
Però si documentava leggendo molto e a volte quando il vicino gli diceva: bello questo camper, vedo che è nuovissimo…lui rispondeva sicuro di sé: ebbene sì, sa l’ho appena ritirato e ci concediamo una settimana di totale relax perché appena arrivati da Pechino. In camper? ribatteva il vicino perplesso! Eh, sì…mi sono preso un anno sabbatico e siamo stati prima in Patagonia facendo tutta la “ruta cuarenta” ma partendo dal Venezuela dove abbiamo sdoganato il camper giunto per nave. Insomma il giro dell’America Latina è stato di oltre 23000 chilometri e poi da Biella a Pechino per la “via della seta”, sa, eravamo rimasti senza cravatte e calze e ne abbiamo approfittato per fare shopping nei negozi del posto.
Ammappeta! E il capannello di curiosi si faceva sempre più numeroso e tutti con la bava alla bocca (qualcuno per stupore, altri per rabbia) e che tornando mesti nella propria piazzola dicevano alla moglie: ma tu guarda e noi che abbiamo visto quasi tutto il mondo:da Cuneo a Trieste !
Qualcuno di voi si chiederà: ma perché non si comprava un camper proprio? Eh,no! come avrebbe potuto poi vantarsi di cambiarlo tutti gli anni, facendo cosi? Naturalmente il “comandante” dell’astronave non poteva essere che lui e la moglie non era per niente il secondo pilota, perché non gli era permesso neanche di parcheggiare in piazzola. I figli erano piccoli quindi …
Abitano in una bella casa in collina e in un angolo del grandissimo giardino fiorito e ben curato (da lei, naturalmente) si è fatto costruire una specie di pagoda in legno come si usa adesso per ricoverare il camper. Ah, ma allora l’ha finalmente comprato, direte voi: no, non l’ ha comprato, dico io….serve solo quando va a noleggiarlo la notte prima di partire.
Ammappeta e i lettori di Col si fanno sempre più numerosi e tutti con la bava alla bocca (qualcuno per stupore,altri per rabbia) .Pavimentazione in cotto toscano da esterni e tetto in legno di tek pregiato per coprire, non il camper suo, ma quello affittato! Lo ritira dunque e lo porta a casa. La moglie provvede alla disinfezione totale, pur essendo il più delle volte nuovo di pacca a zero chilometri. Lui controlla i livelli, acqua, olio e peperoncino e via in partenza verso nuove avventure.
Prima di partire appiccica per benino l’adesivo di “ Ushuaia = Estaciòn de la fin del mundo” di metri 6x2 dalla parte guida e nell’altra fiancata “Patagonia – Tierra del Fuego 2010” di altrettanta enorme misura. Percorre la tangenziale di Milano a bassissima andatura per farsi ammirare bene e compiaciuto dal finestrino risponde ai saluti con la V di vittoria. Non si ferma all’autogrill per non dover dare spiegazioni e al casellante che incuriosito gli chiede com’è andato il viaggio, lui risponde sempre..”no entiendo – gracias – adiòs” ma il solito curioso scende dalla coda e gli chiede a bruciapelo: Como ès la pampa? La Pampa ès toda mi vida, risponde mostrando un fotomontaggio in cui è ritratto a cavallo con i veri gaucios . La moglie (nostra amica) subisce in silenzio: Non può più neanche ribellarsi perché hanno due figli abbastanza piccoli, un maschietto di otto e una ragazzina di tredici. Arrivano sul lago di Garda dalla “Clodette” e sistemano occupando (non gratuitamente s’intende) ben due piazzole. Si fermeranno una settimana, come già detto e iniziano subito i preparativi per il sofferto soggiorno.
