Inserito il 24/09/2012 alle: 21:45:59
… ‘Nick Ombra’.
Era questo il suo vero lavoro.
I vicini e i pochi amici che aveva erano convinti che si occupasse di assicurazioni ed infatti, a più riprese, vendeva loro qualche polizza per l’auto o il camper che poi girava a una agenzia della ‘Tifotto Assicurazioni’.
Il suo stile di vita appariva in linea con l’attività ‘ufficiale’ per cui non sfoggiava auto o vestiti di lusso ma nemmeno dozzinali.
Aveva una donna delle pulizie, che pagava regolarmente ‘in nero’ perché la sua rettitudine morale era almeno pari di quella della signora in questione, e una gatta che era capitata un paio di anni prima nel suo piccolo cortile sul retro del suo appartamento al piano terra.
Lei aveva deciso di restare e lui aveva deciso che un po’ di discreta compagnia non gli sarebbe dispiaciuta.
I gatti gli piacevano, avevano un modo tutto loro di scegliersi la sistemazione a loro più congeniale.
La sua gatta adorava il suo appartamento e tollerava che lui lo dividesse con lei. Qualche volta, e sempre per pochi minuti, cercava qualche carezza ma poi, improvvisamente, schizzava via e andava sul terzo ripiano della libreria a stendersi tra i volumi di ‘Henry Kissinger-gli anni della Presidenza’ e ‘A volte ritornano’ di Stephen King’. Era diventato il suo nascondiglio preferito al punto che quando lui rientrava a casa quello era il primo posto dove i suoi occhi la cercavano.
La coda o una zampa penzoloni erano, secondo i giorni, ciò che di lei si intravedeva sullo scaffale.
Uno serviva all’altra in modo diverso ma entrambi avevano bisogno che l’altro esistesse.
I suoi ingaggi non erano frequenti ma molto ben remunerati, esentasse e… molto ma molto discreti. Il suo ‘reddito ombra’ era compreso in un ‘reng’ da ‘buono’ a ‘molto buono’… con punte di ‘scandaloso’.
Quel sabato mattina aveva controllato la sua casella di posta elettronica e aveva aperto la mail.
Dopo poche righe i suoi occhi si erano illuminati…
“Abbiamo del lavoro da fare Gegia e a quanto pare con questo ingaggio anche la tua quinta vita, sulle sette che hai a disposizione, sarà serena e confortevole…”
Gegia scrollò le orecchie come solo i gatti sanno fare, si girò sulla schiena e… continuò a dormire.
La mail era scritta secondo gli accordi. Essenziale, chiara e spietata. Lo erano sempre. Contenevano solo il nick da marginalizzare, la categoria e alcuni riferimenti di carattere generale.
Era pagato secondo la tariffa stabilita da lui. Prendere o lasciare.
Per nick di categoria ‘Troll’ il suo onorario andava da 3.000 a 5.000 dollari di COL.
I nick che appartenevano alla categoria ‘Spack e Kazz’ avevano una quotazione più alta. Si poteva arrivare agli 8.000 dollari ma quelli per cui valeva la pena impegnarsi veramente erano quelli appartenenti alla categoria dei ‘COLioni seriali’… l’ultimo che aveva marginalizzato gli aveva fruttato 30.000 dollari di COL.
In genere per i nick appartenenti alla categoria ‘Troll’ i suoi servigi non venivano richiesti ma c’erano alcune eccezioni come ad esempio quando i Troll si ‘affacciavano’ tutti insieme e i ‘Regolari’ non era in grado di contrastarli tutti tempestivamente… in quel caso gli venivano appaltati ‘lavoretti di pulizia’ a supporto.
Per i nick in categoria ‘Spack e Kazz’ il discorso cambiava… erano mediamente più abili e sfruttavano le pieghe del Regolamento a proprio vantaggio al punto che la neutralizzazione non era mai agevole e spesso anche ‘impugnabile’.
Situazioni di questo tipo erano più facilmente risolvibili con metodi ‘non convenzionali’ e lui era il metodo ‘non convenzionale’.
