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E’ inevitabile al rientro dalle ferie fare un piccolo bilancio, o meglio compilare una piccola hit parade dei posti che ci hanno colpito, impressionato o semplicemente ci sono piaciuti di più. Ciò vale anche per le situazioni vissute a prescindere dall’amenità dei luoghi.
Rientro oggi a lavoro (mannaggia!) dopo un bel viaggio in Inghilterra e in particolare in Cornovaglia. Non mi è mai successo di tornare deluso da qualche posto e questa volta non ha fatto eccezione. Ma come da premessa vi racconto una situazione particolare, vissuta in Francia durante una tappa di trasferimento, che non ha nulla a che vedere col tema del viaggio. Insomma un premio della critica fuori concorso, una menzione speciale appunto.
Venivamo da Calais, Eravamo intorno al seicentesimo km (del giorno) quando ci ha colto un violento temporale. L’acqua non poteva impressionarci più di tanto, chi ha navigato in quei paraggi (e sottolineo navigato), sa che in Cornovaglia qualche volta non piove, non viceversa. A proposito evidentemente ce la siamo portata dietro, perché sabato e domenica pioveva alla grande anche a casa. Ma quando si è in viaggio su strade sconosciute, alla fine di una tirata faticosa, un vero e proprio temporale con folgori e saette ad altezza d’umo può dare davvero fastidio.
Decidiamo di prenderci il sicuro fermandoci a Beaune (appena sotto Digione) dove conosciamo una AA già testata all’andata, peraltro gentilmente suggerita da amici del forum prima della partenza. Entriamo nel paesino che la furia si è appena calmata, ma continua quella pioggerellina uggiosa né carne né pesce. La AA è organizzata a stalli contrapposti riservati ai camper, che hanno però le stesse dimensioni di quelli per le vetture. Perciò per fare la manovra bisogna tirare qualche moccolo, nella migliore delle ipotesi.
Il sito è quasi pieno, solo due posti sono ancora disponibili. Parcheggiato di rimpetto a uno di questi c’è un bellissimo VW T4 con targa belga. Uno di quei camper minimali discendenti dal capostipite, il padre di tutti i camper il Volkswagen T1, mezzo di trasporto prediletto dagli hippies sessantottini. Davanti al suo paraurti una coppia settantenne sta giocando a dama, seduta ad un precario tavolino. Proteggono il gioco con un ombrello e si fanno luce con una modesta lampada portatile. E’ evidente che se non si spostano io non posso entrare.
Senza nemmeno farselo dire si alzano e sbaraccano, avendo cura di non far cadere le pedine. La scenetta era troppo bella per non crearmi subito uno spontaneo rimorso per averla rovinata. Appena terminata la manovra vado a scusarmi con l’ausilio di quelle quattro parole che conosco di francese. Mi rispondono con modi garbatissimi, ma al di là delle difficoltà di lingua il loro sguardo dice tutto: ci vuole altro per rovinargli la serata. Infatti li vedrò ancora a lungo giocare, all’interno del loro minuscolo camper, a lume di candela e senza mai perdere il sorriso.
Il primo giorno di lavoro dopo le ferie è come il Capodanno e bisogna esprimere almeno un buon proposito, il mio eccolo: voglio essere come loro. [:)]

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