In risposta al messaggio di Grisen del 02/02/2026 alle 19:18:28Forse dico una castroneria...ma perché una volta in Italia non avete detto che vi sono state rubate le targhe ed il libretto di circolazione entrati nel camper ?...così facendo credo che vi avrebbero fatto un duplicato e/o nuove targhe e con il numero di telaio il nuovo libretto ...o sbaglio ?
Salve a tutti, vi riporto un articolo di giornale apparso il 28 gennaio su Le Lettere “ del Messaggero Veneto ( giornale locale della regione in cui vive lo sfortunato protagonista ). La vicenda è vera. Ho provvedutoa trascriverla in un formato leggibile. L' incidente a Graz Il nostro camper è diventato un fantasma. Gentile direttore, le scrivo per segnalare un incidente piuttosto sfortunato che è capitato a me e al mia compagna un mese fa nella città di Graz. Il 6 dicembre, io e la mia compagna abbiamo deciso di prendere il nostro camper per un breve soggiorno nella città di Graz, in Stiria (Austria). Una volta arrivati vicino al campeggio dove intendevamo soggiornare, siamo stati fermati dalla polizia locale per un controllo, anche se non avevamo commesso alcuna infrazione stradale. Dopo una rapida ispezione del veicolo e dei documenti che abbiamo fornito (patente di guida e libretto di circolazione), gli agenti ci hanno ordinato di seguirli per un controllo più approfondito e ci hanno scortati in un'officina della polizia alla periferia della città dove, dopo un'ispezione meticolosa, ci è stato consegnato un verbale, scritto esclusivamente in tedesco, che elencava tutta una serie di difetti/guasti che erano stati riscontrati. Sebbene avessimo fatto notare che il veicolo era stato sottoposto a manutenzione nell'agosto 2025 con esito positivo, ci hanno multato per un importo molto elevato, che abbiamo pagato, anche se non ci sono stati forniti dettagli al riguardo. Tuttavia, la situazione è rapidamente peggiorata: nonostante il pagamento, la polizia ha rimosso le targhe e confiscato il libretto di circolazione, impedendo così al nostro veicolo di circolare e a noi di tornare in Italia. La stessa sorte è toccata ad altri veicoli, compresi autobus carichi di turisti, tutti con targhe non austriache. Quando mi sono preso la libertà di chiedere una spiegazione, richiedendo esplicitamente un interprete perché incredulo di fronte a quanto stava accadendo, mi sono ritrovato circondato da cinque agenti con un atteggiamento intimidatorio e minaccioso, e mi è stato negato l'interprete. Dopo aver trascorso la notte nel camper parcheggiato fuori dall'officina, durante la quale siamo stati persino avvicinati da presunti meccanici che offrivano soluzioni dubbie, il 7 dicembre siamo riusciti a organizzare, con numerose difficoltà, poiché nessun veicolo italiano si è fidato di venirci in aiuto, il nostro rimpatrio e quello del veicolo con un carro attrezzi privato austriaco, per raggiungere il confine a Tarvisio e poi Tolmezzo, dove il veicolo si trova ancora. Da quella data in poi, è stato un vicolo cieco burocratico: siamo stati rimbalzati da un ufficio all'altro, da un'istituzione all'altra, da una versione all'altra, con la costante incertezza di cosa dovessimo o potessimo fare per risolvere questa situazione paradossale. Siamo stati persino minacciati che tutta la documentazione sequestrata sarebbe stata presto distrutta, e nessuna delle autorità italiane che abbiamo contattato (ricordiamo che le targhe dei veicoli sono di proprietà dello Stato italiano) è stata in grado di intervenire a nostro favore. In pratica, un veicolo che è stato legalmente ispezionato in Italia è ora un “fantasma” senza documenti né targhe, parcheggiato nel piazzale di un'officina in attesa del suo destino. Infine, va notato che, solo di recente, le uniche istituzioni che ci stanno dando sostegno sono i consolati italiani a Graz e Vienna. Scrivo questa lettera affinché la mia esperienza, purtroppo ancora irrisolta, possa essere utile ad altri che si trovano nella mia situazione. Valeri Favero e Margherita Grosso. Grisen
In risposta al messaggio di Grisen del 02/02/2026 alle 19:18:28Mah, personalmente c'è qualcosa che non mi torna.
