Inserito il 03/03/2011 alle: 15:16:41
Uff... passata la prima ondata! Ho un attimo libero da dedicarvi. Scusate l'assenza, ma sono stato occupato con la chiusura dei conti del condominio e l'invio di conti e convocazioni... adesso per un paio di settimane dovrebbe andare un po' meglio. Poi c'è il "redde rationem" dell'assemblea. Sempre piuttosto complicato come momento... ma non è di questo che voglio parlarvi. Queste sono tristezze mie privatissime...[:I]
Tempo fa qualcuno ha proposto il tema "nonni". Non ricordo più chi, ma so che avrei voluto intervenire, però non ho fatto a tempo: nel frattempo eravate passati a qualcosa d'altrettanto stimolante e... m'era un po' passato di mente.[8)]
Però io ho avuto nonni molto... variegati... nel più perfetto stile Italiano! Un piemontese, una ligure, due emiliani. Però se solo andiamo indietro di un'altra generazione abbiamo di tutto: marchigiani, umbri, siciliani, toscani...[:o)]
Sono un vero sangue misto. Cioè un vero Italiano![:D]
Però, ancora una volta, non è di questo che voglio parlarvi. Ho avuto un nonno, che, pur essendo il primo ad averci lasciato, era quello dalla vita più interessante (forse proprio per questo è morto giovane?). Io non posso dire d'averlo conosciuto. Morì che avevo compiuto da poco i 6 anni ed avendo iniziato da poco la scuola, non ero certo concentrato su quei fatti. Però ne ho sempre sentito parlare, in casa. E poco a poco ho conosciuto la sua storia. Che mi ha segnato dentro, come spesso accade in questi casi.
Lui era un ragazzo del '99, cioè quei diciassettenni che vennero richiamati dopo la rotta di Caporetto, durante la prima guerra mondiale. Appena assaggiata la dura vita di trincea, s'informò per trovare una modalità diversa di prestar servizio e su indicazione di un commilitone più anziano finì... in Aeronautica!![:)]
Tornò a casa con un diploma di tecnico motorista, una medaglia al valore militare per non so più quale azione, ma soprattutto VIVO e perfettamente sano!
Si mise in attività come elettrauto (forse di lì la mia passione per l'elettricità?). L'unico, a Piacenza. Conservo foto del nonno al lavoro sui macchinoni anni '20 e '30 dei nobili piacentini... ma non finisce qui!
Pur avendo potuto studiare molto poco (la mamma, contro il parere della maestra, che l'avrebbe anche mantenuto agli studi, lo mandò a 7 anni a fare "àl sùléin", il posatore di cubetti di porfido, per comperare alla mamma "ìl pianéll", le ciabatte, per andare a lavorare come bùttunéra, operaia nelle fabbriche di bottoni), dicevo, pur avendo potuto studiare solo 2 anni, divenne inventore. Ho una foto in cui, in una mostra a Mosca, stringe la mano a Nikita Krusciov. Anzi, al riguardo ho un aneddoto davvero divertente.
Sulla via del ritorno, gli amici, per fare i gradassi con le hostess, lo presentarono come una sorta di Giuseppe Baracca. A quel punto, molto gentilmente, il comandante lo fece invitare in cabina di pilotaggio. Lui volava ancora, ma ormai eravamo negli anni... boh? '50? '60?... comunque: era abituato ad un aereo molto essenziale. Motore, ali, timone e poco altro. Quando si rese conto che l'aereo di linea era affidato ad una serie nutrita di strumenti per la navigazione ed il volo... tornò al suo posto, si riallacciò ben stretta la cintura e non profferì più parola!
L'idea che la vita sua e di così tante persone fosse affidata anziché alla valentìa del pilota, a tutta una serie di meccanismi, non lo aveva lasciato per nulla tranquillo!!
Straordinario. Soprattutto pensando che era sempre stato all'avanguardia, tecnicamente. Fu il primo privato ad avere la tv in città (quando ancora la tv si vedeva solo in alcuni bar). Quando se la installò, alla sera c'era mezza città sotto casa sua, che premeva per vedere come aveva fatto, DA SOLO![:D]
Un'ultima chicca. Conserviamo gelosamente in casa due cimeli:
- un suo daguerrotipe, ritoccato a mano con gli acquerelli, con una meravigliosa cornice dorata in stile Liberty, in tenuta da pilota: giaccone in pelle e pelo di pecora, casco di cuoio, occhialoni e guantoni alla moschettiera.
- un ritaglio del quotidiano locale, Libertà, in cui si spiega come, nel '33 il pilota Paolo XXXX (= mio nonno) avesse portato il Re in volo sopra la città, per consentirgli di ammirarla con tutto agio. E di come, poi, nel riportare l'aereo a Ghedi (dov'era di stanza il velivolo) passò sopra all'intera città in volo rovesciato, stabilendo il nuovo record.[:D] SENZA Re a bordo, naturalmente... [:D][:D][:D]
Ultimo dettaglio. Durante la II guerra mondiale rifiutò il richiamo per fare l'istruttore di bombardamento notturno. Per questo venne incarcerato e rischiò di finire vittima di una decimazione di rappresaglia, ad opera dei nazisti. Ok, nel frattempo era passato più d'un anno. Ma nel frattempo aveva commesso un altro grave reato: non aveva saputo dire dove fosse il figlio (alla macchia coi partigiani).
Strano secolo, il XX, per noi Italiani.