M'intrufolo in questo argomento non in quanto velocicamperaptor-ista, ma solo come piacentino.[:)]
Non chiedo il "pass" a nessuno, tranquilli. Anzi: benvenuti! Portate e diffondete in valle il verbo del buon camperismo...[;)]
Vi scrivo per segnalarvi una cosa o due da vedere. Il primo suggerimento è di tralasciare il borgo di Grazzano Visconti, piuttosto turistico ed espressione del movimento del neo-medioevo in architettura (che è dei primi del 1900) spendendo magari il tempo per passare a Rivergaro passando da
Rivalta. Qui c'è un bellissimo castello (vero...) completo di borgo autentico. Ampio parcheggio dall'altra parte della strada. Occhio alla strada, che da Rivalta porta a Statto (per poi ri-attraversare il Trebbia per andare verso Bobbio): è davvero dissestata dalle frane.[:(]
Perdonate la lunghezza dello scritto, ma è un copia incolla di un articolo (non tutto mio, non sono così tanto dotto!)[:I]:
Potreste venire a Bobbio, in provincia di Piacenza.
Qui trovate qualche idea in più rispetto a quanto propongo e qualche spunto per la sosta:
[url] http://www.emiliaromagnaturismo.it/camper/itinerario.asp?REF=1&IDFIL=18
Io al riguardo mi limito a segnalare che dopo Bobbio la strada diventa piuttosto stretta e tortuosa, quindi non pensate di fare medie autostradali... specie con un mezzo ingombrante.
Però fino a Bobbio si arriva bene e già in questa cittadina ci sono spunti sufficienti per una giornata: le terme, i monumenti...
Proprio a proposito di monumenti, è da notare che se conosciamo i classici latini e greci è grazie all'attività degli amanuensi dell'abbazia di Bobbio, oggi quasi completamente perduta, ma che nel medioevo consentì di salvare libri importanti, anche se ufficialmente proibiti dalla Chiesa (il famigerato Indice). Credo che Umberto Eco pensasse a Bobbio, nel costruire la sua ipotetica abbazia, ne 'Il nome della rosa'. E sempre a proposito di medioevo, interessante il ponte gobbo o ponte del diavolo, visibile e transitabile a piedi, qui a Bobbio.
Per finire, vi aggiungo qui un interessante articolo sulla figura di Maria Maddalena a Bobbio. Dato che di recente è ripassato in televisione 'Il codice da Vinci'... potrebbe essere un'altra chiave di lettura per la visita.
Insomma, buona lettura e buon viaggio!
Maria Maddalena in San Colombanoid="red">.
Negli ultimi anni si è acceso un appassionante dibattito sulla figura di Maria Maddalena e sul ruolo da lei rivestito nell’ambito del cristianesimo delle origini. Fiumi di considerazioni sono state scritte a riguardo, e innumerevoli studi sono stati pubblicati o riscoperti dal grande pubblico. L’arte, da parte sua, ha sempre tenuto in grande considerazione la persona di Maria Maddalena, e le immagini con cui questa donna è stata rappresentata dagli artisti di ogni tempo costituiscono una opportunità affascinante per approfondirne la conoscenza. Questa preziosa opportunità , non priva di sorprese, viene offerta ai visitatori della splendida Abbazia di San Colombano a Bobbio, dove è possibile ammirare alcune suggestive immagini di Maria Maddalena ritratta nei momenti fondamentali della sua vita spesa al seguito di Gesù.
Ai piedi della croce. Nella sala che ora ospita il Museo della Città , e che fu un tempo il refettorio del complesso monastico, il visitatore non può non rimanere colpito dall’intensità espressiva dell’affresco risalente al XV secolo avente per tema la crocifissione di Gesù. Tutti i Vangeli sono concordi nell’attestare la presenza di Maria Maddalena accanto a Gesù in questo drammatico momento, e l’arte ha spesso rappresentato questo evento contrapponendo l’atteggiamento attonito e rassegnato della maggior parte dei presenti a quello di Maria Maddalena, unico personaggio a gettarsi ai piedi della croce e ad avvolgerla con un abbraccio in un gesto profondamente umano di affetto e disperazione.
Qui la si vede con i lunghi capelli sciolti e con lo sguardo fisso sul suo Maestro, quasi alla ricerca di un segno che in qualche modo contrasti con la terribile evidenza dei fatti. Forse, nella sua mente, si susseguono le immagini di quel giorno in cui Gesù la guarì da una penosa malattia, oppure il ricordo delle tante persone che - fino a poco giorni prima - si accalcavano per ascoltare gli insegnamenti del Maestro o per chiedere un gesto a loro favore. Pensieri come questi, - ai piedi della croce - non fanno che accentuare un incolmabile senso di ingiustizia e disperazione.
“Noli me tangereâ€. Gli artisti non hanno tralasciato il momento in cui la Maddalena si ritrova a stringere incredula un Gesù vivo, nel giorno in cui si reca a far visita al suo sepolcro.