Salve a tutti, vi riporto un articolo di giornale apparso il 28 gennaio su Le Lettere “ del Messaggero Veneto ( giornale locale della regione in cui vive lo sfortunato protagonista ). La vicenda è vera. Ho provvedutoa trascriverla in un formato leggibile. L' incidente a Graz Il nostro camper è diventato un fantasma. Gentile direttore, le scrivo per segnalare un incidente piuttosto sfortunato che è capitato a me e al mia compagna un mese fa nella città di Graz. Il 6 dicembre, io e la mia compagna abbiamo deciso di prendere il nostro camper per un breve soggiorno nella città di Graz, in Stiria (Austria). Una volta arrivati vicino al campeggio dove intendevamo soggiornare, siamo stati fermati dalla polizia locale per un controllo, anche se non avevamo commesso alcuna infrazione stradale. Dopo una rapida ispezione del veicolo e dei documenti che abbiamo fornito (patente di guida e libretto di circolazione), gli agenti ci hanno ordinato di seguirli per un controllo più approfondito e ci hanno scortati in un'officina della polizia alla periferia della città dove, dopo un'ispezione meticolosa, ci è stato consegnato un verbale, scritto esclusivamente in tedesco, che elencava tutta una serie di difetti/guasti che erano stati riscontrati. Sebbene avessimo fatto notare che il veicolo era stato sottoposto a manutenzione nell'agosto 2025 con esito positivo, ci hanno multato per un importo molto elevato, che abbiamo pagato, anche se non ci sono stati forniti dettagli al riguardo. Tuttavia, la situazione è rapidamente peggiorata: nonostante il pagamento, la polizia ha rimosso le targhe e confiscato il libretto di circolazione, impedendo così al nostro veicolo di circolare e a noi di tornare in Italia. La stessa sorte è toccata ad altri veicoli, compresi autobus carichi di turisti, tutti con targhe non austriache. Quando mi sono preso la libertà di chiedere una spiegazione, richiedendo esplicitamente un interprete perché incredulo di fronte a quanto stava accadendo, mi sono ritrovato circondato da cinque agenti con un atteggiamento intimidatorio e minaccioso, e mi è stato negato l'interprete. Dopo aver trascorso la notte nel camper parcheggiato fuori dall'officina, durante la quale siamo stati persino avvicinati da presunti meccanici che offrivano soluzioni dubbie, il 7 dicembre siamo riusciti a organizzare, con numerose difficoltà, poiché nessun veicolo italiano si è fidato di venirci in aiuto, il nostro rimpatrio e quello del veicolo con un carro attrezzi privato austriaco, per raggiungere il confine a Tarvisio e poi Tolmezzo, dove il veicolo si trova ancora. Da quella data in poi, è stato un vicolo cieco burocratico: siamo stati rimbalzati da un ufficio all'altro, da un'istituzione all'altra, da una versione all'altra, con la costante incertezza di cosa dovessimo o potessimo fare per risolvere questa situazione paradossale. Siamo stati persino minacciati che tutta la documentazione sequestrata sarebbe stata presto distrutta, e nessuna delle autorità italiane che abbiamo contattato (ricordiamo che le targhe dei veicoli sono di proprietà dello Stato italiano) è stata in grado di intervenire a nostro favore. In pratica, un veicolo che è stato legalmente ispezionato in Italia è ora un “fantasma” senza documenti né targhe, parcheggiato nel piazzale di un'officina in attesa del suo destino. Infine, va notato che, solo di recente, le uniche istituzioni che ci stanno dando sostegno sono i consolati italiani a Graz e Vienna. Scrivo questa lettera affinché la mia esperienza, purtroppo ancora irrisolta, possa essere utile ad altri che si trovano nella mia situazione. Valeri Favero e Margherita Grosso. Grisen
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In risposta al messaggio di Grisen del 02/02/2026 alle 19:18:28Posso avere il link all'articolo di giornale?
