Le ho prese da 16 pollici (40 cm) per evere un elettrolita un po' maggiore.
Esisteono anche da 33 o 30 Cm, sempre 120 Ah.
Marco. quote:Originally posted by emilpiove> Caro emilpiove, non era Marco che stava sostenendo che quanto scrivi è errato, sono io e insisto su quello che dico. La chimica non è una opinione e la tensione fornita, in condizioni ottimali e in equilibrio (ovvero senza carico e dopo aver interrotto la carica da almeno 40 o 50 minuti), da una cella al piombo e soluzione di acido solforico è di V2,04. Essendo le celle normalmente 6, se ne deduce che se forniamo una tensione superiore a 12,24V si ha una corrente che fluisce nella direzione in cui deve fluire perché avvenga la carica. Ovviamente con una tensione ai suoi capi di 12,24V si può al massimo evitare che la batteria si scarichi ma non la si può caricare. In realtà il processo di carica avviene a partire da tensioni di circa 12,7 o 12,8V con correnti che, se la batteria è ormai vicina alla fine carica, sono ancora modestissime e poco contribuiscono alla effettiva carica della batteria stessa. Se però alziamo la tensione fino a 13,2V abbiamo una corrente di carica tale da garantire già, magari in tempi decisamente molto lunghi, la completa ricarica di QUALSIASI batteria al piombo, sia essa con elettrolito liquido, in gel o AGM. Se poi i costruttori di batterie che conosci tu sono stati così bravi da riuscire a stravolgere la chimica con i suoi legami elettrici non posso che congratularmi con loro. Ciao, Aldo
Caro Emme 48 direi proprio di no ,tu puoi tranquillamente lasciare anche per un mese un caricabatterie a 13.7 volt attaccato alla batteria al piombo ma tu leggerai sempre col densimetro , unico mezzo per capire se la batteria e' carica o no, leggerai mai piu del 80% di carica mai al 100% se ti informi da un qualsiasi costruttore di batterie, ti dira' esattamente quello che ti ho detto io ne piu' ne meno almeno le batterie non sono come la politica che si .......aggiustano e se un partito ha perso dice che ha vinto magari rispetto a 10 anni prima, le batterie sono come la metematica questo e' e da qui non si scappa provare per credere!!!!! >
quote:Originally posted by ilnicolaldo>
quote:Originally posted by emilpiove> Caro emilpiove, non era Marco che stava sostenendo che quanto scrivi è errato, sono io e insisto su quello che dico. La chimica non è una opinione e la tensione fornita, in condizioni ottimali e in equilibrio (ovvero senza carico e dopo aver interrotto la carica da almeno 40 o 50 minuti), da una cella al piombo e soluzione di acido solforico è di V2,04. Essendo le celle normalmente 6, se ne deduce che se forniamo una tensione superiore a 12,24V si ha una corrente che fluisce nella direzione in cui deve fluire perché avvenga la carica. Ovviamente con una tensione ai suoi capi di 12,24V si può al massimo evitare che la batteria si scarichi ma non la si può caricare. In realtà il processo di carica avviene a partire da tensioni di circa 12,7 o 12,8V con correnti che, se la batteria è ormai vicina alla fine carica, sono ancora modestissime e poco contribuiscono alla effettiva carica della batteria stessa. Se però alziamo la tensione fino a 13,2V abbiamo una corrente di carica tale da garantire già, magari in tempi decisamente molto lunghi, la completa ricarica di QUALSIASI batteria al piombo, sia essa con elettrolito liquido, in gel o AGM. Se poi i costruttori di batterie che conosci tu sono stati così bravi da riuscire a stravolgere la chimica con i suoi legami elettrici non posso che congratularmi con loro. Ciao, Aldo Mi scuso con Emme48 per l'errore di persona Caro Aldo Purtroppo non sono ferrato in chimica ma ti posso dire che ho fatto molteplici prove in merito e che tutte hanno dato ragione alla mia tesi,i dati che ho fornito, sono riscontrabili anche da altri costruttori di batterie al piombo tipo Fiamm Bosh quindi non e' solo la Green line che dice questo , prova per curiosita' a sentire un costruttore magari il suo ufficio tecnico e vedrai il risultato. In ogni caso ti posso dire che se tu lasci un caricabatterie che eroga 13.8 volt attaccato alla batteria,dopo un certo tempo le tensioni si equivalgono e quindi non c'e' piu' nessun passaggio di corrente cioe' per il caricabatterie la batteria e' carica mentre non lo e'!!. ciao Emil
Caro Emme 48 direi proprio di no ,tu puoi tranquillamente lasciare anche per un mese un caricabatterie a 13.7 volt attaccato alla batteria al piombo ma tu leggerai sempre col densimetro , unico mezzo per capire se la batteria e' carica o no, leggerai mai piu del 80% di carica mai al 100% se ti informi da un qualsiasi costruttore di batterie, ti dira' esattamente quello che ti ho detto io ne piu' ne meno almeno le batterie non sono come la politica che si .......aggiustano e se un partito ha perso dice che ha vinto magari rispetto a 10 anni prima, le batterie sono come la metematica questo e' e da qui non si scappa provare per credere!!!!! >
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quote:Originally posted by emilpiove> Basta che metti qui il link. A mio parere tu stai sempre interpretando male ciò che sostiene il costruttore. Ciao, Aldo
Se mi dai la tua mail ti invio le curve caratteristiche di carica di un costrttore europeo di batterie dove chiaramente dice che per la carica completa le celle devono arrivare a 2.5 volt e non oltre i 2.8 volt moltiplica per sei e vedi cosa vien fuori, ma se voui restare nella tua idea be libero di farlo io credo che sia utile seguire i consigli di chi costruisce le batterie ma essendo io digiuno di queste cose tecniche e magari sbaglio. ciao >