Inserito il 16/03/2010 alle: 21:06:25
info per il raduno
Una delle tradizioni più importanti di Scicli è la cavalcata di San Giuseppe. La festa affonda le sue radici nel Medioevo e viene onorata con una cavalcata al cui passaggio per le vie della città si accendono i caratteristici falò che illuminano la notte, ricordando la fuga in Egitto di Giuseppe, Maria e del bambin Gesù, in groppa a un asino.
Elio Vittorini dedica una pagina memorabile delle sue "Conversazioni in Sicilia" alla tradizione della cavalcata di Scicli. La rivisitazione storico-religiosa della fuga in Egitto narrata dagli Evangeli si svolge ogni anno intorno al 19 marzo, nel quartiere che ospita la chiesa di san Giuseppe, con la preparazione di cavalli che vengono bardati con fiori e violaciocche, e con essi i cavalieri percorrono le strade della città, dove, intanto, vengono accesi particolari falò. Vicino ai falò si raggruppano capannelli di persone che consumano insieme cene frugali a base di arrosti.
Le migliori bardature vengono quindi premiate dal comitato che organizza la festa. Caratteristico anche l'abbigliamento dei cavalieri: un paio di pantaloni di velluto, con il taglio alla carrettiera, e un gilet abbinato, di colore scuro, una camicia bianca con le maniche rimboccate, una cintura molto larga, lavorata a mano, di vari colori, dalla quale penzola, sul fianco destro, un grande fazzoletto rosso, una burritta col giummo in testa e una pipa di creta o di canna. Quattro ciaccari, due davanti e due dietro il cavaliere, a forma di croce, illuminano il percorso dei cavalli. La tradizione della cavalcata si perpetua, immutata, da secoli