Salve a tutti, vi riporto un articolo di giornale apparso il 28 gennaio su Le Lettere “ del Messaggero Veneto ( giornale locale della regione in cui vive lo sfortunato protagonista ). La vicenda è vera. Ho provvedutoa trascriverla in un formato leggibile. L' incidente a Graz Il nostro camper è diventato un fantasma. Gentile direttore, le scrivo per segnalare un incidente piuttosto sfortunato che è capitato a me e al mia compagna un mese fa nella città di Graz. Il 6 dicembre, io e la mia compagna abbiamo deciso di prendere il nostro camper per un breve soggiorno nella città di Graz, in Stiria (Austria). Una volta arrivati vicino al campeggio dove intendevamo soggiornare, siamo stati fermati dalla polizia locale per un controllo, anche se non avevamo commesso alcuna infrazione stradale. Dopo una rapida ispezione del veicolo e dei documenti che abbiamo fornito (patente di guida e libretto di circolazione), gli agenti ci hanno ordinato di seguirli per un controllo più approfondito e ci hanno scortati in un'officina della polizia alla periferia della città dove, dopo un'ispezione meticolosa, ci è stato consegnato un verbale, scritto esclusivamente in tedesco, che elencava tutta una serie di difetti/guasti che erano stati riscontrati. Sebbene avessimo fatto notare che il veicolo era stato sottoposto a manutenzione nell'agosto 2025 con esito positivo, ci hanno multato per un importo molto elevato, che abbiamo pagato, anche se non ci sono stati forniti dettagli al riguardo. Tuttavia, la situazione è rapidamente peggiorata: nonostante il pagamento, la polizia ha rimosso le targhe e confiscato il libretto di circolazione, impedendo così al nostro veicolo di circolare e a noi di tornare in Italia. La stessa sorte è toccata ad altri veicoli, compresi autobus carichi di turisti, tutti con targhe non austriache. Quando mi sono preso la libertà di chiedere una spiegazione, richiedendo esplicitamente un interprete perché incredulo di fronte a quanto stava accadendo, mi sono ritrovato circondato da cinque agenti con un atteggiamento intimidatorio e minaccioso, e mi è stato negato l'interprete. Dopo aver trascorso la notte nel camper parcheggiato fuori dall'officina, durante la quale siamo stati persino avvicinati da presunti meccanici che offrivano soluzioni dubbie, il 7 dicembre siamo riusciti a organizzare, con numerose difficoltà, poiché nessun veicolo italiano si è fidato di venirci in aiuto, il nostro rimpatrio e quello del veicolo con un carro attrezzi privato austriaco, per raggiungere il confine a Tarvisio e poi Tolmezzo, dove il veicolo si trova ancora. Da quella data in poi, è stato un vicolo cieco burocratico: siamo stati rimbalzati da un ufficio all'altro, da un'istituzione all'altra, da una versione all'altra, con la costante incertezza di cosa dovessimo o potessimo fare per risolvere questa situazione paradossale. Siamo stati persino minacciati che tutta la documentazione sequestrata sarebbe stata presto distrutta, e nessuna delle autorità italiane che abbiamo contattato (ricordiamo che le targhe dei veicoli sono di proprietà dello Stato italiano) è stata in grado di intervenire a nostro favore. In pratica, un veicolo che è stato legalmente ispezionato in Italia è ora un “fantasma” senza documenti né targhe, parcheggiato nel piazzale di un'officina in attesa del suo destino. Infine, va notato che, solo di recente, le uniche istituzioni che ci stanno dando sostegno sono i consolati italiani a Graz e Vienna. Scrivo questa lettera affinché la mia esperienza, purtroppo ancora irrisolta, possa essere utile ad altri che si trovano nella mia situazione. Valeri Favero e Margherita Grosso. Grisen
In risposta al messaggio di Grisen del 02/02/2026 alle 19:18:28Indubbiamente quel veicolo non era idoneo a circolare su suolo Austriaco, (probabilmente nemmeno Italiano) quindi gli agenti avranno fatto quello che si prevede in questi casi.
