In risposta al messaggio di penguin46 del 23/02/2026 alle 10:41:19Lunghi periodi di vento sono la causa principale.
In una settimana in valle d'Aosta 5 morti per valanghe Ha nevicato ma ora le temperature sono molto alte. Oggi alle ore 9 6 gradi a 1300 metri. Pazzesco
In risposta al messaggio di Giovanni del 23/02/2026 alle 12:13:59Io penso di essere ancora piuy cattivo di te per questi casi
Sono ignorante: cosa significa lo sciatore sciava fuori pista ed è stato travolto da una valanga. Sono ignorante, lo ammetto (nel senso che ignoro) ma se uno va fuori pista saprà anche che va incontro a dei rischi. Ierisera al tg, il fratello di uno di questi lamentava i ritardi nei soccorsi: invece di prendersela con i soccorritori, perché non è andato lui a soccorrere il fratello? Son cattivo, lo so; ma posso fare anche di peggio quando ci vuole! Giovanni
In risposta al messaggio di impiegatodelvolante del 23/02/2026 alle 12:44:18
Io penso di essere ancora piuy cattivo di te per questi casi Negli ultimi anni, questi avvenimenti sono sempre in aumento, e cisto che nessuno ha la pistola puntata per andare in montagna , e ne nessun medico ordina di andarci Trovo veramente poco intelligente mettere a rischio la propria vita e quella dei soccorritori
In risposta al messaggio di dani1967 del 23/02/2026 alle 14:01:44Penso che non sia solo un problema di sapere di cosa si parla se uno è già andato a fare queste escursioni in queste condizioni se non è uno sprovveduto si informa su condizioni meteo stato del manto nevoso temperature verificate precedentemente che potrebbero aver accelerato il distacco dei vari strati poi da perfetto incompetente alzo le mani perché non ho mai fatto escursioni fuori pista o in zone dove visivamente ci sono pendenze tali da avere facilmente distacchi del manto nevoso
Bisognerebbe parlare quando si sa di cosa si parla.
In risposta al messaggio di eolo 58 del 23/02/2026 alle 15:05:18La questione è che io che insomma, queste cose le mastico, non mi sento di giudicare perché non ero li, non ho visto il resoconto del soccorso, non ho visto il posto, so che il bollettino valanghe era sfavorevole ed è l'unico elemento che conosco. Mi è capitato di essere sfiorato da tragici eventi di questo tipo, ed ho imparato a non fidarmi dei media. Comunque prima di vomitare odio bisognerebbe avere rispetto per le vittime e fare ampio uso di condizionali. Poi magari se uno proprio non consce l'argomento, forse il buon gusto imporrebbe di fare l'unica cosa logica, tacere.
Penso che non sia solo un problema di sapere di cosa si parla se uno è già andato a fare queste escursioni in queste condizioni se non è uno sprovveduto si informa su condizioni meteo stato del manto nevoso temperatureverificate precedentemente che potrebbero aver accelerato il distacco dei vari strati poi da perfetto incompetente alzo le mani perché non ho mai fatto escursioni fuori pista o in zone dove visivamente ci sono pendenze tali da avere facilmente distacchi del manto nevoso
https://it.wikipedia.org/wiki/E...
In risposta al messaggio di dani1967 del 23/02/2026 alle 14:48:44Grazie per la disamina
Mi spiego meglio. Nel medioevo le montagne si pensavano popolate da demoni cattivi, e salvo qualche cacciatore o cercatore di minerali nessuno terrorizzato le saliva. Quando l'illuminismo ha rotto la superstizione si è creatoun mondo di esplorazione e di ricerca contro l'ignoto, e questo ha comportato conquistare prima tutte le montagne, e poi le loro pareti. Il mondo dei leoni da tastiera che ogni volta commentano in questa maniera qualsiasi incidente in montagna è ancora quello medievale, in cui la scoperta, il mettersi alla prova non ha nessun valore. Con l'espandersi dell'alpinismo gli alpinisti stessi hanno pensato ad un forma di soccorso fatto da loro stessi; il CNSAS è fatto soprattutto da volontari, alpinisti che aiutano altri alpinisti, volontari che vogliono salvare vite, perché quando tu cerchi l'estremo, può finire male. Fino a qualche anno fa la stragrande maggioranza degli alpinisti era assicurata con l'iscrizione al CAI, e ancora un gran numero lo è. Poi c'è stata la decisione politica di rendere gratuito il servizio, e questo ha scatenato i leoni da tastiera, che commentano come voi ogni articolo sui giornali a riguardo senza nemmeno sapere di che parlano. Dopodiché pensate alla dolomiti o alla VDA. L'intera economia di tre regioni è in gran parte basata sul turismo di gente che va in montagna, davvero non ha senso offrire il soccorso alpino ? Intere economie per un costo in rapporto irrisorio. Si, anche in questo caso vuol dire uscire dalla zona di confort della pista battuta e osare andare fuori, e correre dei rischi. Si, se ti va male è un casino. a per quel che mi riguarda questo rischio lo pago da una vita con una assicurazione, e chi mi viene a soccorrere è uno che ha liberamente scelto di farlo perché la ritiene una cosa giusta e meritevole. Salendo su un elicottero, addestrando il suo cane e affrontando intemperie per salvare vite invece che scatenare odio e fiele da una tastiera con la faccia da leone dietro uno schermo.