Lo sconvolgente episodio dell’incontro con Gesù risorto, narrato nel capitolo 20 del Vangelo di Giovanni, fa di questa donna un testimone fondamentale della resurrezione e del mistero che avvolge questo evento straordinario. Le parole con cui Gesù si rivolge alla Maddalena in questo frangente - “ Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre †– hanno dato vita a una lunga serie di rappresentazioni artistiche di tale episodio, generalmente denominato “ Noli Me tangere†dalla versione latina delle parole pronunciate da Gesù.
Una interessante e inusuale interpretazione di questo brano evangelico è riscontrabile tra gli affreschi delle volte a crociera collocati lungo la navata centrale della basilica di San Colombano, eseguiti dal pittore lombardo Bernardino Lanzani e da un suo aiutante nella prima metà del XVI secolo.
A differenza di una tipologia di raffigurazione assai comune che ritrae Gesù nell’atto di allontanare la Maddalena, in questo affresco Cristo si avvicina alla sua discepola fino a sfiorarne la fronte con delicatezza. Il Gesù risorto a cui ci troviamo davanti ha tratti profondamente umani, e questi tratti risultano accentuati da particolari quali il copricapo e il badile appoggiato con naturalezza sulla spalla sinistra, probabile allusione alla figura del custode del giardino citata nel vangelo. La Maddalena, da parte sua, si inginocchia ai piedi del Maestro e lo guarda con una espressione intensa e carica di emozione. Questa raffigurazione richiama subito alla mente un’incisione di Albrecht Durer, uno dei più grandi artisti del rinascimento.
Maria Maddalena penitente. Un’altra ricorrente raffigurazione della Maddalena è quella che la ritrae ‘penitente’, in relazione alla sua vita di peccatrice. Anche se la tesi che identifica Maria Maddalena con la peccatrice citata nel vangelo di Luca non è oggi più avallata dagli studiosi, non ha mancato di fornire ispirazione agli artisti di ogni tempo.
Nella seconda cappella della navata di destra della basilica si conserva un dipinto che raffigura Maria Maddalena all’interno di una grotta, in preghiera di fronte al crocifisso. Accanto a lei, si possono scorgere alcuni attributi che le sono soliti in questa tipologia di raffigurazione: un vasetto per i profumi, un teschio e un libro. Il vasetto di olio profumato si lega all’episodio della peccatrice che unge i piedi di Gesù , ma anche all’intenzione - di Maria Maddalena insieme ad altre donne – di cospargere il cadavere di Gesù con oli aromatici.
Il teschio può essere un riferimento alla presenza della Maddalena sul Golgota al momento della crocifissione di Gesù. Teschio e libro insieme sottolineano la vita di penitenza e contemplazione della santa.
Il libro, nel dipinto, è chiaramente leggibile. Nella pagina di sinistra, vengono riportate - in latino - le parole con cui la Maddalena si rivolge al supposto giardiniere nel Vangelo di Giovanni. Seguono il nome del pittore e la data di esecuzione dell’opera. Nella pagina di destra, sono evidenziate le iniziali di alcune parole il cui significato rimane celato dalla mano destra della stessa Maddalena: un piccolo rompicapo che l’artista - volontariamente o no - ha consegnato ai posteri.
Un luogo â€terribileâ€? Un’ultima doverosa annotazione va spesa a proposito dell’iscrizione che accoglie il visitatore sul portale di ingresso alla basilica di San Colombano. “Terribilis est Locus Isteâ€, ammonisce tale scritta, di cui la ‘famigerata’ chiesa di Rennes-le-Chateu non può rivendicare alcuna esclusiva.
Alcuni studiosi, che si sono occupati delle ormai famose vicende relative a questa località situata nel sud della Francia, interpretano la scritta a dimostrazione di un presunto mistero che sarebbe legato a questa piccola chiesa e riguarderebbe, in particolare, la figura di Maria Maddalena. Come si è detto, anche nell’Abbazia di Bobbio si viene subito accolti dalle stesse parole, che costituiscono un preciso riferimento alla versione latina di un passo della Genesi. In questo contesto biblico, le parole “ Terribilis est locus iste †esprimono il riconoscimento di un luogo particolarmente sacro, un luogo in cui si riceve – per usare le parole del teologo Yves Congar - “ un’esperienza vivissima della presenza di Dio â€.
Non a caso questo passo della Genesi viene utilizzato all’interno della liturgia di dedicazione delle chiese: ogni tempio è una soglia aperta sul Trascendente, e l’Abbazia di San Colombano – a partire dalla straordinaria persona del suo fondatore – si iscrive a pieno titolo in questa dimensione.
Una dimensione che non si può negare alla stessa vicenda di Maria Maddalena, recatasi di buon mattino al sepolcro del suo Maestro e divenuta protagonista di uno degli eventi più sconcertanti e misteriosi della storia.
Valentina Alberici - (c) Il nuovo giornale di Piacenza
Link all'articolo completo di foto (finché rimarrà in pubblica consultazione..):
[url] http://tinyurl.com/o357o5
Modificato da Cordy il 03/05/2010 alle 17:19:38