Salve a tutti, vi riporto un articolo di giornale apparso il 28 gennaio su Le Lettere “ del Messaggero Veneto ( giornale locale della regione in cui vive lo sfortunato protagonista ). La vicenda è vera. Ho provvedutoa trascriverla in un formato leggibile. L' incidente a Graz Il nostro camper è diventato un fantasma. Gentile direttore, le scrivo per segnalare un incidente piuttosto sfortunato che è capitato a me e al mia compagna un mese fa nella città di Graz. Il 6 dicembre, io e la mia compagna abbiamo deciso di prendere il nostro camper per un breve soggiorno nella città di Graz, in Stiria (Austria). Una volta arrivati vicino al campeggio dove intendevamo soggiornare, siamo stati fermati dalla polizia locale per un controllo, anche se non avevamo commesso alcuna infrazione stradale. Dopo una rapida ispezione del veicolo e dei documenti che abbiamo fornito (patente di guida e libretto di circolazione), gli agenti ci hanno ordinato di seguirli per un controllo più approfondito e ci hanno scortati in un'officina della polizia alla periferia della città dove, dopo un'ispezione meticolosa, ci è stato consegnato un verbale, scritto esclusivamente in tedesco, che elencava tutta una serie di difetti/guasti che erano stati riscontrati. Sebbene avessimo fatto notare che il veicolo era stato sottoposto a manutenzione nell'agosto 2025 con esito positivo, ci hanno multato per un importo molto elevato, che abbiamo pagato, anche se non ci sono stati forniti dettagli al riguardo. Tuttavia, la situazione è rapidamente peggiorata: nonostante il pagamento, la polizia ha rimosso le targhe e confiscato il libretto di circolazione, impedendo così al nostro veicolo di circolare e a noi di tornare in Italia. La stessa sorte è toccata ad altri veicoli, compresi autobus carichi di turisti, tutti con targhe non austriache. Quando mi sono preso la libertà di chiedere una spiegazione, richiedendo esplicitamente un interprete perché incredulo di fronte a quanto stava accadendo, mi sono ritrovato circondato da cinque agenti con un atteggiamento intimidatorio e minaccioso, e mi è stato negato l'interprete. Dopo aver trascorso la notte nel camper parcheggiato fuori dall'officina, durante la quale siamo stati persino avvicinati da presunti meccanici che offrivano soluzioni dubbie, il 7 dicembre siamo riusciti a organizzare, con numerose difficoltà, poiché nessun veicolo italiano si è fidato di venirci in aiuto, il nostro rimpatrio e quello del veicolo con un carro attrezzi privato austriaco, per raggiungere il confine a Tarvisio e poi Tolmezzo, dove il veicolo si trova ancora. Da quella data in poi, è stato un vicolo cieco burocratico: siamo stati rimbalzati da un ufficio all'altro, da un'istituzione all'altra, da una versione all'altra, con la costante incertezza di cosa dovessimo o potessimo fare per risolvere questa situazione paradossale. Siamo stati persino minacciati che tutta la documentazione sequestrata sarebbe stata presto distrutta, e nessuna delle autorità italiane che abbiamo contattato (ricordiamo che le targhe dei veicoli sono di proprietà dello Stato italiano) è stata in grado di intervenire a nostro favore. In pratica, un veicolo che è stato legalmente ispezionato in Italia è ora un “fantasma” senza documenti né targhe, parcheggiato nel piazzale di un'officina in attesa del suo destino. Infine, va notato che, solo di recente, le uniche istituzioni che ci stanno dando sostegno sono i consolati italiani a Graz e Vienna. Scrivo questa lettera affinché la mia esperienza, purtroppo ancora irrisolta, possa essere utile ad altri che si trovano nella mia situazione. Valeri Favero e Margherita Grosso. Grisen
In risposta al messaggio di Grisen del 02/02/2026 alle 19:18:28Forse il camper non rispettava le norme antinquinamento con la rimozione/esclusione dei dispositivi originali ?