In risposta al messaggio di chorus del 23/02/2026 alle 15:25:36Io posso aggiungere che fino ad ieri in zona Valdigne il pericolo valanghe era 4 forte su una scala di 5.
Grazie per la disamina
In risposta al messaggio di dani1967 del 23/02/2026 alle 15:18:00Infatti non giudico mai chi cade in queste situazioni specialmente se ci lasciano le penne, perché dal di fuori è facile giudicare senza vedere, quello che mi sembra scontato che qualcuno se lo cerca è quando ci vanno disattrezzati e senza preparazione specifica per fare il fenomeno e raccontarlo sui social, facendo rischiare chi va a soccorrerli
La questione è che io che insomma, queste cose le mastico, non mi sento di giudicare perché non ero li, non ho visto il resoconto del soccorso, non ho visto il posto, so che il bollettino valanghe era sfavorevole ed èl'unico elemento che conosco. Mi è capitato di essere sfiorato da tragici eventi di questo tipo, ed ho imparato a non fidarmi dei media. Comunque prima di vomitare odio bisognerebbe avere rispetto per le vittime e fare ampio uso di condizionali. Poi magari se uno proprio non consce l'argomento, forse il buon gusto imporrebbe di fare l'unica cosa logica, tacere.
La vita è un viaggio,In risposta al messaggio di dani1967 del 23/02/2026 alle 14:48:44
Mi spiego meglio. Nel medioevo le montagne si pensavano popolate da demoni cattivi, e salvo qualche cacciatore o cercatore di minerali nessuno terrorizzato le saliva. Quando l'illuminismo ha rotto la superstizione si è creatoun mondo di esplorazione e di ricerca contro l'ignoto, e questo ha comportato conquistare prima tutte le montagne, e poi le loro pareti. Il mondo dei leoni da tastiera che ogni volta commentano in questa maniera qualsiasi incidente in montagna è ancora quello medievale, in cui la scoperta, il mettersi alla prova non ha nessun valore. Con l'espandersi dell'alpinismo gli alpinisti stessi hanno pensato ad un forma di soccorso fatto da loro stessi; il CNSAS è fatto soprattutto da volontari, alpinisti che aiutano altri alpinisti, volontari che vogliono salvare vite, perché quando tu cerchi l'estremo, può finire male. Fino a qualche anno fa la stragrande maggioranza degli alpinisti era assicurata con l'iscrizione al CAI, e ancora un gran numero lo è. Poi c'è stata la decisione politica di rendere gratuito il servizio, e questo ha scatenato i leoni da tastiera, che commentano come voi ogni articolo sui giornali a riguardo senza nemmeno sapere di che parlano. Dopodiché pensate alla dolomiti o alla VDA. L'intera economia di tre regioni è in gran parte basata sul turismo di gente che va in montagna, davvero non ha senso offrire il soccorso alpino ? Intere economie per un costo in rapporto irrisorio. Si, anche in questo caso vuol dire uscire dalla zona di confort della pista battuta e osare andare fuori, e correre dei rischi. Si, se ti va male è un casino. a per quel che mi riguarda questo rischio lo pago da una vita con una assicurazione, e chi mi viene a soccorrere è uno che ha liberamente scelto di farlo perché la ritiene una cosa giusta e meritevole. Salendo su un elicottero, addestrando il suo cane e affrontando intemperie per salvare vite invece che scatenare odio e fiele da una tastiera con la faccia da leone dietro uno schermo.
