Inserito il 27/03/2008 alle: 13:37:44
FACCIAMOCI UNA CULTURA PRIMA DI PARTIREid="size4">id="red">
Lipari - La cittadella
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Segnata da un drammatico passato denso di battaglie, di massacri e di devastanti eruzioni vulcaniche, l'isola di Lipari con i suoi 37,6 chilometri quadrati di territorio e i suoi diecimila abitanti è la più grande e la più popolata dell'arcipelago. E' anche il capoluogo e il centro amministrativo dell'arcipelago.
Già dall'ingresso nel porticciolo, Lipari mostra chiaramente i segni di una colonizzazione che risale addirittura al periodo neolitico, quando l'isola divenne un importante nodo commerciale di ossidiana, la pietra nera e tagliente che veniva usata come arma. La roccaforte del potere di Lipari è localizzata nella sua cittadella, che ingloba i resti delle fortificazioni, del castello e di alcune chiese e che è posizionata su uno zoccolo che è una poderosa fortezza naturale e che permette di sfogliare strato dopo strato i resti delle numerose dominazioni subite nel corso dei millenni dall'isola.
Imperdibile la visita della Cattedrale, dedicata a San Bartolomeo, risalente al XV secolo, con il pregevole chiostro normanno; così come imperdibile è, anche per il turista più frettoloso, il magnifico Museo Eoliano che ospita numerosi reperti e testimonianze dall'epoca neolitica fino alla dominazione spagnola, con una sezione dedicata ai fenomeni vulcanici, una ai ritrovamenti sottomarini e una di primaria importanza dedicata all'età greco-romana, con pezzi di notevole bellezza relativi anche al teatro di Menandro. Quella del teatro è senz'altro interessante anche perché le maschere conservate riescono a definire con filologica attenzione la serie definita di tipi mitologici - circa 40 - dei personaggi del teatro antico, visto che venivano indossate a turno nel corso delle rappresentazioni da tre attori, tutti rigorosamente di sesso maschile, che solo in tal modo riuscivano a impersonare i vari personaggi.
Suggestive sono anche le stradine che separano Marina Corta da Marina Lunga, con le casette color pastello, com'è suggestivo il giro in barca attorno al perimetro dell'isola durante il quale è possibile scoprire angoli incantati come l'affascinante Grotta degli Angeli o lo scoglio di ossidiana, guardati a vista da una colonia di gabbiani che si pavoneggiano tranquilli e che sembrano essere lì solo per farsi fotografare.
Vi è poi il forte contrasto dovuto al bianco accecante delle cave di pomice che, dalle falde del monte Pelato, scendono sino al mare su una spiaggia bianchissima, rispetto al nero lucente delle colate di ossidiana e alle Rocche Rosse che sono arrivare addirittura fino alla costa formando un piccolo promontorio che si stende su uno scenario spettacolare, con rupi inaccessibili, magiche insenature, maestosi faraglioni e scogli traforati.