Dal gavone scaricano un motorino omologato x due e di peso per tre con relativo montaggio del parabrezza, bandierina della Nasa, manubrio a corna di toro,trombe bitonali e posteriormente il cestino di vimini. Ci sono le due biciclette dei ragazzi , quelle ultimo modello a 132 rapporti, forcella regolabile e telaio in carbonio. Quella del “piccolo” di anni otto e di peso ottantotto ha le ruote rinforzate con l’aggiunta di due rotelline stabilizzanti prelevate nottetempo direttamente da un 747 cargo Alitalia in attesa dell’autorizzazione al decollo. Noi nelle nostre bici, da piccoli, per far rumore di motore mettevamo le carte da gioco pinzate ai raggi con la molletta della biancheria – ricordate? – lui invece ha montato un motore bicilindrico a metanolo del bmw gs 1200 dakar. Il fanale anteriore è allo xeno e il posteriore identico al lampeggio stroboscopico della pista 3 di Linate usato solo in caso di nebbia. La sella al gel fresco di montagna è costruita e collaudata sulle dolomiti, a garanzia di frescura e benessere per le parti molli e intime che per lui,visto il peso,sono molto più molli che intime. Non ha il solito campanellino, ha una tromba da roadtrain australiano che fa paura gia solo a guardarla. La ragazzina invece ha la sua bici rosa, costruita dalla Barbicycle su misura. I raggi sono fatti di capelli biondi autentici e arrotolati su se stessi per dare più robustezza alla ruota. Pneumatici in chewingum della “gomma del ponte” rigorosamente alla menta e senza zucchero. Pedalata elettrica assistita con derivazione su braccio snodato che ad ogni pedalata spazzola e pettina i capelli della viziata ragazzina già da piccola in “permanente” acconciata. Il portapacchi posteriore in effetti è un portacamper, ma di quelli piccoli, furgonati. Così lei può vantarsi di avere il camper (vero, non quello di barbie) al seguito e non viceversa. (Ecco spiegato il motivo della doppia piazzola…) Scaricato il motorino e montati gli accessori serve dare una pulitina al casco. Lui ha quello replica di Stoner con un cavatappi avvitato sulla calotta a ricordo dell’ incubo Vale a Laguna Seca e autografato dal medesimo con pennarello indelebile proprio in mezzo alla visiera. Non si vede un cacchio ma fa niente: l’importante è averlo. La povera moglie ha invece per protezione solo uno scolapasta in alluminio ammaccato. E siccome il marito gli dice sempre che è una testa vuota….non ha importanza quindi il grado di protezione a lei riservato. Il tavolo e le sedie ovviamente prese a noleggio insieme al camper vengono sistemate giusto per dare un impronta di uguaglianza con gli altri campeggiatori, ma non essendo proprie si guardano bene dall’appoggiare le chiappe nobili.
E’ ora di pranzo e si va al ristorante non quello self service ovvio . Mentre si accomodano nel tavolo migliore, lui dice al volo al cameriere che lo champagne dev’ essere a temperatura giusta, se no lo rimanda indietro. Il cameriere, premuroso, allora chiede umilmente qual è la temperatura giusta di gradimento e lui risponde con far seccato: facci lei ! Il cameriere annuisce e scompare tra i flutti del vicino lago. Il titolare pregustando il lauto guadagno si rivolge allora personalmente ai quattro, mandando via con un gesto scortese la bella cameriera che nel frattempo aveva premurosamente annodato al collo i tovaglioli di finta seta ecuadoriana. Lui alza la testa e dice: vediamo un po’ se riuscite a preparare qualche cosa di gustoso che non sia il banale menù che proponete in bacheca. Il proprietario pregustando un ulteriore elevato incasso, dice: grigliata di pesce o carne? Il pesce è appena arrivato fresco a Verona via aerea da Chioggia e la carne è stata macellata proprio stamattina in una hacienda Argentina. Come sente la parola Argentina, si ricorda degli adesivi che ha sul camper e per darsi un tono grida a voce alta: Sì, gamberoni di Ushuaia e asado argentino. Muy bièn!
Ammappete, i campeggiatori si fanno intorno più numerosi e tutti con la bava alla bocca (qualcuno per stupore e altri per rabbia) E per il vino? chiede il titolare… Tinto, è la risposta. Scusi, può ripetere per favore? Ho detto tinto ahò sei tonto? (un vicino di tavolo scoppia a ridere ricordando lo spot di tutti,anzi di Totti…) Aspetti che le porto la lista, signore, dice la bella cameriera. Porta del barolo dice scocciato. Del Barolo signore? Che annata preferisce? Ho detto tinto, no? e il barolo è tinto sì o no! Allora che sia tinto da poco, perché a me non piace il vino troppo vecchio. La cameriera arrossendo dice: mi scusi, ma il barolo non è un vino giovane….signore…. E allora portami quello che ti pare. Nel frattempo arriva il cameriere per servire lo champagne a temperatura desiderata. Lui lo assapora lentamente e dice: un grado in meno sarebbe stato perfetto, ma va bene lo stesso.