I ‘COLioni seriali’ erano invece brutti clienti. Subdoli come serpi. Erano cauti e furbi come volpi ma, per sua fortuna, intelligenti come capibara.
Individuarli non era facile e ancora meno lo era stressarli per portarli a compiere una ninchiata che giustificasse l’espulsione ma lui aveva un innato ‘killer instinct’ e una certezza… I ‘COLioni seriali’ avevano colpito in passato e avrebbero colpito in futuro. Ognuno aveva il suo modus operandi, ripetitivo e monotono… un’impronta digitale del comportamento.
Molto spesso erano attivi anche ‘in chiaro’ con altro nick.
Sebbene fossero abili nel cambiare modo di scrivere, stile e approccio dopo un numero sufficiente di interventi era possibile delinearne il profilo.
Una comparazione con alcuni ‘modelli’ schedati nel suo ‘databeis’ dava spesso una forte caratterizzazione.
Una volta svolto questo lavoro di analisi affrontava la fase che, oltre al denaro, gli procurava scosse adrenaliniche intense che raggiungevano il culmine nel momento dell’eliminazione dell’obiettivo.
Sapeva di essere uno psicopatico, probabilmente peggiore di quelli a cui dava la caccia ma per puro caso lui era il cacciatore e gli altri le prede e sino a quando le cose stavano in questi termini il problema non era suo.
Si preparò per uscire. Doveva andare a ritirare un nuovo ‘giocattolino’ elettronico in grado di semplificargli enormemente il lavoro ma che, al tempo stesso, lo avrebbe reso anche più noioso.
Si guardò allo specchio mentre si metteva il cappello. Curava molto il suo aspetto e controllò con attenzione che i suoi baffetti pepe e sale fossero in ‘pandan’ con le sopracciglia.
I suoi occhietti azzurri brillavano dietro le lenti degli occhiali da vista e gli conferivano un’espressione famelica che non era intonata alla sensazione che voleva trasferire a chi lo incontrava… lui non voleva essere ricordato ma se fosse successo dovevano riferire di un uomo dall’espressione mite e dall’aspetto ordinario.
Uscì di casa e a piedi si diresse verso il negozio di elettronica a due isolati da distanza.
L’aria era umida e ancora tiepida. Si guardò intorno per vedere se nei dintorni vi fosse qualche faccia sospetta ma non vide nessuno.
Sapeva che prima o poi quel mentecatto di Decimo avrebbe scritto qualcosa sui cacciatori di ‘nick ombra’, aveva sin troppa fantasia e un discreto cvlo e avrebbe senz’altro suscitato più di qualche curiosità nell’opinione pubblica.
Era giunto alla conclusione che sarebbe stato meglio farlo tacere.
Quando ne aveva fatto cenno con i ‘Regolari’ non aveva ricevuto nessuna risposta… nemmeno una velata allusione. Era sufficiente… si sarebbe occupato di Decimo non appena ‘marginalizzato’ il ‘COLione seriale’…
Sarebbe stato imbarazzante per i ‘Regolari’ e pericoloso per lui se quello avesse ‘sparato’ un post del tipo… ‘Cacciatore di… ‘Nick Ombra’.
Niente che non si potesse gestire con un lucchetto e un art.8 ma poi Decimo avrebbe dovuto sparire… lo avrebbero prelevato e poi interrogato per sapere se aveva qualche informatore e, una volta spremuto, sarebbe stato eliminato. Qualcuno avrebbe ‘postato’ ad arte con il nick di Decimo per non destare sospetti per un certo periodo di tempo. Avrebbe scritto che quello dei ‘nick ombra’ era una delle sue tante ninchiate e poi l’opnione pubblica si sarebbe buttata su altri post del tipo… ‘Ho fatto la plin plin nella doccia del campeggio… sarà peccato?’
Mentre la sua mente vagava su questi pensieri un sorriso malvagio gli si dipinse sul viso. Se ne rese conto e, prima che il commesso alzasse lo sguardo su di lui mentre entrava nel negozio, assunse di nuovo la sua consueta espressione bonaria.
p.s. Scusate bussano alla porta... chi sarà a quest'ora? Vedo a vedere e torno subito... spero[8)][8)][:D][:D]