Salve a tutti, vi riporto un articolo di giornale apparso il 28 gennaio su Le Lettere “ del Messaggero Veneto ( giornale locale della regione in cui vive lo sfortunato protagonista ). La vicenda è vera. Ho provvedutoa trascriverla in un formato leggibile. L' incidente a Graz Il nostro camper è diventato un fantasma. Gentile direttore, le scrivo per segnalare un incidente piuttosto sfortunato che è capitato a me e al mia compagna un mese fa nella città di Graz. Il 6 dicembre, io e la mia compagna abbiamo deciso di prendere il nostro camper per un breve soggiorno nella città di Graz, in Stiria (Austria). Una volta arrivati vicino al campeggio dove intendevamo soggiornare, siamo stati fermati dalla polizia locale per un controllo, anche se non avevamo commesso alcuna infrazione stradale. Dopo una rapida ispezione del veicolo e dei documenti che abbiamo fornito (patente di guida e libretto di circolazione), gli agenti ci hanno ordinato di seguirli per un controllo più approfondito e ci hanno scortati in un'officina della polizia alla periferia della città dove, dopo un'ispezione meticolosa, ci è stato consegnato un verbale, scritto esclusivamente in tedesco, che elencava tutta una serie di difetti/guasti che erano stati riscontrati. Sebbene avessimo fatto notare che il veicolo era stato sottoposto a manutenzione nell'agosto 2025 con esito positivo, ci hanno multato per un importo molto elevato, che abbiamo pagato, anche se non ci sono stati forniti dettagli al riguardo. Tuttavia, la situazione è rapidamente peggiorata: nonostante il pagamento, la polizia ha rimosso le targhe e confiscato il libretto di circolazione, impedendo così al nostro veicolo di circolare e a noi di tornare in Italia. La stessa sorte è toccata ad altri veicoli, compresi autobus carichi di turisti, tutti con targhe non austriache. Quando mi sono preso la libertà di chiedere una spiegazione, richiedendo esplicitamente un interprete perché incredulo di fronte a quanto stava accadendo, mi sono ritrovato circondato da cinque agenti con un atteggiamento intimidatorio e minaccioso, e mi è stato negato l'interprete. Dopo aver trascorso la notte nel camper parcheggiato fuori dall'officina, durante la quale siamo stati persino avvicinati da presunti meccanici che offrivano soluzioni dubbie, il 7 dicembre siamo riusciti a organizzare, con numerose difficoltà, poiché nessun veicolo italiano si è fidato di venirci in aiuto, il nostro rimpatrio e quello del veicolo con un carro attrezzi privato austriaco, per raggiungere il confine a Tarvisio e poi Tolmezzo, dove il veicolo si trova ancora. Da quella data in poi, è stato un vicolo cieco burocratico: siamo stati rimbalzati da un ufficio all'altro, da un'istituzione all'altra, da una versione all'altra, con la costante incertezza di cosa dovessimo o potessimo fare per risolvere questa situazione paradossale. Siamo stati persino minacciati che tutta la documentazione sequestrata sarebbe stata presto distrutta, e nessuna delle autorità italiane che abbiamo contattato (ricordiamo che le targhe dei veicoli sono di proprietà dello Stato italiano) è stata in grado di intervenire a nostro favore. In pratica, un veicolo che è stato legalmente ispezionato in Italia è ora un “fantasma” senza documenti né targhe, parcheggiato nel piazzale di un'officina in attesa del suo destino. Infine, va notato che, solo di recente, le uniche istituzioni che ci stanno dando sostegno sono i consolati italiani a Graz e Vienna. Scrivo questa lettera affinché la mia esperienza, purtroppo ancora irrisolta, possa essere utile ad altri che si trovano nella mia situazione. Valeri Favero e Margherita Grosso. Grisen
In risposta al messaggio di salvatore del 03/02/2026 alle 12:06:07In Austria per il sovrappeso fanno una multa, orientativamente tra 70 e 300 euro a seconda del sovrapeso, fanno buttare a terra l acqua e rilasciano un salvacondotto di 24h per lasciare il loro territorio, senza piu potere incappare in una multa.
Concordo sul fatto che la descrizione dell' accaduto e' alquanto confusa. Penso anche io che si trattasse di un veicolo con problemi. Ma anche fosse in ordine, sappiamo comunque tutti che i camper che circolano in Italiasono per la gran parte fuori peso e che questa circostanza e' nota da tempo alla polizia austriaca e svizzera. Sarebbe interessante leggere il verbale della polizia.