In cucina si odono strane risate….ma nessuno ci fa caso. Ridono perché l’aiuto cuoco aveva “rinfrescato” lo champagne in modo naturale….forse addirittura scaldandolo un pochino……..La cameriera si rivolge al ragazzino: Tu cosa vuoi mangiare? Un casso è la risposta secca e maleducata. Guardi signorino che non è per niente educato come mi ha risposto, lo sa? Faccio finta di non aver sentito e rifaccio la domanda. Cosa vuoi mangiare? Due cassi ! Il padre si rotola per terra dalle risate mentre la povera madre prende la mano della cameriera e con occhi lucidi gli chiede scusa. Lei capisce e si ritira scuotendo la testa. Chiama il cuoco che per definizione è un omone da 130 kg alto due metri che si presenta al tavolo con il coltellaccio per le costine….dicevamo….cosa vuol mangiare il ragazzino? Si sente un tre….ma la frase non finisce perché il bimbetto viene dirottato in volo verso la scogliera dell’alto Garda e senza aver avuto il tempo di mettersi caschetto e paradenti. Il cuoco torna in cucina soddisfatto trovandosi in tasca un bigliettone da cento elargito di nascosto dalla povera mamma sempre più rattristata e sconvolta. Il proprietario allora si avvicina trattenendo a stento l’improvviso prurito agli arti superiori e inferiori e chiede alla ragazzina: Ciao tipa, cosa ci facciamo di sbudello a sbanfa per riempire la gazza? coca e pizza? Evvaiii risponde la ragazzina manifestando gradimento per il linguaggio. Oh yes, vecchio str…zo! Coca calda e pizza fredda. Ah, ecco mi sembrava….dice sconvolto il padrone! Mo te la ficco nel gargarozzo compresa la linguetta…..Siiiiiii dice la rapper così si ciula con la pallina che ho sulla lingua…..Nessun commento e mesto ritorno verso il bancone. Arriva un enorme vassoio di gamberoni e lui ne solleva uno guardandolo nelle parti intime…….E’ proprio di Ushaia dice complimentandosi con il cameriere. Vaaabeeeeene! Il cameriere incuriosito ma pure intimorito dalla forte personalità del cliente, lascia per un attimo andare la timidezza in bagno e chiede con voce sommessa: Mi scusi signore, ma come ha fatto a riconoscere che i gamberoni sono proprio di Ushuaia ? Se trè facìl …… Scusi, non capisco. Ma è facile, ignorante d’un ignorante. Si riconoscono al volo e prendendone uno lo gira sotto sopra sbattendolo sotto il naso dell’ esterefatto cameriere. Vedi che ha le palle rosse? E ovvio che arriva dalla terra del fuoco, no? Capì stupidòt ?
In cucina si odono strane risate…ma nessuno ci fa caso. Ridono perché il lavapiatti aveva scongelato i gamberoni talebani troppo in fretta e purtroppo bruciacchiandone…le parti intime che così arrossate davano veramente l’impressione di terre lontane e infuocate.
Permesso, permesso, ahoo te vuoi spostà dde llì ? Arrivano trafelati altri due camerieri che sistemano al centro tavolo il supporto per l’ asado. Ecco l’asado, signore. Asado de verdadera carne Argentina…Sentendo la parola Argentina si ricorda degli adesivi sul camper e si mette in piedi con la mano sul cuore e canta “ Don’t cry for me Argentina” a squarcia gola che si sente fino al casello di Peschiera. Evita, Evita grida con crescente entusiasmo ricordando i tempi in cui era Peronista sfegatato……Il bue argentino presentato in bella vista sul vassoio ha all’orecchio sinistro un orecchino. Un orecchino? “ Segùro, ès el pendiente originàl de Maradona “ risponde il padrone contento di aver fatto un gran bella figura. E tutti in coro: oh mamma mamma mamma, sai perché mi batte il corazòn ? Ho visto Maradona, oh visto Maradona e innamorato son ! La moglie chiede pietà e conforto dallo sguardo dei vicini……E pensare che lui è tifoso della Biellese, mica del Napoli! dice sconsolata.
Nel frattempo arriva la coca calda e la pizza ghiacciata per la signorina. Lei la guarda distrattamente e scocciata fa al papà….Ehi, la volevo quadrata,non rotonda e si rimette a messaggiare freneticamente. Il padre prende la pizza e con il coltello la “squadra” per bene e la presenta alla figlia: va bene cosi? Ma vaffa! si sente rispondere. La madre in lacrime dice: non farmi fare brutta figura, su, mangia per favore. La figlia guarda la madre e risponde: ma vaffa! Voce del tavolo vicino: sssstt! sono arabi, non senti l’accento?
In un battibaleno l’intero asado viene spazzato via e l’amico si prepara al rutto di festeggiamento. In previsione dell’onda d’urto il padrone provvede a sparecchiare tutti i tavoli, chiudere porte e finestre e licenziare il personale per evitare guai con l’Inail . Si sistema dietro un paravento e aspetta fiducioso il rutto liberatorio. Che non avviene…..sì perché improvvisamente sbiancando in volto… colorato il resto….si guarda intorno smarrito e con faccia preoccupata. Tutti lo guardano perplessi e….. gratuitamente profumati, in un silenzio-assenso di espressioni a volte non condivise.
In cucina si odono strane risate..ma nessuno ci fa caso. Stavolta ridono del cameriere che scopa e pala in mano si appresta al suo dovere……non proprio da cameriere.
Emmò comme famo? dice chiedendo conforto alla moglie, diventata nel frattempo paonazza dalla vergogna. Il piccolo scompisciandosi dalle risate dice alla sorella: ma pà da quanto tempo non và? E lei, di rimando: eppure lo mandiamo sempre a cà…! E riprende a messaggiarsi da sola.
Ammappeta! e il capannello di curiosi si fa sempre più numeroso ma stavolta tutti a bocca chiusa e le mollette della biancheria al naso. Viene rinchiuso in un doppio sacco della spazzatura e portato col muletto sul bordo della statale in attesa del furgone attrezzato dell’oasi ecologica richiesto con urgenza dai gestori del campeggio. L’indomani sarà sparso per i campi in attesa di concimazione. La sagra del peperone ringrazia!
continua…………………………………………………………………..
Modificato da Mustang21 il 16/11/2010 alle 21:22:10