Inserito il 30/09/2010 alle: 17:21:13
Buon pomeriggio cari cugini dei fiori e ben ritrovati.
Devo premettere una cosa importante che mi riguarda.Sono nato nel 1949,figlio di onesti operai tessili addirittura costretti nel 1956 ad emigrare in Sud America e precisamente a Lima Perù.Ho vissuto lì ben undici anni prima che i miei genitori decidessero che per me era giunta l'ora di rifare le valigie e tornare al paesello. Ma loro rimasero,purtroppo costretti da quei contratti capestri di lavoro ora più neanche immaginabili,tanto erano "sempre e comunque contro il lavoratore e sempre e comunque a favore degli altri) Volevano che studiassi e a dire il vero questo mi riusciva abbastanza bene,per cui,ahimè nel 1968, mi iscrissi all'università.
La storia la conoscete quindi potrete comprendere cosa voleva dire a quei tempi dover studiare e non poterlo fare.Cosa potevo raccontare ai miei con tutti i sacrifici che facevano per mandarmi a scuola? Okay ho fatto,come tanti,lo studente lavoratore:mille mestieri e pochi denari ma tant'è,dovevo pur sopravvivere. Cosa potevo raccontare ai miei genitori a 12000 chilometri di distanza?
Potevo forse dirgli che domani mi sarei svegliato già inc..to e pronto a spaccare, sprangare, violentare, offendere, insultare, contestare,drogare ecc.ecc. Potevo dire così a gente che si è sempre spaccata la schiena e privata di tutto solo per il desiderio che il proprio e unico figlio tribulasse un po' meno nella vita? Cosa avrei dovuto fare secondo voi?
Dopo mille difficoltà,credetemi,sono riuscito a portare a casa faticosamente il benedetto "pezzo di carta" ma quando si nasce poveri,e sfi...ti, è difficile poi anche a trovare lavoro.
Studente lavoratore prima e lavoratore studente..durante! Ho visto troppe cose brutte a quei tempi e credetemi sarò per il ritorno al passato, ma mai a quel tipo di passato. E ho volutamente dimenticato tutto,le contestazioni,le randellate,i manganelli,i gas lacrimogeni, i "falsi compagni", sì quelli che arrivavano a 500 metri dalla sede universitaria in Fulvia Coupè e Alfa GT Junior,vestiti già allora all'ultima moda e che dietro ai cespugli si cambiavano l'abito firmato per mettere quello proletario; quelli che sostituivano il foulard di seta pura con quello più attuale: il passamontagna! Quelli che già ai tempi e prima che diventasse obbligatorio... usavano il casco anche per andare a piedi...
Mi sono trovato fortunatamente una brava ragazza che tutt'ora dopo 42 anni è al mio fianco come si dice nella buona e nella cattiva sorte.Quindi non rimpiango per niente la mia gioventù,se così si puo chiamare.
E allora direte voi...cosa cavolo rompi con quel ritorno a tutti i costi al tempo che fu...
Rompo perchè mi rivedo in tanti di voi, coetanei o meno,che quel periodo magari l'avete vissuto fortunatamente in modo meno drammatico. Con la spensieratezza dei vent'anni che io non ho mai avuto, con l'allegria propria di quell'età, smettendo gli abiti grigiastri per indossarli d'arcobaleno,con la forza di urlare al mondo intero " facciamo l'amore, non la guerra" con la condivisione delle canzoni e cantanti di protesta: Così è stato anche per me,ma che purtroppo non ho potuto " goderne" i benefici.
Non sono stato giovane.Seppur sempre e comunque LIBERO
Ho voluto aprire questo spazio,questo libero spazio perchè intendevo scambiare opinioni,ricordi, aneddoti, canzoni, viaggi, esperienze, delusioni, pensieri e...parole. Che poi i viaggi siano stati fatti a piedi con il sacco a pelo,in moto e tenda, in auto e carrelo tenda, in auto e roulotte e in camper o motorhome,non ha importanza.
Mi sono creato apposta una piazzola fiorita per ospitarvi tutti,per stare con voi, perchè possiate raccontarmi cos'è stato il vostro passato, non per ritornarci ma per condividerlo con un povero cristo come me che non ha avuto la stessa fortuna.
Grazie di cuore a tutti.[:)]