In risposta al messaggio di alexf del 23/02/2026 alle 16:13:14Allora, se proprio devo dare una opinione, posso dire che questi episodi sono più frequenti con persone che vengono di lontano ed hanno sostenuto viaggi e spese per arrivare. Arrivi li, hai speso un botto, non conosci la situazione locale, magari nemmeno guardi il bollettino, hai letto sui sociale di alcune discese, e vai, non ti metti certo su pista. Però insomma, è un pregiudizio privo di conferma dei fatti.
Nel leggere gli interventi di Dani mi sono tornati alla mente i miei brevi e banali episodi da sci alpinista. Da iscritto al CAI ho frequentato un corso dedicato con una guida e ricordo tutte le sue lezioni sulla nivologia,lo studio dei cristalli di neve, l'attenzione alle previsioni del tempo e nel segnarsi le date e zone di particolari eventi atmosferici. Nelle uscite del corso ci capitava spesso di rinunciare per possibili rischi e rintanarsi in un rifugio a studiare topografia, nivologia, trovare e verificare gli strati della neve e provare gli appena usciti strumenti ARVA che servivano per localizzare gli eventuali sfortunati sepolti da valanga, fare autosoccorso e pratiche varie con corde, nodi, barelle di fortuna ecc. ecc. Poi ci sono state diverse uscite autonome, cosa meravigliosa, appagante ma anche tanto rischiosa e mi sono spaventato quando una grossa valanga ci ha fortunatamente solo sfiorato ma in me è scattata la voglia di rinunciare e così è stato. Ci stavamo preparando ad attraversare un largo nevaio, slacciati i cinturini degli scii, un spallaccio dello zaino, controllato il funzionamento ed il fissaggio al corpo dell'ARVA ed in quel momento un terremoto, un boato terrificante ed una nuvola di neve che è durata interminabili minuti. Doveva essere un'uscita con pochi rischi ma non è stata così! Purtroppo ogni anno la montagna richiede delle vite e spesso si tratta di gente preparata, attrezzata, sa volte anche guide alpine con decennali esperienze ma questa è appunto la montagna che tanto da ma anche spesso chiede. Purtroppo ora la montagna è diventata disponibile alla massa ed il più delle volte accoglie gente impreparata e convinta che tutto gli sia dovuto ma non è così almeno tra questi elementi e, la superficialità o faciloneria, si può pagare molto amaramente. Allo stesso momento capisco chi in montagna ci va per seguire il richiamo che queste offrono e, pur essendo preparati, sono coscientemente pronti a subirne le conseguenze. Sono convinto poi che solo chi 'ama veramente la montagna' lo possa capire.
In risposta al messaggio di dani1967 del 23/02/2026 alle 15:18:00"so che il bollettino valanghe era sfavorevole ed è l'unico elemento che conosco"
La questione è che io che insomma, queste cose le mastico, non mi sento di giudicare perché non ero li, non ho visto il resoconto del soccorso, non ho visto il posto, so che il bollettino valanghe era sfavorevole ed èl'unico elemento che conosco. Mi è capitato di essere sfiorato da tragici eventi di questo tipo, ed ho imparato a non fidarmi dei media. Comunque prima di vomitare odio bisognerebbe avere rispetto per le vittime e fare ampio uso di condizionali. Poi magari se uno proprio non consce l'argomento, forse il buon gusto imporrebbe di fare l'unica cosa logica, tacere.
.png)
In risposta al messaggio di Antopat del 23/02/2026 alle 21:00:49Io non difendo nessuno, io prima di scaricare fiele e veleno in rete preferisco conoscere i fatti. Partendo da un elemento, chi ha commesso questi errori lo ha già pagato, inutile scaricare l'odio in rete. Quando sbagli in montagna la punizione è piuttosto alta. E' chiaro che le condizioni del we scorso sconsigliavano certi itinerari nella alpi occidentali, ma questo al netto di migliaia di persone che sono state capaci di trovare percorsi sicuri, cosa possibile. Oppure porre maggiore attenzione.
so che il bollettino valanghe era sfavorevole ed è l'unico elemento che conosco Se il bollettino valanghe è sfavorevole, direi che è il caso di restare al rifugio e aspettare che il meteo migliori o avere il coraggiodi rinunciare. Per favore, non difendere questi sprovveduti e incoscienti. Io credo che il coraggioso sia chi ha paura, una paura motivata, altrimenti è solo un incosciente. P.S. stanotte all'ospedale di Trento è morto un ragazzo di 28 anni travolto da una valanga in Val di Fassa; era senza ARTVA e i soccorritori hanno impiegato due ore per ritrovarlo. Mi spiace per una giovane vita stroncata ma se l'è andata a cercare.
https://www.gulliver.it/itinera...