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In risposta al messaggio di Leocamp del 03/02/2026 alle 09:04:50Se per andare al Nord non si passa dall Austria, si passerebbe poi dalla Svizzera?, cioè dalla padella nella brace.
Non riesco a capire come non sia stato possibile dialogare con i poliziotti, un traduttore sul telefonino lo abbiamo ormai tutti; e per tradurre un testo, basta inquadrarlo con Google translator (gratis) per leggere la traduzionein tempo reale. Comunque neppure sul mio navi ci sarà mai piú la mappa dell'Austria. Tempo fa mi è stata addebitata una multa con ammontare piú che doppio, perché a loro detta non avevo onorato il primo avviso di pagamento inviato a casa mia. In realtà il primo avviso non è mai arrivato al mio domicilio. Ho anche ottenuto una dichiarazione di Poste Italiane, attestante che nessuna missiva proveniente dall'Austria era arrivata al mio domicilio precedentemente, ma nulla è valso. Ho pagato. Ho in seguito scoperto in rete che questa pratica di passare direttamente al secondo avviso con sanzione piú che raddoppiata, sembra essere di uso comune da parte delle autorità austriache, che ha riguardato e tuttora riguarda decine di multati italiani. Qualcosa non quadra neppure a me, ma nei loro riguardi. Da allora, per me Austria kaputt...
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In risposta al messaggio di IZ4DJI del 03/02/2026 alle 12:38:05Concordo pienamente con Tommy. L'Austria è un vero paradiso. Anche io ci passo spesso e mai nessun problema riscontrato
Se per andare al Nord non si passa dall Austria, si passerebbe poi dalla Svizzera?, cioè dalla padella nella brace. Quella si che la ho ritagliata via dalla carta geografica Personalmente penso di avere attraversato lAustria almeno 100 volte se non di piu, e ci ho fatto anche alcune vacanze o viaggetti, e mai avuto problemi. Anzi nelle loro Aree di Servizio si pernotta sereni e tranquilli piu che qui da noi.
In risposta al messaggio di Grisen del 02/02/2026 alle 19:18:28Ma erano veri poliziotti?
Salve a tutti, vi riporto un articolo di giornale apparso il 28 gennaio su Le Lettere “ del Messaggero Veneto ( giornale locale della regione in cui vive lo sfortunato protagonista ). La vicenda è vera. Ho provvedutoa trascriverla in un formato leggibile. L' incidente a Graz Il nostro camper è diventato un fantasma. Gentile direttore, le scrivo per segnalare un incidente piuttosto sfortunato che è capitato a me e al mia compagna un mese fa nella città di Graz. Il 6 dicembre, io e la mia compagna abbiamo deciso di prendere il nostro camper per un breve soggiorno nella città di Graz, in Stiria (Austria). Una volta arrivati vicino al campeggio dove intendevamo soggiornare, siamo stati fermati dalla polizia locale per un controllo, anche se non avevamo commesso alcuna infrazione stradale. Dopo una rapida ispezione del veicolo e dei documenti che abbiamo fornito (patente di guida e libretto di circolazione), gli agenti ci hanno ordinato di seguirli per un controllo più approfondito e ci hanno scortati in un'officina della polizia alla periferia della città dove, dopo un'ispezione meticolosa, ci è stato consegnato un verbale, scritto esclusivamente in tedesco, che elencava tutta una serie di difetti/guasti che erano stati riscontrati. Sebbene avessimo fatto notare che il veicolo era stato sottoposto a manutenzione nell'agosto 2025 con esito positivo, ci hanno multato per un importo molto elevato, che abbiamo pagato, anche se non ci sono stati forniti dettagli al riguardo. Tuttavia, la situazione è rapidamente peggiorata: nonostante il pagamento, la polizia ha rimosso le targhe e confiscato il libretto di circolazione, impedendo così al nostro veicolo di circolare e a noi di tornare in Italia. La stessa sorte è toccata ad altri veicoli, compresi autobus carichi di turisti, tutti con targhe non austriache. Quando mi sono preso la libertà di chiedere una