quote:Risposta al messaggio di valerionuvola inserito in data 01/07/2013 09:16:36 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
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Saluto volentieri "valerionuvola" che non conosco di persona ma apprezzo per la volonta' di risolvere ad ogni costo i ben noti problemi che affliggono il nostro marchio.
Per quanto riguarda CALIRA, e' evidente dai molteplici incidenti che qualcosa e' mal concepito dal punto vista dimensionamento dei componenti complice anche il fatto che, con l'aggiunta di una seconda batteria dei "sevizi" e la nostra comune sete di energia, in un sistema quanto mai gia' in crisi e senza margine di sicurezza,calcolato al limite di utilizzo, si verifichino dei malfunzionamenti dando luogo a potenziali noti rischi d'incendio.
A mio giudizio apprezzo molto la corretta istallazione di un sistema di raffreddamento, capace di intervenire all'occorrenza per evitare che la temperatura d'esercizio dei componenti elettronici generi autocombustione,
ma il problema e' a monte: questo carica batterie non e' concepito per sopportare un carico di alimentazione tale e prolungato, le prove non le dobbiamo cercare lontano, tutti i momenti ce ne uno che va arrosto, percio' a mio giudizio, andrebbe abbandonato come ha fatto saggiamente Fabio alias "vecchio".
Io, che son duro a morire e mi dispiace gia' solo disperdere nell'ambiete qualcosa in piu' che occupa spazio,ho fatto la scelta di tenerlo, cercando di non pormi mai e poi mai nella situazione limite: EVITARE nel modo piu' assoluto le condizioni sfavorevoli al massimo carico di lavoro del caricabatterie incriminato.
Elenco qui di seguito che cosa non va fatto:
- 2 batterie dei servizi lasciate per lungo tempo scariche
- batteria motore scarica
- forti assorbimenti contemporanei, tipo grossi inverter connessi alla 220
- inserire la 220 con ancora il diodo del parallelatore acceso che indica
la chiusura del circuito di ricarica accoppiando 3 batterie in ricarica
contemporanea condizione di peggior rischio danni
Prima della partenza vanno portate le batterie al massimo della carica con un carica batterie esterno scorporato dall'impianto di serie, e' impensabile che viaggiando si ricarichino solo con l'alternatore senza la presenza di un survoltore, in sosta e' gradita la presenza di un pannello solare che compensa in parte, specie in estate, la ricarica.
Capisco che ricordarsi tutto non sia semplice, quando arrivi a casa dopo 10 ore di guida non sempre si ha voglia di andare in rimessaggio e collegarsi subito con l'alimentazione esterna al carica batterie ausiliario, poi c'e' qualcuno che non ha neppure la disponibilita' dell'alternata durante la sosta e qui che si verifica la condizione di maggior stress per Calira: arrivo a prender il camper dopo un mese o piu' di fermo, le batterie non erano gia' ben cariche quando l'ho lasciato, attacco la 220, accendo il frigo a 220 la Calira spinge 25 A. nelle batterie scariche, si scalda al massimo e s'innesca il danno !
Certo che le ventole fanno, solo che affidarsi unicamente ad un intercooler non basta.
Io non ho di certo la ragione in tasca ne son giunto a tale conclusione da solo, ammetto che mi e' stata suggerita da chi ha fatto a proprie spese piu' test in merito ed ha scelto d'installare volante o permanente,
un carica batterie esterno (con la capacita' di passare in modalita' di mantenimento una volta raggiunta la carica ottimale) che riporta i giusti valori di carica prima di accendere il mezzo o di allacciarsi alla 220.
Concludo drastico con il fatto che non bisogna mai e poi mai porsi nella sfavorevole condizione limite di scarica perche',visto il residuo margine di sicurezza disponibile ed essendo tutti da molto a conoscenza degli effetti collaterali non solo economici, non possa accadere a nessuno una morte annunciata!
Andre
Modificato da norbidic il 04/07/2013 alle 11:41:21