In risposta al messaggio di dani1967 del 24/02/2026 alle 09:12:32
Io non difendo nessuno, io prima di scaricare fiele e veleno in rete preferisco conoscere i fatti. Partendo da un elemento, chi ha commesso questi errori lo ha già pagato, inutile scaricare l'odio in rete. Quando sbagliin montagna la punizione è piuttosto alta. E' chiaro che le condizioni del we scorso sconsigliavano certi itinerari nella alpi occidentali, ma questo al netto di migliaia di persone che sono state capaci di trovare percorsi sicuri, cosa possibile. Oppure porre maggiore attenzione. Non lontano di li hanno fatto questa gita. Cito letteralmente : Giornata molto calda per essere Febbraio. Siamo arrivati fino al rifugio in quanto sulla via di salita erano presenti fronti valanghivi e non sembrava che avesse scaricato tutto. Questo unito al caldo e alle condizioni della neve ci ha fatto pensare che non ne valesse la pena arrivare al colle. Sul pendio dietro il rifugio (poco più di 30°) abbiamo effettuato un profilo stratigrafico e fatto un piccolo blocco di slittamento. I primi 15/20 cm dell’ultima nevicata non sono ancora ben assestati e sono venuti giù molto facilmente. Sotto c’è uno strato di una sessantina di cm di neve compatta che poggia su cristalli molto poco coesi. Questo strato è venuto giù al terzo salto (vedi video). In profondità c’è uno strato di brina dovuto probabilmente al freddo di inizio gennaio. Basta però con queste cavolate sul soccorso, chi soccorre lo fa perché ha scelto di salvare vite. Anche sul ragazzo con lo snowboard, potrebbe essere interessante farsi altre domande. Quante scuole di sci insegnano ai ragazzi come comportarsi ? Quante scuole di sci usano artva pala sonda quando portano ragazzi e bambini fuoripista ? Come cavolo è che un artva, oggetto dalla tecnologia di pochi euro, costa una follia ? Io giro a bardonecchia, e vedo spesso maestri di sci con comportamento da dargli con un bastone molto nodoso, tipicamente scendono prima loro fuoripista e lasciano una striscia di bimbi piantati dietro di loro, urlandogli maleducatamente che non sono capaci (peraltro anche la loro tecnica fuoripista ...). Quanti maestri multati, quante scuole chiuse per quei comportamenti ? E come quel ragazzino avrebbe potuto conoscere il giusto comportamento ? Se a fronte degli incidenti si scarica solo fiele invece che diffondere la cultura della sicurezza, finisce così. Io ricordo sempre, in dolomiti, su una ferrata facile, io e famiglia col kit, ed io e mia moglie abbiamo un discreto curriculum di vie di roccia in dolomiti, famiglia senza nulla che mi dice in albergo mi han detto che è facile. Forse, dico forse, cominciare con una cultura vera della sicurezza sarebbe meglio.
In risposta al messaggio di Giovanni del 24/02/2026 alle 10:18:13In questo però credo che un minimo di comprensione umana sia possibile. A parte che non so i tempi dell'intervento del soccorso e per quel che ne so potrebbe anche avere ragione, tu davvero pensi che uno che ha appena perso un fratello riesca a pensare con lucidità e razionalità ? Non vuoi concedere nulla ? Ci sono purtroppo passato più di una volta in quel frullatore che è il clamore mediatico in seguito ad un incidente, e ne ho sentite di tutti i colori, un fratello che si lamenta dei tempi del soccorso è davvero il minimo. Ricorda che tu leggi giornali che riportano parole dette in una lingua diversa, in un momento di scoramento e disperazione.
Capisco la tua passione ed anche la tua cultura sulla montagna. A me ha dato molto fastidio quel fratello che ha criticato i soccorsi che sarebbero arrivati in ritardo per salvare il fratello andato volontariamente fuoripista. Ecco, a quel fratello dico e ripeto: perché non ci sei andato tu a salvare tuo fratello invece di accusare chi rischia la vita per questi sprovveduti che la natura fa bene ad escludere dal gruppo degli umani. Giovanni