spiegazione, richiedendo esplicitamente un interprete perché incredulo di fronte a quanto stava accadendo, mi sono ritrovato circondato da cinque agenti con un atteggiamento intimidatorio e minaccioso, e mi è stato negato l'interprete. Dopo aver trascorso la notte nel camper parcheggiato fuori dall'officina, durante la quale siamo stati persino avvicinati da presunti meccanici che offrivano soluzioni dubbie, il 7 dicembre siamo riusciti a organizzare, con numerose difficoltà, poiché nessun veicolo italiano si è fidato di venirci in aiuto, il nostro rimpatrio e quello del veicolo con un carro attrezzi privato austriaco, per raggiungere il confine a Tarvisio e poi Tolmezzo, dove il veicolo si trova ancora. Da quella data in poi, è stato un vicolo cieco burocratico: siamo stati rimbalzati da un ufficio all'altro, da un'istituzione all'altra, da una versione all'altra, con la costante incertezza di cosa dovessimo o potessimo fare per risolvere questa situazione paradossale. Siamo stati persino minacciati che tutta la documentazione sequestrata sarebbe stata presto distrutta, e nessuna delle autorità italiane che abbiamo contattato (ricordiamo che le targhe dei veicoli sono di proprietà dello Stato italiano) è stata in grado di intervenire a nostro favore. In pratica, un veicolo che è stato legalmente ispezionato in Italia è ora un “fantasma” senza documenti né targhe, parcheggiato nel piazzale di un'officina in attesa del suo destino. Infine, va notato che, solo di recente, le uniche istituzioni che ci stanno dando sostegno sono i consolati italiani a Graz e Vienna. Scrivo questa lettera affinché la mia esperienza, purtroppo ancora irrisolta, possa essere utile ad altri che si trovano nella mia situazione. Valeri Favero e Margherita Grosso. Grisen
In risposta al messaggio di Grisen del 02/02/2026 alle 19:18:28Questo è ciò che era stato scritto in un post su Facebook... dallo sfortunato camperista
Salve a tutti, vi riporto un articolo di giornale apparso il 28 gennaio su Le Lettere “ del Messaggero Veneto ( giornale locale della regione in cui vive lo sfortunato protagonista ). La vicenda è vera. Ho provvedutoa trascriverla in un formato leggibile. L' incidente a Graz Il nostro camper è diventato un fantasma. Gentile direttore, le scrivo per segnalare un incidente piuttosto sfortunato che è capitato a me e al mia compagna un mese fa nella città di Graz. Il 6 dicembre, io e la mia compagna abbiamo deciso di prendere il nostro camper per un breve soggiorno nella città di Graz, in Stiria (Austria). Una volta arrivati vicino al campeggio dove intendevamo soggiornare, siamo stati fermati dalla polizia locale per un controllo, anche se non avevamo commesso alcuna infrazione stradale. Dopo una rapida ispezione del veicolo e dei documenti che abbiamo fornito (patente di guida e libretto di circolazione), gli agenti ci hanno ordinato di seguirli per un controllo più approfondito e ci hanno scortati in un'officina della polizia alla periferia della città dove, dopo un'ispezione meticolosa, ci è stato consegnato un verbale, scritto esclusivamente in tedesco, che elencava tutta una serie di difetti/guasti che erano stati riscontrati. Sebbene avessimo fatto notare che il veicolo era stato sottoposto a manutenzione nell'agosto 2025 con esito positivo, ci hanno multato per un importo molto elevato, che abbiamo pagato, anche se non ci sono stati forniti dettagli al riguardo. Tuttavia, la situazione è rapidamente peggiorata: nonostante il pagamento, la polizia ha rimosso le targhe e confiscato il libretto di circolazione, impedendo così al nostro veicolo di circolare e a noi di tornare in Italia. La stessa sorte è toccata ad altri veicoli, compresi autobus carichi di turisti, tutti con targhe non austriache. Quando mi sono preso la libertà di chiedere una spiegazione, richiedendo esplicitamente un interprete perché incredulo di fronte a quanto stava accadendo, mi sono ritrovato