quote:Originally posted by Emme48> dai che se corro ti prendo sei poi 5 più avanti[:D]
Con brevissimi impulsi di elevatissima potenza io ci mandavo dei motori in cc facendoli girare talmente piano da sembrare la lancetta dei secondi di un orologio ma con una potenza tale da non riuscire a bloccare l'albero neanche con un paio di pinze. Mi ricordo che il problema termico non si poneva affatto, ma subentravano gravi problemi di isolamento elettrico dato che il progetto originale del motore non prevedeva certo tensioni simili. Credo perciò che gli accumulatori di cui parli dovranno essere appositamente progettati altrimenti gli isolamneti non saranno all'altezza di quel tipo di ricarica. Sono solo mie ipotesi però... anche se all'epoca ci studiai parecchio sulla questione e infatti nel '79 vinsi un premio dell'Associazione Elettrotecnica Italiana proprio per quel lavoro lì... (bioa come siamo anziani... 47 suonati, uffa [xx(]) Ora grazie a te qualcuno non ci dormirà la notte... Informati e illuminaci [;)] Cordialmente, Marco. >
quote:Originally posted by Ocirne> Come ho scritto, ho dato solo una occhiata velocissima all'articolo, quindi potrebbe essere benissimo che abbia letto un dato per un altro e che effettivamente si parli di un intervallo tra gli impulsi più breve, come ipotizzi tu. Nei prossimi giorni, se avrò un poco di tempo a mente fresca, farò una ricerca per vedere di ritrovare l'articolo in questione e leggerlo con più attenzione. Ciao, Aldo
Con i dati che dici, la vedo un po' dura. Per caricare 100 Ah in a batteria bisogna fargli ingoiare 360.000 Coulomb. Se vogliamo farglieli digerire con impulsi della durata di 1 microSec. , uno al secondo per 1.800 secondi, il tempo totale durante il quale sarà applicata una corrente di carica sarà 1.800 microSec. Questo vuol dire che la corrente durante i singoli impulsi da 1 microSec. dovrà essere 360.000 / 0.0018 pari a circa 200.000.000 Amp. La cosa sarebbe senz'altro più ragionevole se, anzichè 1 microSec. ogni secondo si trattasse di 1 microSec ogni milliSec. In questo caso la corrente sarebbe "solo" 200.000 Amp ; ammessa una resistenza interna della batteria di 100 mOhm la tensione necessaria sarebbe di 20 kV. Queste cose, sia pure piuttosto corpose e "costosette" potrebbero comunque essere alla portata di qualche bel Thyratron a idrogeno di quelli che si usavano per alimentare i magnetron dei radar a lunga gittata. (non so se si usino ancora [?]) Comunque se trovi il link sono curioso di capire cosa hanno fatto. ciao >