circondato da cinque agenti con un atteggiamento intimidatorio e minaccioso, e mi è stato negato l'interprete. Dopo aver trascorso la notte nel camper parcheggiato fuori dall'officina, durante la quale siamo stati persino avvicinati da presunti meccanici che offrivano soluzioni dubbie, il 7 dicembre siamo riusciti a organizzare, con numerose difficoltà, poiché nessun veicolo italiano si è fidato di venirci in aiuto, il nostro rimpatrio e quello del veicolo con un carro attrezzi privato austriaco, per raggiungere il confine a Tarvisio e poi Tolmezzo, dove il veicolo si trova ancora. Da quella data in poi, è stato un vicolo cieco burocratico: siamo stati rimbalzati da un ufficio all'altro, da un'istituzione all'altra, da una versione all'altra, con la costante incertezza di cosa dovessimo o potessimo fare per risolvere questa situazione paradossale. Siamo stati persino minacciati che tutta la documentazione sequestrata sarebbe stata presto distrutta, e nessuna delle autorità italiane che abbiamo contattato (ricordiamo che le targhe dei veicoli sono di proprietà dello Stato italiano) è stata in grado di intervenire a nostro favore. In pratica, un veicolo che è stato legalmente ispezionato in Italia è ora un “fantasma” senza documenti né targhe, parcheggiato nel piazzale di un'officina in attesa del suo destino. Infine, va notato che, solo di recente, le uniche istituzioni che ci stanno dando sostegno sono i consolati italiani a Graz e Vienna. Scrivo questa lettera affinché la mia esperienza, purtroppo ancora irrisolta, possa essere utile ad altri che si trovano nella mia situazione. Valeri Favero e Margherita Grosso. Grisen
In risposta al messaggio di salito del 03/02/2026 alle 13:13:59cioe' sei mesi prima
. Sebbene avessimo fatto notare che il veicolo era stato sottoposto a manutenzione nell'agosto 2025 con esito positivo ' Mi ripeto l esito positivo della revisione agosto 2025' cioe' sei mesi prima non vuol dire nulla .dicesolo che il quel giorno a quell ora il veicolo era in ordine s poi appena uscito in strrada ha iniziato il degrado dovuto al passare del tempo e forse i km forse l uso forse l inedia forse...forse...Di certo il 6 dicembre sono state riscontrate delle irregolarità e da qui in poi senza ombra fi dibbio il comportamento il come proporsi ai poliziotti ha fatto il peggio Polizioti prevenuti verso friulani italiani confinanti il camperista prevenuto nei confronti dei polizioti ,polizioti aistriaci confinanti eccet Anche a più di qualche alto atesino anzi Sudtirolese ( cioe lingua tedesca ) capita di scontrarsi con loro sono cugini ( pensano di essere fratelli ma si sa che chi porta la divisa pretende ...si sente superiore fin da ragazzini per gioco Si diceva paga la multa e taci
In risposta al messaggio di giorgioste del 03/02/2026 alle 13:47:33paga la multa e taci """
cioe' sei mesi prima a quanto scrive, i mesi sono quattro, non sei... e quindi, secondo te, un camper di 25 anni passa la revisione, e dopo quattro mesi si autodistrugge? paga la multa e taci a quanto scrive, lui lamulta l'ha pagata ma si vede che non è bastato. Inoltre, qualsiasi cosa sia successa, qualsiasi problema abbia avuto, chi gli dà contro è convinto che gli debba essere vietato riavere il mezzo anche volendo ripristinare gli eventuali problemi? Sempre che fossero reali e non solo amplificati dall'essere italiano. per chi si è sempre trovato bene, gli garantisco che se per qualche motivo ti assalgono, non è assolutamente piacevole... altro che tradurre con il telefonino... e spero per loro, di non essere mai fermati, con una scusa qualsiasi, solo perché hanno voglia di punire uno straniero a caso. PS io non ero in camper, e avevo tutto in regola, l'infrazione che mi hanno inferto l'hanno solo immaginata e non l'avevano neanche vista per la stessa ammissione (a gesti e a parole interpretate a spizzichi e bocconi) di uno di loro, che però non era il capo della pattuglia